Riceviamo e pubblichiamo da un gruppo di cittadini di Champorcher
(©facebook.com) -
Cooperativa di tessitura della canapa Lou Dzeut
Un gruppo di cittadini di Champorcher hanno scritto alla nostra redazione per lamentare il trasferimento della Cooperativa di tessitura della canapa Lou Dzeut da Champorcher a Donnas. La lettera aperta (è stata anche inviata alla Cooperativa, ai consiglieri regionali e a quelli del Comune di Champorcher.
«Apprendiamo dai giornali locali, con amarezza e delusione, che la Cooperava di tessitura della canapa Lou Dzeut, nata proprio con il proposito di mantenere viva una lavorazione tradizionale pica sul territorio di Champorcher, riconosciuta anche dalla Regione, e di favorire l’occupazione in un paese di montagna a rischio di spopolamento, ha deciso di trasferirsi a Donnas.
Veniamo anche a conoscenza che la sua sede legale – ma non quella dove avverrà la produzione – sarà ancora a Champorcher e che, quando i lavori di restauro del locale ecomuseo della canapa saranno termina, lo gestirà la Cooperava, insieme ad un punto vendita dei suoi prodotti (probabilmente il locale soprastante l’ecomuseo, nella “Maison de Thomas”).
Ci dispiace, come a molte altre persone, abitanti e turistiaffezionati al paese, sapere, da terzi, che le cose sono già decise.
Sicuramente la fondatrice della Cooperava, nel 1989, Maria Gontier, che si era tanto impegnata, anima e cuore, per tenere viva questa attività si rivolterà nella tomba a vedere trasferito altrove un vero e proprio tesoro della nostra comunità.
Dalla fine degli anni ‘90 del Novecento, la “Maison de Thomas”, acquistata per volontà dell’ex sindaco Pierino Danna e già restaurata nel 2005 per la parte museale (stalla e cucina), pareva essere destinata a laboratorio tessile, proprio gestito da Lou Dzeut. Tanti soldi pubblici, fondi del comune ed europei, sono stati utilizzati negli anni per interventisulle strutture ecomuseo, Maison de Thomas, e per studi, filmatie catalogazione dei manufatti.
Non si deve dimenticare che una gran parte delle entrate della Cooperava proviene dalla Regione che sostiene le lavorazioni piche della Valle, in base alla legge n.44 del 1991, che cita tra le altre “la lavorazione della fibra di canapa di Champorcher. Proprio per questa precisa definizione geografica della lavorazione pica (“A Champorcher”), che non si deve cambiare, non deve esserci delocalizzazione della produzione.
Sarebbe un colpo basso per la comunità di Champorcher che annullerebbe un pezzo importante della sua identità culturale; si cancellerebbero idealmente decenni di un’eccellenza artigianale, sminuendo la particolarità e la storicità della nostra “teila dè meison”, attestata fin dal Medioevo (nel censimento del 1858 i tessitori di canapa a Champorcher erano ben 69). Non vogliamo veder stravolta la nostra tradizione, la nostra cultura immateriale, il patrimonio di conoscenze plurisecolari delle donne e degli uomini di Champorcher e perdere un’importante risorsa turistica.
Per questi motivi, e per la generale situazione di declino socio-economico in cui viviamo, esprimiamo sdegno e preoccupazione, soprattutto per il futuro dei giovani che si trasferiscono con sempre maggiore frequenza altrove. Chiediamo un confronto pubblico con la Cooperava “Lou Dzeut”, con l’amministrazione comunale e con l’assessorato regionale alle attività produttive, soggetto principale che sostiene le attività tradizionali della Valle, per rivedere insieme una decisione che non ci piace, e per valorizzare, veramente, la “teila de meisón”, anche per rispetto a quanti l’hanno finora lavorata, nel tempo».
Pubblicato / aggiornato
il 13/07/2023 alle 09:22
Categoria:
Politica e Amministrazione