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Caldo: ghiacciai in sofferenza

Caldo: ghiacciai in sofferenza (©Arpa VdA) - Il ghiacciaio del Plateau Rosa nell'agosto del 2022

L’anno idrologico 2021/22 in Valle d’Aosta è stato, come nel resto delle Alpi e in Europa, caratterizzato da precipitazioni molto scarse e temperature sopra le medie climatologiche. È questo il quadro che emerge dal Rapporto Il clima in Italia nel 2022 del Sistema nazionale per la Protezione dell’Ambiente.

Per quanto riguarda le precipitazioni nevose dell’inverno 2021/22, il settore occidentale (zona Monte Bianco – Courmayeur) è stato quello che ha ricevuto, nel complesso, qualche evento nevoso in più rispetto al resto della regione, con alcuni eventi rilevanti nel corso di novembre e dicembre 2021 e tardivi in aprile, maggio 2022.
Negli altri settori invece, in Media e soprattutto in Bassa Valle, a parte qualche modesta nevicata iniziale, gli apporti sono stati molto scarsi da gennaio in avanti e, in diverse occasioni, è stato raggiunto il minimo storico dall’inizio delle misurazioni e si è verificata una scomparsa totale del manto nevoso anticipata.

Anche in merito alla situazione delle piogge, i dati inerenti le precipitazioni cumulate sono tutti ampiamente sotto i valori normali e in particolare nel settore orientale (bassa Valle d’Aosta, settore Monte Rosa – Gressoney) la curva coincide, verso fine stagione, con il minimo assoluto.

Con riferimento alla temperatura, maggio, giugno e luglio hanno fatto registrare temperature estremamente elevate e persistenti per numerosi giorni in cui lo zero termico regionale ha stazionato oltre i 5mila metri di quota.

La concomitanza di tutti questi fattori ha generato un significativo deficit di risorsa idrica a livello regionale, condizioni di forti stress per gli apparati glaciali ed importanti variazioni nei regimi di deflusso.

La situazione in Italia

Mentre a scala globale, sulla terraferma, il 2022 è stato il quinto anno più caldo della serie storica, in Italia con un’anomalia media di +1,23°C rispetto al valore climatologico 1991-2020, il 2022 è risultato l’anno più caldo dal 1961, superando di 0,58°C il precedente record assoluto del 2018 e di 1,0°C il valore del 2021.

Tutti i mesi dell’anno sono stati più caldi della media, a esclusione di marzo e aprile: anomalie superiori a 2°C si sono registrate a giugno (con il picco di +3,09°C) e nei mesi di luglio, ottobre e dicembre. L’anomalia più marcata in estate (+2,18°C), seguita dall’autunno (+1,38°C) e dall’inverno (+0,58°C).

Il 2022 è stato l’anno meno piovoso dal 1961, segnando un -22% rispetto alla media climatologica 1991-2020, con precipitazioni inferiori alla norma (-39%) da gennaio a luglio. Le anomalie sono state più marcate al Nord (-33%), seguite dal Centro (-15%) e dal Sud e Isole ( 13%).

A scala nazionale i mesi relativamente più secchi sono stati ottobre (-62%) e gennaio (-54%), mentre il mese relativamente più piovoso è stato agosto (+69%). Le prolungate condizioni di siccità, associate alle alte temperature, hanno determinato una forte riduzione della disponibilità naturale di risorsa idrica: stimata per l’Italia una disponibilità annua di 221,7 mm (ca. 67 km3), che rappresenta il minimo storico dal 1951 a oggi, e delinea una riduzione di circa il 50% rispetto alla disponibilità annua media di risorsa idrica stimata per l’ultimo trentennio climatologico 1991-2020.

Il protrarsi nel corso dell’anno di questa, finora rara, combinazione di precipitazioni nevose molto scarse e temperature decisamente sopra le medie climatologiche, ha contribuito ad alimentare le condizioni di forte siccità, oltre ad avere pesanti conseguente sui ghiacciai alpini che già a partire dai primi giorni di giugno si sono ritrovati in gran parte scoperti da neve: la fusione glaciale 2022 nel settore nord-occidentale delle Alpi è stata quattro volte più intensa rispetto alla media degli ultimi 20 anni.

Pubblicato / aggiornato il 20/07/2023 alle 14:04
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Categoria: Cultura