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Consumo di suolo: la Valle d’Aosta ha la percentuale più bassa

Consumo di suolo: la Valle d’Aosta ha la percentuale più bassa (©soil4life.eu)

Non solo cambiamenti climatici: a rendere il suolo cittadino ancora più caldo, soprattutto in estate, contribuisce, in gran parte, anche il consumo di suolo che, nel 2022, accelera arrivando alla velocità di 2,4 metri2 al secondo e avanzando, in dodici mesi, di altri 77 km2, oltre il 10% in più rispetto al 2021. Le città diventano sempre più calde.
Tuttavia, il consumo di suolo incide anche sull’esposizione della popolazione al rischio idrogeologico, oltre 900, un anno, gli ettari di territorio nazionale reso impermeabile nelle aree a pericolosità idraulica media, e provoca la costante diminuzione della disponibilità di aree agricole.
In 15 regioni italiani il suolo consumato stimato al 2022 supera il 5%. La Valle d’Aosta rimane la regione con la percentuale più bassa (2,15%).

Il confronto tra ripartizioni geografiche conferma i valori più alti di suolo consumato per le due ripartizioni del Nord, peraltro le uniche sopra il valore percentuale nazionale. La Lombardia detiene il primato anche in termini assoluti, con oltre 290mila ettari del suo territorio coperto artificialmente (il 13,5% delle aree artificiali italiane è in questa regione), contro gli appena 7mila ettari della Valle d’Aosta.

Gli incrementi maggiori, indicati dal consumo di suolo netto in ettari del 2022, sono avvenuti in Lombardia (con 908 ettari in più), Veneto (+739 ettari), Puglia (+718 ettari), Emilia-Romagna (+635), Piemonte (+617). La Valle d’Aosta è la regione con il consumo inferiore, ma aggiunge comunque più di 22 ettari alla sua superficie consumata.

Pubblicato / aggiornato il 25/10/2023 alle 11:58
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Categoria: Cultura