Ad Aosta, il convegno Manzoni e la scuola
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La Fondazione Natalino Sapegno organizza per venerdì 3 novembre 2023, nella Biblioteca regionale Bruno Salvadori di Aosta, un convegno di studi e di formazione sul tema Manzoni e la scuola, messo a disposizione anche su piattaforma Zoom, per consentirne una diffusione a livello nazionale: sono oltre 350, infatti, i docenti di tutta Italia che hanno già richiesto alla Fondazione di poter accedere alla piattaforma, che consentirà loro anche di porre delle domande ai relatori negli spazi previsti per il dibattito con i partecipanti.
Con questa iniziativa, indirizzata principalmente agli insegnanti di letteratura delle scuole secondarie di primo e di secondo grado, ma aperta anche a tutte le persone interessate, la Fondazione Sapegno intende proporre una riflessione approfondita su vari aspetti dell’opera manzoniana, al fine di valorizzarne la fondamentale presenza nella proposta scolastica. Per questo la Fondazione ha invitato ad Aosta importanti docenti di Letteratura italiana, Filologia, Linguistica e Storia della Lingua italiana, provenienti da diversi atenei italiani, che affronteranno il romanzo da diversi punti di vista (si veda in calce l’abstract degli interventi previsti).
Il convegno, articolato secondo il programma in calce, è organizzato dalla Fondazione Sapegno in collaborazione con il Dipartimento Sovraintendenza agli Studi della Regione autonoma Valle d’Aosta, ed è posto sotto il patrocinio del Centro Nazionale di Studi Manzoniani, dell’Associazione degli Italianisti e dell’Associazione degli Italianisti – Sezione Didattica.
L’iniziativa potrà essere seguita in presenza (entro il limite dei posti disponibili) o online.
Il programma
Alle ore 9.30
Bruno GERMANO – Presidente della Fondazione Natalino Sapegno Sul “moralismo” manzoniano: attualità di un dibattito
Il compito morale e civile del letterato è la ragione fondamentale della scrittura dei Promessi sposi. La visione etica che Manzoni espresse alla luce della fede religiosa gli ispirò riflessioni di profonda e sorprendente modernità anche in una concezione laica dell’uomo e della storia, ed è opportuno valorizzarle ai fini formativi.
Alle ore 10
Gino RUOZZI – Università di Bologna Manzoni per quali lettori? Tra obbligo e scelta
L’intervento si soffermerà sulla lettura di Manzoni obbligata nella scuola e su quella libera del mercato librario. Chi sono i lettori di Manzoni? Quali sono le opere lette di Manzoni? Sono naturalmente più le domande delle risposte. Il tentativo è capire quanto e che cosa si legge di Manzoni dopo gli anni dell’obbligo scolastico.
Pausa
Alle ore 11
Silvia TATTI – Sapienza Università di Roma Manzoni e la sfida romantica
Il mutamento di prospettiva dei recenti studi manzoniani, spinto anche dalle iniziative filologiche e editoriali, ha permesso di rileggere i testi dell’autore a partire da innovative chiavi di lettura. Nello stesso tempo, nuove piste di ricerca hanno modificato una lettura troppo sommaria del romanticismo italiano, sollevandolo dalla funzione centrale di oppositore del classicismo che non esaurisce le variabili e la complessità della sua articolata proposta. Lo statuto europeo di Manzoni, già evidenziato dalla critica, si costruisce anche a partire da queste nuove traiettorie e da una sua più puntuale collocazione all’interno della storia letteraria del tempo. La modernità dell’autore, nonostante il suo percorso in parte autonomo, emerge dall’intreccio costruttivo con le proposte più avanzate del romanticismo: le dinamiche comunicative, la profondità speculativa, il senso della storia collettiva e dell’introspezione individuale, il significato universale dell’arte. Da una rilettura della storia del Primo Ottocento emerge un quadro utile a fare leggere agli studenti Manzoni come interprete di una modernità che arriva fino ai nostri giorni.
Alle ore 11.30
Matteo MOTOLESE – Sapienza Università di Roma
Fuori dalla letteratura. La revisione linguistica dei Promessi sposi
Com’è noto, I promessi sposi si caratterizzano per uno stile che riproduce il parlato. Ai modelli letterari della tradizione Manzoni sostituisce la lingua parlata a Firenze dalle persone colte. Come è avvenuto questo cambiamento? In che modo Manzoni è riuscito a riprodurre sulla pagina una parlata che dominava solo per via scritta? Che effetto ha avuto tutto questo sulla lingua che usiamo oggi? Partendo da questi interrogativi, l’intervento punterà a illustrare le caratteristiche principali della revisione linguistica dei Promessi sposi dalla Ventisettana alla Quarantana.
Alle ore 12: Dibattito
Pausa pranzo
Alle ore 15
Francesco SPERA – Università di Milano
Una sequenza di scene animate: i capitoli XIV e XV del romanzo
Come spesso accade nei romanzi ottocenteschi, anche nei Promessi sposi insieme a capitoli più drammatici con scene più appassionanti si alternano capitoli dove la tensione del racconto si rallenta aprendo squarci di vita diversi in grado di illuminare l’operazione dello scrittore. Un esempio è dato dai capitoli XIV e XV del romanzo, quando Renzo, dopo l’episodio culminante del tumulto di san Martino, cerca una sistemazione per la notte e finisce per mettersi nei guai. In questa sequenza narrativa, in cui appaiono curiosi personaggi minori, si svolgono più scene in strani ambienti cittadini, emerge con evidenza la tipica sapiente tecnica del racconto di Manzoni e la fondamentale presenza dell’io narrante che caratterizza il romanzo.
Alle ore 15.30
Pierantonio FRARE – Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano Competenze di cittadinanza: i diritti inalienabili nei Promessi sposi
Nei Promessi sposi Alessandro Manzoni affronta anche il tema dei diritti, che era stato portato all’ordine del giorno pochi decenni prima dalla Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti e poi dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo della rivoluzione francese. L’intervento esamina la presenza e il ruolo di questi diritti nel romanzo, intrecciandoli con i doveri e mettendoli a confronto con la Costituzione della Repubblica italiana; e costituisce un invito a rileggere I promessi sposi anche come un modello di cittadinanza attiva.
Alle ore 16
Giulia RABONI – Università di Parma Filologia e ideologia. Da una Colonna all’altra
Concepita fin dall’inizio della stesura del romanzo la storia della Colonna infame accompagna, nelle sue diverse stesure, la riflessione di Manzoni rispetto al rapporto tra storia e invenzione nei generi letterari. Gli studi più recenti hanno infatti mostrato come la decisione di non pubblicare la Colonna con la prima edizione ventisettana dei Promessi sposi sia legata al mutare, nel procedere del lavoro, della sensibilità manzoniana su questo nodo teorico, che porterà alla completa ristrutturazione della Colonna definitiva. L’intervento ripercorrerà le tappe di questo lavoro, evidenziandone anche le ricadute sul romanzo nella fase di rielaborazione della Seconda minuta.
16:30 Dibattito
Pubblicato / aggiornato
il 30/10/2023 alle 09:53
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Categoria:
Cultura