Riapre l’Area megalitica
Venerdì 10 settembre 2023 è stata riaperta (dopo oltre un anno di chiusura) l’Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans, ad Aosta. Allestimenti rivisitati, nuovi ambienti, ritrovamenti recenti (orme umane vecchie di oltre 2mila anni) sono le nuove attrazioni per il pubblico.
Dopo un’operazione di rinnovamento, riallestimento e ampliamento, da sabato 11 novembre 2023 riaprirà l’Area megalitica di Aosta.
In occasione della riapertura, nelle giornate di sabato 11 e domenica 12 novembre, sono state proposte visite guidate gratuite a cura degli archeologi della Soprintendenza per i Beni e le attività culturali della Regione autonoma Valle d’Aosta. In seguito, da lunedì 13 a domenica 19 novembre, sono state organizzate visite accompagnate gratuite.
Inoltre, sabato 11 novembre, alle ore 21, e domenica 12 novembre, alle 18.30, la Scuola di Formazione musicale di Aosta è stata protagonista di due eventi speciali sviluppati a partire da un brano originale composto appositamente per l’Area dal noto violoncellista Giovanni Sollima.
Saint-Martin-de-Corléans: questo il titolo di una composizione in tre movimenti per quartetto vocale, quartetto d’archi, percussioni e sassofono soprano, eseguita e registrata nell’Area megalitica da alcuni docenti della SFOM.
Una performance che è diventata altresì oggetto di uno specifico lavoro audiovisivo firmato da Enrico Montrosset, che ha riletto i tre movimenti della composizione come tre stati della luce e della condizione umana: ombra-quelli sotto, penombra-quelli di mezzo e luce-quelli sopra. I musicisti della Sfom, ispirandosi alla composizione originale del maestro Sollima, offriranno una coinvolgente performance musicale appositamente pensata per gli spazi dell’Area megalitica instaurando un significativo dialogo con il video in parte rimontato per l’occasione e proiettato sullo spazio suggestivo dell’aratura sacra.
Prenotazioni obbligatorie a partire da lunedì 6 novembre al numero 348 3976575 (9-13).
Le esibizioni saranno seguite da una breve visita ai settori nuovi dell’Area (sezione dell’età romana e sezione medievale).
Tra le novità: l’ingresso vetrato da via Italo Mus; la grande Sala delle Stele che ospita, in un allestimento coinvolgente e suggestivo; 46 stele antropomorfe ritrovate nel sito, l’innovativa Sala immersiva per un viaggio nella storia e le nuove sale del secondo lotto dedicate all’epoca protostorica, romana e medievale.
Si segnalano anche una nuova area relax, un’area per mostre temporanee e una Sala conferenze da 160 posti.
La visita
I 736 reperti dell’Area megalitica partono dal 4200 a.C. Una superficie di quasi un ettaro racchiude circa seimila anni di storia. Vi sono le tracce degli antichi riti fondativi, i tumuli funerari, dolmen e stele di pietra dal profilo umano ma anche testimonianze dell’epoca romana e medievale.
Il percorso inizia dalla Rampa del tempo: un corridoio discendente che permette di compiere un viaggio a ritroso di seimila anni e di giungere sino a sei metri di profondità.
Terminato il conto alla rovescia, la vista si spalanca sull’area coperta: una grande navata che custodisce le strutture preistoriche, datate dalla fine del Neolitico all’età del Bronzo Antico. L’area è disseminata di dolmen, arature, pozzi, buche di palo, tumuli funerari. Il gioco di luci simula il sorgere e il tramontare del sole, proiettando le ombre dei reperti. Già noti erano l’aratura rituale, i pozzi, gli allineamenti, le stele e le tombe.
Il II millennio a.C. è stato un momento di profondi cambiamenti per il sito di Aosta: esaurita la funzione cultuale e funeraria, si è trasformato in una zona a vocazione agricola. A questa fase appartengono le tracce di arature, spesso sovrapposte con orientamenti diversi, a testimonianza del susseguirsi di attività rurali. Tra le infrastrutture identificate ci sono alcuni allineamenti di pietre, interpretato come elementi divisori dei campo e resti di canalizzazioni, Un imponente muraglione in pietre a secco è stato costruito e più volte integrato per contrastare le frane del versante collinare e le esondazioni che hanno colpito l’area a più riprese. Una scoperta recentissima consiste nel ritrovamento di una serie di orme umane impresse nel terreno, il cui studio ha fornito importanti informazioni su coloro che lì viveva e coltivavano. Sono datate dal 2200 a.C. circa, ovvero al momento di passaggio tra l’età del Rame e l’età del Bronzo. Sono conservate grazie al terreno argilloso e risulta appartenessero a individui con calzature piatte, tipo babbucce.
Il I millennio a.C. è caratterizzato da una ripresa delle attività funerarie e cultuali. Appartiene a questa fase il monumentale tumulo circolare in pietra, che custodisce al suo interno una sepoltura priva di corredo. Nella seconda età del Ferro, dal V al I secolo a.C., le tombe diventarono più essenziali: erano semplici fosse scavate nel terreno, ala ui interno era deposto iil defunto, insieme a ornamenti personali. Spicca, tra gli oggetti rinvenuti, un corredo bronzeo, probabilmente appartenuto a una donna.
Al piano superiore cambia l’orizzonte cronologico e ne è protagonista l’epoca romana. Ci si trova infatti nell’area extra urbana di Augusta Prætoria e le testimonianze si riferiscono ad attività insediati e funerarie. Sono stati riportati alla luce i resti di un edificio rustico (una fattoria) costituiti da ambienti in muratura disposti attorno a un cortile. Sono stati rinvenuti oggetti d’uso quotidiano in ceramica, metallo e vetro, oltre a una statuetta in ambra raffigurante un uomo che porta un vitello.
La necropoli sotto l’attuale cappella ha rivelato la presenza di oltre 40 tombe. Vantano corredi particolarmente ricchi, che testimoniano dell’agiatezza degli abitanti: vi sono unguentai in vetro, un balsamario in alabastro, un bicchiere di vetro decorato con raffigurazioni di Santi, servizi di piatti in ceramica, un corredo di bronzo da scriva con strumenti di scrittura e calcolo, lucerne e monete (lasciate come obolo a Caronte per il transito verso l’oltretomba.
Dopo l’epoca romana, l’edificio rustico fu abbandonato e trasformato in area agricola. Sta l’arteria di transito verso le Gallie e si trova un nuovo fondo viario. Risale a questo periodo l’edificazione della chiesa dedicata a San Martino di Tours, attestata in una bolla papale del 1176.
La storia della scoperta
Gli scavi dell’area sono iniziati nel 1969, quando gli scavi per le fondamenti di edifici abitativi hanno rivelato l’interesse archeologico della superficie.
Fra il 1970 e il 1971, la Regione autonoma Valle d’Aosta aha acquisito il treno.
nel 1974, nell’area sud del sito archeologico, sono emerse altre strutture megalitiche, e, anche in questo caso, la Regione ha acquisito la proprietà dei terreni. Da questo scavo sono emerse cinque strutture tombali.
Fra il 1975 e il 1989, le campagne di scavo si sono susseguite e sono state guidate da Franco Mezzena. Nel 2007, è iniziato il progetto di allestimento del Parco e del Museo.
La prima inaugurazione dell’area megalitica ha avuto luogo nel 2016.
Gli eventi
La rassegna Évènements mégalithiques ha preso avvio sabato 18 novembre, alle ore 16.30, con la firma del Protocollo d’intesa tra l’Area megalitica di Aosta e il Museo della statuaria preistorica di Laconi (Sardegna), alla presenza delle autorità valdostane e sarde. L’accordo finalizzato a realizzare progetti comuni di ricerca scientifica e di valorizzazione delle rappresentazioni scultoree di epoca Neolitica, Eneolitica e dell’età del Bronzo.Dalle ore 17 alle 19, Giorgio Murru, direttore del Menhir Museum di Laconi, approfondirà con una lectio magistralis il tema degli Spiriti e degli Dei nella Sardegna preistorica, ponendo l’accendo sulla spiritualità intrinseca delle stele antropomorfe.
Domenica 19 novembre alle ore 10.30, presso la sala civica dell’Area megalitica Giorgio Murru e Nicola Castangia hanno presentato il documentario L’Archeologia raccontata con il sorriso, dedicato alla figura di Franco Mezzena, archeologo e scopritore del sito di Saint-Martin-de-Corléans.Entrambi gli appuntamenti, a ingresso gratuito, saranno allietati dal Coro Polifonico Laconese, diretto da Lorenzo Zonca, un ensemble maschile che propone brani sacri e tradizionali, anche in lingua sarda.
Mercoledì 22 novembre dalle 15 alle 17, i più piccoli hanno potuto conoscere gli animali che hanno abitato l’Area megalitica ricercando le loro tracce tra gli ambienti del museo, per poi partecipare al laboratorio manuale dal titoto All’Archeozoo. Attività a pagamento per bambini 6-12 anni, max. 10 partecipanti.
Le Stele antropomorfe sono state le protagoniste, venerdì 24 novembre alle ore 16.30, della visita specialistica condotta dal referente scientifico dell’Area megalitica, Gianfranco Zidda, che accompagnerà i visitatori alla scoperta di questi simboli litici. Attività a pagamento.
Durante il fine settimana, 25 e 26 novembre, dalle 16.30 alle 18, due conferenze di approfondimento hanno presentato i risultati dello studio archeometrico effettuato su alcuni reperti dell’età del Rame e del Bronzo rinvenuti nei siti archeologici di Saint-Martin-de-Corléans e di Cachoz a Rhêmes-Saint-Georges e racconteranno l’intervento di restauro delle Stele antropomorfe.
Spazio anche all’innovazione con la presentazione, martedì 28 novembre dalle 17 alle 19, a cura dei referenti scientifici regionali, dell’app di gamification, mapping, realtà aumentata (AR) e virtuale (VR) Aosta digitale, seguita da un confronto sul ruolo delle nuove tecnologie nella valorizzazione dei beni culturali, in particolare dell’Area megalitica e della città di Aosta.
Mercoledì 29 novembre, dalle 15 alle 17, è stato proposto un ulteriore laboratorio, Dalla pietra al tessuto, dove partendo dall’osservazione delle tracce di tessuto raffigurate sulle stele antropomorfe i bambini proveranno a colorare e tessere fibre vegetali. Attività a pagamento per bambini 6-12 anni, max 10 partecipanti.
Giovedì 30 novembre alle 16.30, la referente scientifica della sezione romana dell’Area megalitica, Alessandra Armirotti, ha condotto i visitatori alla scoperta dei rituali funerari tra protostoria e età romana. Attività a pagamento.
Domenica 14 e sabato 20 gennaio 2024 alle ore 15 sono in programma visite guidate all’Area megalitica di Aosta.
L’evento è state organizzato in collaborazione con l’associazione Abbonamento Musei e pertanto per i possessori della tessera l’ingresso al sito archeologico è gratuito; la visita guidata, invece, ha un costo di 3 euro.
Gli abbonati hanno priorità di prenotazione ma, nel caso non fosse raggiunto il numero massimo, è possibile per tutti partecipare alla visita guidata, pagando il biglietto di ingresso all’Area e quello relativo alla visita stessa, prenotando al numero verde 800 329 329.
Pubblicato / aggiornato
il 05/01/2024 alle 16:12
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Categoria:
Cultura / Video