VdA Aperta critica il Defr 2024/26
Martedì 7 novembre 2023, VdA Aperta ha illustrato ai giornalisti le proprie valutazioni in merito al Defr al vaglio del Consiglio Valle.
La consigliere regionale Erika Guichardaz ha introdotto l’analisi condotta dal raggruppamento. «Questo documento è a ridosso del Bilancio e arriva in grande ritardo. L’anomalia rispetto ai tempi è evidente: mercoledì 8 novembre è possibile che il Defr sarà approvato e il Bilancio, che ne dovrebbe essere la traduzione, ha già iniziato il suo iter. Riteniamo che questo documento sia il peggiore di questa legislatura: contiene scelte delle quali non si è mai parlato e contiene principi che saranno approvati prima di lui. Contiene l’intera riorganizzazione della macchina amministrativa regionale con una strada completamente diversa da quella suggerita dallo studio commissionato all’Università Bocconi. Vuole passare i dipendenti della Società di Servizi a un’Azienda partecipata dalla Regione e non sii capiisce come il personale possa essere reintegrato. Non si fa più accenno alla situazione dei Vigili del Fuoco e del Corpo forestale. Sono lanciate numerose opere (sei solo sugli impianti a fune) che costeranno circa 600 milioni di euro senza aver condiviso alcun piano con il Consiglio. È un documento che non contiene tante cose delle quali ci è la necessità: grosse lacune sul sociale e la sanità e sotto numerosi altri punti di vista».
Alex Glarey ha integrato: «Il Defr evidenzia le incoerenze e la mancanza di una visione globale di questa maggioranza. Più volte torna la parola “sostenibilità ambientale” ma il principio non è declinato. Quanto è compatibile con l’ambiente il Cervino speed opening, perché Fondazione montagna sicura non monitora quel ghiacciaio? L’altra incoerenza del PD con Bertin e Padovani è evidente rispetto agli impegni assunti in sede di candidatura: l’attuazione delle competenze statutarie deve passare in Consiglio Valle e vogliono approfittare dell’autonomia differenziata per chiedere più competenze. Un’altra incoerenza è rispetto all’aeroporto: cosa vuol dire dare pieno utilizzo a questa struttura? Credono ancora all’aeroporto commerciale?».
Raimondo Donzel ha concluso «Questo è un Defr conservatore, potrei dire liberal di destra. Il Pd avvalla scelte che non hanno nulla di progressista. Emerge evidentemente nel settore del welfare e della sanità: non eistono misure strutturali di contrasto alla povertà in una regione che vede crescere enormemente il costo della vita e dove vivono persone che non sono più in grado di sostenersi. Le condizioni della città di Aosta sono sotto gli occhi di tutti. La povertà sta crescendo e non esistono più misure reali (come il bon de chauffage). Questa disattenzione costerà molto cara alla comunità. Non vi è stata reazione al fatto che il Governo Meloni sia intervenuto pesantemente sul Reddito di cittadinanza. Intera parti del Defr sono scritte da funzionari. Vent’anni fa si parlava di scuola di eccellenza, modello per altre realtà mentre ora cade a pezzi (e non solo metaforicamente). Le uniche misure sono quelle del Governo nazionale. Chiediamo nuove competenze e laddove le abbiamo (come sulla formazione professionale) non sono esercitate. Infine denuncio la disattenzione rispetto al fatto che tantissimi lavoratori percepiscono stipendi con un salario orario di 6 euro».
Erika Guichardaz ha annunciato che presenterà una serie emendamenti per cercare di correggere le distorsioni evidenziate. Anticipa quali nella videointervista.
La maggioranza del no a prescindere
In esito ai lavori consiliari, la consigliere Erika Guichardaz ha diramato una nota di biasimo a spiegazione del proprio voto contrario al Defr: «È un documento che è stato presentato tardivamente e che non sarà fonte di indirizzi visto che il Bilancio di previsione è già stato scaricato dalla Giunta e presentato pubblicamente prima della sua trasmissione alle Commissioni consiliari. Un Bilancio caratterizzato da una forte componente di ordinaria amministrazione, che contiene poche scelte ed in gran parte non condivisibili.
Questa maggioranza intende proseguire nel progetto di ampliamento dell’attuale Ospedale risalente al 1942, vuol realizzare la seconda canna al Tunnel del Monte Bianco, pensa a nuove strade in alta montagna e a piste intervallive, intende realizzare un impianto devastante nel vallone di Cime Bianche, è in grave ritardo rispetto all’obiettivo della transizione energetica verso una Valle d’Aosta fossil fuel free. Sul piano sociale gravi le carenze di azioni e ostilità anche rispetto a norme di contrasto alla povertà o alla messa a disposizione dei dati sulle liste d’attesa che creano disparità nel diritto alla salute. In diversi settori (istruzione, politiche del lavoro, personale, …) si rinvia ogni scelta a Roma nonostante la competenza primaria della Regione.
PCP ha cercato di formulare proposte costruttive rispetto al testo presentato e modifiche migliorative in vari settori presentando 14 ordini del giorno e 10 emendamenti. Sono stati tutti respinti con un atteggiamento di rifiuto tipico di quella politica del NO a prescindere. Una chiara “scelta” che ha visto non solo gli autonomisti cassare in blocco tutte le proposte, ma anche il gruppo FP-PD, che non ha sostenuto la misura del salario minimo (per cui il PD valdostano ha organizzato una raccolta firme!), non ha preso le distanze dall’autonomia differenziata e dalla fallimentare politica per un grande aeroporto commerciale, tema su cui il Presidente Bertin ha costruito buona parte della sua azione politica, in tempi che appaiono lontani anni luce. Una totale chiusura che in realtà è rivelatrice di un atteggiamento difensivo di chi teme il confronto e si dimostra sempre più arrogante e superficiale, insofferente e debole nelle argomentazioni, ripetitivo e monotono nel bollare come ideologica e strumentale l’azione politica che portiamo avanti lavorando con serietà e impegno».
Un Defr più a destra del Governo Meloni
Valle d’Aosta Aperrta ha commentato il Defr in questi termini: «La maggioranza composta dagli autonomisti della “réunion” e dai finti progressisti del PD ha votato un Defr (il più importante strumento di programmazione finanziaria) che prende le distanze dal PD della segretaria Schlein, rimanda molte scelte al governo Meloni e avvia percorsi in aperto contrasto con le politiche progressiste degli ultimi 30 anni.
Le politiche sociali sono completamente abbandonate in attesa che il governo centrale attivi misure di contrasto alla povertà e intervenga sul salario minimo, proprio il contrario della visione autonomista e del PD nazionale che sul salario minimo raccoglie firme. In Valle intanto continuano gli sfratti e ci sono lavoratrici e lavoratori che percepiscono 7€ lordi l’ora o che hanno orari di lavoro ridottissimi che non consentono una vita dignitosa.
Rispetto alla sanità si tira dritto con il progetto di ampliamento del Parini, non si forniscono i dati sulle liste d’attesa e sulle agende delle prenotazioni chiuse. I ritardi sono impressionanti e sempre più valdostane e valdostani non possono curarsi.
Il Defr mette poi nero su bianco l’avvio del collegamento intervallivo nel vallone delle Cime Bianche, la volontà di realizzare una seconda canna del Tunnel del Monte Bianco e la possibilità di dedicare l’Aeroporto anche al volo commerciale. Rispetto al personale regionale il documento evita di affrontare il problema della mobilità interna e della mancata valorizzazione dello stesso personale, dimentica l’equiparazione previdenziale promessa al Corpo Forestale Valdostano e ai Vigili del Fuoco Valdostani e prosegue con la volontà di creare un nuovo ente strumentale dedicato ai servizi alla persona attualmente in capo alla Società dei Servizi, senza garanzie per i lavoratori, in aperto contrasto con le rivendicazioni sindacali.
Sull’istruzione non c’è attenzione e manca completamente una seria programmazione: gli edifici scolastici cadono a pezzi o fanno acqua; i docenti vengono pagati dopo un anno per le attività aggiuntive; il precariato, come le difficoltà delle segreterie delle Istituzioni scolastiche, non viene più nemmeno preso in considerazione e si rimandano le scelte sull’istruzione tecnico-professionale alla riforma statale di destra, nonostante la nostra regione abbia competenza primaria in questa materia.
Tutte le iniziative propositive volte a mitigare questo sfacelo sono state bocciate nella pressoché indifferenza della maggioranza, anzi, fuori onda, alcuni esponenti si sono vantati di averli bocciati tutti per scelta. Messaggio avvilente, in primis per la maggioranza stessa, e poi per chi li ha votati!».
Pubblicato / aggiornato
il 11/11/2023 alle 12:50
Categoria:
Politica e Amministrazione / Video