Rete Civica: un incontro sui cambiamenti nelle bollette elettriche
Sono in fase di realizzazione alcuni cambiamenti riguardanti le bollette dell’energia elettrica che interesseranno le 54mila utenze domestiche valdostane di Cva Energie e gran parte delle circa 30mila utenze di Enerbaltea.
Si tratta di un duplice cambiamento che deriva da una parte dalla fine del mercato di maggior tutela e dal conseguente passaggio al mercato libero di gran parte degli attuali clienti di Enerbaltea. E dall’altra dalla nuova politica tariffaria che Cva Energie applicherà dal gennaio 2024.
Da parte di coloro che attualmente sono con le tariffe del mercato tutelato quali sono le scelte che è opportuno fare e in quali tempi? Che cosa si può e deve fare per migliorare l’informazione su questo importante cambiamento? Quali sono le caratteristiche, gli effetti e l’incidenza che avrà la nuova offerta tariffaria di Cva Energie a partire da gennaio 2024?
Rete civica ha organizzato un incontro, per cercare di dare una risposta a queste domande, mercoledì 6 dicembre 2023, ad Aosta.
Bruno Albertinelli, presidente di Federconsumatori VdA, ha aperto evidenziando le dimensioni del fenomeno. In Italia il 75% delle utenze elettriche, al momento, è già nel mercato libero, rimane un 25%, che significa circa 9 milioni di famiglie, che sono ancora nel Sistema di Maggior Tutela. Circa 4,5 milioni di persone avranno diritto di rimanere nel STM, sono le categorie vulnerabili: gli indigenti, chi già percepisce il bonus sociale e gli over 75 anni. Gli altri devono scegliere un fornitore sul mercato libero oppure verranno assegnate alla società che avrà vinto l’asta per il proprio territorio.
La parola è passata a Elio Riccarand di Rete civica che ha posto l’attenzione sul cambiamento tariffario.
La riflessione è partita dalla spiegazione della costituzione delle varie parti di una bolletta elettrica che si compone di: una spesa per la materia energia; quella per il trasporto dell’energia e la gestione del contatore; quella per gli oneri del sistema; le imposte e l’Iva.
Riccarand ha spiegato «la voce su cui dobbiamo focalizzarci è la voce materia energia, perché le altre voci sono considerati dai gestori costi passanti.
La componente di spesa per la materia energia si suddivide in: spesa di commercializzazione (e pesa, ogni bimestre, circa 11,50 euro; spesa per dispaccimento (ha un costo di circa 4 euro al bimestre); spesa per consumo di energia (varia a ogni bimestre). Ribadisco che il fornitore dell’energia può agire solo su materia energia.
Per il servizio di maggior tutela (ad esempio, Enerbaltea) il corrispettivo per il consumo di energia è stabilito da Arera, mentre per il mercato libero è stabilito dal fornitore e per Cva è stato calcolato, prendendo come base, il prezzo energia stabiito da Arera e su questo, con una leggera diversificazione fra fascia F1 e fascia F2 e F3, Cva ha applicato uno sconto del 40%»

In merito agli utenti Enerbaltea, Riccarand ha spiegato: «il corrispettivo richiesto da Enerbaltea a ottobre 2023 per la fascia 1 è stato pari a 0.1170 per Kwh, quindi molto vicino a quello richiesto da Cva da gennaio 2024 (0,01193 per Kwh). Dunque, per un attuale utente Enerbaltea il passaggio a Cva avrebbe un lieve vantaggio, che ammonta a circa 30 euro annui».
Riccarand ha concluso evidenziando l’abolizione, da gennaio 2024, per Cva delle fasce tariffarie.
La consigliere del Progetto Civico Progressista in Consiglio Valle, Chiara Minelli, ha preso la parola affrontando gli aspetti politici della questione tariffe. Ha ricordato di aver portato la questione all’attenzione del Consiglio Valle con una interrogazione discussa lo scorso 23 novembre. Minelli chiedeva quali interlocuzioni la Regione avesse avuto con CVA sulle tariffe da applicare nel 2024, quali simulazioni avesse fatto sulle future bollette, e quali iniziative CVA e Regione intendessero avviare per evitare che le utenze di Enerbaltea migrassero verso altre società̀ nazionali.
Il presidente Testolin aveva risposto che non c’erano state interlocuzioni fra Regione e Cva. Un atteggiamento passivo che non è accettabile perché la Regione ha il diritto e il dovere di dare degli indirizzi ad una sua Società ed invece non ha fatto nessun esame e nessuna valutazione sul sistema tariffario deciso da Cva. E questo pur essendoci a Palazzo regionale un Dipartimento energia, tutto è stato delegato a Cva, senza nessun controllo.
Sui punti 2 e 3 della interrogazione Testolin si è limitato a leggere un testo scritto da Cva in cui si affermava che è impossibile al momento fare un confronto fra i costi della materia energia di fine 2023 rispetto a quelli del gennaio 2024, perché per la materia energia “il valore per il primo bimestre 2024 non è ad oggi ancora stato definito”. Risposta senza senso perché dal gennaio ’24 CVA non utilizzerà più come base il PE-Arera come faceva nel 2023, ma un valore che CVA stessa ha già definito e per tutte le fasce, 12 centesimi circa per kWh. Quindi il confronto fra i costi della materia energia di fine ’23 e gennaio ’24 si può fare immediatamente, come emerge dai calcoli di Rete Civica.
Minelli ha rimarcato che la questione sarà nuovamente discussa in Consiglio regionale anche perché, dopo l’interrogazione di Pcp, ora anche Forza Italia ha presentato una mozione sull’argomento che è all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio regionale.
ha concluso dicendo che «non è accettabile la passività della Regione autonoma Valle d’Aosta. Il prezzo stabilito è discutibile e non abbiamo capito bene sulla base di quale meccanismo sia stato calcolato questo 0,1193 in vigore da gennaio 2024».
Pubblicato / aggiornato
il 13/12/2023 alle 09:10
Visualizzato volte
Categoria:
Politica e Amministrazione