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Gal Valle d’Aosta: più aiuto per la presentazione di progetti di qualità

Gal Valle d’Aosta: più aiuto per la presentazione di progetti di qualità (©Gianfranco Zanata per bobine.tv) - La presentazione della strategia Gal 2023/27, il 7 dicembre 2023

Giovedì 7 dicembre 2023, il Gal Valle d’Aosta ha presentato la nuova strategia, che ispirerà la sua azione nel periodo 2023/27.

Marco Carrel, assessore all’Agricoltura della Regione autonoma Valle d’Aosta, ha fatto riferimento al titolo: Filiere e comunità, energie per il territorio: «Il periodo precedente ci ha insegnato molto. Per esempio che non si possono disperdere le opportunità in mille progetti, che richiedono un impegno amministrativo sproporzionato ai risultati. Abbiamo dunque cambiato il livello dimensionale: non più Comuni e imprese ma ambiti/Unité e reti. Abbiamo bisogno di valorizzare i nostri prodotti agricoli ma abbiamo anche bisogno di una comunità. Parliamo di complementarietà fra le risorse del Csr e quelle del Gal ma dobbiamo renderci conto che, a Bruxelles, stanno già parlando della programmazione post 2027. La strategia che abbiamo approvato parte dal territorio e si coniuga alla perfezione con il Csr e le leggi regionali che stiamo per mettere in campo. Ci sono molte difficoltà tecniche da affrontare per gestire questi fondi ma possiamo farlo».

Camillo Rosset, presidente del Gal Valle d’Aosta, ha detto: «Dobbiamo cercare di non creare disaffezione al Gal perché la macchina burocratica è così difficile per Comuni e imprese. La nostra mission è riuscire ad agevolare le persone che si avvicineranno a questa programmazione. Siccome ci sono ancora avanzi rilevanti, procederemo a pubblicare un ultimo bando spot, con una scadenza molto breve, che si aprirà al mondo della ricettività e dell’agriturismo».

Marta Anello, coordinatore del Gal Valle d’Aosta, ha ricordato che vi è un Gal unico dal 2016 (periodo 2014/22): «Abbiamo fatto uscire otto bandi nei tempi richiesti, con una dotazione di 10,8 milioni di euro. 138 i progetti presentati, però sette sono stati revocati e alcuni sono ancora in corso di realizzazione (visto che sono state concesse alcune proroghe). Alcuni progetti non sono partiti perché le reti non hanno ottenuto i necessari finanziamenti bancari. Abbiamo anche fatto un’esperienza transnazionale con il progetto Seroi+ Smart villages. Ora la nostra struttura si compone di quattro persone. Così potremo anche potenziare il nostro sportello mobile #incontrailGal».
È poi passata a illustrare le caratteristiche della nuova programmazione: «La programmazione partirà a metà 2024. La dotazione finaziaria è di 5,77 milioni di euro, da spendere entro il 2027 con conclusione degli interventi entro il 2029. L’area di intervento include anche le aree rurali poste a nord del capoluogo regionale. Ci sono due ambiti di intervento (il primario per le filiere integrate e il secondario per i servizi-beni-spazi collettivi e inclusivi). Le risorse saranno maggiormente concentrate in progetti più importanti, che abbiano ricadute più significative sul territorio. Saranno pubblicati quattro bandi. Si potrà partecipare ai bandi esclusivamente in forma aggregata (le aziende dovranno sottoscrivere accordi di filiera, gli Enti pubblici dovranno partecipare in forma associata). Con il tema primario si desidera favorire lo sviluppo delle filiere. Il secondario permetterà la riqualificazione di beni architettonici per la creazione di spazi inclusivi. Si potrà anche procedere al recupero di manufatti storici per rendere il territorio montano sempre più attrattivo».

Alessandro Rota, dirigente dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura e Autorità di gestione del Gal, ha detto: «Nel confine della legittimità, il nostro impegno è aiutare tutti. Io voglio affrontare il tema della complementarietà: abbiamo costruito una strategia che non si sovrappone alle altre cofinanziate dall’Europa né come temi né come contributi. Per evitare la disaffezione al Leader, dovremmo spendere tempo per chiarire che tipo di progetto vogliamo finanziare perché entrare in un finanziamento europeo è una mezza morte per chi lo propone e per chi lo valuta e finanza. Servono progetti più forti, più ampi territorialmente e di dimensione economica più elevata. In questo modo potrà anche aumentare il grado di attenzione nell’approcciarlo. Raccomandiamo consulenze importanti e qualificate. Venendo alla complementarietà intrafondo, il Csr dedicherà più attenzione alle aziende agricole e a chi fa produzione. Tutto ciò che è filiera è in mano al Leader. Ma ci sono temi comuni, come l’avvento delle nuove certificazioni (biologico). Noi non abbiamo un distretto biologico in una Valle che lo è per sua natura. Abbiamo il 2,6% di biologico: un primato inverso a livello nazionale. Il Gal potrebbe capire se alcuni distretti vogliono certificarsi come territorio».

Anello ha aggiunto che non ci saranno più valutazioni interne (saranno esternalizzate) e si organizzeranno atelier di progettazione con Enti locali, terzo settore o aziende che vorranno partecipare. In parallelo saranno scritti i bandi, creando così un’azione sinergica con il territorio.

La parola è poi passata ai rappresentanti di tre Gal piemontesi, che hanno raccontato le loro esperienze.

Il Gal Valli del Canavese, rappresentato da Sara Martinengo, ha illustrato il progetto ExplorLab (realizzato nell’ambito del Piter Graies Lab avente l’obiettivo di rendere i territori maggiormente attraenti per le nuove popolazioni e generazioni, migliorando il sistema turistico transfrontaliero). In particolare si è puntato alla valorizzazione dei luoghi inseriti nel contesto territoriale. Sono stati realizzati così tre punti di scoperta a Frassinetto (nel Municipio), Borgofranco d’Ivrea (nel salone d’onore) e Rivara (nella sede del Gal stesso).

Luca Pozzato, del Gal Montagne Biellesi, ha presentato il Caso Teritori, ovvero come potenziare le singole imprese con un progetto di crescita complessivo. Potevano partecipare tutte le pmi operanti nel settore alimentare. È nata la Rete agricola biellese. È stato il soggetto intermedio commerciale fra i produttori e l’utente finale. Il passo successivo ha mirato alla concretizzazione di forme di aggregazione più solide e durature.

Roberto Veggi (Gal Terre del Sesia) ha parlato di cooperazione tra Gal, uno strumento che permette ai Gal di diventare protagonisti dello sviluppo territoriale e di perseguire obiettivi strategici. Quattro Gal piemontesi e quello valdostano collaboreranno sul cicloturismo. Sono previsti un itinerario che corrisponde alla via Francigena e uno che percorre il Tour del Monte Rosa. Vi sono altri ambiti di collaborazione che si potrebbero aprire: sui parchi minerari sul cambiamento climatico (mostrando gli effetti reali), per esempio. Ha concluso dicendo: «La cooperazione funziona se il territorio ci crede».

Pubblicato / aggiornato il 08/12/2023 alle 09:56
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Categoria: Politica e Amministrazione