Limitazioni al raccordo A4/A5: Associazioni imprenditoriali preoccupate
(©Wikipedia) -
A seguito di alcune verifiche tecniche eseguite sulle strutture del viadotto sul raccordo A4/A5 Ivrea-Santhià, Ativa S.p.a (società di gestione della tratta autostradale) ha istituito il divieto di transito per i mezzi con massa a pieno carico superiore alle 3,5 tonnellate sul raccordo fra le autostrade A4 e A5 (Ivrea-Santhià), in entrambe le direzioni, dal 14 dicembre e il doppio senso di marcia sulla carreggiata in direzione Ivrea, da metà gennaio 2024.
La decisione ha scatenato la reazione delle associazioni imprenditoriali valdostane, fra cui Cna, Adava, Confcommercio, Confindustria, Confartigianato, Coldiretti che hanno rimarcato che la «decisione, che giunge in un momento già caratterizzato da notevoli disagi dovuti ai lavori e alle chiusure periodiche del Tunnel del Monte Bianco e alla prossima chiusura della tratta ferroviaria Aosta Ivrea per lavori di elettrificazione, ha suscitato preoccupazione e malcontento tra gli operatori economici della regione».
Le associazioni imprenditoriali sottolineano, quindi, che «la complessa situazione logistica, combinata con queste nuove restrizioni, comporterà inevitabilmente ripercussioni negative sull’intera economia locale e sulla mobilità di residenti, turisti e imprese».
«A partire dal nuovo anno – ha evidenziato il presidente di Cna Valle d’Aosta Andrea Caruso –l’unico modo per raggiungere la nostra regione sarà per mezzo del trasporto su strada, con un aumento notevole di traffico su gomma. Questi lavori andranno sicuramente ad intensificare i rallentamenti autostradali rendendo ancora più complicati gli spostamenti da e per la nostra regione. Siamo consapevoli che è fondamentale salvaguardare la sicurezza delle persone e degli utenti, ma, proprio per questo, sarebbe stato auspicabile un monitoraggio delle infrastrutture più puntuale, un coordinamento nella pianificazione lavori più attento e sul lungo periodo, in modo da non doverci trovare come ora una regione quasi inaccessibile».
Il presidente di Adava, Luigi Fosson, ha commentato: “Le restrizioni al Raccordo A4/A5 avranno un impatto significativo sul turismo valdostano, già provato da altre criticità logistiche. È sufficiente considerare che sia sabato che domenica scorsi, in occasione del Ponte dell’Immacolata, a partire già dal primo pomeriggio, la rete autostradale valdostana era in sofferenza con una coda continua da Verrès sino all’innesto di Santhià. A volte mi domando che cosa spinga questi nostri ospiti e turisti a ritornare nei weekend successivi dopo un’esperienza di questo tipo. Come categoria chiediamo un’attenzione particolare a questa criticità per salvaguardare il Turismo in Valle d’Aosta».
Il presidente di Confcommercio Valle d’Aosta, Graziano Dominidiato, ha dichiarato: «Le nuove limitazioni al traffico influenzeranno pesantemente anche il settore commerciale. Soprattutto nei periodi di festività, una parte rilevante dei consumi e degli acquisti nel nostro settore sono effettuati da parte di turisti che raggiungono la città di Aosta e le molte località turistiche montane valdostane. Confcommercio invita le autorità a considerare soluzioni alternative per mitigare il disagio subito».
Il presidente di Confindustria Valle d’Aosta, Francesco Turcato, ha aggiunto: «Il settore industriale valdostano sarà duramente colpito da queste nuove restrizioni. La limitazione al transito dei mezzi pesanti comprometterà la catena di approvvigionamento e la distribuzione dei prodotti industriali. Chiediamo un dialogo costruttivo con le istituzioni per trovare soluzioni che garantiscano la continuità operativa delle aziende e la sostenibilità del settore industriale in Valle d’Aosta».
Tutte le associazioni imprenditoriali hanno evidenziato che «nonostante Ativa S.p.a. (sia un soggetto privato, le infrastrutture autostradali sono un bene di interesse pubblico. Pertanto, su iniziative di questo genere che inevitabilmente influenzano l’intera economia e società, sarebbe stato auspicabile un confronto preventivo quantomeno con l’Amministrazione regionale se non anche con le organizzazioni di rappresentanza degli operatori economici».
Anche i presidenti di Chambre Valdôtaine, Roberto Sapia, e Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia, hanno espresso preoccupazione: «L’intervento previsto sul raccordo è solamente l’ultimo tassello di un quadro che evidenzia la necessità di porre il massimo interesse su tutta la rete infrastrutturale del Nord Italia. Monte Bianco, Gran San Bernardo, Fréjus, Ferrovia e autostrada rappresentano infatti un importante snodo dal punto di vista dei collegamenti turistici, ma anche una fondamentale via di passaggio per le merci dirette sul mercato Francese e Svizzero e più in generale in Europa. La fragilità dimostrata dalle reti di collegamento – proseguono – sta provocando inevitabili conseguenza non solamente ai diversi settori economici valdostani, ma, più in generale, per tutto il comparto produttivo del nord ovest e necessità quindi della massima attenzione oltre ad una attenta pianificazione degli interventi al fine limitare al massimo disagi per tutte le categorie produttive».
L’intervento della Regione
Il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta ha inviato una nota ad Ativa, tutti gli interlocutori istituzionali e alle organizzazioni di riferimento, nella quale esprime la piena disponibilità al fine di trovare idonee soluzioni per affrontare insieme la problematica, affinché non siano penalizzate le esigenze dei territori interessati.
Pubblicato / aggiornato
il 13/12/2023 alle 19:30
Categoria:
Politica e Amministrazione