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Inaugurato l’anno giudiziario della Corte dei Conti

Inaugurato l’anno giudiziario della Corte dei Conti (©Corte dei Conti) - Giuseppe De Rosa

Giovedì 29 febbraio 2024, senza alcuna cerimonia ma con la sola pubblicazione della relazione sul sito istituzionale, è stato inaugurato l’anno giudiziario della Corte dei Conti.

Il procuratore regionale Giuseppe De Rosa ha delineato le principali sfide affrontate e i progressi compiuti nel corso del 2023.

La relazione ha evidenziato il ruolo svolto dalla Procura nell’amministrazione delle sanzioni di prima decisione, come previsto dalla Legge n. 174 del 26 agosto 2016, nota come Codice di Giustizia contabile. De Rosa ha sottolineato l’importanza delle disposizioni contenute nella Legge, in particolare le ultime novità introdotte riguardo alla disciplina delle autorità contabili.

Uno fra i punti salienti della relazione è stato l’analisi dell’articolo 21 del decreto-legge n. 76 del 16 luglio 2020, che introduce disposizioni temporanee riguardanti il debito finanziario. De Rosa ha chiarito che tali disposizioni hanno riflessi sulla implementazione delle attività istruttorie.

La relazione ha inoltre evidenziato si è evidenziata la novità di alcune iniziative giudiziarie, che hanno contribuito a rafforzare l’azione investigativa dell’Ente e a tutelare i soggetti coinvolti. De Rosa ha sottolineato l’impegno della Procura nel garantire la corretta applicazione delle leggi e nella lotta contro la cattiva condotta amministrativa.

Un altro tema affrontato nella relazione è stato quello della responsabilità degli Enti locali e dei contabili pubblici. De Rosa ha sottolineato la necessità di garantire una gestione trasparente e responsabile dei fondi pubblici, evidenziando le azioni intraprese dalla Procura per contrastare comportamenti illegali e abusivi nell’amministrazione.

La relazione ha anche fornito un’analisi dettagliata delle attività svolte dalla Procura nel corso del 2023, evidenziando un aumento significativo delle ispezioni e delle indagini condotte. De Rosa ha sottolineato i miglioramenti organizzativi implementati dalla Procura, tra cui l’utilizzo diffuso delle tecnologie informatiche e la semplificazione dei processi interni.

I numeri

Nell’anno 2023 sono state complessivamente avviate 155 nuove istruttorie, di cui 96 di responsabilità amministrativa e 59 concernenti il mancato deposito di conti giudiziali.
I fascicoli sono stati aperti: 44 a seguito di segnalazioni provenienti da Enti locali, la metà concernenti la trasmissione obbligatoria dei provvedimenti di riconoscimento di debiti fuori bilancio; 25 sulla base di segnalazioni/denunce di Amministrazioni dello Stato e di Enti pubblici; 19 a seguito di denunce della Guardia di Finanza; 3 su segnalazioni di privati; 3 fascicoli sono stati aperti d’ufficio, con riferimento a notizie pubblicate dalla stampa locale e 2 a seguito di denunce della Magistratura ordinaria.
Alla data del 31 dicembre 2023, i fascicoli in carico alla Procura regionale sono complessivamente risultati 501.
I fascicoli pendenti al 31 dicembre 2023 concernenti vicende penalistiche, di rilievo contabile, ammontano a 29; le tipologie afferiscono a fattispecie di reato così raggruppate: falsità diverse (8); reati a valenza corruttiva (7); abuso d’ufficio, rivelazione di segreti d’ufficio e omissione di atti d’ufficio (6); altri reati di singola ricorrenza (4); truffa (3); peculato (1).
Nell’anno 2023 le attività d’indagine hanno portato alla definizione di 154 fascicoli, di cui 91 per archiviazione, 10 per apertura di giudizi di responsabilità amministrativa sulla base dei correlati atti di citazione e 49 per apertura di giudizi di resa di conti giudiziali. È stato inoltre depositato un atto di riassunzione di un giudizio sospeso. A seguito di stralci di documentazione in fascicoli di oggetto più specifico, sono stati chiusi 4 fascicoli originari. Per competenza territoriale, 2 fascicoli sono stati trasferiti ad altre Procure regionali. Un fascicolo è stato chiuso per riunione con altro.
L’attività, in particolare, si è sostanziata:

  • nell’emanazione di 67 decreti istruttori e di 25 richieste di acquisizione documentale (alcune cumulative) rivolte alle altre Autorità giudiziarie, di cui 13 dirette al Tribunale di Aosta e 6 alla Corte di Appello di Torino; sono stati inoltre predisposti: 15 autorizzazioni di accesso agli atti istruttori; 2 provvedimenti cumulativi di richiesta di messa in mora di soggetti presunti responsabili; 1 decreto di nomina di un Consulente tecnico;
  • nel conferimento di 9 decreti di delega di indagini alle Forze di Polizia; sono state al riguardo depositate 8 relazioni dalla G.d.F. e 2 dall’Arma dei Carabinieri, sottoposte pertanto al vaglio del Procuratore regionale;
  • nella formulazione di 10 inviti a dedurre, per l’ammontare complessivo di danni contestati pari a euro 192.120,55;
  • nella predisposizione di 10 atti di citazione, comportanti l’introduzione di altrettanti giudizi, e di un atto di riassunzione di una causa ; l’ammontare complessivo delle pretese formulate dalla Procura regionale è stato pari a euro 735.021,34).

La durata media dei tempi di chiamata in giudizio dei soggetti ritenuti responsabili di danni erariali, computata dalla data di apertura dei relativi fascicoli istruttori, al netto dell’atto di riassunzione, si è attestata in 789 giorni (anni 2, mesi 1, giorni 23).

Un giudizio è stato azionato nei confronti di due militari dell’Arma dei Carabinieri per un danno indiretto cagionato al Ministero dell’Interno a seguito dell’illegittimo sequestro amministrativo preordinato alla confisca di un autoveicolo. In due casi si è agito contro Comuni per l’avvenuta assunzione di una unità di personale interinale, in violazione al divieto di cui al decreto-legge 113/2016. Una Società semplice e il socio contraente sono stati assolti per lavori di conversione di un bene immobile di un Comune in un Centro benessere e ricreativo, per il danno diretto integrato dai gravi vizi e difetti costruttivi che determinavano la non collaudabilità dell’opera pubblica realizzata (e stato proposto appello). Alcuni giudizi riguardano dirigenti della Regione autonoma Valle d’Aosta aper aver reiteratamente assunto personale con contratti a termine (14, 26, 16, 17, 23 contratti, a seconda dei casi). Un giudizio vede coinvolti gli Amministratori di un Comune per avere conferito un incarico a professionisti esterni all’Ente per la redazione della relazione di fine mandato, violativa del divieto di svolgimento, nel periodo elettorale, di attività di comunicazione non strettamente istituzionali. Vi è stato un illegittimo inquadramento dirigenziale di un dipendente di un Ente pubblico.

Nell’anno 2023 sono state discusse in pubbliche udienze 4 cause relative a giudizi di responsabilità amministrativa.
Sono state impugnate due pronunce di assoluzione della locale Sezione giurisdizionale.

Nel corso dell’anno 2023 è stato definito il giudizio di appello contro la sentenza n. 4/2022 con la quale la Sezione giurisdizionale respingeva la domanda di condanna al pagamento di euro 121.990,00, formulata nei confronti di due amministratori regionali per condotte omissive loro ascritte, determinanti la mancata ottemperanza a un giudicato amministrativo favorevole a un ex Direttore generale di un Ente sub-regionale, per l’effetto ottenente un risarcimento, gravante sul bilancio della Regione VdA, di euro 179.399,04. L’appello è stato rigettato con la sentenza della Sezione II centrale n. 361/2023, che ha confermato l’assoluzione degli Amministratori per mancanza di colpa grave nelle condotte censurate.

Alla data del 31 dicembre 2023 risultavano pendenti 17 procedure di esecuzione di decisioni di condanna.

Con riferimento ai crediti erariali liquidati con le sentenze di condanna delle Sezioni contabili passate in giudicato, nel 2023 sono stati recuperati euro 74.004,24, per lo più a seguito di rateizzazioni e di pignoramenti di emolumenti previdenziali. Alla data del 31 dicembre 2023, residuavano recuperi per 6.947.349,18 euro.

La relazione ha anche evidenziato alcune sfide e criticità incontrate nel corso dell’anno, evidenziando  inadempimenti generalizzati ascrivibili a Enti pubblici determinanti l’aggravio dell’attività istruttoria della Procura regionale. De Rosa ha sottolineato la necessità di affrontare tali problematiche al fine di garantire un’azione tempestiva ed efficace della Procura.

Pubblicato / aggiornato il 29/02/2024 alle 16:56
Categoria: Cronaca