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Pays d’Aoste Souverain presenta il nuovo manifesto dell’indipendenza arpitana

La nuova concezione di Arpitania e della Zona franca sono state raccontate, giovedì 7 marzo 2024, dagli esponenti di Pas – Pays d’Aoste Souverain in occasione della terza edizione della Festa della Valle d’Aosta, che celebra la costituzione del Conseil del Commis, la storica istituzione nata il 7 marzo 1536 che portò, grazie alla diplomazia del conte René de Challant, allora governatore della Valle d’Aosta, e del vescovo Pierre Gazin, al trattato di neutralità dopo l’invasione, da parte del re Francesco I di Francia, dei territori degli Stati di Savoia.

«Festeggiamo anche i dieci anni dalla fondazione di Pas – ha ricordato il presidente Michel Perret – che è nato dalla volontà di alcuni tra di noi che si sono incontrati a casa di Philippe Milleret dopo un incontro proprio sull’Arpitania dove avevamo condiviso diversi punti e diverse ideologie, formando così questo movimento popolare per occuparci più specificamente dell’indipendenza della Valle d’Aosta. Adesso iniziamo questa collaborazione con il movimento culturale dell’Arpitania tra cui c’è Joseph Henriet tra i fondatori. È una nuova idea di un’Europa dei popoli, l’Arpitania era nata negli anni 70 ed è ancora attualissima e moderna. In questo periodo stiamo vedendo la disfatta di questi Stati che non si riescono più a gestire e quindi la richiesta di maggiore autonomia da parte delle regioni».

Christian Sarteur, Daniela Amato e Michel Perret di Pays d'Aoste Souverain
Christian Sarteur, Daniela Amato e Michel Perret di Pays d’Aoste Souverain

«A quanto pare il processo di réunion dei movimenti autonomisti zoppica un po’ – ha aggiunto Christian Sarteur, responsabile politico di Pas – e con l’occasione ringrazio Domenico Aloisi perché grazie alla sua uscita su “Chanoux fascista” è riuscito veramente a ricompattare tutti i valdostani, anche se questo risultato è uscito da Fratelli d’Italia che non è così attento all’identità e al futuro della Valle d’Aosta. Abbiamo trovato anche abbastanza ridicolo il bagno di folla per Giorgia Meloni che comunque è arrivata portare dei soldi dell’Europa quasi come se fossero suoi, facendo più che altro la postina di altro e ci ha lasciati molto perplessi la risposta che ha dato al presidente Renzo Testolin in merito al parlamentare europeo per la Valle d’Aosta, dato che noi, con l’attuale legge, non possiamo avere un rappresentante della nostra regione in Europa. Prendendo atto del fatto che Giorgia Meloni ha detto che “finché l’Italia sarà in Europa anche la Valle d’Aosta sarà ben rappresentata”, notiamo delle grosse perplessità e dei dubbi nell’essere rappresentati in Europa da un movimento di destra.
Tra qualche mese ci saranno le elezioni europee e non esercitare questo diritto, prima o poi potrebbe portarci a perderlo – ha rimarcato Christian Sarteur – pur sapendo che con questa legge capestro e ingannevole, per la Valle d’Aosta è praticamente impossibile avere un suo rappresentante. Proponiamo così a tutti i movimenti autonomisti di appoggiare la candidatura di un rappresentante di Pas, una candidatura indipendentista che va a rappresentare tutti i movimenti autonomisti e che usi questa campagna elettorale non per diventare l’agnello sacrificale ma per essere la bandiera e la casa di risonanza per farci sentire fino a Roma affinché in modo che venga cambiata la legge e, come minoranza riconosciuta dalla Costituzione, anche noi potremo essere rappresentati in Europa con tutte le nostre realtà, le nostre differenze e le nostre problematiche».

Philippe Milleret, Floran Corradin, Joseph Henriet, Daniela Amato e Michel Perret
Philippe Milleret, Floran Corradin, Joseph Henriet, Daniela Amato e Michel Perret

L’obiettivo di Pays d’Aoste Souverain resta comunque l’indipendenza della Valle d’Aosta: «io rappresento il punto comune tra Pas e il movimento per l’Arpitania – ha evidenziato Daniela Amato, responsabile del progetto Arpitania all’interno del partito – non si deve pensare che uno escluda l’altra ma sono semplicemente il primo passo per la nostra indipendenza. È necessario ricostruire la realizzazione della Federazione arpitana con i popoli intorno al Monte Bianco ed in questo senso ci saranno delle implementazioni anche dal punto di vista dei social, infatti abbiamo già creato la pagina dedicata ed abbiamo sperimentato qualche post in lingua arpitana. La volontà è anche quella di estendere a territorio virtuale il nostro gruppo Facebook nel corso del 2024 dove poter pubblicare i contenuti legati alla tradizione alla cultura e tutto quello che ci accomuna e quindi dare la possibilità ai nostri follower di potersi rendere partecipi, non solo dalla parte amministrativa, ma soprattutto ma anche dal punto di vista culturale, in modo da accogliere persone che non sono solo simpatizzanti di Pas, ma anche esterne, al fine di ingrandire questo processo».

Per quanto riguarda il Manifesto dell’indipendenza arpitana, l’aggiornamento è stato chiesto da parte di Philippe Milleret a Joseph Henriet, che nell’opera è stato affiancato da Floran Corradin: «questa è un’idea geopolitica che ha un fondamento storico – ha ricordato il cantautore e politico – non esiste un popolo senza una lingua, quindi l’idea visionaria di Joseph si basa sul fatto che quei popoli al cospetto del Monte Bianco parlavano , perché oggi la parlano un po’ meno, la stessa lingua, l’arpitano, oggi conosciuto come dialetto francoprovenzale, ma che è una lingua a tutti gli effetti. C’è un vocabolario ed è una lingua che oggi non è non è inutile e crediamo che possa essere utilizzata, non per sostituire le lingue attuali ma neanche per farla scomparire. In Valle d’Aosta siamo fortunati perché un 30% della popolazione valdostana che parla e comunica in francoprovenzale, ci sono corsi di patois, c’è la musica in patois, ma in Savoia e nel Vallese questo è andato un po’ scomparendo».

Per Joseph Henriet «è notorio che le cose così come stanno andando non possono più continuare e tutti che i grandi Stati di cui facciamo parte stanno per crollare e lo faranno, forse fra dieci, cinquanta o cent’anni. Così come sono strutturati non possono durare, non assicurano il benessere e lo sviluppo della personalità dell’animale uomo che noi siamo. Quindi bisogna prepararci ad immaginare altri soluzioni e, nel nostro caso il Progetto Arpitania si riferisce non solo alla Valle d’Aosta e ai paesi attorno al Monte Bianco che ancora oggi hanno mantenuto una certa tipicità culturale, ma si estende a tutta l’Europa».

Floran Corradin e Joseph Henriet
Floran Corradin e Joseph Henriet

«Questo progetto destinato ad essere copiato da un po’ tutte le comunità e i popoli europei – ha quindi auspicato Joseph Henriet – da questa piccola Valle d’Aosta escono degli input che altri popoli dell’Europa dovrebbero fare propri e questo potrebbe anche essere un argomento per le prossime elezioni al Parlamento europeo. L’Arpitania è un sogno e non so se sarà realizzato, è comunque è una bandiera che dobbiamo tenere alta».

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Pubblicato / aggiornato il 08/03/2024 alle 16:55
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video