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Gian Maria Sertorio è il nuovo questore della Valle d’Aosta

Gian Maria Sertorio, 61 anni il 20 marzo 2024, dal 1° marzo è il nuovo questore della Valle d’Aosta, succedendo al collega Carlo Musti, andato in pensione dopo gli ultimi 13 mesi di attività professionale passati a guidare la Questura di Aosta.
Il nuovo capo della Polizia valdostana è di Torino, dove risiede e dove ha iniziato la sua carriera: ha operato dal 2007 al 2014 presso il Commissariato Dora-Vanchiglia per poi diventare primo dirigente e fino al 2017 ha retto il Commissariato di Bardonecchia, poi, nei primi sei mesi del 2018 il Commissariato Barriera Nizza e quindi dal luglio 2018 il Commissariato Centro di Torino. Successivamente è passato alla Digos e quindi alla Squadra Mobile, per poi essere trasferito, nel 2020, a Reggio Calabria, nel ruolo di vice questore vicario.

Il nuovo Questore della Valle d'Aosta Gian Maria Sertorio
Il nuovo Questore della Valle d’Aosta Gian Maria Sertorio

«Ho iniziato questo nuovo incarico con entusiasmo – ha raccontato nel suo primo incontro con la stampa, lunedì 11 marzo, dopo la prima uscita pubblica in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar valdostanoincarico che non era assolutamente scontato e sono contento di lavorare in una Questura che è vicina anche alla mia realtà, perché io sono torinese e quindi ho sempre anche vissuto lì la mia vita, dato che la mia attività professionale è sempre stata incentrata molto sul nord ovest, a parte l’ultima parentesi».

«In ambito della sicurezza pubblica abbiamo alcuni fenomeni che sono effettivi – ha raccontato Gian Maria Sertorio riferendosi ai reati predatori – e altri che sono percepiti in un certo modo. Chiaramente i furti in appartamento colpiscono assolutamente la cittadinanza in modo forte. Noi abbiamo il dovere di porre la massima attenzione su queste problematiche man mano che si sviluppano».

Il nuovo Questore della Valle d'Aosta Gian Maria Sertorio all'inaugurazione dell'anno giudiziario del Tribunale amministrivo regionale
Il nuovo Questore della Valle d’Aosta Gian Maria Sertorio all’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale amministrivo regionale

«Negli ultimi tre anni sono stato a Reggio Calabria – ha ricordato il questore di Aosta, parlando di criminalità organizzata – e ho aumentato la mia sensibilità su determinati problematiche. Questo è un fenomeno che, una volta che si capisce quale sia la situazione, lo si percepisce in maniera differente. Guardando le ultime sentenze, mi sembra che sia tutto molto chiaro. Nella fattispecie del nord Italia e anche per quanto riguarda la Valle d’Aosta la presenza della ‘ndrangheta è un dato evidente, per cui da parte nostra l’attenzione sarà sicuramente forte».

«Come Polizia di Stato tutti noi siamo disponibili all’ascolto – ha aggiunto Sertorio – e quindi auspico che la cittadinanza prenda contatto con la Polizia nei mille modi che ci sono, ma anche per raccontare problemi che non è che bisogna affrontare per forza con una denuncia oppure di non considerarci utili solo per ottenere il passaporto. Tante cose si possono poi spesso risolvere prima, al di là della burocrazia, quindi confidiamo sul contatto con la gente, con gli esercizi commerciali, con tutto quello che rappresenta il cuore della cittadinanza. Noi ci siamo e sicuramente avremo tutta la volontà di continuare ad osservare qualunque fenomeno e di essere vicini alle persone».

Sulle problematiche relative alla comunicazione, dato che la Questura di Aosta diffonde le notizie sulla propria attività prevalentemente sui social, con pochi comunicati stampa sull’attività giudiziaria che sono spesso privi delle informazioni necessarie per fornire un racconto completo dei fatti, Gian Maria Sertorio ammette una certa difficoltà procedurale: «noi siamo vincolati, anche nel caso degli arresti della scorsa settimana in cui non abbiamo dato i nomi – si è giustificato – bisogna sempre calibrare, prima con la Procura, poi col Dipartimento di Pubblica sicurezza e dobbiamo capire sempre fin dove si può arrivare, anche perché l’attività non si conclude con gli arresti. Allo stesso tempo ci sono anche delle situazioni interne che bisogna sempre valutare prima di potersi esporre, fermo restando l’assoluto diritto di informazione».

Il nuovo Questore della Valle d'Aosta Gian Maria Sertorio con la Capo di Gabinetto Mariateresa Pino
Il nuovo Questore della Valle d’Aosta Gian Maria Sertorio con la Capo di Gabinetto Mariateresa Pino

Informazione che però non è arrivata nel caso dell’inseguimento che nella serata di sabato 2 marzo ha interessato la città di Aosta: «c’è stato un lavoro interforze bellissimo – ha rimarcato il questore – perché il tutto è iniziato dalla Guardia di Finanza che poi ha comunicato ai Carabinieri, che poi, a loro volta hanno comunicato la vicenda alla Polizia. C’è stato questo arresto, fondamentalmente per resistenza a pubblico ufficiale ed anche lì ci sono tutta una parte di accertamenti in mano alla procura e in questa operazione ho avuto modo di toccare con mano a livello locale come sono reali i rapporti tra le Forze dell’ordine, che non sono una cosa scontata. Se non ci fosse stata questa comunicazione, non si sarebbe ottenuto questo risultato».

Alla Questura di Aosta si dovrà comunque fare i conti con l’avvicendamento del personale che, negli passati ha richiesto, per l’effettuazione di alcuni servizi, il supporto dei colleghi torinesi: «purtroppo anche qui si verificheranno grossi ricambi – ha confermato il nuovo questore – in questo momento lo stesso dipartimento, attraverso i concorsi e i corsi che vengono dopo sta cercando di ripianare la mancanza di organico e sicuramente questo necessiterà i suoi tempi. Ho avuto anche qualche segnale di attenzione da parte del dipartimento ed anche Aosta sicuramente avrà modo di essere ascoltata per le esigenze che abbiamo».

Pubblicato / aggiornato il 13/03/2024 alle 10:27
Categoria: Cronaca / Video