Lega: una proposta di legge contro lo spopolamento dei Comuni di montagna
(©Angelo Musumarra per bobine.tv) -
Erik Lavy, consigliere regionale della Lega
Due contributi, uno per la natalità e uno per la residenza, quest’ultimo legato alla frequentazione di corso obbligatorio di lingua e cultura francoprovenzale o walser: sono le proposte che Erik Lavy, consigliere regionale della Lega Vallée d’Aoste, ha pensato come Misure urgenti per contrastare lo spopolamento dei piccoli Comuni di montagna, nella proposta di legge regionale numero 138 depositata venerdì 15 marzo 2024.
«Spesso si sente parlare di spopolamento ma non sono state fatte azioni concrete, a parte certe macromisure che non hanno un’incisione diretta – ha spiegato – questa è una legge concreta che, se si volesse, potrebbe essere già applicata in pochissimo tempo. Dopotutto cento persone in meno ad Aosta non hanno lo stesso peso che cinquanta ad Avise e il 75% della popolazione valdostana abita nella striscia nell’asse centrale. Visto e considerato che il sistema insediativo è concentrato verso il basso, questo fa sì che le terre alte soffrano, e lo vediamo nella società di questi piccoli Comuni, dal fatto che le Amministrazioni che faticano a trovare persone che vogliano impegnarsi, che sono quasi sempre gli stessi, anche nei Vigili del fuoco volontari, negli alpini, nelle Pro loco, nelle bande e nei cori, comunità che soffrono una mancanza di adesione e invecchiamento perché i giovani decidono di andarsene per tanti motivi, ma anche perché costa troppo vivere in montagna».
La proposta interessa i Comuni con popolazione inferiore agli ottocento abitanti e che hanno la sede del proprio Municipio al di sopra dei 650 metri di altitudine, vale a dire Allein, Antey-Saint-André, Avise, Bionaz, Challand-St-Anselme, Challand-St-Victor, Chamois, Champorcher, Doues, Emarèse, Etroubles, Fontainemore, Gaby, Gressoney-La-Trinité, Gressoney-St-Jean, Introd, Issime, La Magdeleine, Lillianes, Ollomont, Oyace, Perloz, Pontboset, Rhêmes-Notre-Dame, Rhêmes-St-Georges, St-Denis, St-Nicolas, St-Oyen, St-Rhémy-en-Bosses, Torgnon, Valgrisenche, Valpelline e Valsavarenche: «si è deciso di scegliere un criterio limite nei Comuni di montagna non turistici, fissando il massimo di 800 abitanti e un’altitudine sopra i 650 metri – ha precisato Erik Lavy – può sembrare un valore basso, ma abbiamo pensato che i Comuni della bassa valle del Lys e della bassa val d’Ayas sarebbero rimasti fuori con una soglia più alta e sfido chiunque a dire che Perloz, Lillianes, Challand-Saint-Anselme e Saint-Victor o Pontboset non siano Comuni montani».

Il primo contributo, un assegno mensile di natalità, fino 5.000 euro annui, denominato Cheque valdôtain
corrisposto dalla nascita o l’adozione di un figlio e fino all’età di tre anni per i genitori che risiedono in un piccolo Comune di montagna oppure vi trasferiscano la residenza, con un reddito complessivo fino a 50.000 euro.
La residenza nel piccolo Comune di montagna deve essere mantenuta per almeno dieci anni e sono esclusi da contributo i nuclei familiari in cui uno o più componenti che occupino o abbiano occupato abusivamente alloggi, immobili o terreni pubblici o privati, non abbiano permesso ai minori del nucleo familiare di adempiere all’obbligo scolastico, siano stati condannati, nei cinque anni precedenti, per reati contro la Pubblica amministrazione, reati contro minori, persone con disabilità o fragili, reati dolosi commessi con violenza alla persona, reati predatori o reati in materia di sostanze stupefacenti.
Il secondo contributo, il Cheque montagnard, eventualmente cumulabile col primo, è un altro assegno fino a 5.000 euro l’anno per tre anni in favore dei nuclei familiari che trasferiscano la propria residenza in un piccolo Comune di montagna e la mantengono per almeno dieci anni. I componenti del nucleo familiare devono essere cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea, o stranieri con regolare permesso di soggiorno, percepire un reddito complessivo fino a 50.000 euro e almeno due devono avere un’età, alla data di richiesta del contributo, inferiore a 70 anni. Se si spostano da un Comune valdostano, questo deve avere una popolazione di oltre 3.000 abitanti.
Il Cheque montagnard sarà però liquidato solo dopo la frequentazione, da parte di tutti i componenti del nucleo familiare di età compresa tra i sette ed i 69 anni, entro i primi due anni dal trasferimento della propria residenza, un corso di lingua e cultura francoprovenzale, di töitschu e di cultura walser per il Comune di Issime, di titsch e di cultura walser per i Comuni di Gressoney-St-Jean e Gressoney-La-Trinité: «è un modo per entrare in contatto in maniera diretta con la comunità – ha ribadito Erik Lavy – per apprendere usi, costumi e tradizioni. Oggi vediamo, e ci dispiace del fatto che tante persone che provengono da fuori sono spesso più curiose e più fiere di avvicinarsi all’identità locale rispetto a di chi vive lì da generazioni. Questa è una condizione necessaria per avere il contributo, altrimenti si rischia di avvicinare delle persone che non conoscono nulla del posto in cui vanno ad abitare e capitano poi questioni come il lamentarsi del suono dei campanili, come era successo a Fontainemore».

Per chi è già residente, e ha un reddito sotto i 50.000 euro, l’assegno si trasforma in un’esenzione triennale dall’addizionale Irpef, mentre nel caso superiore si applica l’aliquota ordinaria sull’intero imponibile.
L’assegno sarà raddoppiato qualora il nucleo familiare richiedente avvii nel piccolo Comune di montagna di nuova residenza un’attività imprenditoriale, anche attraverso il recupero di beni immobili del patrimonio storico-artistico: «è necessario vivere in montagna con delle attività specifiche – ha concluso Erik Lavy – e non è giusto parificare chi vive nel centro di Aosta ed ha tutti i servizi rispetto a chi abita nei Comuni di montagna. Non sappiamo se questa legge servirà, ma non è mai stato fatto nulla del genere, ed infatti abbiamo ragionato in prospettiva, visto che si tratta di un cambio di vita radicale, partendo con delle cifre più basse 650mila euro per il 2024, per poi aumentare nel tempo, con 850mila euro per il 2025 e un milione e 50mila euro nel 2026».
La proposta di legge prevede infine anche della pubblicità negli Stati dell’Unione europea francofoni e germanofoni con da incentivare anche fuori Valle e fuori Italia l’insediamento di nuovi nuclei familiari nei piccoli Comuni di montagna valdostani.
Allegati
Pubblicato / aggiornato
il 15/03/2024 alle 16:20
Categoria:
Politica e Amministrazione