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Asva: si torni a rispettare il diritto all’informazione

Asva: si torni a rispettare il diritto all’informazione (©bobine.tv) - La cappella sconsacrata della frazione Equilivaz, a La Salle

Lunedì 8 aprile 2024, il direttivo dell’Asva (Associazione che raggruppa i giornalisti valdostani) ha diffuso una nota stampa per denunciare una situazione che perdura da alcuni mesi e che ha messo in discussione il diritto all’informazione.

Scrive Asva: «L’esercizio della professione giornalistica e il diritto dei cittadini ad essere informati, il cui valore è riconosciuto dalla Costituzione, in Valle d’Aosta rischiano di essere ostacolati da un incomprensibile atteggiamento di chiusura totale da parte delle forze dell’ordine e della magistratura inquirente, in particolare sugli ultimi fatti di cronaca.
Le disposizioni previste dalla recente riforma Cartabia, dietro cui sempre più spesso le forze dell’ordine e la magistratura si riparano, non giustificano decisioni di questo genere, con un’interpretazione restrittiva e di totale chiusura dei rapporti con gli organi di informazione. In poco tempo, è stato cancellato del tutto un rapporto basato su diritti e doveri che si consideravano acquisiti, in un quadro democratico ormai consolidato.
La situazione, deterioratasi da mesi, è peggiorata ulteriormente negli ultimi giorni quando, su alcuni gravi e inquietanti fatti di cronaca – in parte tuttora irrisolti -, è calato un incomprensibile silenzio stampa, che oggi ha addirittura portato al divieto di ingresso per i giornalisti al Palazzo di giustizia di Aosta. È un fatto mai accaduto prima e che ha, tra le sue conseguenze più gravi, il proliferare di informazioni imprecise e di ricostruzioni fantasiose, alimentate dal silenzio degli inquirenti.
Per questo motivo – in un’ottica di totale collaborazione con le forze dell’ordine e con la magistratura inquirente – l’Associazione Stampa Valdostana, sindacato unitario dei giornalisti valdostani, chiede un confronto per trovare un equilibrio: occorre garantire, in un quadro di regole, di correttezza e di reciproche responsabilità (anche deontologiche) la qualità dell’informazione e l’esercizio dei diritti fondamentali dei cittadini
».

Una situazione che perdura dal 30 ottobre 2023 e che rende difficilissimo scrivere qualsiasi notizia di cronaca con una ragionevole garanzia di conferma. Agli operatori dell’informazione sono sostanzialmente precluse tutte le fonti istituzionali e i canali ufficiali hanno smesso di diffondere notizie, se non quelle di loro stretto interesse. Quindi, per lo più, di nessuna rilevanza informativa.

Speriamo che questa presa di posizione forte del sindacato dei giornalisti possa preludere al ripristino dei diritti dei giornalisti e dei loro utenti.

Pubblicato / aggiornato il 08/04/2024 alle 20:26
Categoria: Cronaca