La storia ecologica dei luoghi: un passo verso la sostenibilità
L’alfabetizzazione ecologica è stato il tema del seminario su La storia ecologica dei luoghi: un passo verso la sostenibilità, che si è tenuto nel pomeriggio di martedì 7 maggio 2024, organizzato dal Centro Green dell’Università della Valle d’Aosta, nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile 2024, con il patrocinio della Rete delle università sostenibili.
«L’idea di questo seminario nasce dall’ispirazione del libro del professor Emilio Padoa-Schioppa – ha raccontato Stefania Pinna, ricercatrice dell’Ateneo valdostano – perché è importante affermare quella che viene indicata come alfabetizzazione ecologica ed i suoi temi dell’ecologia ed i principi della sostenibilità, così da fare in modo che diventino sempre più linguaggio comune e che possano perciò far parte, anche in ambito universitario, delle formazioni delle persone e di tutti, dai leader politici a chi si occuperà di economia, ma non solo».

«Lo vediamo anche in questa in questa università da chi si occupa anche dei temi legati alla psicologia – ha aggiunto Stefania Pinna – perché sempre di più si parla anche di tematiche legate al disagio che il cambiamento ambientale provoca sulle persone. Recentemente abbiamo organizzato una raccolta dati con gli studenti dai quali è emerso che molti ragazzi e giovani si sentono in qualche modo un po’ oppressi e manifestano anche dell’ansia da cambiamento climatico».
L’ispirazione del seminario è arrivata dal volume Storia ecologica dell’Europa. Un continente nell’Antropocene di Emilio Padoa-Schioppa, professore associato di ecologia dell’Università Milano-Bicocca, che ha dialogato nell’aula dell’Università della Valle d’Aosta con Massimo Bocca, presidente della Société de la Flore Valdôtaine, ed Andrea Mainetti, responsabile ufficio conservazione botanico-forestale e curatore del giardino botanico alpino Paradisia, sulla biodiversità e il ripristino degli ecosistemi per la sostenibilità e il miglioramento del benessere umano.

«L’obiettivo è di avviare un dialogo attraverso la conoscenza e la storia ecologica dei luoghi che deve essere alla base di tutte le progettazioni che l’essere umano può mettere in piedi – ha spiegato ancora Stefania Pinna – abbiamo anche deciso di approfondire gli aspetti legati alla biodiversità alle peculiarità dei luoghi perché più entriamo in relazione con essi e più conosciamo le loro storie ecologiche, e quindi le manifestazioni di biodiversità animale, vegetale e non solo, ci permetterà di amarlo e rispettarlo, confermando quello che Erich Fromm aveva indicato come biofilia, l’amore per la vita e che Edward Wilson ha ripreso, cercando in qualche modo di strutturare un’ipotesi e la base della nostra affiliazione, che ha radici molto profonde nel nostro legame con la natura».
Pubblicato / aggiornato
il 08/05/2024 alle 11:55
Categoria:
Cultura / Video