Forget-me-not Non ti scordar di me
Una cinquantina di persone hanno partecipato, nel pomeriggio di mercoledì 5 giugno 2024, nel salone Bcc di Aosta, alla presentazione del progetto Forget-me-not Non ti scordar di me – Storie di guerra delle nostre famiglie, realizzato nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (Pcto) dagli allievi della classe VA linguistico del Liceo Bérard di Aosta, coordinati dalle docenti Sally Larder e Valentina Tenedini.
“Durante l’ultimo anno di liceo, il programma di storia ci propone di affrontare, tra gli altri argomenti, la Seconda Guerra Mondiale – recita la prefazione del volume – anziché studiare gli eventi solamente sui libri di testo, su proposta della nostra insegnante di inglese Valentina Tenedini e in collaborazione con lettrice madrelingua Sally Larder, abbiamo deciso di rendere il percorso più stimolante, andando a ricercare le storie di guerra delle nostre famiglie, nelle memorie dei nostri cari: nonni e bisnonni, vissuti in quegli anni”.

“Essendo ormai trascorsi circa 80 anni da quegli eventi, ci siamo resi conto che non avremmo avuto ancora molto tempo se avessimo voluto raccogliere le loro testimonianze dirette – si legge ancora – e non abbiamo dunque voluto perdere questa opportunità. Il nostro lavoro, lungi da avere pretese letterarie o didascaliche, risulta quindi dalla raccolta di storie intime e autentiche, riportate alla memoria, non senza qualche difficoltà e sofferenza da parte degli interessati, e forse anche per noi”.
Il progetto è composto da due volumi in lingua inglese e italiana, e da un audiolibro in italiano, pubblicati sul sito web della scuola, che riportano 19 testimonianze della quotidianità durante la Seconda Guerra Mondiale, vissute da nonni e bisnonni ed amici di famiglia degli alunni che vivevano nelle diverse località della Valle o che erano fuggiti a causa del conflitto: «non siamo scrittori – ha puntualizzato Valentina Tenedini durante la presentazione del progetto – ma secondo noi il valore di questo lavoro sta nella autenticità dei sentimenti e delle intenzioni di ricerca e approfondimento che lo hanno ispirato».

Durante la presentazione sono state lette 7 delle 19 storie raccontate nei volumi, tenendo per ultima quella che ha ispirato il progetto, “Nonno Leo – Un pittore in guerra”, che racconta l’esperienza del nonno della professoressa Tenedini, Leopoldo Fimiani, che, da soldato, fu deportato in un campo di prigionia nel Regno Unito, dove seppe mantenere la sua umanità grazie alla sua capacità artistica, ed il conseguente trauma della madre che, dopo il ritorno a casa del padre, nel 1947, dopo cinque anni di assenza, «non ricordava di averlo mai avuto».

Alla presenza di Maria Paolini, originaria di Castelvecchio Subequo, in provincia dell’Aquila, è stata letta anche la sua testimonianza “Con gli occhi di Maria”, dove si ricordano le «giornate monotone» a scuola con un solo insegnante «poiché non era sicuro viaggiare», il canto quotidiano dell’inno dedicato a Mussolini, che ancora lo ricorda a memoria, ed i problemi di approvvigionamento dei beni di prima necessità, con la “tessera annonaria” che non bastava mai, ma anche la paura per il coprifuoco ed i bombardamenti ed la vicenda di un maestro che si era rifiutato di fare il saluto fascista e per questo venne «massacrato di botte» davanti ai bambini.
Maria Paolini è stata abbracciata pubblicamente dalla professoressa Tenedini «a nome di tutti i ragazzi».
Pubblicato / aggiornato
il 05/06/2024 alle 19:23
Categoria:
Cultura / Video