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Franchenstain il camminante: un monologo di parole e solitudine

Franchenstain il camminante: un monologo di parole e solitudine (©andreadamarco) - Franchenstain

Franchenstain il camminante è un monologo in cui le cicatrici del mostro non sono visibili sul corpo dell’attore, ma emergono attraverso parole sgrammaticate che riflettono il tormento di una solitudine e delle sue sbandate.

Questo Franchenstain, a differenza di quello di Mary Shelley, si salva perché non smette di osservare il mondo con il cuore. Il monologo inizia con una citazione fotografica famosa del bambino di Bodrum, simbolo del rifiuto a priori della nostra società: “Ho scelto una spiaggia come luogo di partenza, un luogo in cui risvegliarsi dalla morte e verificare se davvero sia possibile confermare che non ci sia posto per qualcuno“. Franchenstain è tutte le volte che qualcuno arriva e non è il benvenuto.

A differenza di quello di Mary Shelley, questo Franchenstain non si cristallizza nel rifiuto e nello sgomento, ma trae da essi la forza necessaria per andare avanti, cambiando direzione e obiettivo, facendo del mondo non più una “valle di lacrime” ma, come suggerisce il poeta Keats, “la valle in cui fare anima”.

Franchenstain il camminante di Andrea Damarco, libro illustrato tratto dall’omonimo spettacolo teatrale, sarà presentato sabato 22 giugno alle ore 18, nel Chiostro di Sant’Orso, ad Aosta. Roberto Carnevali converserà con l’autore e interverrà Marco Calindri.

Pubblicato / aggiornato il 15/06/2024 alle 14:20
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Categoria: Cultura