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Un nuovo servizio civile per i ragazzi tra 20 e 25 anni

Un nuovo servizio civile per i ragazzi tra 20 e 25 anni (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - Jean-Pierre Guichardaz ed Enrico Vettorato durante la presentazione del bando di servizio civile regionale

I nuovi progetti di servizio civile in Valle d’Aosta si ampliano dai 20 ai 25 anni, superando il precedente limite fissato tra i 16 e 19 anni. È questa la novità che caratterizza il nuovo bando, denominato Insieme per gli altri, le generazioni si incontrano, presentato nella mattinata di martedì 18 giugno 2024, per il reclutamento di volontari per progetti che dovranno essere organizzati tra il 1° ottobre 2024 ed il 31 marzo 2025 e che potranno avere una durata minima di un mese e massima di sei mesi: «il nuovo bando risponde alle esigenze manifestate nel corso dell’ultima riunione della Consulta del servizio civile, nello scorso dicembre 2023 – ha spiegato Jean-Pierre Guichardaz, assessore al Sistema educativo e alle politiche per le relazioni intergenerazionali della Regione autonoma Valle d’Aosta – rappresentando così una nuova occasione per la crescita dei nostri giovani tra i 20 e 25 anni, affinché siano sempre più sensibili e responsabili alla cultura della solidarietà e del servizio alla comunità, attraverso la consapevolezza del valore rappresentato dalle rispettive azioni solidali e di mutuo aiuto volontario e, allo stesso tempo, possano apprendere competenze importanti per il loro percorso di crescita e per le prime opportunità di lavoro».

Enrico Vettorato, funzionario dell'ufficio delle politiche giovanili dell'Assessorato
Enrico Vettorato, funzionario dell’ufficio delle politiche giovanili dell’Assessorato

Il nuovo bando che non sostituisce ma si affianca ai Due mesi in positivo dedicati a progetti estivi, è pubblicato sul sito“QuiJeunes VdA, e prevede un rimborso spese aumentato a 600 euro al mese per i volontari, comprensivo anche delle eventuali spese sostenute durante il periodo di svolgimento dell’esperienza, per un impegno massimo mensile di 90 ore, con uno stanziamento totale, da parte dell’Amministrazione regionale, per il 2024 e per il 2025, di 60mila euro annui: «entro il 14 luglio la sessantina di enti accreditati possono presentare dei progetti direttamente alla Regione, solo online – ha precisato Enrico Vettorato, funzionario dell’ufficio delle politiche giovanili dell’Assessorato – ma è possibile ancora accreditarsi, contattandoci alla mail serviziocivile@regione.vda.it, nel rispetto delle prerogative del bando, che vuole garantire una maggiore concorrenzialità rispetto al servizio civile universale. Abbiamo voluto anche rispondere alle esigenze manifestate dai soggetti del terzo settore, che sempre più necessitano aiuto da parte dei giovani ed abbiamo quindi posto un’attenzione particolare nei confronti dei portatori di disabilità o invalidità o in situazione certificata di disagio, favorendo, in una logica di peer-to-peer, l’assegnazione automatica di un ulteriore volontario che, come facilitatore, si affiancherà agli stessi».

Jean-Pierre Guichardaz ed Enrico Vettorato
Jean-Pierre Guichardaz ed Enrico Vettorato

«Bisogna avere un minimo di requisiti, ma è facile potersi iscrivere – ha aggiunto Jean-Pierre Guichardaz – le aree di intervento sono interessanti, dall’assistenza alla cultura della Protezione civile passando per la prevenzione dei rischi, anche di tipo ambientale, sono ambiti piuttosto estesi. Se pensiamo che il bando “Due mesi in positivo” è stato utilizzato, per esempio, da diverse Istituzioni scolastiche per rimettere a posto le biblioteche, ci rendiamo conto che anche in questo caso c’è la possibilità di intercettare enti ed associazioni, allargando anche l’ambito ad uno spazio temporale più lungo, visto che gli enti ci hanno fatto capire che, per certi progetti, non sono sufficienti due mesi. Mi rendo conto che l’entità economica del rimborso spese non sia indifferente, ma non rappresenta uno stipendio perché non è un lavoro, per quanto saranno sei mesi abbastanza topici, ma è un’opportunità interessante per i giovani. L’auspicio che è i progetti siano funzionari per i volontari e non deve essere un modo per avere per sei mesi della manodopera gratuita, visto che poi quest’esperienza entrerà nel curriculum dei ragazzi».

«Per noi, la difficoltà maggiore sarà quella di capire chi ha realmente tempo a disposizione – ha concluso Enrico Vettorato – senza impegni universitari o di lavoro reale, ma faremo rete con le associazioni per capire le disponibilità».

Pubblicato / aggiornato il 18/06/2024 alle 11:45
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Categoria: Cultura