Ludovico Bich espone in Norvegia
(©Ludovico Bich) -
Ludovico Bich
Ludovico Bich racconta con queste parole l’origine di quel viaggio che si è poi trasformato in una serie di scatti, trenta dei quali scelti per essere esposti in Norvegia in occasione di Bodø Capitale della Cultura Europea 2024, nella mostra dal titolo Finding the Holy Mountain, aperta dal 3 al 10 agosto prossimi: «Sono nato nel cuore delle Alpi, circondato da vette imponenti che mi hanno accompagnato e tutt’ora vegliano sulla mia vita. Nel 2007, ero in un periodo di seria difficoltà. Certo che solo in me potevo trovare la forza per rendere di nuovo benevolo il loro sguardo, rivolsi il mio altrove verso un’altra vetta, lontana e sconosciuta, un’impresa in cui l’unica compagna di avventura era la mia macchina fotografica e il viaggio in Giappone era il viaggio alla riscoperta di me stesso.»
Ludovico Bich ha scelto il Giappone e il Monte Fuji come meta del suo viaggio di redenzione. Con il suo obiettivo raccoglie particolari urbani, ruba la quotidianità dei passanti, si sofferma su geometrie artificiali e sulle pose plastiche di azioni ed espressioni non del tutto comprese. Nonostante partisse da una metropoli fortemente plasmata dall’antropizzazione, il suo era un percorso ecologico, dettato dalle forze fisiche, scevro da mezzi di trasporto e sottostante al ritmo della natura, che ha scandito le sue tappe, permettendo di avanzare od obbligando ad arrestarsi. Questo passaggio dall’urbano alla natura emerge forte nei suoi scatti, che nell’avanzare si trasformano: spazi infiniti immersi in atmosfere talvolta offuscate, contorni nitidi di petali impalpabili, la delicatezza della vegetazione sinuosa. Fino alla vetta, dove l’istante felice di una coppia di innamorati quasi a suggerirgli che, forse, la sua meta era raggiunta.
È la sostenibilità ambientale che permea il suo viaggio artistico e il suo racconto che gli ha permesso di ottenere una mostra dedicata all’interno del programma di Bodø Capitale della cultura europea 2024. Ed è la prima volta che questi scatti sono mostrati al pubblico, rimasti a lungo tra le mura di casa Bich proprio per il legame intimo con queste foto, il percorso interiore che le ha accompagnate, che gli imponevano di aspettare un’opportunità speciale. «Grazie al mio lavoro come albergatore ho ricevuto molti ospiti norvegesi, con alcuni dei quali ho instaurato un rapporto di amicizia sincera, affezionandomi al popolo norvegese e al suo Paese – racconta Bich -. L’anno scorso il mio amico Morten Jackheln, mi ha segnalato la possibilità di esporre durante questo evento. Mi sono detto che era la volta buona, l’occasione giusta per presentare il mio lavoro, che per anni ho lasciato in attesa, come addormentato, nei miei HD».
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Pubblicato / aggiornato
il 30/07/2024 alle 09:49
Categoria:
Cultura