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Restauro delle lapidi mauriziane

Restauro delle lapidi mauriziane (©Ordini dinastici della Real Casa di Savoia) - Le lapidi mauriziane all'Ospedale Parini di Aosta

Domenica 7 luglio 2024, gli Ordini dinastici della Real Casa di Savoia hanno organizzato, in collaborazione con l’Associazione Bandistica della Città di Aosta, un concerto per celebrare l’inizio del restauro delle cosiddette Lapidi Mauriziane di cui la Delegazione degli Ordini Dinastici della Valle d’Aosta ha deciso di farsi carico. Questo è stato il primo di una serie di cinque concerti estivi.

L’Ospedale Umberto Parini, costruito a cura dell’Ordine Mauriziano tra il 1938 e il 1942, conserva ancora oggi due grandi lapidi in granito accanto al vecchio ingresso. Queste lapidi commemorano non solo la costruzione dell’ospedale attuale ma anche il ricordo del precedente ospedale della città, che sorgeva al posto dell’attuale Palazzo dell’Amministrazione regionale in Piazza Deffeyes.

Le lapidi si trovano in pessime condizioni e l’Ordine si occuperà del loro restauro, che terminerà il 22 settembre 2024, con una cerimonia alla quale parteciperà anche Emanuele Filiberto di Savoia.

Il concerto del 7 luglio si è svolto nel chiostro della Collegiata dei Santi Pietro e Orso in Aosta.

Il secondo appuntamento della rassegna Claustri Musica, si è svolto domenica 21 luglio 2024 alle 17.00 nel Chiostro della Collegiata dei Santi Pietro e Orso di Aosta.

L’esibizione affidata al Double Wind Quintet, un ensemble nato per riscoprire il repertorio originale per fiati. Il decimino è composto da Greta Spada Rossi e Alessandra Chiabotto al flauto, Andrea Secondo Morello e Paolo Lerda all’oboe, Davide Papalia e Andrea Attilio Golia Libertini al clarinetto, Florin Bodnarescul e Livio Ramasso al corno, Orazio Lodin e Francesco Loprete al fagotto. Il gruppo è diretto da Daniele Papalia, co-direttore della Banda musicale di Aosta e docente presso il Liceo musicale di Aosta e la Scuola civica di musica R. Arnod.

Il programma del concerto ha spaziato da brani di fine Ottocento fino ai giorni nostri. Sono state eseguite la Petite Symphonie di C. Gounod del 1885, una piacevole composizione divisa in quattro movimenti che descrivono lo stile melodico dell’epoca parigina, e il primo tempo della Sinfonietta di J. Raff del 1873, caratterizzato da temi vivaci e maestosi. Seguirà la Seconda Suite di G. Holst del 1911, un brano originale per banda diviso in quattro movimenti di cui sarà eseguita una trascrizione in prima assoluta di Daniele Papalia. Infine, saranno eseguite le Greek Folk Dances di F. Cesarini del 2021, una raccolta di tre danze folkloristiche greche.

Il terzo appuntamento Ritmi dal Mondo della Rassegna Claustri Musica, si è svolto domenica 4 agosto 2024 alle ore 17.00 nel Chiostro della Collegiata dei Santi Pietro e Orso di Aosta.

Si sono esibiti il solista Ivan Mancinelli e il KonTakt Ensemble, un progetto nato nel 2020 da alcuni percussionisti valdostani provenienti dalla scuola del M° Daniele Vineis. La passione per la musica da camera per percussioni è stato il motore che ha dato vita al gruppo con l’intento di costituire un ensemble dinamico che affronta i vari repertori per percussioni. Il gruppo, composto da Alessandro Viola, Fabio Saccavino, Daniele Papalia e Alessio Pressendo.

Ritmi dal Mondo è un viaggio tra culture, storie e mondi differenti, dove la voce delle percussioni scandisce lo scorrere del tempo. Strumenti spesso moderni, ma con radici antichissime, grazie alla loro varietà timbrica sono in grado di raccontare storie disegnate da mille colori diversi, sfumature, chiaroscuri. Gesti a volte delicati e altre violenti, generano ritmi intricati che ci portano dall’Africa all’Asia passando per l’America. Verranno eseguiti:

 Ghanaia (1997 Matthias Schmitt) è un omaggio al Ghana. La modernità della marimba, che trova le sue radici nel balafon africano, è accompagnata dai tradizionali Dundun, Kenkenì, Djembè, Talking Drum, Djabarà e Agogo. Un’introduzione aleatoria fatta di piccoli suoni ispirati alla natura è spezzata dall’ingresso della sezione ritmica, in cui intricati giochi ritmici danno vita a un dialogo tra la marimba e gli altri strumenti della scena;

 Ritual Music (2005 David Skidmore) è un brano che esplora l’energia e l’interazione tra i musicisti, creando un’esperienza che richiama i rituali tribali e le cerimonie antiche: è diviso in quattro movimenti, ognuno dei quali presenta ritmi complessi combinando elementi di musica contemporanea a influenze tribali;

Marimba Spiritual (1984 Minoru Miki) raccoglie i linguaggi della musica giapponese fondendoli in un capolavoro dedicato ai morti per fame in Africa dell’anno 1984. Legni, metalli, pelli naturali: tre ingredienti per volare dal Sud America al Giappone, dove il Taiko, iconico tamburo a cilindro e a barile, è considerato come una disciplina rigorosa. Il primo movimento è lento, quasi un lamento, un requiem statico, mentre la seconda sezione è caratterizzata da un tempo veloce che con grande enfasi ritmica esprime un sentimento di resurrezione;

Catching Shadows (2013 Ivan Trevino) in inglese significa “catturare le ombre”, infatti suoni inizialmente rarefatti e gassosi si trasformano in ritmi sempre più presenti e insistenti, fino a essere sostenuti dal Groove della batteria: sono sonorità tipiche della cultura musicale degli USA, per sua natura estremamente moderna e permeabile agli influssi di altre culture;

Persona (1990 ToshimitsuTanaka) è un brano che ricalca la grande tradizione del Taiko, in una chiave quasi bellica, caratterizzata da ritmi ossessivi, melodie e armonie che mantengono un costante stato di tensione che culmina in violenti momenti caratterizzati da grida battagliere ed energiche.

Il quarto appuntamento Duo Papillon della Rassegna Claustri Musica, si è svolto domenica 18 agosto 2024 alle ore 17.00 nel Chiostro della Collegiata dei Santi Pietro e Orso di Aosta.

Il concerto ha visto protagonisti il flauto traverso e la chitarra classica con il Duo Papillon, composto da Greta Spada Rossi e Chiara Medone, attivo in Italia e all’estero da oltre cinque anni. Le Americhe rappresentano il fil rouge del concerto, durante il quale le musiciste proporranno brani di compositori provenienti dal continente americano o lì naturalizzati.

Ad aprire la serata sono stati alcune delle Mountain Songs del compositore contemporaneo americano Robert Beaser; si tratta di brani dal forte carattere improvvisativo basati su temi popolari del folklore americano, in particolare dei territori dei Monti Appalachi. A seguire Sonatina op. 205 di Mario Castelnuovo-Tedesco, compositore e pianista fiorentino che conobbe la sua fortuna negli Stati Uniti; caratterizzata da complesse figurazioni ritmico-melodiche e giochi imitativi, la composizione rappresenta uno dei brani più importanti del repertorio originale per duo flauto-chitarra.

A seguire una trascrizione di Summertine di George Gershwin, in quello che rappresenta un omaggio ad uno dei più grandi compositori di musical americani di tutti i tempi. Con la Fantasia Mulata del compositore portoricano Ernesto Cordero, il pubblico verrà poi accompagnato verso una nuova ambientazione sonora tipica del Sud America. Questa avvolgerà definitivamente gli ascoltatori attraverso alcune delle Danze popolari brasiliane del compositore Celso Machado accuratamente selezionate dal Duo Papillon, dove si susseguiranno choro, bossa nova e samba dall’inconfondibile carattere brasiliano. Il concerto si è concluso infine con una trascrizione di El Condor pasa, uno dei brani più emblematici nella rappresentazione del popolo peruviano nel mondo.

L’ultimo appuntamento Romantic Trio della Rassegna Claustri Musica, si terrà domenica 1° settembre 2024 alle ore 17.00 presso il Chiostro della Collegiata dei Santi Pietro e Orso di Aosta (in caso di mal tempo il concerto verrà eseguito nella Chiesa adiacente).

L’ensemble è composto da Serena Costenaro al violoncello, Davide Papalia al clarinetto ed Erica Pompignan al pianoforte.

Il programma propone il Trio in si bemolle maggiore op. 11 composto nel 1798 da L. van Beethoven. Esso è suddiviso in 3 movimenti: l’Allegro con brio apre la composizione dove il primo e il secondo tema riflettono il contrasto della musica dell’epoca tra un esordio marziale e una risposta più cantabile. Lo sviluppo, piuttosto breve, concede ampio spazio al pianoforte che utilizza ripetutamente accordi spezzati fino alla ripresa, che si presenta perfettamente simmetrica all’esposizione. Nell’Adagio l’esordio è affidato al violoncello nel registro acuto in modo da favorire la cantabilità del tema tra suono e pausa. L’Allegretto finale è formato da una serie di variazioni il cui tema (preso da una famosa opera comica del tempo, L’Amor marinaro di Joseph Weigl, 1797) ispirò anche autori come Hummel e Paganini. La prima e la seconda delle nove variazioni presentano gli strumenti separatamente, quasi come se Beethoven volesse far ascoltare le qualità dell’organico prima di reimmeggersi nell’equilibrato gioco dei tre strumenti.

Il secondo e ultimo brano è il Trio in la minore, op. 114 composto nel 1891 da J. Brahms che è suddiviso in 4 movimenti. Il primo tema dell’Allegro riassume il carattere di tutto il movimento, con un inizio laconico e raccolto, mentre la melodia del secondo tema presenta un’espressività più rotonda; nello Sviluppo troviamo invece un’elaborazione di elementi del primo tema che si fonde in una Ripresa «nascosta», nella quale il tema si svela solo gradualmente. Nell’Adagio il motivo iniziale del clarinetto viene intersecato dall’accompagnamento del pianoforte, per poi passare al violoncello, mentre il secondo tema è sostenuto da alcuni arpeggi e appare più risoluto. L’Andantino grazioso presenta un motivo danzante del clarinetto impreziosito da un delicato accompagnamento di colore; la melodia passa al pianoforte, per poi evolvere nel modo minore. Il tema dell’Allegro conclusivo è costruito sull’antitesi tra suddivisione ternaria e binaria delle due frasi iniziali; la seconda di queste viene dilatata facendo da ponte a un secondo tema, introdotto dal violoncello e completato da un’ulteriore idea tematica di coda.

Durante i concerti a ingresso libero, sono stati raccolti fondi per le opere benefiche degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia. In particolare, il ricavato sarà destinato al sostegno dell’associazione HandToHand per attività rivolte ai ragazzi affetti dalla sindrome di Down. Era gradita, ma non obbligatoria, la prenotazione tramite WhatsApp al numero 3701556555 o via email all’indirizzo valledaosta@ordinidinasticicasasavoia.it.

Sabato 21 e domenica 22 settembre 2024 si terranno due giorni di celebrazioni in occasione della festa liturgica di San Maurizio, patrono dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. L’evento vedrà la partecipazione di Emanuele Filiberto di Savoia principe di Piemonte e di Venezia e Johannes Theo Niederhauser gran cancelliere degli ordini.

Le celebrazioni inizieranno sabato 21 settembre 2024 alle ore 16.00 con l’arrivo del Principe e del gran cancelliere al palazzo priorale della Collegiata dei Santi Pietro e Orso di Aosta, sede della delegazione valdostana. Qui, i due illustri ospiti incontreranno le dame e i cavalieri locali. A seguire, una solenne Messa sarà celebrata da Franco Lovignana vescovo di Aosta, con l’accompagnamento musicale del coro de Les Hirondelles e dei maestri dell’Associazione Bandistica della città di Aosta.

La giornata si concluderà con un incontro nel salone ducale del palazzo Municipale, dove Gianni Nuti sindaco di Aosta, accoglierà il principe e il gran cancelliere. Durante l’incontro, le associazioni e le persone che hanno beneficiato del sostegno della delegazione valdostana degli Ordini negli ultimi due anni saranno onorate. L’evento sarà impreziosito da un concerto per pianoforte e clarinetto organizzato dall’Associazione bandistica della città di Aosta.

La giornata di domenica 22 settembre 2024 inizierà con una visita di Emanuele Filiberto a Valpelline, in ricordo della profonda amicizia tra sua nonna Maria Josè regina, e l’Abbé Henry, storico parroco della comunità della Cumba Freida. Alle 11.15, il principe e Niederhauser si recheranno all’ospedale regionale Umberto Parini per la consegna ufficiale delle steli mauriziane restaurate dalla delegazione valdostana, grazie anche al contributo economico della società Cogne Spa. Queste steli, situate al vecchio ingresso dell’ospedale, commemorano la storia dei due ospedali della città: l’attuale, inaugurato dall’ordine Mauriziano nel 1942, e il più antico, risalente alla fine del 1700, che sorgeva nell’area dove oggi si trova il palazzo dell’Amministrazione Regionale.

Le celebrazioni si concluderanno alle 12.30 con un gala di beneficenza al Grand Hotel Billia di Saint Vincent. L’evento è finalizzato a raccogliere fondi per le opere assistenziali della delegazione, che nel corso del 2024 ha finanziato iniziative a sostegno della comunità locale per un totale di 48.253 euro.

Pubblicato / aggiornato il 10/09/2024 alle 14:18
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Categoria: Cultura