Esercitazione di Protezione civile 2024 in Valle d’Aosta
(©RaVdA) -
Esercitazione annuale regionale di Protezione civile 2024
Si è conclusa sabato 5 ottobre 2024 «la più grande esercitazione annuale da vent’anni a questa parte», come l’ha definita Valerio Segor, capo della Protezione civile della Valle d’Aosta, iniziata martedì 1° ottobre e che si tiene sul territorio dei Comuni di Valtournenche, Saint-Christophe, Quart e Pollein, suddivisa in dieci moduli, che hanno visto la partecipazione, oltre che del personale professionista e volontario della stessa Protezione civile, del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco, Corpo forestale regionale, Soccorso alpino valdostano, 118, Croce Rossa italiana, Forze armate e Forze dell’ordine, Istituto zooprofilattico, Arpa, Fondazione montagna sicura e dei Parchi naturali Gran Paradiso e Mont Avic, con la collaborazione delle relative Amministrazioni comunali, dei Vigili del fuoco volontari dei relativi distaccamenti comunali e delle diverse associazioni di volontariato dei territori, coinvolgendo circa trecento persone.
«È un momento fondamentale dell’attività di Protezione Civile – ha ribadito Valerio Segor, nella presentazione dell’iniziativa, mercoledì 3 ottobre – che si basa su tre grandi pilastri, la previsione, la prevenzione ed il soccorso. La parte di prevenzione riguarda anche l’addestramento e quindi essere pronti a rispondere alle attività che poi si dovranno mettere in campo. Non si tratta di un’esercitazione che riguarda solo la Protezione civile ma coinvolge tutto il sistema di protezione civile e quindi tutti gli Enti, sia i professionisti sia i volontari. Senza la parte di volontariato il sistema sarebbe fermo al palo dopo pochi istanti e saremmo veramente in grandissima difficoltà, visto che tutta questa attività serve proprio per testare degli scenari che potranno anche essere un po’ inusuali rispetto a quello che ci aspettiamo normalmente, ma che purtroppo abbiamo vissuto negli ultimi mesi con l’alluvione che ci ha colpito alla fine di giugno. Eventi un po’ più particolari come quello di tipo radiologico nucleare serviranno come test per focalizzare l’attenzione e verificare le nostre procedure che sono trasversali al sistema. L’esercitazione serve proprio a stressare il sistema per cercare di migliorare, non è una competizione per vedere che siamo bravissimi ed abbiamo fatto le cose per bene, ma serve per cercare di capire e quindi, al di là dell’attività esecutiva, ci sarà poi un’analisi con diversi briefing che ci permetteranno proprio di crescere e migliorare per il futuro».

Il primo modulo, che si è tenuto martedì 1° ottobre a Breuil-Cervinia e a Quart dove è stata testata l’attività del Nucleo Sapr (acronimo di Sistema aeromobile a pilotaggio remoto, i cosiddetti droni), ipotizzando, anche nella zona in cui si è verificata l’alluvione lo scorso 29 giugno, il cosiddetto settore Pista 5, un evento analogo, di ampia portata e con impatti al suolo differenziati ed estesi. A Quart, nel vivaio del Corpo forestale si è invece tenuto un approfondimento tecnico con il professor Alberto Cina del Politecnico di Torino sull’uso dei droni per la realizzazione di dataset aerofotogrammetrici, che poi è stato messo in pratica il giorno successivo, di nuovo a Breuil Cervinia, dalle ore 8 alle 16.
Il montaggio e lo smontaggio di un campo di accoglienza, nel parcheggio dell’area Grand Place di Pollein rappresenta l’attività svolta dalla Colonna mobile regionale, sia per quando riguarda la sezione che si occupa del soccorso umanitario, sia quella soccorso tecnico. Nel campo era anche allestita una zona espositiva sul sistema della Protezione civile utile alle visite di alcune scolaresche di Aosta, Aymavilles, Charvensod e Châtillon che si sono svolte nella giornata di venerdì 4 ottobre.
La simulazione di un incidente stradale a un mezzo che sta trasportando scorie nucleari era invece lo scenario nel quale è stato attuato, sabato 5 ottobre, un protocollo Cbrn (chimico, biologico, radiologico e nucleare), settore in cui è attivo un progetto europeo di prevenzione da quasi 27 milioni di euro, studiato in occasione dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026.
La “sceneggiatura” dell’incidente, che interesserà i comuni di Quart, Saint-Christophe e Pollein, parte da uno scontro frontale tra due automobili che poi si trasforma in una serie di tamponamenti a catena che coinvolgeranno altri quattro veicoli tra cui un furgone che trasporta scorie radioattive, il quale prenderà fuoco disperdendo fumo contaminato: «da lì ci sarà l’attivazione del flusso di soccorso tecnico urgente e sanitario – ha spiegato Sara Ratto, vice capo della Protezione civile della Valle d’Aosta – specifico in un caso di questo tipo, con l’attivazione dei Vigili del fuoco che faranno il coordinamento delle attività perché nella zona rossa potranno entrare solo loro. Ci sarà anche la parte dell’aspetto sanitario e per questo abbiamo chiamato la Croce Rossa dell’Emilia Romagna che è particolarmente titolata ad operare in regime di soccorso radiologico. Sarà montata una tenda di decontaminazione per le persone che saranno soccorse ed anche un posto medico avanzato per il primo trattamento dei pazienti, da utilizzare prima del trasporto in ospedale. Il piano radiologico regionale comporterà anche uno scenario di evacuazione della popolazione che temporaneamente non potrà rientrare nelle proprie case. Saranno quindi illustrati i principali step su cosa si dovrà fare rispetto alla tipologia di radionuclide con la richiesta a chi è in casa di rimanere in casa mentre coloro che invece sono al di fuori dell’area interessata non saranno fatti rientrare, con un’ipotetica cinturazione della zona contaminata da parte delle Forze dell’ordine con la popolazione che sarà evacuata verso il campo di accoglienza».

Sempre sabato, è stato attivato il protocollo di ricerca dispersi presso la zona umida di Les Iles di Quart per la ricerca di due persone: con il coordinamento dei Vigili del fuoco hanno operato nella zona le unità cinofile del Soccorso alpino valdostano e della Guardia di Finanza, gli operatori ai droni degli stessi Vigili del fuoco che sono stati anche impegnati nelle ricerche di superficie insieme ai colleghi del Soccorso alpino. I Vigili del fuoco volontari hanno proceduto anche al prosciugamento di un piccolo stagno con l’assistenza sanitaria garantita dagli operatori del 118 e dalla Croce Rossa italiana.
L’ultimo modulo esercitativo è la simulazione dell’accoglienza degli sfollati in seguito al Piano Campi Flegrei, vale a dire la possibilità, a seguito dell’eruzione del Vesuvio nell’area metropolitana del Comune di Napoli, della conseguente evacuazione di circa 500mila abitanti.
Il Piano nazionale, come da specifica intesa con la Regione Campania, prevede la distribuzione degli sfollati nel resto del Paese ed in Valle d’Aosta ed in Piemonte è previsto l’arrivo di parte della popolazione della Municipalità del quartiere Vomero. L’obiettivo dell’esercitazione sarà quello di verificare l’efficienza e la piena funzionalità dei moduli componenti il campo (quello già montato a Pollein), assicurando realmente vitto, alloggio e supporto morale e spirituale e psico-sanitario agli sfollati.
Sarà quindi simulato l’arrivo a Torino degli sfollati ed il traferimento in Valle d’Aosta mentre sarà reale, con l’ausilio di una quindicina di figuranti che fanno parte delle associazioni di volontariato che operano con la Protezione civile valdostana, la gestione dell’afflusso diretto, compresi eventuali sfollati automuniti, la ricezione nel campo di Pollein, la registrazione degli evacuati, la prima ospitalità, l’assistenza spirituale e psico-sanitaria e la gestione dei minori. A questi si potranno aggiungere gli evacuati che non potranno tornare a casa in seguito all’incidente radiologico.
«Abbiamo concentrato tutte queste attività in questa settimana – ha aggiunto Sara Ratto – perché sono aspetti su cui, come Protezione civile, abbiamo lavorato molto in questi ultimi nove mesi, parentesi emergenziale a parte, e che quindi per essere chiusi e portati a termine abbiamo scelto di esercitarli, così da agire ancora sulla pianificazione. C’è molta carne al fuoco ma dobbiamo esercitarci per analizzare le criticità e correggerle all’interno delle pianificazioni dei protocolli su cui stiamo lavorando».

Una coda dell’esercitazione, ha coivolto tutta la popolazione valdostana, sarà il nuovo test di IT-alert, previsto per lunedì 7 ottobre, dove alle ore 9 è arrivato, contemporaneamente a tutti i telefoni cellulari agganciati alle celle di telefonia mobile in Valle d’Aosta, un messaggio di allerta, con un suono diverso da quello delle notifiche tradizionali, in italiano e francese, che ha simulato “un incidente nucleare in un impianto sito in paese estero con potenziali ripercussioni nella zona in cui ti trovi”, si è letto.
«Questi piani si potrebbero pensare remoti e lontani dalla nostra realtà – ha evidenziato il presidente della Regione, Renzo Testolin – ma vista la nostra vicinanza anche a centrali nucleari che nell’arco di duecento chilometri insistono sul territorio transfrontaliero, si potrebbero verificare situazioni sulle quali dovremmo attenzionarci, così come l’aggiornamento dei protocolli di ricerca di persone scomparse, che rappresenta un’attività molto frequente sul nostro territorio, dando così modo di affinare e di capire quali possono essere le iniziative da sviluppare e da attenzionare maggiormente per migliorare».














Pubblicato / aggiornato
il 07/10/2024 alle 14:20
Categoria:
Politica e Amministrazione