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Consiglio Valle del 16, 17 e 18 ottobre 2024

Il Consiglio Valle è convocato in via ordinaria mercoledì 16, giovedì 17 ottobre e venerdì 18 ottobre 2024 (quest’ultima data.è stata aggiunta per consentire la conclusione della trattazione del Defr), per discutere un ordine del giorno composto di 59 oggetti, di cui 12 rinviati da precedenti adunanze.

Comunicazioni del presidente del Consiglio

In apertura dell’adunanza, il presidente del Consiglio Alberto Bertin ha voluto ricordare l’alluvione che 24 anni fa, tra il 13 e il 16 ottobre, ha colpito la Valle d’Aosta in maniera devastante, portando alla morte di 20 persone: «Oggi, ricordando quelle tragiche giornate, colgo l’occasione per rivolgere il nostro pensiero alle vittime e alle loro famiglie, ma anche per esprimere un ringraziamento a tutti coloro che si impegnarono – operatori, volontari e cittadini – per riportare la nostra regione verso la normalità». 

Ha espresso i sentimenti del nostro cordoglio per la scomparsa di Delio Donzel, per quindici anni assessore all’ambiente del Comune di Aosta.
A ricordare la sua capacità di assumersi le responsabilità senza mai nascondersi, la sua genuinità, la sua serietà e concretezza, la sua gentilezza e schiettezza, la sua passione per il confronto, il suo impegno senza riserve sono stati il capogruppo dell’UV Aurelio Marguerettaz, il capogruppo di Lega VdA Andrea Manfrin, il vicecapogruppo di FI Mauro Baccega, il capogruppo di SA Carlo Marzi, il consigliere di FP-PD Antonino Malacrinò, il consigliere di RV Diego Lucianaz, la capogruppo di PCP Erika Guichardaz, il capogruppo di PlA Aldo Di Marco, il presidente della Regione, Renzo Testolin.

Ha infine segnalato che, l’8 ottobre, il consigliere Christian Ganis ha comunicato di fuoriuscire dal gruppo Lega Vallée d’Aoste e di aderire al gruppo Forza Italia.
Ganis ha parlato di «decisione ponderata, frutto di un lungo processo di riflessione, e sicuramente non presa a cuor leggero. Desidero qui ringraziare la Lega Valle d’Aosta per il percorso che abbiamo condiviso in questi anni: è stato un cammino affrontato con impegno ed entusiasmo, che non rinnego in alcun modo. Oggi inizio un nuovo percorso all’interno di Forza Italia, partito che ringrazio per l’accoglienza ricevuta: riconosco in questo partito una linea politica moderata e concreta, capace di fornire stabilità e soluzioni pragmatiche. Sono convinto di poter dare un contributo significativo a questo progetto, mettendo a disposizione l’esperienza che ho maturato negli ultimi anni. Il mio obiettivo non è sollevare polemiche, ma lavorare per il bene comune, per gli interessi dei valdostani, contribuendo a rafforzare la linea politica del centrodestra anche qui in Valle d’Aosta.»

Il capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin, si è interrogato sulle reali motivazioni del consigliere Ganis: «Nel comunicato stampa, il collega parla di una “drastica virata a destra del partito” optando invece per “valori liberali, moderati ed europeisti”. Una posizione che non aveva mai rappresentato in alcun modo quando era nel nostro movimento che, per altro, si contraddistingue da sempre per il suo approccio critico nei confronti dell’Ue. Tra l’altro, ricordo il nostro impegno comune a favore del generale Vannacci nelle ultime elezioni europee. Sulla “drastica virata a destra” ci chiediamo se il collega si sia sentito disturbato per la nostra volontà di difesa dei confini, quando fino a qualche settimana fa stava raccogliendo con noi le firme a sostegno di Salvini. O forse sarà per la nostra posizione sulla questione gender che però ha sempre condiviso e sostenuto senza mai nessuna obiezione. Il giudizio che le persone hanno dato su questa scelta è già evidente e il collega ne pagherà le conseguenze: il tradimento è un’arma a doppio taglio, ferisce molto di più chi la usa rispetto a chi la subisce.»

Per la consigliere Raffaella Foudraz, «cambiare idea è lecito e potrebbe essere sinonimo di intelligenza. Diverso è cambiare idee, principi e valori invocando la coerenza: se fosse coerente, il consigliere Ganis dovrebbe avere la coerenza e l’etica di dimettersi da consigliere.»

Il consigliere Simone Perron (Lega VdA) ha aggiunto: «La svolta a destra della Lega è la risposta a un mondo che va sempre più verso l’estrema sinistra, con idee folli: noi siamo un argine all’ideologia green, alla teoria gender, soprattutto nelle scuole, all’immigrazione incontrollata. E rivendichiamo la nostra compatibilità con le forze moderate, cattoliche e liberali, con le quali governiamo l’Italia.»  

«Nel ruolo che rivestiamo, le nostre singole scelte hanno una eco che va oltre i confini personali e del partito con il quale siamo stati eletti – ha osservato il consigliere Luca Distort (Lega VdA) -. Questa eco raggiunge i cittadini, che ci hanno votato e con i quali abbiamo fatto un patto: la coerenza si dimostra onorando questo patto, rinunciando alla carica quando si rinuncia a proseguire il percorso. È solo così che manteniamo la fiducia dei cittadini.»

Il capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis, si è detto «incredulo e sorpreso delle dichiarazioni dei Consiglieri della Lega, un movimento che ha compiuto una innegabile ancorché legittima virata verso destra. Una persona che non condivide le metamorfosi di un partito ha altrettanto legittimamente il dovere di rispettare i propri valori e principi così come hanno fatto tanti grandi nomi della Lega a livello nazionale e lo stesso Umberto Bossi ha fatto votare Forza Italia alle europee. Il nostro partito ha intrapreso una strada di equilibrio e concretezza nei confronti dell’Europa che siamo convinti darà i risultati auspicati. Siamo attrattivi verso gli italiani moderati grazie al grande lavoro che sta facendo il nostro Presidente e Vice Premier Tajani. Più che riprendere chi ha fatto scelte diverse sarebbe utile avviaste un percorso di riflessione all’interno della Lega sul motivo di così tanti abbandoni.»

Il vicecapogruppo di FI, Mauro Baccega, ha parlato di «una sorta di processo politico che si sta facendo in Aula oggi, cosa che non è successa quando altri quattro consiglieri della Lega hanno abbandonato il gruppo. La coalizione di centrodestra a livello nazionale sta lavorando molto bene perché le varie componenti operano in sintonia seppure con confronti seri e importanti. Ci hanno comunque preoccupati certe esternazioni, ad esempio del generale Vannacci, che non sono proprie della coalizione liberale e di centrodestra alla quale tutti apparteniamo. Diamo il benvenuto in Forza Italia al collega Ganis.»

La consigliere di PCP Chiara Minelli ha ricordato che «anche il nostro gruppo ha vissuto questa esperienza: siamo entrati in sette e siamo rimaste in due in PCP.  Noi abbiamo continuato a portare avanti un programma, altri hanno scelto una strada diversa. Nel momento in cui è toccato a noi, si è scatenata una bagarre incredibile. Non esprimo giudizi sulla scelta del collega Ganis, anche se sembra di assistere ad una resa dei conti nel centrodestra. Di certo le posizioni di Salvini e Vannacci sono inaccettabili e rileviamo che oggi la barca della Lega valdostana risulta molto alleggerita.»

Il capogruppo dell’UV, Aurelio Marguerettaz, ha osservato che «la Lega Vallée d’Aoste è espressione della tendenza a livello italiano: oggi Salvini è in disgrazia e questo implica che, inevitabilmente, ci saranno delle ricadute sulla futura espressione del voto. Alcune volte l’elettorato aderisce a delle mode che hanno un ciclo di vita molto limitato. La differenza la fanno i valori che sono il cemento di un movimento come il nostro. Da 80 anni l’Union Valdôtaine è portatrice di valori democratici ed europei e rappresenta una garanzia per la nostra comunità e per la difesa delle sue prerogative e dei suoi diritti. Abbiamo sempre cercato il dialogo con tutte le forze politiche ma non possiamo accogliere certe posizioni di estrema destra.»

Per il consigliere Andrea Padovani (FP-PD), «ormai la sbandierata unità del centrodestra è finita: il collega Ganis ha lamentato un cambio di linea e uno scivolamento a destra, ma la Lega è sempre stata a destra e fa a gara con Fratelli d’Italia. Rispetto l’idea di Ganis, ma chi dovrebbe garantire che tutti si sentano rappresentati è il capogruppo, il quale è evidentemente troppo impegnato a insegnare come si fa l’assessore, il presidente di Commissione e come si organizzano le manifestazioni sul cambiamento climatico o i diritti civili». Ha anche evidenziato il progressivo depauperamento numerico del gruppo Lega.

Queste ultime parole di Padovani hanno generato la replica di Forza Italia e del Progetto civico progressista, che gli hanno ricordato come la sua stessa elezione e quella dei suoi tre colleghi di gruppo sarebbe stata in forse se non si fosse candidato con il Pcp e che, avendo lasciato il gruppo di origine, non ha i titoli per dare lezioni agli altri.

Il capogruppo di FP-PD Paolo Cretier ha aggiunto: «Oggi, quello che è indiscutibile è che Forza Italia non è entrata al momento delle elezioni nel 2020 e oggi si ritrova con tre consiglieri. A volte le scelte sono obbligate, altre condizionate, come nel nostro caso: abbiamo dovuto dividere il nostro gruppo per poter procedere con i lavori consiliari. La sua scelta è coraggiosa e le auguriamo un buon lavoro, sapendo che bisogna rispettare gli altri eletti, sempre, come ha anche ricordato dal presidente Violante a Cogne.»

Comunicazioni del presidente della Regione

Il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Renzo Testolin si è così rivolto all’aula: «Sur invitation personnelle du président de la République française Emmanuel Macron, j’ai participé avec l’assesseur aux affaires européennes, à l’innovation, au Pnrr et aux politiques nationales pour la montagne, Luciano Caveri, au XIXe Sommet de la Francophonie, qui s’est déroulé les 4 et 5 octobre derniers à Villers-Cotterêts, Cité internationale de la langue française, et à Paris.
La présence d’une délégation valdôtaine à cet important événement international, auquel ont assisté 88 Chefs d’État et de gouvernement de l’OIF et leurs délégations, a représenté pour notre Région une précieuse occasion d’approfondir et de se confronter sur certains enjeux de grande importance culturelle et socio-économique qui touchent directement notre communauté et qui font souvent l’objet de débats dans cette assemblée.
Mais le sommet a surtout été pour nous une opportunité de relance institutionnelle de la Vallée d’Aoste au sein de la famille francophone, qui regroupe 321 millions de personnes sur cinq continents. En particulier, dans le cadre de l’Organisation internationale de la Francophonie (OIF) avec laquelle nous avons rétabli des relations fructueuses à travers un échange direct avec son Secrétaire général, Louise Mushikiwabo, convenant d’un parcours qui devrait permettre à notre Région d’avoir une présence stable au sein des organismes de l’organisation.
En outre, le fait que le Sommet se soit déroulé en France, après 33 ans d’absence, nous a offert la possibilité d’établir ou de renforcer des contacts politico-institutionnels avec les autorités françaises, utiles pour aborder certains dossiers d’actualité majeure et de grande importance pour notre région. Je signale en particulier qu’à l’occasion du dîner officiel à l’Élysée, j’ai personnellement rencontré le Président de la République Emmanuel Macron, à qui j’ai adressé l’invitation de participer à la prochaine édition du Sommet Grand Continent, qui se tiendra début décembre. De plus, lors d’un entretien avec Jean-Noël Barrot, ministre de l’Europe et des Affaires étrangères, l’intérêt du Gouvernement français pour encourager davantage les relations transfrontalières dans le cadre du Traité du Quirinal a été manifesté. À Barrot a également été soumis la problématique du doublement du Tunnel du Mont-Blanc, concernant laquelle nous avons enregistré un engagement à approfondir, y compris par le biais d’un échange étroit avec le ministre italien des affaires étrangères, Antonio Tajani.
D’un point de vue thématique, les sujets ayant marqué ce Sommet portent d’une part sur l’Appel de Villers-Cotterêts – Pour un espace numérique intègre et de confiance dans l’espace francophone, dans lequel les États et Gouvernements présents se sont engagés à assurer une plus grande transparence, diversité et proximité, à assumer davantage leurs responsabilités en matière de modération des contenus, à contribuer à une meilleure protection des sociétés et des espaces informationnels francophones des risques liés à l’utilisation de leurs services, à la diversité culturelle et linguistique et à la juste rémunération de la création, ainsi qu’à l’inclusion numérique et à la formation des utilisateurs pour l’avènement de citoyens numériques francophones.
Par ailleurs, le thème du sommet, ” Créer, innover et entreprendre en français “, a placé la question de l’emploi des jeunes au centre des discussions, avec la volonté de créer des solutions concrètes tant au sein de l’OIF que dans les États membres pour offrir à la jeunesse des opportunités d’insertion professionnelle en langue française.
Enfin, dans un contexte de fragilité du multilatéralisme, le sommet a été l’occasion de réfléchir à la valeur ajoutée de l’OIF dans la gestion des crises touchant l’espace francophone. Les travaux ont abouti à l’adoption de trois textes majeurs, notamment la Déclaration du Sommet, la Déclaration de solidarité avec le Liban, et la Résolution sur les crises dans l’espace francophone
».

Documento di economia e finanza regionale 2025/27

Dopo tre giorni di dibattito, ha approvato – con 19 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA), 2 contrari (PCP) e 13 astensioni (Lega VdA, RV, FI) – il Documento di economia e finanza regionale per il triennio 2025/27.

Sul testo, sono stati depositati in Aula 81 ordini del giorno, di cui 26 dal gruppo Forza Italia, 18 dal gruppo Lega Vallée d’Aoste, 12 dal gruppo Progetto Civico Progressista, 25 dal gruppo Rassemblement Valdôtain. Vi sono inoltre 3 emendamenti della seconda Commissione consiliare, che sono stati approvati, mentre sono stati respinti 60 ordini del giorno depositati in Aula dai gruppi di opposizione.

Il Defr traccia, nelle sue 220 pagine, il quadro sintetico del contesto economico e finanziario, istituzionale e territoriale, indicando gli obiettivi strategici per il triennio 2025/27 e le priorità di azione dell’Amministrazione regionale, quantificandone gli oneri finanziari connessi. Il documento monitora inoltre l’attuazione degli obiettivi iscritti nel Defr approvato lo scorso anno, verificandone lo stato di avanzamento. Inoltre detta gli indirizzi alle società controllate e agli enti strumentali della Regione e contiene la pianificazione triennale dei lavori pubblici.

L’illustrazione del presidente della Regione

Il documento di programmazione finanziaria che siamo chiamati ad analizzare oggi in aula identifica gli obiettivi strategici e le priorità dell’azione dell’Amministrazione regionale, quantificandone gli oneri finanziari connessi. 
Il DEFR 2025-2027 rappresenta lo strumento di avvio del ciclo di programmazione inteso nel senso più ampio del termine, ovvero comprendente oltre al bilancio di previsione, il Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO), la legge di assestamento al bilancio e il rendiconto. 
In continuità a quanto approvato lo scorso anno, il documento monitora l’attuazione degli obiettivi iscritti nel precedente DEFR, verificandone lo stato di avanzamento e con la consapevolezza della necessità di proseguire con le molteplici attività e i compiti che svolge la Regione.
Tale approccio, inteso a orientare l’attività amministrativa per priorità e misurarne i risultati, è coerente con i più moderni modelli organizzativi, oltre a costituire una possibile riposta a un’esigenza sentita sia dalla struttura amministrativa sia da cittadini e imprese.
Peraltro, la tendenza in atto nei documenti programmatori è orientata a renderli più chiari e snelli per permettere l’identificazione e l’assunzione di obiettivi quantificabili, raggiungibili e misurabili e tali linee sono state recepite nel documento in esame.
Per giungere alla sua articolazione, il documento di economia e finanza regionale è composto da 5 sezioni così suddivise:

La sezione 1 comprende:

  • il quadro sintetico del contesto economico e finanziario;
  • il quadro istituzionale: sistema delle partecipate, enti strumentali e organizzazione dell’amministrazione;
  • il quadro territoriale e degli enti locali.

La sezione 2 da contezza:

  • del quadro tendenziale di finanza pubblica regionale;
  • del quadro delle risorse messe a disposizione dai programmi a cofinanziamento europeo, statale e regionale;
  • del quadro delle risorse messe a disposizione dal PNRR e dal PNC (Piano Investimenti Complementari).

La sezione 3 definisce:

  • gli obiettivi strategici: per ogni singolo Assessorato, oltre che per la Presidenza della Regione, sono presentate le attività per il prossimo triennio e illustrati ed aggiornati gli obiettivi.

Dalla sezione 4 emergono:

  • gli indirizzi agli altri soggetti di rilevanza regionale: società controllate e in house, società partecipate ed enti strumentali.

Nella sezione 5 troviamo:

  • la pianificazione triennale dei lavori pubblici. 

Nell’addivenire ad un’analisi puntuale del documento, emerge come il tema centrale sul quale si intende incentrare l’azione del governo è rappresentato dalla sostenibilità a medio e lungo termine, intesa in tutte le sue possibili declinazioni e concretizzata negli obiettivi specifici di settore:

  • la sicurezza, la manutenzione ed il presidio del territorio;
  • lo sviluppo economico ed energetico;
  • la dignità del lavoro;
  • l’attenzione al sociale ed al volontariato, i servizi alla persona.

I puntuali obiettivi delineati nelle schede contenute nel documento, evidenziano come iltema della sostenibilità, a medio e lungo termine, sia particolarmente rilevante e risulti essere trasversale a tutti i settori e tra le attività di competenza dei diversi Assessorati.
A valle della recente alluvione, che ha gravemente colpito il territorio, le maggiori iniziative saranno concentrate al ripristino delle infrastrutture, alla loro messa in sicurezza e ai bisogni della collettività creati dall’evento alluvionale. 

L’evento conferma gli indirizzi assunti e funge da sprone a fare di più nella medesima direzione rafforzando:

  • da un lato, le strutture di presidio del territorio sia pubbliche (Protezione civile, Corpo Forestale Valdostano, Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco e Soccorso Alpino Valdostano), sia private (agricoltori e professioni della montagna);
  • dall’altro, le iniziative volte a contrastare, arginare e mitigare i dissesti idrogeologici, provvedendo alla messa in sicurezza dei versanti e delle valli laterali e a garantire la massima sicurezza possibile sul nostro territorio.

Allo stesso modo, le azioni finalizzate alla manutenzione del territorio – per la loro indubbia trasversalità nell’ambito economico, turistico e di sicurezza – dovranno essere attivate anche attraverso un adeguato sostegno al mondo agricolo. Le stesse opere viarie di collegamento, con le dovute attenzioni alla sostenibilità ambientale e con il corretto approccio tecnico-giuridico, dovranno essere valutate in un’ottica trasversale e promiscua di sviluppo economico, di collegamento turistico, di prevenzione e protezione civile, così come gli impianti di risalita dovranno essere realizzati con il medesimo obiettivo in un’ottica virtuosa di presidio del territorio, di messa in sicurezza e di sviluppo e adattabilità dello stesso. 
Una profonda riflessione, sempre nell’ottica della sostenibilità, sarà inoltre necessaria al fine di porre concrete basi per delineare una politica relativa alle vie di comunicazione, tanto interne quanto transfrontaliere, caratterizzata dall’obiettivo primario della garanzia della sicurezza della circolazione, ma anche alla definizione di condizioni che consentano una programmabilità di interventi e prospettive future di sviluppo. 
A tal proposito, continuano a rivestire particolare importanza il prolungamento dalla concessione di esercizio del Tunnel del Gran San Bernardo e la realizzazione degli indispensabili lavori di ammodernamento dello stesso, così come l’improrogabile valutazione in merito a un potenziamento dell’infrastruttura del Tunnel del Monte Bianco, con la seria presa in carico della realizzazione di una seconda canna, nell’ambito di un continuo dialogo e confronto politico-istituzionale attraverso i canali diplomatici.
Ancora maggiore attenzione sarà dedicata al tema della sicurezza potenziando le iniziative già adottate quali l’elisoccorso notturno e il potenziamento e l’ammodernamento delle infrastrutture a supporto del sistema di protezione civile.
Inoltre, prosegue il percorso di valorizzazione dell’Autonomia, agendo a tal fine a diversi livelli: da quello amministrativo,  con la riforma dell’Amministrazione regionale delineata dallo studio condotto dalla SDA 7Bocconi – School of management che vedrà l’attuazione di una serie di azioni complementari, a quello regionale, con il rilancio del Sistema valdostano delle autonomie e il rafforzamento della rete di rapporti tra gli enti pubblici valdostani, fino al livello statale ed europeo, cercando di recuperare la pienezza delle competenze statutarie e proseguendo il lavoro finora svolto per concretizzare, tra gli altri, la formalizzazione del principio della preventiva intesa Governo-Regione. Proseguirà poi il lavoro per concretizzare l’avviato percorso per l’applicazione della Zona franca nel territorio valdostano e per tracciare il percorso di rinnovo delle concessioni idroelettriche.
Per quanto attiene allo specifico tema degli enti e delle società partecipate il DEFR aggiorna l’inventario delle società e degli enti partecipati e degli obiettivi istituzionali loro assegnati dalle rispettive leggi istitutive, oltre a declinare le Linee di indirizzo ai soggetti di rilevanza regionale. Gli obiettivi specifici annuali e pluriennali sulle spese di funzionamento in quella sede stabiliti che prevedono, in particolare il mantenimento di un livello di spese di funzionamento delle società che garantisca in ogni caso il rispetto dell’equilibrio economico di bilancio e il rispetto degli indirizzi volti a garantire la concreta attuazione dei principi di pubblicità, imparzialità e economicità nelle procedure di reclutamento del personale.
Nel DEFR 2025-2027 si dà inoltre una ulteriore spinta al principio di rendicontabilità, in quanto a fianco dell’obbligo di rendicontazione in capo alle società controllate, le società sono tenute a rendicontare sul pieno/parziale/mancato raggiungimento degli obiettivi strategici stabiliti nel DEFR. In tale contesto, il DEFR 2025/2027 è il primo predisposto secondo questo ciclo di programmazione e controllo, al fine della migliore definizione dei nuovi obiettivi strategici.
E, infine, il DEFR traccia quelli che potranno essere le tempistiche e il percorso per la definizione della gestione della Casa da Gioco successivamente alla chiusura della procedura di concordato.
L’esame delle previsioni relative alle tematiche e ai settori di competenza dei singoli Assessorati evidenza come il tema della sostenibilità sia il filo conduttore delle azioni e degli obiettivi per il prossimo triennio. 

Riguardo ai temi della gestione del territorio e dell’attenzione per l’ambiente, è di tutta evidenza come anche la nostra regione risulti ormai sempre più soggetta e vulnerabile alle anomalie stagionali.  
Nel 2022, infatti, la Regione è stata interessata da gravi carenze delle disponibilità idriche mentre, più recentemente, il 29 giugno 2024, sono ancora vivi in tutti noi gli effetti dell’alluvione sul nostro territorio. 
Le azioni per fare fronte agli effetti dei cambiamenti climatici devono trovare il loro quadro di riferimento e di attuazione negli strumenti di pianificazione territoriale: in tal senso è necessario dunque rafforzare l’azione per la tutela delle risorse idriche in un’ottica di gestione sostenibile delle stesse, per non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrologici. Si rende pertanto indispensabile sviluppare azioni per migliorare e adeguare la gestione integrata del ciclo delle acque dall’approvvigionamento idropotabile.
Nel settore delle infrastrutture e della manutenzione del territorio, proseguiranno inoltre gli interventi di riqualificazione delle reti e degli immobili pubblici, anche potenziando le misure a favore dei Comuni valdostani: gli interventi concerneranno l’efficientamento e l’ammodernamento di edifici istituzionali, l’edilizia scolastica e, tramite SIV, il polo universitario, oltre alle infrastrutture sportive e alla rete ciclabile di fondovalle. Quest’ultima rappresenterà un prodotto completo, e sostenibile, a disposizione della comunità, permettendo altresì di rendere pienamente fruibili tutte le infrastrutture nel loro complesso.

In tema di viabilità e sicurezza stradale proseguono gli interventi programmati, soprattutto in relazione all’adeguamento di ponti e viadotti regionali, così come le progettazioni dei due tratti di pista ciclabile, in linea con la programmazione originaria. In questo contesto, rimangono sempre attuali le interlocuzioni sia con ANAS che con i gestori della rete autostradale e dei trafori, finalizzate a garantire l’accessibilità della rete viaria della nostra regione sia dall’esterno che internamente.

La tutela della biodiversità, la funzionalità dei servizi eco sistemici e la fruizione sostenibile del territorio, sono anch’essi obiettivi strategici che dovranno considerare anche la corretta gestione e valorizzazione delle aree naturali protette e dei siti della rete ecologica Natura 2000, così come l’approfondimento delle conoscenze scientifiche sul patrimonio tutelato e sugli effetti dei cambiamenti climatici sulle componenti naturali. Nel prossimo futuro, si intende infatti sostenere il ruolo chiave della ricerca anche nei settori attinenti all’ambiente.
È inoltre in fase di elaborazione il Piano regionale di adattamento al cambiamento climatico, evoluzione della Strategia approvata nel 2021. La Strategia regionale di sviluppo sostenibile è stata approvata nel mese di gennaio 2023, mentre il Piano regionale per il risanamento, miglioramento e mantenimento della qualità dell’aria scade nel 2024 ed è già stata avviata l’attività di stesura del nuovo Piano, che dovrà considerare azioni più incisive alla luce dei nuovi limiti definiti dalle nuove direttive europee. In tale ottica, sarà fondamentale il coinvolgimento delle diverse professionalità e la condivisione delle esperienze di tutto il territorio valdostano.

Relativamente al settore delle Risorse naturali, sono stati individuati due obiettivi strategici: l’approvazione del Programma forestale regionale e l’implementazione della rete escursionistica regionale. A questi obiettivi si affiancano quelli già evidenziati relativi alla tutela, alla manutenzione e alla sostenibilità del territorio al fine di arginare e prevenire gli effetti dei cambiamenti climatici. Di rilievo sarà l’attesa approvazione del nuovo “piano faunistico-venatorio regionale”. Al fine di garantirne l’efficace funzionamento, si continuerà a porre attenzione alla pianta organica del Corpo Forestale della Valle d’Aosta.

Nello specifico ambito dell’Agricoltura, si evidenzia come la conclusione del Programma di sviluppo rurale 2014/2022 abbia comportato un notevole impegno tecnico e amministrativo. Al PSR si è già affiancato il CSR 2023/2027, con la prevista attivazione dei primi interventi a sostegno del settore. Altro pilastro del rilancio degli investimenti agricoli è la legge regionale 17/2016, che vedrà l’approvazione di numerosi bandi, alcuni dei quali già attivati nell’anno corrente. Nel 2025, a questi sostegni, si affiancheranno anche i bandi del GAL Valle d’Aosta. 
Il settore agricolo nel suo insieme sarà sostenuto anche grazie al lavoro di consulenza dei laboratori di analisi latte e del vino, con il supporto ai Consorzi di miglioramento fondiario e alle Consorterie come forma di dominio collettivo, oltre che con l’organizzazione e il sostegno di iniziative finalizzate a promuovere l’immagine e l’enogastronomia della Valle d’Aosta. 
Per quanto riguarda gli enti strumentali del settore, con AREA si continueranno le attività legate all’attuazione della programmazione 2023-2027 e rimangono infine prioritarie le azioni di promozione della viticoltura eroica a livello nazionale ed internazionale, anche per il tramite delle associazioni di produttori.
Il ragionamento ad ampio raggio su accessibilità, sostenibilità e territorio si traduce anche nell’attenzione per l’accesso alle risorse europee e statali, fondamentali per arricchire le opportunità di crescita, oltre che per l’aspetto relazionale di confronto e di collaborazione socio-economica con i territori di confine. 

Nella sezione dedicata agli Affari europei del DEFR, ampio spazio è dedicato ai Programmi a cofinanziamento europeo, statale e regionale, le cui cornici strategiche sono individuate a livello nazionale, nell’Accordo di Partenariato dell’Italia 2021/27 e, a livello regionale, nel Quadro strategico regionale di Sviluppo sostenibile 2030, che individuano gli indirizzi e la governance per l’attuazione della Politica di coesione europea. Il Fondo statale per lo sviluppo e la coesione, insieme ai Fondi europei, rappresenta lo strumento finanziario principale attraverso il quale vengono attuate le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali.
A livello locale, rivestono notevole importanza il Programma regionale FESR 2021/27 e il Programma regionale FSE+ 2021/27, approvati nel 2022 e attuati fino al 31 dicembre 2029. Contribuiscono, inoltre, allo sviluppo del territorio regionale i Programmi di Cooperazione territoriale europea: nel ciclo di programmazione 2021/27 la Regione Valle d’Aosta è infatti interessata da 6 Programmi di Cooperazione territoriale europea (2 Programmi di Cooperazione transfrontaliera “Italia-Francia ‘ALCOTRA’” e “Italia-Svizzera”, 3 Programmi di Cooperazione transnazionale “Spazio alpino”, “Europa centrale” e “Euro-Med” e il Programma di Cooperazione interregionale “Interreg Europe”). 
Il DEFR illustra poi le Strategie d’Area insistenti sul territorio regionale in attuazione della Strategia nazionale per le Aree interne, mentre per quanto concerne la Politica nazionale per la montagna, dà conto degli interventi finanziati dal Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT) e delle attività da porre in essere fino al 2027.
Opportuno spazio è stato dedicato al Piano Sviluppo e Coesione (PSC) della Regione autonoma Valle d’Aosta, oltre che all’attuazione, a livello regionale, del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e del Piano nazionale degli investimenti complementari (PNC), in particolare con il riferimento ai progetti “Task force digitalizzazione, monitoraggio e performance” (c.d. Task force 1000 esperti) e “‘Bandiera’ – Potenziamento della capacità digitale della Pubblica Amministrazione regionale” del PNRR. 

Pour ce qui est des « Rapports avec les autres minorités linguistiques », l’objectif étant le lancement d’un parcours qui définisse mieux certains des aspects de la sauvegarde des spécificités linguistiques et de leur emploi, le DEFR prévoit l’organisation, à l’occasion du 25e anniversaire de la promulgation de la loi n° 482/1999 (Protection des minorités linguistiques) d’une initiative destinée à appréhender la préservation de l’aspect linguistique dans un cadre plus vaste de sauvegarde et d’innovation de la culture alpine.
C’est dans ce but que la Région entend également soutenir activement les activités proposées par l’Association Internationale des Régions Francophones (AIRF), en encourageant les initiatives locales en faveur de la protection des minorités linguistiques et en créant les conditions pour un débat de plus en plus profond avec les autres minorités linguistiques et les associations qui œuvrent pour la sauvegarde desdites minorités, tant à l’échelon national qu’international. 

Nel settore dell’innovazione e dello sviluppo dell’Agenda Digitale in Valle d’Aosta, la strategia regionale contenuta nel documento di programmazione ICT (Piano Pluriennale 2024/2026) recentemente approvato dal Consiglio regionale si basa su un modello che poggia su tre componenti fondamentali:

  • i servizi per cittadini, imprese ed Enti locali, da rendere sempre più accessibili, efficacemente fruibili per via digitale e concepiti secondo una logica incentrata sui bisogni dell’utente;
  • i dati, imprescindibile elemento di trasparenza dell’Amministrazione, ma anche fonte di valore per il territorio e premessa per l’adozione di politiche consapevoli e informate;
  • le competenze, sia di base che specialistiche, necessarie da un lato quale precondizione per godere dei diritti di cittadinanza digitale e dall’altro come volano per la crescita e l‘innovazione.

In materia di Sviluppo Economico, Formazione e Lavoro, Trasporti e Mobilità Sostenibile le linee strategiche per il triennio 2025-2027 sono state definire con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo sostenibile del tessuto economico e sociale valdostano, esattamente in linea con il principio di sostenibilità che caratterizza l’intero DEFR in tutte le sue declinazioni.
L’attenzione è rivolta a rafforzare l’occupazione, in particolare per giovani, donne e persone con disabilità e a migliorare l’inclusione lavorativa e formativa, agevolando inoltre l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
Supportare la crescita regionale con misure a favore delle imprese, in particolare quelle giovanili e femminili continua ad essere una priorità anche in questa programmazione. 
Si sostiene inoltre la transizione verde e digitale, con interventi per l’efficienza energetica e il consolidamento di una Zona Franca per la ricerca e lo sviluppo. L’artigianato di tradizione viene valorizzato incentivando la formazione dei giovani professionisti e potenziando le strategie di marketing.
L’elettrificazione della linea ferroviaria Aosta-Ivrea e il miglioramento delle interconnessioni tra trasporti su ferro e gomma, incentivando l’uso dei mezzi pubblici, saranno tra le priorità dell’assessorato competente per quanto riguarda i trasporti. Sono previsti inoltre investimenti per migliorare infrastrutture come la stazione aeroportuale e gli impianti a fune, promuovendo una mobilità sostenibile, attiva e sicura.

Per quanto attiene all’ambito della sanità, i punti salienti in applicazione dei contenuti del Piano regionale per la Salute e il Benessere Sociale (PSBS) 2022-2025 e dei documenti di programmazione regionale, sono rappresentati dall’approvazione del progetto esecutivo di variante della fase 3 del Nuovo Ospedale regionale, con avvio delle procedure di gara per l’affidamento dei lavori, dalla prosecuzione della riorganizzazione e del potenziamento dei servizi territoriali e dagli interventi di adeguamento e ammodernamento delle strutture residenziali (Microcomunità) sul territorio.

In ambito sociale, proseguiranno i lavori di revisione della legge regionale n. 3/2013 per l’edilizia residenziale pubblica e il disagio abitativo, tematica che impegna in maniera sempre più marcata l’attività di gestione dell’Amministrazione, e sarà definita la bozza della nuova legge regionale in materia di Terzo settore, nel contesto di un ammodernamento e di una sanità sempre più ancorata al territorio, sempre con attenzione alla sostenibilità degli interventi, anche nell’ottica di avvicinare maggiormente i servizi all’utenza. 

Nel settore turistico la priorità è l’elaborazione, entro il secondo semestre del prossimo anno, di un Piano di marketing strategico regionale, indispensabile atto di programmazione pluriennale per la promozione turistica che consentirà una visione strategica, sostenibile e condivisa del prodotto turistico che la Valle d’Aosta rappresenta; particolare attenzione sarà rivolta in tal senso alla destagionalizzazione, processo essenziale per uno sviluppo del sistema turistico regionale, e allo sviluppo di un turismo sempre più sostenibile e inclusivo.
Grazie all’avvenuta registrazione del marchio promozionale turistico “Cuore”, verrà inoltre avviato un confronto con tutte le strutture regionali, enti e portatori di interesse per intraprendere un percorso finalizzato al progetto “Marchio ombrello” regionale.
Per le professioni turistiche verrà perfezionato l’iter istitutivo della figura dell’Accompagnatore di Media Montagna (AMM) e verranno realizzate delle azioni volte al rafforzamento dell’attività delle Guide alpine e dei Maestri di Sci. Proseguirà pertanto il supporto per una sempre maggiore azione sinergica tra le due professioni anche attraverso la realizzazione di una comune sede denominata “Maison de la Montagne”.
Il comparto turistico-ricettivo e commerciale vedrà l’ammodernamento dell’articolato quadro normativo esistente, al fine di ad accrescere la competitività della nostra offerta sul mercato turistico in continua evoluzione. Proseguirà il lavoro di regolamentazione delle locazioni turistiche e sarà perfezionata la disciplina dell’imposta di soggiorno, così come verrà portato a compimento l’iter del ddl per disciplinare un riuso di edifici da destinare ad alloggi per il personale di imprese del settore e verrà predisposto un ddl in materia di incentivi urbanistici per l’ampliamento e la riqualificazione di esercizi turistico-ricettivi.

Nel settore commerciale sono state rese strutturali le misure di sostegno a favore degli esercizi di vicinato. È già stato avviato, inoltre, un primo studio per l’aggiornamento della disciplina regionale in materia di commercio e si sta ultimando un ddl per disciplinare le attività delle agenzie di viaggio e dei tour operator.

Per quanto concerne il dominio dello sport è stato avviato un percorso di riforma della relativa disciplina di sostegno finanziario al settore, accompagnato dalla valorizzazione dei grandi eventi sportivi nella nostra Regione.

Nell’ambito dei beni culturali, il core delle attività è la costante azione di conoscenza, tutela e conservazione del patrimonio culturale al fine di consentirne la fruizione presente e futura. A ciò si affianca una intensa attività di valorizzazione e divulgazione oltre ad un’ampia offerta di esposizioni, teatro, cinema, spettacoli.

Saranno quindi portati avanti, in continuità con la programmazione avviata negli anni precedenti e confermando l’attenzione alla sostenibilità che fa da trait d’union all’azione amministrativa:

  • gli interventi di conservazione già avviati in diversi Castelli e siti (Castello Sarriod, Castello di Quart, Castello di Fénis, Castel Savoia, Fontana del Melograno nel cortile del castello di Issogne, parcheggio interrato del Castello di Aymavilles, ex-Chiesa del Monastero della Visitazione);
  • i progetti di ricerca e valorizzazione del patrimonio finanziati con progetti transfrontalieri;
  • la promozione e valorizzazione dell’Area megalitica;
  • le celebrazioni per il 2050esimo anniversario della fondazione di Augusta Praetoria;
  • l’ideazione e realizzazione di eventi e iniziative culturali, tra cui mostre di rilievo nazionale e internazionale;
  • la politica tariffaria a favore dei giovani fruitori;
  • la partecipazione a Saloni, convegni ed eventi a livello sovra regionale;
  • il sostegno dell’attività teatrale e della musica nelle sue varie forme, la valorizzazione della francofonia e delle lingue minoritarie e il supporto ai centri di studio e promozione della cultura locale (Sociétés savantes);
  • l’attuazione e il monitoraggio degli specifici interventi finanziati nell’ambito PNRR.

En ce qui concerne le domaine des politiquesde la jeunesse et de l’éducation, en ligne avec la programmation des années précédentes, il convient de continuer à investir pour la formation des enseignants, surtout dans les secteurs de l’éducation civique, de l’inclusion, du plurilinguisme et du numérique.
L’école se doit de devenir de plus en plus accueillante, inclusive et ouverte au monde, et ce, selon une logique d’internationalisation.
Nous comptons poursuivre notre travail dans les domaines pouvant contribuer au développement de synergies avec tous les acteurs du territoire qui s’occupent de la promotion d’activités artistiques, culturelles, sportives ou de découverte de la montagne dans le cadre d’une action d’orientation de plus en plus efficace, à laquelle puissent participer activement les entreprises et les familles, pour assurer le succès de la formation de chaque élève et favoriser « le bien-être à l’école ».
Dans le cadre de la nouvelle mise à l’échelle de l’école en général, il convient de souligner l’importance de l’éducation et de la formation professionnelle, ainsi que celle du développement du système intégré 0-6, afin de garantir à tous les enfants les mêmes opportunités de développer leur potentiel en termes de relations, d’autonomie, de créativité et d’apprentissage, et ce, pour surmonter les inégalités aussi bien que les barrières territoriales, économiques et culturelles.
Par ailleurs, il sera nécessaire de continuer à garantir le maintien des petites écoles de montagne, dans une optique durable, ainsi que de porter à terme le parcours visant la mise aux normes de tous les bâtiments scolaires appartenant à la Région ou aux collectivités locales, du point de vue sismique et fonctionnel et aussi pour ce qui est des installations, avec une attention particulière à l’amélioration de l’efficacité énergétique.
Enfin, il convient de souligner l’importance des aides concrètes pour assurer aux familles, ainsi qu’aux élèves et étudiants, la pleine application du droit aux études, tant pour la scolarité obligatoire, que pour les études universitaires et post-universitaires.

Il DEFR 2025-2027 si presenta dunque come un documento in cui sono condivisi obiettivi e linee strategiche sotto il filo conduttore della sostenibilità, dell’accessibilità e dell’attenzione al territorio e alla comunità, in un’ottica di sviluppo e valorizzazione delle risorse e del patrimonio della nostra Regione, con un’attenzione particolare a vivere e far vivere la montagna sia attraverso investimenti che ne aumentino la sicurezza e che la tutelino, là dove possibile, dai cambiamenti climatici, sia tracciando la strada per infrastrutture e servizi che possano rendere il nostro territorio più attrattivo e in grado di garantire stabilità occupazione e nuove ed interessanti opportunità di scelta per i nostri giovani.

La sostenibilità è dunque declinata in tutte le sue forme socio-economico-ambientali con l’attenzione dovuta soprattutto agli elementi più deboli della comunità così come a quelli territoriali, cercando di dosare con equilibrio le iniziative, le azioni e le risorse per far crescere nel modo più armonioso possibile il sistema Valle d’Aosta nel suo complesso.

Il dibattito in aula

«Ancora una volta constatiamo che il Defr è viziato da criticità croniche a cui non si è voluto o potuto ovviare – ha commentato il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin -. È evidente l’incapacità di programmazione rispetto ad alcuni temi e emergenze con riproposizione di obiettivi che sono sempre gli stessi e che, in alcuni casi, traguardano questa Legislatura e anche metà della prossima. Dal punto di vista economico, le famiglie chiedono soluzioni per fronteggiare i prezzi in progressivo aumento per abitazione, gas, elettricità e altri combustibili a cui il Governo ha risposto nel 2018 con la barbara cancellazione del Bon chauffage e nessun intervento concreto. Sulle società partecipate regionali vi segnalo che, a dispetto della sua classificazione, Arer è del tutto fuori controllo e gestisce il bene pubblico come se fosse un amministratore condominiale e non con la necessaria diligenza del buon padre di famiglia. Gli edifici che sono stati collegati al teleriscaldamento per espressa volontà dell’Agenzia oggi scontano bollette previsionali con prezzi esorbitanti che sono passati dai 4-500 euro mensili ai 1750! Dove sono le soluzioni? Sulla crisi demografica il Fattore famiglia potrebbe incidere positivamente, ma la nostra legge stagna ancora in Commissione. Anche le aziende colpite dall’alluvione hanno diritto a ristori, e non a prestiti, che però non volete dare. Insomma, tante parole ma poca sostanza.»

«Non mi aspettavo un Defr con i fuochi d’artificio ma una maggiore attenzione alla chiusura definitiva di alcuni progetti, quello sì – ha detto il capogruppo di RV, Stefano Aggravi -. Quanto rappresentato oggi appare, infatti, un trascinamento del contingente, più che una programmazione di fine Legislatura volta a concludere i dossier storici o portare a termine impegni recenti. Sul tema degli enti locali, registriamo una certezza: non c’è più la volontà di dar vita ad un testo unico per la riforma del sistema. In materia di trasporti, ci aspettavamo qualche linea di indirizzo in più sulle prossime scadenze degli appalti del trasporto pubblico locale su gomma nel 2027 e della ferrovia nel 2027 così come sul futuro dell’aerostazione. Ben venga l’idea di avviare un’iniziativa legislativa per il recupero degli impianti a fune dismessi e la riqualificazione delle aree interessate, anche se siamo ormai in “zona cesarini”. Evidenziamo poi la necessità di riattivare un tavolo permanente di discussione con il Governo centrale sulla montagna, per affrontare la grande problematica della progressiva desertificazione delle aree montane. Infine, sulla nuova Università, al netto dell’acqua piovana, abbiamo perso un’occasione per dotare la città di Aosta di un grande parcheggio di atterramento centrale e di spazi da dedicare all’istruzione in senso lato.»

«Questo Defr riflette l’arroganza di una maggioranza in affanno, impegnata a sfuggire al confronto (anche con le parti sociali che non si sono volute audire in Commissione), che su molte scelte si contraddice e su altre rinvia decisioni strategiche, come il futuro del Casinò, a dopo le elezioni – ha dichiarato la capogruppo di PCP Erika Guichardaz -. Il Defr è pensato a silos dove all’analisi delle prime sezioni, non troviamo risposte. L’assenza di visione e il poco lavoro svolto fino ad oggi si vedono dagli obiettivi riproposti; dalle leggi bloccate (Pta, Ptp, legge 11/98 sull’urbanistica, legge elettorale, Testo unico degli enti locali); dalle grandi assenze (equiparazione Vigili del fuoco e Forestali, passaggio dal Sistema idrico integrato alla società in house Sev); dalla creazione dell’ente strumentale per i servizi sociali ridotto ad un incarico per uno studio; da un ospedale che lavora a pieno regime solo nei periodi non turistici; dai continui tagli ai servizi socio-assistenziali (Variney, Doues e Roisan, JB Festaz). Il tutto, mentre assistiamo alla presentazione con urgenza di altre leggi. Basti vedere cosa sta avvenendo sul reclutamento dei segretari comunali. Rileviamo il comportamento schizofrenico sulle strategie di adattamento agli effetti climatici e sulle razionalizzazioni dei costi nella cultura (convitto Chabod, Liceo di Courmayeur, Sfom, Conservatorio). Insomma, dopo una Legislatura stentata, il finale è tragico.»

Per il capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis, «le ricette proposte nel Defr per superare questa fase recessiva – con un calo degli investimenti del 51% dal 2007 al 2021- non sono sufficienti ad affrontare i problemi che vive oggi la Valle. Secondo noi ci vuole una Pubblica amministrazione agile, che limita il suo raggio d’azione nell’economia, che rafforza il tessuto produttivo valdostano, che crea le condizioni per determinare un ecosistema positivo dove le imprese tornino ad investire. Sarebbe importante un piano di sburocratizzazione e semplificazione delle procedure amministrative, come fatto a livello nazionale, concertato con il mondo imprenditoriale per andare incontro alle loro esigenze. Bisogna cercare di mettere il cittadino nella condizione di partecipare alla spesa pubblica per la quota minore possibile, riducendo il prelievo fiscale, ma non c’è una parola all’interno di questo Defr in questa direzione. Oggi, registriamo l’apertura dei francesi nei confronti della seconda canna per il tunnel del Monte Bianco: noi crediamo sia necessario dare corso a questa iniziativa per migliorare la sicurezza e la sostenibilità ambientale in Valle d’Aosta. Gli ordini del giorno che abbiamo presentato vanno nella direzione di migliorare il Defr e determinare una politica più rispondente alla crescita della Valle d’Aosta e a svilupparne l’occupazione.»

Le vice-chef du groupe UV, Albert Chatrian, a souligné que «le Defr est le fruit d’un travail sérieux, concret, qui veut donner cours à la vision politique de laquelle il s’inspire, pour une Vallée d’Aoste où l’on puisse vivre bien, à tous les âges de la vie, à toutes les altitudes, avec les mêmes opportunités et les mêmes garanties. La Vallée d’Aoste compte 11.000 entreprises et 56.800 occupés, le chômage est en baisse et le taux d’occupation est de 71%, presque 10% en plus de la moyenne nationale et nous sommes la première région pour l’occupation des femmes et des jeunes. Moins rassurantes sont les données sur l’évolution de la société valdôtaine, atteinte par un vieillissement constant: ces changements représentent l’un des défis majeurs auxquels il faudra faire face dans les années à venir, avec celui du changement climatique, car ce ne sera pas simple de donner stabilité à un système social qui voit rapidement se renverser le rapport entre les différentes tranches de population. Il faudra se donner des priorités et opérer les bons choix, car notre région a toujours eu à cœur la cohésion sociale et un welfare de qualité, en misant sur l’éducation, qui le pilier fondamental sur lequel repose le progrès.»

«Emerge una carenza di coordinamento del testo e una sciatteria nella sua redazione con refusi che riflettono la poca attenzione posta alla trasparenza e alla comprensibilità per chi dovrebbe leggerlo – ha rilevato la consigliere di PCP Chiara Minelli -. Tra i 44 obiettivi strategici indicati figurano tematiche importanti alternate a punti di scarsa rilevanza ma non c’è niente di realmente strategico. Mancano previsioni concrete sulla governance: dov’è la riforma della legge elettorale che pure era una priorità del programma di maggioranza nel 2020? Non è indicato come strategico l’obiettivo della Valle d’Aosta “fossil fuel free” al 2040: ancora oggi il 60% dei consumi è coperto con combustibili fossili e il documento non individua tempistiche stringenti. Anche l’autonomia energetica è un tema molto trascurato ma – si sa – questa politica è stata delegata a Cva e la Regione anziché controllarne le scelte le subisce. Sulla gestione del territorio, l’obiettivo “rifiuti zero” è ancora lontano e nel Defr neanche se ne parla. La “cura del ferro” che prevede il trasferimento su rotaia del trasporto di merci e persone, qui prevede solo l’acquisto di alcuni treni elettrici, mentre si programma lo smantellamento della ferrovia Aosta/Pré-Saint-Didier. Il contrasto alla povertà, così come quello all’abbandono scolastico, richiederebbe una strategia integrata e armonizzata, ma così non è.»

Il consigliere Paolo Sammaritani (Lega VdA) ha evidenziato che «il Defr negli anni non è mai stato adeguato ai suoi precisi scopi e quello di quest’anno ha fatto addirittura un passo indietro: è più discorsivo, è scritto in politichese e non consente di fare nessun raffronto. Questo Defr è l’emblema del fallimento di questa maggioranza, che in questa Legislatura non è riuscita a portare avanti nessuna riforma sostanziale: né sulla legge elettorale, né sulla disciplina degli enti locali, né sui segretari comunali, né sulla riorganizzazione della macchina amministrativa, che ha sempre più bisogno di attrattività. Questo Defr è un documento di improvvisazione, dove non vediamo alcun progetto concreto.»

Il consigliere Mauro Baccega (FI) ha evidenziato una serie di carenze importanti: «Di sanità, servizi sociali e assistenziali si parla in modo fumoso quasi a voler celare una mancanza di soluzioni concrete che sfocerà nella creazione dell’ennesimo carrozzone, quando, invece abbiamo centri per disabili già attivi sul territorio che dovrebbero essere solo potenziati. Garantire la sicurezza nel settore della viabilità dovrebbe essere una priorità, soprattutto sulla Statale 26 fra Quart e Aosta, ma così non è, e gli incidenti anche mortali aumentano. Sulla ristrutturazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica si fa un gran parlare dei cappotti isolanti ma che senso ha se all’interno degli appartamenti i bagni perdono e la muffa dilaga? La legge sull’Erp è ferma da tre anni: ma cosa state aspettando? Davvero ruota tutto intorno allo studio dell’UniVdA? È vero che l’occupazione è in crescita ma abbiamo gli stipendi più bassi d’Italia e il Governo si è ben guardato dall’affrontare il tema. Diamo risposte concrete alle persone senza nasconderci dietro a percentuali e numeri che di positivo non portano niente a chi deve mantenere una famiglia monoreddito di quattro persone con 1.300 euro al mese! Insomma questo documento è l’ennesimo elenco di cose dette che non saranno fatte. Progetti disattesi che deluderanno le attese di chi spera in risposte concrete. È venuto il momento della politica del fare.»

«Questo è il secondo Defr che affrontiamo da quando con senso di responsabilità siamo entrati in maggioranza unicamente per superare una crisi politica che si protraeva da tempo – ha rilevato il capogruppo di Pour l’Autonomie, Aldo Di Marco -. Questo Defr esprime il punto di vista di questa maggioranza, la quale nonostante il fatto che talvolta non brilli al suo interno per spirito di sinergia e dialogo, ha piena consapevolezza delle criticità e delle prospettive della nostra Regione. Siamo soddisfatti nel constatare come il tema della seconda canna per il tunnel del Monte Bianco sia stato finalmente preso in seria considerazione, tema che grazie all’indomita perseveranza di Augusto Rollandin abbiamo portato in Consiglio regionale sin dall’inizio della Legislatura. Altro tema importante è l’attenzione all’ambiente, insostituibile risorsa per la Valle, che va tutelato per la salute delle persone e per lo sviluppo dei diversi settori economici – in primis l’agricoltura, l’allevamento e il turismo. Nel settore dello sport, concordiamo sulla necessità di rivedere la legge n. 3/2004 per semplificare l’iter di concessione dei contributi, di aumentare le competizioni anche di rilievo nazionale e internazionale. Per senso di responsabilità e in piena coerenza con una linea di pensiero che ormai ci contraddistingue, voteremo a favore di questo documento.»

Il capogruppo di FP-PD Paolo Cretier ha parlato degli «sforzi messi in campo dal Governo che portano a investimenti per un valore di 1100 milioni di euro per il 2024 e per il triennio successivo, sottolineando il continuo sostegno all’economia locale. Le previsioni future indicano una dinamica economica espansiva e la performance dell’occupazione in Valle va oltre il 72% e con una crescita anche di quella femminile. I dati dimostrano che le scelte fatte dal Governo e da questa maggioranza stanno dando dei frutti e il Defr evidenzia la continuità amministrativa e legislativa necessaria per raggiungere il quinto anno di Legislatura. Le politiche non sono sempre a breve termine e gli effetti delle nostre decisioni si vedranno nel triennio a venire. Un aspetto importante dell’azione politica deve inevitabilmente tenere presente l’incastonamento della nostra regione nelle Alpi, con molte attività che si sviluppano in quota. Possiamo intervenire con norme e leggi specifiche per dare le risposte attese, ma non possiamo modificare né l’orografia, né la dislocazione della nostra regione. Una riflessione necessaria per comprendere che con queste condizioni è difficile abbattere costi e mantenere servizi a tariffe minime che sono spesso posti in carico alla Pubblica amministrazione.»

Il consigliere Christian Ganis (FI) si è soffermato sul turismo e commercio: «Abbiamo delle preoccupazioni sul Piano strategico di sviluppo commerciale e, pur riconoscendo gli sforzi fatti, riteniamo che ci siano dei punti che possono comprometterne la piena attuazione. Il Piano prevede un’ampia gamma di iniziative – marchio ombrello, diversificazione dell’offerta turistica, formazione di nuove figure professionali -, tuttavia la sua riuscita richiede un livello di coordinazione tra enti pubblici e privati, coinvolgendo attivamente gli attori locali. Dobbiamo superare la stagionalità del turismo invernale con adeguati strumenti di marketing e di promozione per non limitare le potenzialità di crescita del settore turistico, confrontandoci anche con l’impatto sempre più evidente dei cambiamenti climatici. Se non riusciamo a diversificare in modo significativo l’offerta turistica, rischiamo di rimanere dipendenti da un modello che potrebbe diventare insostenibile nel lungo termine. Il Piano richiederà investimenti significativi in termini di formazione professionale, di nuove infrastrutture e di promozione internazionale: un onere considerevole per una regione come la nostra, che va affrontato con una visione di maggiore realismo.»

Il consigliere di RV Claudio Restano ha criticato la decisione del Governo «di non ammettere le parti sociali alle audizioni nelle Commissioni. Un approccio antidemocratico che ci lascia molto perplessi e ci ha obbligati a presentare numerosi ordini del giorno. Questo Defr è un documento sterile che elenca una serie di obiettivi già raggiunti e altri la cui realizzazione è in forse. Più che un atto politico programmatorio sembra una dichiarazione di fine Legislatura e non troviamo nessuna indicazione delle strategie da mettere in campo per dare ai valdostani quelle risposte che aspettano da tempo. Si sarebbe dovuto andare oltre la mera raccolta dei dati economici e affrontare con concretezza i temi importanti. Assistiamo, invece, ad una trattazione superficiale e a volte confusa di certe questioni come ad esempio l’asserita volontà di procedere con la riforma della pubblica amministrazione che per ora prevede 250 assunzioni in un anno senza altre indicazioni concrete. Tra le soluzioni pratiche individuate, ad esempio nell’ambito sanitario, abbiamo l’esternalizzazione dei servizi e/o la loro privatizzazione che non ci fanno sperare per il meglio. Non si sono considerate le nuove figure sanitarie come l’assistente infermiere. Spiccano la decisione di proseguire con il progetto 0/6 nido e scuole infanzia e quella sulle procedure di affidamento a privati della Casa da gioco che partiranno nel 2026 e che non ha visto il coinvolgimento di questa Assemblea.»

Le repliche della Giunta

Dopo la chiusura della discussione generale, sono seguite le repliche del Governo regionale.

L’assessore agli affari europei, innovazione, Pnrr e politiche nazionali per la montagna, Luciano Caveri, ha rappresentato come il Defr abbia «preso in considerazione la rivoluzione dell’intelligenza artificiale che in prospettiva cambierà radicalmente il nostro modo di essere. Il documento evidenzia anche l’importanza della legge sulla montagna e la conseguente e inevitabile necessità di riflettere sulla macroregione alpina che supera il concetto di Europa degli Stati andando verso nuovi spazi, oltre i confini politici. Importante anche l’attenzione alle economie di montagna e al problema dei sovraccosti. A livello nazionale si discute oggi di livelli standard da applicare alle Regioni senza considerare le peculiarità delle singole realtà locali che invece devono trovare attenzione e centralità nel ragionamento. Anche il Pnrr è al centro della riflessione del Governo: uno strumento importante che, nonostante l’incognita di una sua realizzazione da parte dell’Italia, contiene concetti centrali a sostegno della ripartenza, indirizzata soprattutto alle giovani generazioni di cui ci stiamo occupando anche affrontando il problema del disagio giovanile e della solitudine. Molto difficile far capire che i livelli standard di cui si discute oggi a Roma avranno un impatto negativo sulle realtà locali e sulle peculiarità dei singoli territori. Dal punto di vista politico credo che discussioni di questo genere debbano essere più sintetiche e improntate a un maggior rispetto a beneficio della democrazia parlamentare.»

L’assessore all’agricoltura e risorse naturali, Marco Carrel, ha osservato che «il prossimo triennio vedrà la conclusione del Programma di sviluppo rurale 2014-2022, con l’obiettivo di garantire l’utilizzo integrale delle risorse. Impegno che si unisce all’attuazione del Complemento regionale di sviluppo rurale 2023-2027. Segnalo che la Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni ha approvato una proposta da sottoporre al Ministro dell’agricoltura volta a chiedere all’Unione europea una deroga dell’attuale termine per la rendicontazione delle spese del fondo europeo agricolo dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre al 2026: infatti, la mancata conclusione genererebbe una mancata spesa finale e un conseguente disimpegno dei fondi assegnati alle Regioni italiane. Vi è poi grande attenzione ai Consorzi di miglioramento fondiario – con la proposta di creare consorzi di secondo livello per favorire la chiusura dei piani di riordino: quest’anno ne sono stati portati quattro dei 21 – e alle consorterie valdostane. Stiamo inoltre lavorando alla mappatura e alla classificazione degli itinerari con l’obiettivo di aumentare la fruibilità della rete sentieristica regionale: una volta risolta anche la questione dell’autoresponsabilità, potremo pensare all’iter di legge. Altro tema all’attenzione è il Programma forestale regionale che determinerà gli indirizzi gestionali e le indicazioni operative per la valorizzazione del patrimonio forestale. Infine, ruolo strategico della gestione faunistica sarà l’approvazione del nuovo Piano faunistico-venatorio nell’ottica di assicurare la coesistenza delle attività tradizionali e la fauna selvatica.»

«Con questo documento vogliamo aumentare la resilienza dei territori di montagna rispetto agli effetti del cambiamento climatico – ha detto l’assessore alle opere pubbliche, territorio e ambiente, Davide Sapinet -. Siamo impegnati anche sull’aggiornamento della normativa urbanistica con una visione integrata che mette al centro il confronto con i portatori di interesse. Confronto fondamentale anche per l’intervento di messa in sicurezza del tratto di Ss 26 tra Quart e Aosta. Infatti, mentre in altri punti del territorio, come Fénis e Sarre, gli interventi relativi alle rotatorie procedono con regolarità in questo altro tratto di strada è necessaria una concertazione non solo con Anas e con gli enti locali ma anche con tutti gli altri attori coinvolti. Non è mancato il nostro impegno anche sulla questione dell’efficientamento energetico rivolto anche agli immobili Arer che hanno avuto la grande opportunità di accedere al Bonus 110%. Sull’economia circolare dei rifiuti, nel prossimo triennio vogliamo dare attuazione alle azioni previste dal Piano regionale di concerto con gli enti locali e il Celva a cui sono demandate numerose azioni, in vista della nuova tipologia del servizio di raccolta improntato a una visione regionale con l’obiettivo di contenere gli aumenti e elevare il livello dei servizi. Anche il servizio idrico integrato ha subito delle trasformazioni storiche: la questione acqua è centrale e ha dato origine alla nascita dell’Osservatorio e nel corso del prossimo anno saremo impegnati nel percorso di approvazione del Piano territoriale delle acque.»

L’assessore al turismo, sport, commercio e sport, Giulio Grosjacques, ha evidenziato due grandi novità in questo Defr: «La prima è la partenza del Piano di marketing strategico il cui percorso dovrebbe concludersi entro il primo semestre 2025. C’è stato grande interesse per l’appalto per il servizio di predisposizione del Piano con ben 20 operatori economici che hanno risposto. Il processo di costruzione partirà dal basso attraverso il confronto con i portatori di interesse, perché tutti dovranno collaborare alla scrittura di questo importantissimo Piano. La seconda novità è la certificazione del marchio turistico “cuore” da parte del Ministero delle imprese: un punto di partenza in vista dell’adozione del marchio ombrello, che nei prossimi mesi vedrà l’avvio dell’iter. Nel 2025, sarà avviata la predisposizione del disegno di legge in materia di incentivi urbanistici per la riqualificazione di esercizi turistico-ricettivi, anche in un’ottica di accessibilità, così come nelle prossime settimane chiuderemo il testo di legge sui posti letto per il personale che opera nel turismo. Ricordo poi le misure a sostegno dei piccoli esercizi di vicinato e che si sta lavorando, con le associazioni di categoria, per la modifica della legge regionale sul commercio. Con la riforma della legge 3/2004 (interventi per lo sport) troveranno spazio un capitolo sullo sport a favore delle persone con disabilità e una valorizzazione del Coni, in vista della creazione delle Sport Commission. Vi è poi grande attenzione alle professioni della montagna, agli eventi sportivi nazionali e internazionali e alle attività sportive a favore dei disabili che saranno estese anche alla stagione estiva.»

«Questo Defr rappresenta la nostra idea di politica – ha premesso l’assessore ai beni e alle attività culturali, sistema educativo e politiche per le relazioni intergenerazionali, Jean-Pierre Guichardaz -. Vogliamo una scuola che diventi sempre più accogliente e inclusiva in un’ottica di internazionalizzazione: un luogo in cui realizzare un sistema ben strutturato equo e accessibile che fornisca non solo conoscenze disciplinari ma che insegni i valori fondamentali come la responsabilità all’etica e la cittadinanza attiva. Sosterremo con maggiori risorse il diritto allo studio degli studenti nel prossimo bilancio triennale e la formazione dei docenti, soprattutto nell’ambito dell’educazione civica, dell’inclusione, del plurilinguismo e del digitale, con particolare riguardo alle discipline tecnico-scientifiche tecnologiche, così come manteniamo fermo il nostro impegno ad assicurare il presidio di tutte le scuole di montagna e proseguiremo nel sostegno a favore degli enti locali per la messa a norma e l’ammodernamento degli edifici scolastici. Anche la tutela e la valorizzazione dei beni culturali hanno un ruolo centrale nel nostro programma e, in vista della celebrazione per la ricorrenza del 2050° anniversario della fondazione di Aosta ad opera di Ottaviano Augusto nel 25 a.C. realizzeremo una serie di eventi in collaborazione con il Comune di Aosta. Con l’inedito Piano strategico per la cultura previsto dal Defr, poi, metteremo a sistema le attività fin qui svolte dando una programmazione di più lungo termine sia dei progetti di conservazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio, sia degli indirizzi di sviluppo delle attività culturali che rappresentano un ramo delle attività produttive e una grande risorsa turistica e identitaria.»

«Con il Defr assicuriamo la continuità alle fasi di attuazione del Piano salute e benessere sociale e della nuova programmazione regionale dell’assistenza territoriale approvata nel 2022 – ha affermato l’assessore alla sanità e politiche sociali, Carlo Marzi – Il nuovo Atto aziendale dell’Usl ha previsto i Dipartimenti funzionali e nuove Strutture complesse che rafforzano l’attrattività organizzativa della nostra sanità. Sono inoltre stati creati dei nuovi servizi, come il Centro di salute mentale e quello per le malattie rare e autoimmuni, che potenziano l’attenzione su patologie delicate. Assume poi un ruolo determinante la realizzazione della fase 3 del nuovo ospedale regionale che consentirà la riorganizzazione generale della sanità valdostana. La variante, a seguito del rapporto conclusivo favorevole del verificatore esterno, è stata approvata dall’Assemblea di Siv a ottobre. Dopo l’approvazione della Giunta, seguirà la procedura di gara pubblica per l’affidamento dei lavori da parte di Siv. Le principali azioni in corso di attuazione nell’ambito dei tre livelli di assistenza (distrettuale, ospedaliero e territoriale) prevedono: il potenziamento dei servizi e i finanziamenti per ammodernare le microcomunità sul territorio; il progetto dell’ospedale adattabile secondo i periodi turistici, per ridurre la pressione sul pronto soccorso, e la realizzazione degli ospedali di comunità, non solo con il JB Festaz ma con una ulteriore struttura a Verrès. Nel campo delle politiche sociali stiamo lavorando alla revisione della legge sull’edilizia residenziale pubblica che rappresenterà un importante cambio di rotta, inserendo una valutazione multidimensionale del disagio abitativo, sulla legge del Terzo settore e sulla revisione della legge in favore delle persone con disabilità attraverso un ampio lavoro di concertazione.»

«Con questo Defr, confermiamo la bontà de lavoro che abbiamo realizzato in questi anni – ha dichiarato l’assessore allo sviluppo economico, formazione e lavoro, trasporti e mobilità sostenibile, Luigi Bertschy -. Un Defr che traguarda necessariamente la Legislatura, perché l’amministrazione deve avere una continuità di azione che non si limita al mandato politico. Dire che non c’è una pianificazione strategica in questo Defr significa dimenticare i Piani che abbiamo approvato: il Piano per le politiche del lavoro, il Piano energetico ambientale regionale, che contengono gli obiettivi e la tipologia delle azioni da mettere in campo per affrontare le sfide del lavoro e in materia di energia. Una pianificazione cui sono già seguiti atti concreti: nel mondo del lavoro c’è soddisfazione rispetto ai Piani approvati, nei quali si sono introdotti nuovi strumenti e progetti che non erano a disposizione delle imprese, dei disoccupati, e di chi cerca occupazione. Registriamo poi un’inversione di tendenza con un aumento dell’occupazione e dell’imprenditoria giovanile, grazie anche alle nuove misure messe in campo. Stiamo intervenendo con programmi strutturali per favorire l’orientamento dei giovani: un lavoro che è stato reso possibile grazie al lavoro collegiale di tanti attori. Dire quindi che non c’è una visione politica sul mondo del lavoro è scorretto o significa non aver letto i documenti. Stiamo definendo il Piano di sviluppo industriale che porteremo prima dell’estate 2025 e che consentirà di potenziare le filiere produttive esistenti e lo sviluppo di progetti innovativi. L’obiettivo dell’idrogeno rimane: abbiamo solo spostato in avanti l’obiettivo dato che la transizione verso l’idrogeno richiede investimenti significativi in infrastrutture e tecnologie. Tante infine le politiche a favore della mobilità sostenibile.»

«Il Defr riflette il percorso di serietà svolto dal Governo che sta portando avanti gli argomenti già avviati, affrontandoli in maniera proattiva anche sulla base dei cambiamenti che intervengono nel tempo – ha concluso il presidente della Regione, Renzo Testolin -. I colleghi di Giunta e di maggioranza hanno dato un segnale importante sulla preparazione e la conoscenza delle tematiche di loro competenza che sono state affrontate, dando le risposte necessarie con le regole e gli strumenti messi a disposizione dalla pubblica amministrazione. Certo giudicare un documento già confezionato è sicuramente più facile che non costruirlo da zero e lo dimostrano i numerosi ordini del giorno che sono stati depositati e su cui ci asterremo. Infine, è importante ricordare il nodo centrale della legge elettorale su cui non siamo stati inattivi ma anzi, è stato svolto un lavoro di costruzione e di attenzione, in primis dal Presidente della prima Commissione. Bisogna trovare un percorso condiviso che è stato chiarito a tutte le forze presenti in Aula che ora devono assumersi le proprie responsabilità.»

Gli ordini del giorno

Ordini del giorno FI

Delle 26 iniziative presentate dal gruppo Forza Italia, ne sono state respinte 16 che chiedevano: un piano di sburocratizzazione e semplificazione amministrativa; un percorso istituzionale e formativo per l’istituzione del profilo professionale di assistente infermiere; l’ampliamento dei codici Ateco nell’ambito della legge sui contributi per gli esercizi di vicinato; l’azzeramento dell’addizionale Irpef regionale e la riduzione dell’Irap; l’organizzazione del servizio del sollievo per le famiglie degli utenti dei Cea; l’introduzione di una misura per le famiglie con entrambi i genitori lavoratori per la copertura dei costi dei centri estivi; il riconoscimento di ristori a seguito dell’evento alluvionale di Cogne; la realizzazione della seconda canna del tunnel del Monte Bianco; la realizzazione della Cascina del Castello nel comune di Fénis; l’avvio di progetti scolastici per la prevenzione degli incidenti in montagna ad opera di Uvgam e dei maestri di sci; un piano per contrastare la denatalità in Valle d’Aosta; un nuovo centro residenziale per disabili neuropsichiatrici; un piano condiviso per la prevenzione e la gestione del dissesto idrogeologico; l’aumento dell’intensità del contributo per le locazioni; un piano di gestione del lupo che permetta la salvaguardia della specie minimizzando il suo impatto sulle attività umane; iniziative a favore del settore zootecnico.

Ritirati 10 ordini del giorno riguardanti il futuro del Centro CMP3 VdA; il rilancio del car sharing come strumento di mobilità sostenibile; il progetto di messa in sicurezza della Statale 26 tra Quart e Aosta; lo screening del tumore alla prostata; la riapertura del Palaindoor di Aosta; la ristrutturazione di alloggi Erp; lo screening del tumore al seno; la modifica al bando 2025 per l’attribuzione di assegni di studio e contributi alloggio per studenti valdostani iscritti a università fuori regione; l’istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale; la re-introduzione di una cucina per ogni plesso scolastico.

Ordini del giorno Lega VdA

Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha depositato 18 ordini del giorno, di cui 13 respinti che riguardano: la realizzazione della seconda canna del tunnel del Monte Bianco; la piena fruibilità della nuova sede dell’Università della Valle d’Aosta; il ripristino del “Bon chauffage”; l’adeguamento normativo sulle dotazioni antincendio per locazioni turistiche; la previsione di risorse agli enti locali per la riduzione dell’Imu per immobili locati a personale delle strutture ricettive e di somministrazione di alimenti e bevande; l’aumento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica; la creazione di spazi di accoglienza momentanea per animali da affezione presso i siti culturali valdostani; la riconversione ad uso residenziale-sociale dei fabbricati dismessi; la promozione del turismo germanofono nei comuni Walser all’interno del Piano di marketing strategico; l’adeguamento contrattuale al personale Oss escluso dalla misura di indennità sanitaria; la possibilità di aprire attività commerciali all’interno dei siti culturali; la programmazione h24 dei lavori nei cantieri stradali; gli aggiornamenti in Commissione sul declassamento della specie lupo.

Sono state invece ritirate 5 iniziative sulla gestione del canile e gattile regionale; sul sostegno al commercio storico, tradizionale e di vicinato; sull’incentivazione della filiera delle erbe officinali; sul disegno di legge in materia di multifunzionalità in agricoltura; sulla salvaguardia del personale della Società di Servizi spa.

Ordini del giorno PCP

Con le sue 12 iniziative, il gruppo Progetto Civico Progressista, di cui 11 respinte e 1 ritirata, sollecitava: la trasmissione ai Consiglieri della bozza di norma di attuazione in materia di concessioni di derivazione d’acqua; il supporto per il riconoscimento delle Consorterie; le risultanze dei monitoraggi dell’UniVdA e dell’Arpa sul tunnel del Monte Bianco; la presentazione in Commissione di un rapporto sulla discarica di Pompiod; la modifica della denominazione attuale del Corpo forestale valdostano aggiungendo la “vigilanza ambientale”; la revisione della legge 3/2013 in materia di politiche abitative; l’utilizzo di mezzi ibridi o elettrici per il trasporto pubblico locale su gomma e l’approfondimento dell’utilizzo dell’idrogeno; la revisione della disciplina sul lavoro agile in Regione; il lavoro di analisi in Commissione dello studio preliminare del collegamento intervallivo Cime Bianche; la predisposizione di misure urgenti di contrasto alla povertà; la messa a punto della riforma della legge regionale in materia di contrasto alla violenza di genere (l.r. 4/2013). L’ordine del giorno ritirato riguarda il futuro dell’Università della Valle d’Aosta.

Ordini del giorno RV

Delle 25 iniziative illustrate dal gruppo Rassemblement Valdôtain ne sono state respinte 20 che chiedevano: il sostegno al Comune di Valtournenche per il completo ripristino delle aree interessate dagli eventi alluvionali di giugno; la fruizione del castello di Saint-Germain a Montjovet; uno studio di fattibilità per lo sviluppo dell’area sportiva e commerciale di Aosta; ulteriori approfondimenti sul futuro della Casa da gioco di Saint-Vincent a seguito dello studio promosso da Finaosta; la promozione di azioni sinergiche tra gli Assessorati per valorizzare un’immagine unica di Valle d’Aosta; la gratuità degli asili nido in Valle d’Aosta; le assunzioni negli organici della Giunta regionale e del Consiglio Valle; la promozione di uno studio per individuare soluzioni di viabilità alternativa delle vallate interessate da rischi idrogeologici; la predisposizione di una relazione sugli eventi di grande rilievo sportivo; la presentazione in Commissione di un piano di edilizia scolastica per la città di Aosta; l’avvio del percorso per la creazione dell’Osservatorio regionale del turismo; la promozione del settore pesca per incrementare l’offerta turistica valdostana; la disciplina delle attività di tatuaggio e piercing; la presentazione dell’attività svolta dal gruppo di lavoro per la riforma del Piano territoriale paesistico sullo stato dello sviluppo dei servizi commerciali; la creazione di un’offerta turistica per il settore della pesca; migliorie del piano di gestione territoriale del Parco naturale Mont Avic; la creazione di un ufficio “Sport regionale” per la raccolta e analisi di dati; l’utilisation et la difussion des langues historiques valdôtaines; una relazione dettagliata con le progettazioni, le tempistiche e i costi per la realizzazione delle fasi future dell’ospedale regionale; un’audizione in Commissione sul futuro di Aosta Factor Spa.

Ritirati 5 ordini del giorno: tutela della biodiversità di interesse agricolo e alimentare; promozione dei percorsi ciclotour; restyling della segnaletica sulla rete sentieristica regionale; sci per tutte le abilità; profilassi vaccinale Bluetongue.

Tutti gli altri punti iscritti al’ordine del giorno sono stati rinviati, erano i seguenti:

Attività legislativa

Tre disegni di legge. Il primo contiene disposizioni in materia di contributi agli enti cooperativi e modifica il Testo unico in materia di cooperazione (lr n. 27/1998). Il secondo disegno di legge riguarda il sostegno alle pro loco per l’organizzazione e lo svolgimento di manifestazioni pubbliche. Il terzo disegno di legge riguarda la concessione di contributi alle associazioni sportive dilettantistiche Hockey Club Aosta Gladiators e Stade Valdôtain Rugby per la partecipazione ai campionati per il triennio 2024/26.

Interrogazioni a risposta immediata

Con la prima, il gruppo Progetto Civico Progressista chiede notizie sulla responsabilità in capo al direttore dei lavori a seguito di episodi di infiltrazioni d’acqua nella nuova sede dell’Università della Valle d’Aosta. La seconda, del gruppo Rassemblement valdôtain, riguarda la posizione della maggioranza rispetto ai temi evidenziati dal movimento Fridays for future. Infine, il terzo question time, presentato dal gruppo Lega Vallée d’Aoste, riguarda le attività organizzate dalla struttura di neuropsichiatria infantile.

Interrogazioni

Le interrogazioni di Forza Italia sono su: progetto di ristrutturazione e di destinazione dell’edificio Arcate del Plot; ultimazione dei lavori al Palaindoor; esiti della gara per la vendita di quindici unità immobiliari nel complesso Villette ex impiegati Cogne di Aosta.

Le interrogazioni di  Lega Vallée d’Aoste sono su: disservizi relativi ai bus sostitutivi per la tratta Aosta/Torino; motivazioni della revoca del divieto di accesso alle biciclette in alcune aree di pertinenza dell’ospedale Parini; procedure di acquisto e di verifica della qualità di dispositivi medici presso l’Ausl; azioni per rendere fruibili i posti auto per disabili nella sede Usl di via Guido Rey ad Aosta.

Le interrogazioni di  Progetto Civico Progressista sono su: determinazioni assunte sulla Maison du Val d’Aoste di Parigi; iniziative per evitare la chiusura del traforo del Gran San Bernardo; notizie sui componenti del tavolo tecnico di coordinamento per lo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili; cronoprogramma dei lavori di elettrificazione della tratta ferroviaria Ivrea/Aosta; misure per la tutela degli operatori sanitari da episodi di violenza da parte di utenti.

Le interrogazioni di  Rassemblement valdôtai sono sun: dernières nouvelles concernant le mystère de l’actuelle localisation du corps de Corrado Gex; progetto sperimentale di avvicinamento alla montagna nelle scuole primarie; azioni per il miglioramento della comunicazione nei confronti del Ministero della salute e della popolazione sui dati della sanità regionale; disponibilità di medici di medicina generale nella Valtournenche.

Interpellanze

Le interpellanze di Forza Italia sono su: organizzazione dei tornei di poker al Saint-Vincent Resort e Casino; accordo con il Comune di Aosta per il rilascio di abbonamenti gratuiti dei parcheggi per gli studenti del nuovo polo universitario; possibile apertura di un nuovo supermercato a Verrès.

Le interpellanze di  Lega Vallée d’Aoste sono su: predisposizione di un regolamento per disciplinare la pubblicazione di comunicazioni sulla bacheca intranet dei dipendenti della Regione; azioni per la prevenzione di ulteriori futuri contenziosi di docenti alla luce degli orientamenti degli organi giudiziari nazionali e dell’Unione europea; intenzioni sull’espressione del Consiglio Valle sullo studio e le alternative progettuali del collegamento intervallivo Cime Bianche; motivazioni dei ritardi per l’attuazione dei decreti ministeriali sui fondi a favore delle persone con disturbo dello spettro autistico; attinenza di progetti antiviolenza finanziati con bando 2023 rispetto alle finalità previste dalla legge regionale n. 4/2013 .

Le interpellanze di Progetto Civico Progressista sono su: motivazioni del mantenimento del limite di 38 anni come requisito d’accesso per il personale volontario del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco; raggiungimento dell’obiettivo del 50% di mobilità sostenibile entro il 2030; coinvolgimento delle associazioni che si occupano di disabilità nel processo di revisione della legge regionale sul sistema integrato di interventi a favore delle persone con disabilità (n. 14/2008).

Le interpellanze di Rassemblement valdôtain sono su: condivisione con Finaosta di procedere alla sostituzione del Direttore generale con una progressione interna; modalità e strategie per promuovere al meglio un’immagine unica della Valle d’Aosta; promozione di nuove campagne di sensibilizzazione contro i danni da tabagismo; remunerazione delle attività svolte in Libera prestazione aggiuntiva del personale medico e sanitario dell’Ausl finalizzate ad abbattere le liste d’attesa; intendimenti sul futuro utilizzo della Società dei servizi Valle d’Aosta in merito all’erogazione di servizi sociali, socio assistenziali ed educativi; azioni per ottenere un concreto risarcimento sportivo per la Valle d’Aosta in vista del Giro d’Italia 2025.

Mozioni

Lega Vallée d’Aoste presenta una mozione sulla revisione delle modalità di affido della gestione del canile-gattile regionale.

Le mozioni di Progetto Civico Progressista sono su: azioni di sensibilizzazione rivolte ai giovani neo maggiorenni per promuovere una cultura del rispetto delle donne; presentazione in quinta Commissione consiliare della verifica sulla compatibilità tecnico-progettuale ed economica del progetto di ampliamento dell’ospedale Parini; impegno, attraverso i rappresentanti valdostani in Parlamento, a ripristinare le agevolazioni Iva sul pellet; intervento presso il Parlamento e il Governo nazionale per richiedere lo stralcio del disegno di legge “Sicurezza”; audizioni in Commissione dei responsabili tecnici e politici della Regione Piemonte sul progetto di raddoppio della tratta ferroviaria Ivrea/Chivasso; impegno a riferire in quinta Commissione sulla riattivazione del servizio Vivere in Valle d’Aosta.

Le mozioni di Rassemblement Valdôtain sono su: previsione di un’ulteriore fascia Isee nelle condizioni di erogabilità delle prestazioni di assistenza odontoiatrica garantite dal Servizio sanitario regionale; valorizzazione del personale delle segreterie al servizio del Consiglio Valle; previsione di un protocollo condiviso per la movimentazione interregionale dei bovini e di misure urgenti di profilassi vaccinale.

Sarà anche tratta una mozione a firma congiunta dei gruppi Lega Vallée d’Aoste, Forza Italia e Rassemblement Valdôtain che vuole impegnare la Giunta ad avviare uno studio sulle conseguenze delle emissioni delle reti 5G e delle nuove infrastrutture.

Infine i gruppi Lega Vallée d’Aoste e Forza Italia illustreranno tre mozioni a firma congiunta: prevenzione del degrado urbano in piazza Severino Caveri ad Aosta; istituzione di un distaccamento dei Vigili del fuoco in bassa Valle; introduzione di un metodo di calcolo per limitare aumenti indiscriminati del canone di locazione di edilizia residenziale pubblica.

Pubblicato / aggiornato il 19/10/2024 alle 12:14
Categoria: Politica e Amministrazione / Video