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Il Dossier statistico immigrazione 2024

Il Dossier statistico immigrazione 2024 William Buonapace, referente valdostano di Idos e Maurizio Bergamini, presidente dell'Associazione valdostana volontariato carcerario

Al 31 dicembre 2023, i residenti stranieri in Valle d’Aosta erano 8.664 con 5.509 soggiornanti che provenivano da Paesi fuori dall’Unione europea: sui 641 permessi rilasciati nel 2023, il 52,3% sono stati per famiglia e il 35,3% per lavoro, mentre i migranti in accoglienza, il 4,4% del totale, a giugno 2024 erano 144.

I dati, estrapolati dal 34° Dossier statistico migrazione realizzato dal Centro studi e ricerche Idos, sono stati presentati martedì 29 ottobre 2024 nel Salone ducale del Municipio di Aosta: «la presenza di migranti è indice di salute per un Paese perché vuol dire che ci sono opportunità – ha raccontato William Buonapace, referente regionale Idos – abbiamo bisogno degli stranieri, nel momento in cui siamo in pieno calo demografico. Se anche oggi cominciassero ad esserci tante nascite quante sono le morti, dovremmo aspettare almeno il 2070 perché questi giovani arrivino ad alimentare il mondo del lavoro». Eppure, anche contando i nati da stranieri, non si riesce a far tornare positivo il saldo demografico: «è un intero Paese che non ce la fa – ha aggiunto – è l’Italia che non ce la fa».

Nelle cinque pagine dedicate alla Valle d’Aosta si legge che gli studenti stranieri, nell’anno scolastico 2022/23 sono stati 1.336, quasi la metà, il 46,3%, orientati in prevalenza verso gli Istituti tecnici e professionali. I dati sulle tipologie in cui sono impegnati i 4.400 lavoratori stranieri vedono il 55,9% nel settore domestico, l’8,7% nell’industria, l’8,2% nell’agricoltura, il 7,5% nei servizi ed il 5,8% nel commercio. Le imprese valdostane condotte nel 2023 da persone nate all’estero sono 883, sostanzialmente divise nei settori del commercio (33,9%) e costruzioni (33,7%), con il 15,5% che si dedica agli alloggi ed alla ristorazione, valore inferiore del rispetto al 16,9% delle altre categorie merceologiche: «sta accadendo quello che era successo anni fa con gli immigrati dal sud Italia – ha spiegato William Buonapace – il migrante rimane incastrato in meccanismi stretti: il piemontese che era sceso dalla montagna dopo una generazione è passato ad altri lavori, ma chi è arrivato dal sud resta artigiano o operaio anche dopo tre generazioni».

Le pagine sulla Valle d'Aosta nel 34° Dossier statistico migrazione
Le pagine sulla Valle d’Aosta nel 34° Dossier statistico migrazione

Tra gli 8.382 residenti, la più grande comunità straniera in Valle d’Aosta è quella proveniente dalla Romania, con 2.279 persone, pari al 27,2%, seguita da quella del Marocco (1.524, 18,2%) e quindi dall’Albania (714, 8,5%) mentre in 382 sono arrivati dall’Ucraina (4,6%) ed in 292 dalla Cina (3,5%). Seguono la Tunisia (280, 3,3%), la Repubblica Dominicana (258, 3,1%), la Francia (216, 2,6%), la Moldova (151, 1,8%), la Polonia (129, 1,5%), il Brasile (114, 1,4%) e la Nigeria (105, 1,3%).
A livello continentale, gli Europei rappresentano il 53,8% con 4.510 persone (di cui 2.966 dall’Unione europea), seguiti dagli Africani con il 28,7% (2.409 persone), gli asiatici con il 9% (756), gli Americani con l’8,4% (703) e quattro immigrati provenienti dall’Oceania.

Durante la serata, si è approfondita anche la situazione degli immigrati che si trovano nella Casa circondariale di Brissogne: «è sbagliato il messaggio che viene passato sul fatto che la comunità straniera sia foriera di delinquenza e quindi di comportamenti devianti – ha rimarcato Maurizio Bergamini, presidente dell’Associazione valdostana volontariato carcerario – in questo rapporto si nota come nell’arco di un quindicennio il numero dei detenuti stranieri è in costante diminuzione, a fronte di un aumento della popolazione straniera immigrata più o meno regolarmente. Il fatto che gli stranieri, soprattutto quelli irregolari o con complicazioni legali, vengano spinti verso l’illegalità ed abbiano una maggiore propensione a delinquere è motivata da un bisogno di sopravvivenza. In carcere ho incontrato persone che sono finite lì per ignoranza delle leggi e dei codici di comportamento dell’Europa occidentale ma anche perché sono stati spinti dal bisogno di alloggiarsi, di mangiare e di vestirsi che, ad un certo punto li porta anche correre dei rischi. Se qualcuno gli promette un reddito sicuro che risolva almeno temporaneamente il problema, sicuramente si potrebbero avere dei numeri migliori».

William Buonapace, Gianni Nuti e Clotilde Forcellati
William Buonapace, Gianni Nuti e Clotilde Forcellati

«In questo settore, le competenze del Comune di Aosta sono residuali – ha evidenziato Clotilde Forcellati, assessore alle politiche sociali, abitative e alle pari opportunità della città di Aosta – sappiamo che tanti giovani valdostani vanno all’estero mentre alcuni immigrati arrivano singolarmente e poi fanno arrivare la famiglia, ma vediamo anche sempre più matrimoni misti. Noi sappiamo che il problema principale è quello della casa, un problema enorme non solo per gli stranieri, ed abbiamo quindi messo in piedi due progetti che si rivolgono a cittadini provenienti da Paesi terzi ed un altro che si rivolge a donne sole o con figli. Noi abbiamo pensato di affiancare non solo gli stranieri ma di sostenere anche i proprietari perché non sempre ci sono preoccupazioni xenofobe e comunque dedicarsi agli affitti brevi a livello turistico non è mica semplice. Dopotutto noi abbiamo bisogno di manodopera, di mantenere i nostri ragazzi spesso laureati che vanno all’estero oltre ad accogliere le persone straniere. Mi sono accorta che da qualche tempo, anche le coppie immigrate che sono qui da qualche anno si sono adeguate nello scegliere di non fare figli».

«Il fenomeno migratorio è un fenomeno di vitalità – ha ribadito il sindaco di Aosta, Gianni Nuti – non è un pericolo o un tentativo di dissoluzione di un presunto bagaglio culturale che sappiamo essere sempre stato la mescolanza di tante presenze differenti. C’è una falsa rappresentazione di un fenomeno che ha permesso all’uomo di popolare il mondo come specie animale. Oggi ci troviamo di fronte a un popolamento del pianeta che è già arrivato oltre gli otto miliardi e nei prossimi anni potrà arrivare al picco di dieci. Non c’è un problema di denatalità complessiva della specie umana, c’è un problema di distribuzione, di disuguaglianze e di fenomeni climatici che non sono contemplati dai cosiddetti Paesi sicuri e che sono invece soggetti a mutamenti demografici importanti che obbligano le persone migrare per questioni di sopravvivenza».

I numeri della Valle d'Aosta del 2023 nel 34° Dossier statistico migrazione
I numeri della Valle d’Aosta del 2023 nel 34° Dossier statistico migrazione

«Non siamo stati capaci di governare questo fenomeno ed abbiamo sempre giocato in difesa – ha continuato il primo cittadino del capoluogo regionale – chi con delle modalità più occultate e chi in maniera più esplicita, ma sempre con il tentativo di arginarlo e non di valorizzarlo. Ci vogliono molti denari e molte energie ma sono sono certo che avremmo dei risultati di inclusione sociale decisamente migliori di quelli che noi riusciamo a conseguire oggi con i nostri mezzucci, senza parlare poi delle forme di deportazione coatta pensate male sia dal punto di vista giuridico sia dal punto di vista umanitario, ma anche dal punto di vista storico, espressione altissima della più totale miopia politica rispetto a questo fenomeno».

Pubblicato / aggiornato il 30/10/2024 alle 11:54
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Categoria: Economia e Lavoro