Rendiconto nivometrico 2023/24
(©Arpa Piemonte) -
La presentazione del Rendiconto nivologico 2024/24
Il Rendiconto Nivometrico è la pubblicazione annuale che descrive i tratti salienti degli inverni, tramite l’analisi dei dati meteorologici e nivologici e la descrizione dell’evoluzione del grado di pericolo, del livello di criticità e dell’attività valanghiva osservata, sia spontanea sia provocata.
I Rendiconti del Piemonte e della Valle d’Aosta sono stati presentati martedì 19 novembre 2024.
In tale occasione sarà inoltre effettuato un approfondimento sul sistema di allerta nelle due regioni con un focus sulla gestione specifica. Saranno dettagliati alcuni casi pratici di gestione del rischio valanghe locale per l’apertura delle strade e per la messa in sicurezza dei comprensori sciistici.
I dati relativi alla situazione valdostana sono stati illustrati da Simone Roveyaz, per Fondazione Montagna sicura.Programma
La stagione nivologica 2023/2024 in Valle d’Aosta è stata caratterizzata da una serie di fenomeni rilevanti che, nel complesso, hanno disegnato un inverno tra i più nevosi degli ultimi vent’anni. I dati presentati nel rendiconto offrono uno spaccato delle peculiarità climatiche e nivologiche regionali, evidenziando differenze significative tra i vari settori del territorio valdostano.
Accumulo di neve fresca e temperature
In Valle d’Aosta, l’inverno è stato segnato da un accumulo di neve fresca superiore alla media storica, soprattutto nei settori nord-occidentali. In particolare, nelle stazioni posizionate a quote comprese tra 1.750 e 2.200 metri, l’accumulo di neve fresca è risultato costantemente sopra la media storica. La stagione si è aperta con nevicate abbondanti già da novembre, seguite da un episodio di pioggia intensa che ha temporaneamente ridotto lo spessore del manto nevoso.
Dal punto di vista termico, si sono osservate anomalie significative, con un periodo centrale della stagione (dicembre-febbraio) particolarmente caldo. Lo zero termico ha superato i 3.000 metri per 23 giorni, un dato eccezionale per i mesi invernali. Tuttavia, la primavera ha visto un calo delle temperature, riportando lo zero termico a quote più consone al periodo.
Precipitazioni e distribuzione territoriale
La Valle d’Aosta è stata “spaccata in due” nella prima parte della stagione, con il settore occidentale che ha registrato precipitazioni superiori alla media, mentre il settore sud-orientale è rimasto deficitario. A partire dalla fine di febbraio, la situazione si è riequilibrata, con abbondanti nevicate su tutto il territorio, che hanno portato il manto nevoso su livelli ben superiori alla media storica. Ad aprile, l’intera regione era ben innevata, con spessori di neve al suolo che in alcuni settori montani superavano i 120 cm.
Fenomeni valanghivi
La stagione ha registrato un’elevata attività valanghiva, con episodi significativi già da novembre. In particolare, a marzo, una serie di nevicate intense ha provocato oltre 300 valanghe nell’arco di quattro giorni. Tra gli episodi più rilevanti, una valanga in Valsavarenche ha raggiunto la strada regionale, evidenziando l’impatto del manto nevoso instabile su infrastrutture e vie di comunicazione.
Le condizioni climatiche hanno contribuito a limitare la formazione di strati deboli persistenti, riducendo il rischio di valanghe di grande portata rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, gli episodi di pioggia su neve e il rapido accumulo di neve fresca hanno creato situazioni di instabilità temporanea, con alcune criticità nei periodi di transizione stagionale.
Impatto della sabbia sahariana
Un fenomeno rilevante è stato il deposito di sabbia sahariana durante le precipitazioni del 30 marzo, che ha modificato la struttura del manto nevoso. Questo evento, sempre più frequente negli ultimi anni, ha avuto effetti sulla stabilità e sulla durata della neve al suolo, rendendo necessario un monitoraggio continuo.
Durata del manto nevoso
La neve al suolo è rimasta consistente fino a maggio, con nevai residui di grandi dimensioni grazie alle abbondanti nevicate primaverili. Questi accumuli, generati da valanghe di grandi dimensioni, hanno permesso di mantenere una copertura nevosa significativa anche nei mesi estivi, un dato in controtendenza rispetto agli ultimi anni.
Conclusioni
La stagione nivologica 2023/24 ha rappresentato un ritorno a condizioni invernali più favorevoli per il territorio valdostano, dopo anni caratterizzati da innevamenti modesti. I dati raccolti sottolineano l’importanza di un monitoraggio costante del manto nevoso e dei fenomeni climatici, per garantire una gestione ottimale del rischio valanghe e un’adeguata pianificazione delle attività in montagna.
Pubblicato / aggiornato
il 19/11/2024 alle 12:41
Categoria:
Politica e Amministrazione