Union valdôtaine: un incontro sulla convivenza vincente fra sci e natura
(©Angelo Musumarra per bobine.tv) -
Il presidente dell'Union Valdôtaine, Joël Farcoz, in apertura dell'incontro su 'Ski et Nature'
Nel salone delle scuole di Arvier, nella serata di venerdì 29 novembre 2024, l’Union valdôtaine ha affrontato il tema dello sci in Valle d’Aosta, cercando di rispondere a critiche di chi non vede più l’attività sciistica come prioritaria, ma anche sviluppando proposte per la destagionalizzazione.
La prima a parlare è stata Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef, l’Associazione nazionale esercenti funiviari, che ha ricordato l’inizio della sua attività professionale, negli anni 1988 e 1989: «due anni senza neve, ma io sono testarda e sono qua – ha raccontato – gli impiantisti avevano capito che dovevano sopravvivere e da lì è nato l’innevamento artificiale, che era nato negli Stati Uniti e che è stato importato diventando, da una necessità tecnica, una vera e propria componente del turismo invernale. C’è stata un’evoluzione anche nella sostenibilità: ora gli impianti permettono di regolare quantità e qualità della neve. Una reazione nata come resilienza si è poi evoluta in qualità, dato che in qualche modo dovevamo sopravvivere. Ora stiamo valorizzando il concetto di montagna aperta tutto l’anno, ragionando anche sul fatto che l’inverno può essere un ambiente anche per chi non scia, permettendo alla nostra gente di continuare a viverci. Il quadro nazionale presenta un settore in salute e vivace sul lato alpino ma meno sull’Appennino, dove sciano soprattutto gli Italiani: dobbiamo impegnarci perché questi territori si riprendano».
Ha citato il progetto Agile Arvier Jean Pierre Fosson, segretario di Fondazione montagna sicura, presentato proprio nella stessa sala nel marzo 2024: «qui stiamo costruendo un centro di interpretazione di come sta cambiando la montagna – ha ricordato –. Abbiamo assunto sei tecnici di rilevazione satellitare, in uno scenario che prevede meno neve al suolo. Il mondo dello sci ha saputo organizzarsi facendo sistema e utilizzando le tecnologie per avere una fluidità garantita. È necessario saper comunicare le variazioni perché non tutto è cambiamento climatico, non è tutto negativo e questo cambiamento può avere lati positivi, così da studiare una strategia di sviluppo lavorando con i professionisti della montagna, per un percorso volto alla crescita e a una montagna attiva».

«La Valle d’Aosta ha una predisposizione naturale per lo sci – ha aggiunto Ferruccio Fournier, presidente Avif, l’associazione valdostana impianti a fune – le piste sono state create con grossi interventi che hanno permesso di mantenere inalterato il territorio, così come i nostri vecchi facevano con i campi. I predicatori di sventura vorrebbero affermare che lo sci è morto ma, in un territorio dove l’altezza media è di oltre 2.070 metri, l’Arpa ci ha confermato che, grazie anche agli impianti di innevamento, ci sono possibilità concrete per andare avanti per ancora trent’anni. Abbiamo strutture di assoluta avanguardia, anche se certi impianti cominciano ad avere qualche anno, ma vengono mantenuti grazie alla Regione: dobbiamo investire negli strumenti informatici che non fanno perdere tempo. Abbiamo maestranze estremamente preparate, oltre 1.110 lavoratori, con più di 170 soccorritori, caso unico in Italia, così come amministratori che hanno la capacità di interpretare il mercato e capire le possibilità di sviluppo».
«Noi siamo una trentina di operatori del settore – ha raccontato Ettore Personnettaz, di SkiAlp Grana-Saint-Bernard – la gente viene a fare scialpinismo ma poi ha bisogno di servizi e non li trova sul territorio se ne va. Lo scopo di questo progetto era fare rete e far restare le persone sul territorio, noi abbiamo mappato 42 itinerari scialpinismo in Valle d’Aosta e 30 in Svizzera, facciamo comunicazione sui social e sensibilizzazione per la riduzione del rischio. È importante far conoscere il nostro territorio e responsabilizzare chi va in montagna, ci va il giusto approccio, anche se nessuno ha la ricetta magica».
«Il maestro di sci è una professione che in Valle d’Aosta ha un suo perché – ha quindi spiegato Beppe Cuc, presidente dell’Associazione maestri di sci – abbiamo oltre 20 scuole di sci sul territorio e sull’aspetto formativo siamo sicuramente cambiati. È stata un’evoluzione necessaria, dopotutto noi siamo degli operatori turistici, come da legge regionale, e devo pretendere che il maestro sappia anche raccontar la Valle d’Aosta, dato che quelli che arrivano dalla Puglia e dalla Sardegna non conoscono il territorio. Recentemente abbiamo iniziato anche un percorso di formazione enogastronomica. La pandemia ha fatto male a tutti: in quel periodo i fari dell’opinione pubblica erano puntati sulla montagna ma siamo riusciti a spiegarci alla parte politica nazionale, che non non sapeva nulla di montagna, così sono stati gentili nei nostri confronti con i famosi ristori».

«In Consiglio Valle abbiamo gruppi che non vogliono valorizzare la montagna ma noi sappiamo che lo sci può rispettare la natura – ha ribadito Luigi Bertschy, assessore regionale ai trasporti, con delega agli impianti a fune, citando lo studio di Finaosta presentato il giorno precedente – abbiamo messo numeri sul tavolo e questo studio ha dato valori semplici ma riconoscibili da tutti: investire negli impianti a fune dà lavoro e benessere diffuso. Abbiamo bisogno di industria e artigianato ma il settore trainante è quello degli impianti a fune, che non distruggono il territorio, occupando solo lo 0,41% della nostra superficie e generando il 7,6% del PIL, facciamo fatica a trovare in Valle d’Aosta dei rapporti come questi. Chiedo rispetto per lavora in questo settore: ci avevano detto che gli investimenti in questo settore erano soldi sprecati e invece rendono competitivo il nostro territorio e portano l’innovazione. Abbiamo bisogno che i Valdostani lo supportino, i ragazzi devono tornare a lavorare nello sci dove complessivamente lavorano
quasi 5.000 persone, facendo così in modo che questo settore possa generare uno sviluppo economico culturale e sociale».
«Abbiamo numeri che crescono a due cifre e c’è stato un recupero della clientela straniera soprattutto nella stagione invernale – ha spiegato Giulio Grosjacques, assessore regionale al turismo, sport e commercio – abbiamo sviluppato insieme progetti per rendere la Valle d’Aosta inclusiva e accessibile. Avremo un nuovo Piano di marketing strategico che sarà elaborato con tutti i portatori d’interesse e ci dirà cosa ci chiedono i turisti e cosa abbiamo da offrire, soprattutto nei Paesi che non presidiamo, come nel mercato americano, dato che gli Stati Uniti non ci considerano una meta unica, ma siamo di passaggio in tour su ambienti più ampi. Diversi mercati si stanno interessando alla Valle d’Aosta, ma noi dobbiamo avere i mezzi per offrirci a questa tipologia turistica».
«In Valle d’Aosta siamo tutti nel turismo – ha sottolineato Luigi Fosson, presidente Adava – e dobbiamo essere tutti insieme nel sistema, in modo che nessuno si senta escluso e la qualità cresce per forza. Tutti rappresentano un pezzettino della nostra regione, ma devono sapere anche dove abitano. I giovani conoscono perfettamente inglese ma non sanno una parola di francese. Bisogna tenere aperte le strutture, destagionalizzare: noi guadagniamo bene e dobbiamo capire che è necessario esserci anche settembre ed ottobre, anche se potranno essere mesi negativi dopo aver avuto picchi positivi nei periodi di alta stagione, ma così avremo anche personale fidelizzato che verrà poi ad abitare in questa regione, ripopolando paesi in cui ci sono otto anni che non nascono bambini, in località che permettono di lavorare tutto l’anno, risolvendo anche un problema di sostenibilità sociale».

«I nostri competitor sono Netflix e Spotify – ha evidenziato Federica Bieller, presidente di Skyway Mont Blanc – i nostri clienti ci regalano il loro tempo, noi abbiamo target diversi, non solo sciatori e alpinisti, siamo un’esperienza ma non un parco giochi, dobbiamo stupire, alzare l’asticella della qualità, dobbiamo emozionare e nello stesso tempo cercare di nobilitare la professione di impiantista, c’è orgoglio tutto valdostano nell’indossare la divisa dell’Anef. Noi abbiamo totalmente compensato le emissioni di CO2 perché operare nel ghiacciaio del Monte Bianco necessita una responsabilità diversa, il nostro è un impianto altamente tecnologico, nato nel 2015, abbiamo il bilancio ambientale sociale, la nostra funivia è ad emissioni zero e se tutti ci impegniamo la coabitazione può essere positiva».
«Il settore turistico è una catena e noi siamo anelli – ha dichiarato, con una metafora, Ezio Marlier, presidente dell’Unione valdostana guide d’alta montagna – tutti insieme si crea un prodotto, altrimenti non avremmo nulla da vendere. La prossima entrata in funzione degli accompagnatori di media montagna ci permetterà di proporre un territorio che da Pont-Saint-Martin arriva in cima al Monte Bianco, con tutte le sue sfaccettature. Ora abbiamo tutto quello che ci serve per proporre all’estero un prodotto che prima non c’era a delle persone che fanno parte di una società che ha poco tempo, un giorno, al massimo due, difficilmente tre e la possibilità di velocizzare la salita con gli impianti fune ci dà un appeal fortissimo. Il professionista vuole venire in Valle d’Aosta, fare meno fatica possibile e godere il più possibile in discesa».
«Le gare di scialpinismo sono vetrine per il nostro territorio – ha confermato Roger Bovard, del Comitato organizzativo del Tour du Ruitor -: il numero di scialpinisti è cresciuto esponenzialmente, abbiamo creato un evento per appassionati facendo percorrere una tappa, raccogliendo un successo imprevisto. Gli scialpinisti sono sempre di più e bisogna capire come portarli qui».
«Quando sei anni fa ho iniziato questa esperienza – ha aggiunto Davide Bolognini, presidente del Parco naturale del Mont Avic – abbiamo realizzato il marchio di qualità del parco, in modo che le aziende del territorio possono associare quello che realizzano con l’identità del parco. Ad oggi abbiamo 40 operatori che lavorano in sinergia per offrire, soprattutto d’inverno, un’alternativa allo sci e vivere la natura, la coesistenza è reale, lo sciatore non va la domenica al centro commerciale ma ama la natura e noi gli diamo qualcosa di complementare allo sci in modo che offerta valdostana sia a 360 gradi».

«Recentemente ho letto un’intervista a Paolo Cognetti, ormai un pensatore rosso verde – ha stigmatizzato Luciano Caveri, assessore regionale alle politiche della montagna – dove diceva che la natura dovrebbe riprendersi la montagna, ma da qui dobbiamo mandare un messaggio contrario, nel segno dell’UV riunita. È la prima volta che in una manifestazione pubblica ci ritroviamo tutti insieme come doveva essere e, avendo tanti nemici, dobbiamo essere uniti come popolo delle montagna. Quando si mettono in contrapposizione lo sci e la natura noi dobbiamo difenderci, noi abbiamo la Macroregione alpina che ha 40 regioni e dobbiamo riunirle tutte contro un mondo ambientalista che non capisce che senza l’uomo e una montagna abitata andrebbe tutto a pezzi»
«In questo incontro è emersa una Valle d’Aosta plurale rispetto a certi progetti politici che sposano soluzioni speculative – ha quindi concluso Aurelio Marguerettaz, capogruppo Union Valdôtaine in Consiglio Valle -: noi riusciamo a offrire una Valle d’Aosta che ha diecimila declinazioni, abbiamo eccellenze nello sci alpino, nella mountain bike e altri prodotti culturali; non potremmo offrire questo territorio senza le diverse professionalità. Come UV noi ribadiamo il collegamento delle Cime bianche, dobbiamo fare questo investimento che prevede solo otto pilastri che non creano problemi in una valle bellissima come ce ne sono altre, dopotutto la Skyway non crea nessun disturbo. Con questo investimento potremmo proporre l’effetto wow con un prodotto che giustifica anche un volo dall’America, così come vogliamo investire in agricoltura e quindi nel collegamento del Col Ranzola. Noi vogliamo una Valle d’Aosta a misura d’uomo e saremmo degli idioti nel cercare di rovinare il territorio che i nostri vecchi ci hanno lasciato».
Pubblicato / aggiornato
il 30/11/2024 alle 08:56
Categoria:
Politica e Amministrazione