Una risoluzione di Forza Italia per le liste d’attesa in sanità
I tre consiglieri regionali di Forza Italia alla presentazione della risoluzione: Christian Ganis, Pierluigi Marquis e Mauro Baccega
Sarà discussa molto probabilmente nella prima seduta del nuovo anno del Consiglio Valle, prevista per martedì 14 e mercoledì 15 gennaio 2025, la risoluzione presentata nell’ultima riunione dell’Assemblea consiliare dal gruppo di Forza Itali,a che chiede al Governo regionale di impegnarsi “a individuare, per un biennio, a titolo sperimentale ed emergenziale, misure integrative ai percorsi di tutela, anche attraverso l’istituzione di nuovi Lea aggiuntivi regionali, per l’erogazione delle prestazioni ambulatoriali e diagnostiche per il rispetto dei tempi di attesa (30/60 giorni) previsti dalle normative vigenti. E, in particolare, di prevedere l’istituzione di un voucher soggettivo a copertura dei costi delle prestazioni previste dal tariffario regionale, da aggiornare per le prestazioni più carenti agli effettivi prezzi di mercato, per ottenere il rimborso della spesa sostenuta presso una struttura sanitaria presente sul territorio sia regionale sia extra-regionale”.
«La questione delle liste d’attesa specialistiche e strumentali e delle relative aspettative dei valdostani, è molto preoccupante – ha spiegato il capogruppo Pierluigi Marquis, primo firmatario della risoluzione, presentando la proposta, giovedì 19 dicembre 2024 – perché anche se è stato fatto il possibile da parte dell’Azienda sanitaria per cercare di dare una risposta concreta, nei fatti ci sono alcune situazioni che sono migliorate ma altre sono peggiorate e nel frattempo le attese sono estremamente lunghe. Sono previsti 69 tipi di specialità dei “Lea”, i livelli essenziali assistenziali, dove si formano delle liste d’attesa ed in questo momento ci sono addirittura 15 liste di galleggiamento, che vanno oltre alle liste d’attesa, dove ci sono migliaia di persone che che hanno presentato la necessità di un esame o di una visita a seguito di una prescrizione del proprio medico e non hanno la certezza di quando saranno presi in carico».
«Molto viene imputato alla mancata programmazione del passato – ha continuato Marquis – ma è in tutta Italia si sta parlando di queste problematiche e non è solo una questione di carenza di medici. Noi non possiamo aspettare che venga risolto questo problema a livello nazionale, rassegnandoci a subire questa situazione ancora per anni, e quindi proponiamo un rafforzamento del rapporto con il settore privato. In questi anni lo Stato ha dato delle direttive per cercare di superare questa situazione attraverso le individuazione di percorsi di tutela dove viene detto che le visite devono essere attivate entro 30 giorni dal momento della richiesta che diventano invece 60 per gli esami strumentali, ma non si riesce a soddisfare questa situazione e quindi bisogna ricorrere ad un potenziamento del rapporto col privato accreditato convenzionato attraverso dei percorsi rafforzati, rendendo possibile ai cittadini di andare a effettuare le visite dove ci sono le competenze disponibili, procedendo attraverso un rimborso con un voucher».
«Secondo noi, questo può essere fatto in Valle d’Aosta perché abbiamo delle prerogative diverse rispetto allo Stato, in funzione della legge 724/94 – ha precisato ancora Pierluigi Marquis – dove la sanità è direttamente finanziata dalla Regione e quindi c’è lo spazio per auto-organizzarsi e mettere in campo maggiori risorse rispetto alle altre Regioni. In questo momento storico godiamo di una situazione finanziaria molto positiva, con degli avanzi di amministrazione stratosferici e quindi, con delle variazioni di bilancio, si potrebbero mettere delle risorse a disposizione della sanità. Qualora dovessero rinvenirsi delle questioni di dubbia interpretazione abbiamo sempre la possibilità di rimuovere ogni problema attraverso la presentazione di una norma di attuazione che in un paio di mesi ci consentirà di essere in condizione di poter operare secondo quelli che sono i nostri desiderata. Dopotutto, nel 2015, quando Matteo Renzi aveva portato avanti il discorso della “Buona scuola”, avevamo un problema di adattamento rispetto alla realtà valdostana, ma in due mesi abbiamo realizzato una norma di attuazione che ci ha consentito di approcciare le nostre problematiche».
«Abbiamo migliaia di persone che stanno aspettando delle visite – ha aggiunto il consiglierre Christian Ganis – oggi, per una visita diabetologica, ci vanno 350 giorni di attesa. Questi investimenti sarebbero anche di prevenzione per poter diminuire il costo della sanità dopodomani, perché se si prende in carico un problema allo stadio iniziale, quando si manifesta una malattia o un qualsiasi tipo di problema, questo diventa meglio gestibile, incidendo subito sulla salute del cittadino ed in modo meno invasivo domani, ma anche sui conti della sanità pubblica».
«Questo è un problema che si sta trascinando da anni da decenni, quando sono arrivato io in Assessorato, nel 2019, le cose andavano un pochino meglio – ha ricordato il consiglierre Mauro Baccega, già assessore regionale alla sanità – e questa nostra risoluzione fa riferimento a una serie di percorsi che si sono avviati già dal 2021, in un’ottica collaborativa, ma in questi anni la risposta è sempre stata “non ci sono i medici, ci sono delle oggettive difficoltà”. Ma visto che la spesa sanitaria pro capite nel prossimo anno supererà i 4.000 euro, quest’anno è di 3.851 euro, e visto che le risorse economiche sono veramente tante, l’indennità di attrattività e quella sanitaria, il sostegno alla libera professione e recentemente la delibera sulle Rar, le risorse aggiuntive regionali per determinare un incremento dei medici, negli ultimi due anni, dove si dovevano assumere 55 dirigenti sanitari nel 2023 e 56 nel 2024, al momento non siamo neanche al 50% di personale assunto, e quindi la problematica in qualche modo rimane».
«Considerato che anche i privati accreditati sono quasi “a tappo” con le liste d’attesa – ha insistito Mauro Baccega – bisogna consentire di poter andare anche in altre regioni. Io personalmente la settimana scorsa ero a Biella per una visita dermatologica, perché qui la lista d’attesa è molto lunga. È chiaro che una capienza economica come la nostra ci permette di andare a curarci a Milano, Torino, Genova e nelle relative regioni, mentre per una famiglia media questa scelta può essere difficoltosa. L’assessore verrà convocato in quinta Commissione per discutere questo tema caldo, che noi non vogliamo affrontare in maniera populistica ma fare come la Sardegna che ha predisposto dei voucher da mettere a disposizione dei suoi abitanti. Va curato con attenzione anche l’aspetto organizzativo delle liste d’attesa. Chi riceve le telefonate e gestisce le agende deve essere personale preparato, competente ed in grado di dare alla gente risposte efficaci».
Le precisazioni dell’assessore Marzi
L’assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali Carlo Marzi interviene in risposta alle sollecitazioni emerse rispetto al tema delle liste di attesa ricordando che «sono un problema che interessa ormai la sanità da qualche decennio e che non può essere affrontato semplificando processi per loro natura datati e complessi. Le liste di attesa sono lo specchio di una tempesta perfetta che investe tutta la sanità pubblica, la cui ben nota causa principale è la mancanza di professionisti, sia nel settore pubblico che in quello privato. Le forze politiche che hanno guidato l’Italia all’inizio di questo secolo potevano facilmente prevedere la mancanza di medici che si sarebbe verificata proprio in questi anni, sia per il numero chiuso universitario sia per i pensionamenti dei medici. Non si tratta di una questione di fondi da mettere a disposizione, ma di mancanza di personale che insieme all’azienda USL stiamo cercando di risolvere con diverse azioni. Nel 2023 l’azienda USL ha smaltito tutto il pregresso accumulato in pandemia rispetto agli screening e alla specialistica ambulatoriale e nel 2024, anche grazie agli accordi con il privato accreditato, ha recuperato una parte importante dell’arretrato sugli interventi chirurgici. Anche per il 2025 la riduzione dei tempi di attesa permane un obiettivo prioritario per la sanità pubblica della Regione».
La Valle d’Aosta, grazie alla sua autonomia, destina alla sanità fondi significativamente superiori ad altre realtà, garantendo ai valdostani servizi e cure che vanno ben oltre quanto determinato a livello centrale per il soddisfacimento dei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza.
«Sempre in tale autonomia di spesa e proprio per aumentare la possibilità di visite – prosegue l’assessore Marzi- è bene ricordare che la nostra Regione ha già favorito la disponibilità del privato accreditato, aumentando significativamente la tariffa proposta a livello centrale per le prime visite da 25 a 50 euro. L’obiettivo è evitare che a fronte di ridotte remunerazioni i privati accreditati valdostani rinuncino a stipulare le convenzioni con l’azienda USL nell’interesse pubblico e per rispondere al bisogno di salute della nostra comunità. Nonostante questo aumento, il privato è in difficoltà ad erogare il servizio perché non riesce a trovare i professionisti. Ribadisco, quindi, che non si tratta di una questione di fondi ma di mancanza di personale e specialisti, che rimane la sfida centrale nella sanità in tutta Italia. Quotidianamente, per quanto possibile, siamo impegnati a migliorare. Sulle liste d’attesa chirurgiche abbiamo messo in campo tutta una serie di azioni che hanno visto incrementare l’attività di oltre il 30%, anche se molto resta ancora da fare. Allo stesso modo, stiamo lavorando sullo smaltimento degli arretrati delle prestazioni ambulatoriali. Per le liste d’attesa ambulatoriali, invece, stiamo lavorando ma è nostra intenzione che questa, che è una vera e propria battaglia, diventi l’obiettivo specifico dell’Assessorato e dell’Azienda per il 2025 con una serie di azioni mirate e condivise».
L’Assessorato, quindi, riconosce il contributo dell’attività svolta dal settore privato accreditato che, oltre a svolgere le proprie visite private a pagamento, collabora per contribuisce a soddisfare i fabbisogni degli assistiti valdostani, dando la disponibilità ad effettuare visite mediche finanziate dal servizio sanitario. Questo consente in molti casi ai Valdostani di poter usufruire di visite, sempre in ambito pubblico, senza doversi recare fuori Valle.
«Al di là della annunciata misura del voucher di cui non troviamo traccia, se non sotto forma di bonus più di tipo sociale per determinate categorie –sottolinea l’assessore Marzi – è da considerare che per loro natura i privati convenzionati devono comunque mantenere quote di prestazioni a pagamento privato, e che, così come è stata proposta, l’introduzione di una misura per il rimborso a posteriori delle visite mediche potrebbe produrre effetti opposti a quelli pensati. Rimane l’antitesi di proporre di poter pagare con soldi pubblici visite presso il privato fuori Valle, mentre si è tutti impegnati a finanziare a livello valdostano un sistema pubblico in maniera adeguata. Anziché quindi rappresentare una soluzione al problema delle liste di attesa, i voucher potrebbero acuirne la gravità, minando i principi di sostenibilità economica e appropriatezza, con riduzione degli spazi per le convenzioni con l’azienda USL. Riteniamo che la via da seguire sia quella già intrapresa dall’azienda USL con il recente aggiornamento della procedura dei percorsi di tutela in coerenza, tra l’altro, con quanto previsto dalle recenti disposizioni statali».
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Pubblicato / aggiornato
il 19/12/2024 alle 19:00
Categoria:
Politica e Amministrazione