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Sequestro preventivo per due cave di pietra verde in Bassa Valle

Sequestro preventivo per due cave di pietra verde in Bassa Valle (©Gianfranco Zanata per bobine.tv) - La Caserma dei Carabinieri di Aosta

Il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Gruppo Carabinieri di Aosta e il Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Torino hanno eseguito alcuni sequestri nell’ambito di un’indagine relativa a presunte violazioni in materia di salute pubblica e sicurezza dei lavoratori.

L’indagine riguarda la presenza di fibre di materiale potenzialmente pericoloso all’interno di pietrisco prodotto in una cava situata nella bassa Valle d’Aosta. I Carabinieri, ricostruendo la filiera produttiva del materiale lapideo, hanno rilevato presunte irregolarità nell’estrazione e nella commercializzazione, con specifico riferimento alla cosiddetta “pietra verde”.

Le verifiche, condotte con il supporto dell’Arpa Valle d’Aosta e attualmente in fase di approfondimento mediante accertamenti tecnici affidati all’Arpa Liguria, starebbero evidenziando il mancato rispetto delle norme di sicurezza durante l’estrazione e la commercializzazione del materiale. Sono in corso ulteriori accertamenti per determinare l’effettiva presenza e quantità di sostanze potenzialmente pericolose.

L’attività investigativa si è stata estesa anche a una seconda cava nella stessa area e include accertamenti relativi alla sicurezza dei lavoratori, svolti in collaborazione con l’Arpa Piemonte – Centro Regionale Amianto e la Struttura Complessa di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (S.Pre.S.A.L) di Aosta.

Sulla base degli elementi raccolti, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Aosta ha emesso un decreto di sequestro preventivo nei confronti di due cave di estrazione e dei relativi macchinari, su richiesta della Procura di Aosta. Il sequestro è stato eseguito dal Nucleo Investigativo.

Parallelamente, il NOE Carabinieri ha effettuato perquisizioni e sequestri probatori in oltre 90 siti su tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di individuare e bloccare la diffusione di materiale potenzialmente pericoloso, impiegato in attività di edilizia e giardinaggio.

L’indagine in corso riguarda le ipotesi di reato di rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro, inquinamento ambientale, inquinamento ambientale colposo, frode in commercio, attività di gestione di rifiuti pericolosi non autorizzata e violazioni relative alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive a cielo aperto o sotterranee.

Pubblicato / aggiornato il 25/02/2025 alle 11:38
Categoria: Cronaca