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Le iscrizioni a scuola per il 2025/26

Le iscrizioni a scuola per il 2025/26 (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - Jean-Pierre Guichardaz e Marina Fey durante la presentazione dei dati delle iscrizioni all'anno scolastico 2025/2026

Sono sempre i licei le scuole preferite dai primini valdostani, seguiti dagli istituti tecnici e quindi dagli istituti professionali. È questo il primo dato che si evince dai numeri delle pre-iscrizioni scolastiche online, chiuse il 7 febbraio 2025, che consentono di avere una mappa della situazione scolastica valdostana che non è esente dai problemi di denatalità e di orientamento.

I numeri della scuola superiore

Partendo dalle scuole superiori, (le secondarie di secondo grado), dove le pre-iscrizioni sono state 1.196 (+56), tra i licei, che insieme contano il 49,1% del totale, salendo dello 0,9% rispetto all’anno precedente, lo scientifico raccoglie il 15,9%, le scienze umane il 13,5%, il linguistico e l’artistico entrambi il 4,1% ed il musicale il 2,7%.
Per quanto riguarda gli istituti tecnici, calati al 25,6% (-1,6%) la maggior parte delle pre-iscrizioni è andata nel settore turismo, approfondimento e cultura, salito al 6,4%, quindi l’amministrazione finanza e marketing, scesa al 5,8%, l’informatica e telecomunicazioni, al 4,2%, quasi tre punti in meno rispetto all’anno precente, le costruzioni, ambiente e territorio salite al 3,8%, l’agraria, agroalimentare e agro-industria scese al 2,8 e quindi l’elettronica ed elettrotecnica stabile al 2,5%.
Negli istituti professionali, che hanno raccolto il 17% netto delle pre-iscrizioni, facendo segnare un +1,1% rispetto all’anno scolastico precedente, restano in testa i servizi per la sanita e l’assistenza sociale, saliti al 7,9%, quindi il settore industria e artigianato, cresciuto al 4,1% superando quello dei servizi per enogastronomia e ospitalità alberghiera, calati al 3,3%, con un lieve incremento all’1,6% per la gestione delle acque e risanamento ambientale, mentre perde uno 0,5%, attestandosi all’8,4% il sistema di istruzione e formazione professionale (ieFP).

Per quanto riguarda le Istituzioni scolastiche, 251 sono state le pre-iscrizioni al Liceo Regina Maria Adelaide, 160 all’Itpr Corrado Gex, 154 all’Isitp Manzetti, 132 all’Isiltep di Verrès, 128 al Liceo classico, artistico e musicale, 107 al Liceo Bérard, 61 alla Fondazione per la formazione professionale turistica di Châtillon, 55 al Liceo linguistico di Courmayeur, 49 sia al Don Bosco di Châtillon sia all’Institut agricole régional, 35 a Progetto formazione e 15 ai corsi Cnos/Fap del Don Bosco.

I numeri delle prossime prime classi delle scuole valdostane
I numeri delle prossime prime classi delle scuole valdostane


«Come lo scorso anno, anche alla luce dei nostri piccoli numeri che non potrebbero garantire una continuità, in particolare per quanto riguarda gli Istituti tecnici superiori – ha evidenziato Marina Fey, sovrintendente regionale agli studi, commentando i dati – non si è ritenuto opportuno avviare i percorsi della filiera tecnico-professionale 4+2. Per quanto riguarda il liceo “Made in Italy”,che prevede alcune modifiche rispetto al quadro orario dell’attuale Liceo delle scienze umane opzione economico-sociale, sentiti i Collegi dei docenti delle due istituzioni coinvolte, si è deciso di non attivare il nuovo percorso. In particolare un percorso della formazione professionale probabilmente, non sarà attivato nell’anno scolastico 2024/25, alla luce del numero ridotto di iscrizioni, solo una, ed è quello quadriennale di tecnico degli impianti elettrici, mentre a Verrès saranno attivate alcune classi miste in determinati percorsi liceali e tecnici, nei settori tecnologico ed economico, dove non si raggiungono le 20 unità necessarie per creare una nuova classe».

Gli asili, le elementari e le medie

I dati presentano una crescita di 31 bambini in più rispetto allo scorso anno scolastico per la scuola dell’infanzia, per un totale di 758 alunni, dato dovuto dai cosiddetti anticipatari, 41, di cui 36 compiono tre anni a gennaio, mentre è significativo il calo dovuto alla denatalità che si percepisce nelle iscrizioni alla scuola primaria (elementari), scese a 781, ben 105 in meno rispetto allo scorso anno, dato che è più contenuto nella scuola secondaria di primo grado (medie), con 1.022 iscritti, solo 28 in meno.
«Molte famiglie hanno preferito iscriversi a un’Istituzione scolastica diversa rispetto a quella di riferimento – ha precisato ancora Marina Fey – ad esempio alla “Martinet” piuttosto che alla “Lexert”, ed abbiamo quindi il numero degli alunni che rimane fondamentalmente costante a livello regionale, ma con una scelta diversa sulle Istituzioni scolastiche, ma bisogna ricordare che le richieste dei “fuori zona” che non è detto che vengano sempre accolte. Bisognerà effettuare delle riflessioni sull’approccio delle metodologie didattiche tra le diverse scuole, così bisognerà evitare, per gli alunni stranieri, di farli rimanere magari nella stessa Istituzione scolastica per evitare che questa venga considerata un “ghetto”».

Marina Fey durante la presentazione dei dati delle iscrizioni all'anno scolastico 2025/2026
Marina Fey durante la presentazione dei dati delle iscrizioni all’anno scolastico 2025/2026

«Proprio nell’ottica di non creare delle categorie di serie A, B o C – ha aggiunto Jean-Pierre Guichardaz, assessore regionale ai beni e attività culturali, al sistema educativo e alle politiche per le relazioni intergenerazionali – dato che alle volte le valutazioni sono fatte anche su preconcetti e pregiudizi, abbiamo scuole che malgrado siano collocate in zone più difficili territorialmente, per esempio l’Isiltep di di Verrès, che ha visto negli anni anche delle situazioni di cronaca che forse hanno scoraggiato le iscrizioni, non significa che non siano scuole sulle quali si investe fortemente e si continua a investire. Tante volte gli insegnanti si ingegnano in progettualità nelle zone più complicate da un punto di vista di composizione sociale, adoperandosi in modo che i percorsi scolastici siano adeguati per tutti e quindi non esistono scuole che sono dei ghetti, o scuole più pericolose di altre».

Il problema dell’orientamento

I dati delle pre-iscrizioni scolastiche, soprattutto quelli delle superiori, sono comunque provvisori, utili principalmente per creare i cosiddetti organici scolastici di diritto, che saranno eventualmente confermati nel prossimo mese di giugno, dopo la fine dell’anno scolastico, con gli organici di fatto. Inoltre, le bocciature e i trasferimenti permetteranno di attivare delle classi che al momento non hanno ancora i numeri minimi: «accade alcune volte che i ragazzi, per motivazioni personali o per un orientamento non pienamente consapevole – ha sottolineato l’assessore – magari si iscrivono ai licei e poi, nel corso degli anni o dell’anno successivo, ma anche in corso d’anno, decidono di riorientarsi, magari verso altri corsi di studio all’interno del liceo o verso istituti tecnici o professionali. Questo fenomeno che andrebbe quantificato con dati più precisi, sul quale stiamo lavorando, ha un impatto significativo sia sugli studenti sia sull’organizzazione scolastica nel suo complesso. Un orientamento non efficace e quindi una scelta scolastica intempestiva o magari ragionata o non più di tanto può comportare delle difficoltà di ricollocazione e problemi di gestione delle classi e degli organici, oltre a rappresentare un potenziale spreco di risorse economiche e materiali, Non si pensa mai al fatto che se ci si ricolloca bisogna organizzare ulteriori acquisti di libri, di strumenti didattici e altro con dei costi ulteriori».

Jean-Pierre Guichardaz durante la presentazione dei dati delle iscrizioni all'anno scolastico 2025/2026
Jean-Pierre Guichardaz durante la presentazione dei dati delle iscrizioni all’anno scolastico 2025/2026


«La conseguenza più delicata è sui ragazzi e sul loro benessere psicologico e scolastico – ha rimarcato ancora Jean-Pierre Guichardaz – quando uno studente si trova in un percorso non adatto alle proprie inclinazioni può poi sviluppare frustrazione, perdita di autostima e difficoltà di rendimento, fino ad arrivare, nei casi più estremi, all’abbandono scolastico e a situazioni di disagio più profondo. Sono situazioni che rileviamo abbastanza costantemente ed il fatto di ricollocarsi nei primi mesi dell’anno determina delle conseguenze che spesso non vengono valutate ed è anche per questo motivo che, come Amministrazione regionale, abbiamo molto investito in questi ultimi anni sul tema dell’orientamento, sia per rendere le scelte più consapevoli e mirate, e quindi salvaguardando anche il benessere dei ragazzi».

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Pubblicato / aggiornato il 26/02/2025 alle 09:23
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Categoria: Politica e Amministrazione