Esposizione fotografica dedicata a Inge Morath ad Aosta
Israel. Jerusalem. 1958. Inge Morath, Austrian photographer. Self-portrait.
Venerdì 18 ottobre 2024, alle ore 18, è stata inaugurata, al Centro Saint-Bénin di Aosta, la Mostra Inge Morath. La fotografia è una questione personale a cura Brigitte Blüml-Kaindl, Kurt Kaindl e Daria Jorioz che sarà visitabile fino a domenica 16 marzo 2025.
Si tratta di un’esposizione dedicata a Inge Morath, la prima fotografa a essere nominata membro della celebre agenzia Magnum Photos, realtà fondata nel 1947 a New York da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger e William Vandiver. È un nuovo progetto espositivo, che permetterà al pubblico di apprezzare la sensibilità di questa autrice e di conoscere, per la prima volta in Italia, parti del suo lavoro mai esposte prima, alcune di stretta attualità.
Attraverso oltre 150 immagini e documenti originali, l’esposizione ripercorre il cammino umano e professionale di Inge Morath, dagli esordi al fianco di Ernst Haas e Henri Cartier-Bresson fino alla collaborazione con prestigiose riviste quali Picture, Life, Paris Match, Saturday Evening, Post e Vogue, attraverso i suoi principali reportage di viaggio.
Il titolo scelto La fotografia è una questione personale è tratto da una dichiarazione dell’autrice e vuole evidenziare la stretta correlazione fra il suo cammino umano e quello professionale.
Che si trattasse di celebrità o di gente comune, di singole persone o di comunità, le sue immagini sanno cogliere gli aspetti più intimi e profondi dei soggetti. Le sue fotografie ne riflettono la sensibilità umana ancor prima che professionale, ma al tempo stesso sono assimilabili a vere e proprie pagine del suo diario di vita. Lei stessa, infatti, disse: “La fotografia è essenzialmente una questione personale, la ricerca di una verità interiore”. Il suo lavoro riesce anche a cogliere l’anima dei luoghi, attraverso i suoi principali reportage di viaggio, che preparava con cura maniacale, studiando la lingua, le tradizioni e la cultura di ogni paese dove si recava, fossero essi l’Italia, la Spagna, l’Iran, la Russia, la Cina, al punto che il marito, il celebre drammaturgo americano Arthur Miller, ebbe a ricordare che “Non appena vede una valigia, Inge comincia a prepararla”.
Il progetto espositivo, realizzato specificamente per il Centro Saint-Bénin, si sviluppa in quattordici sezioni tematiche che ripercorrono le principali esperienze professionali di Inge Morath: prende avvio con le fotografie dei suoi esordi realizzate a Venezia del 1955, dove sono nati la passione e il rapporto con la fotografia, per arrivare ai celebri reportage in Spagna, Inghilterra, Iran, Francia, Austria, Messico, Irlanda, Romania, Stati Uniti d’America e Cina. Un’ulteriore sezione sarà dedicata alla serie Mask, frutto della collaborazione con l’illustratore Saul Steinberg. Il percorso all’interno di queste sezioni sarà arricchito da fotografie a colori che dialogheranno con la produzione in bianco e nero di questa autrice.
La mostra, inoltre, si arricchisce di due nuove sezioni mai esposte prima in Italia, con istantanee a colori ricavate dai reportage che la fotogiornalista, originaria di Graz, realizzò nel 1959 in Tunisia e nel 1960 presso la striscia di Gaza.
Il visitatore potrà così approfondire il lavoro di Inge Morath attraverso una selezione di opere che attiveranno un dialogo fra la sua produzione in bianco e nero e quella a colori. Un rapporto, questo, che sarà analizzato all’interno del percorso espositivo con l’impiego di documentazione e pubblicazioni d’epoca, permettendo così di cogliere l’importanza del colore nel suo lavoro. Come evidenzia John P. Jacop, primo direttore della Fondazione Inge Morath e autore di uno dei testi presenti nel catalogo: “Nonostante un’apparente preferenza per il bianco e nero, la prova dell’importanza del suo lavoro a colori per la stessa Morath è supportata sia dall’elevata concentrazione di immagini a colori che ha selezionato per l’inclusione nel database Magnum Photos, sia dall’ampia raccolta di materiale a colori che ha conservato nel suo archivio personale.”
Inge Morath
Nasce a Graz nel 1923. Studia lingue all’università di Berlino e Bucarest e lavora come interprete per il servizio americano d’informazione. Nel 1953 si unisce alla celebre Magnum Photos Agency, diventando membro ufficiale nel 1954. In quegli anni lavora, come assistente, per i fotografi Ernst Haas e Henri Cartier-Bresson. Nel 1955 pubblica la sua prima collezione di fotografie e alla fine della carriera si contano 30 monografie. Il 17 febbraio 1962 sposa il celebre scrittore Arthur Miller che era stato in precedenza marito dell’attrice Marilyn Monroe. La coppia ha due figli, Rebecca (diventerà una celebre regista e sceneggiatrice) e Daniel. Le sue fotografie hanno la forza di scavare nell’intimità delle persone ritratte e sono sempre il frutto di un percorso di conoscenza e vicinanza. Muore all’età di 78 anni nel 2002 a New York. Negli anni Duemila viene costituita la Fondazione Inge Morath negli Stati Uniti d’America e il suo archivio viene conservato presso l’Università di Yale.
Orari di apertura: martedì-domenica, dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 18.
Sabato 8 febbraio 2025, alle ore 11, è in programma una visita guidata alla mostra condotta da Daria Jorioz, curatrice e dirigente della struttura attività espositive e promozione dell’identità culturale.
Sabato 22 febbraio 2025 alle ore 16,30 è prevista una visita guidata per adulti alla mostra fotografica.
Giovedì 27 febbraio 2025 alle 17.00 il Centro Saint-Bénin di Aosta ospiterà un incontro di approfondimento nell’ambito della mostra Inge Morath. La fotografia è una questione personale. L’appuntamento vedrà protagonista Denis Curti, critico fotografico e direttore artistico de Le stanze della fotografia a Venezia e del PhotoGrant di Deloitte, che dialogherà con Daria Jorioz, curatrice della mostra.
L’intervento di Denis Curti offrirà un’ampia panoramica sulla fotografia al femminile, partendo dalla metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri. L’analisi metterà in evidenza il lavoro di fotografe professioniste e artiste che, con determinazione e consapevolezza, sono riuscite a imporsi in un settore storicamente dominato dalla presenza maschile. Tra queste, un posto di rilievo è occupato da Inge Morath, prima donna a essere ammessa nella prestigiosa agenzia Magnum Photos, fondata nel 1947 a New York da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger e William Vandiver.
L’incontro sarà un’occasione per approfondire il progetto espositivo dedicato a Morath, curato da Brigitte Blüml-Kaindl, Kurt Kaindl e Daria Jorioz, e per riflettere più ampiamente sulla presenza femminile nella storia della fotografia.
Mardi 11 mars 2025 16h30 est prévue une visite guidée en langue française.
Entrée gratuite. Informations: 0165 27 26875937.









Pubblicato / aggiornato
il 27/02/2025 alle 14:05
Visualizzato volte
Categoria:
Cultura