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Hervé Barmasse: primo concatenamento invernale in solitaria di tutte le vette del Gran Sasso

Hervé Barmasse: primo concatenamento invernale in solitaria di tutte le vette del Gran Sasso (©Roberto Parisse) - Hervé Barmasse durante il primo concatenamento e traversata integrale delle vette principali del massiccio del Gran Sasso

Hervé Barmasse ha concluso con successo il primo concatenamento e la traversata integrale in solitaria e in inverno di tutte le vette principali del massiccio del Gran Sasso. L’alpinista valdostano ha percorso 67 chilometri con ramponi e sci, affrontando un dislivello complessivo di 7.200 metri tra pareti e creste.

Partito dal passo delle Capannelle giovedì 6 marzo 2025, ha raggiunto e superato Monte Franco, Monte Jenca, Pizzo Camarda, Malecoste, Monte Corvo, Pizzo Intermesoli, Giovanni Paolo II, Pizzo Cefalone, Portella e Corno Grande. Quest’ultima vetta, la più alta del massiccio, è stata salita e scesa con gli sci in notturna. L’alpinista valdostano ha raccontato: «concludere in questo modo la prima giornata è stato stupendo. Lassù, il vento sbatteva la mia giacca, guardavo a 360 gradi le luci delle case sino al mare Adriatico, ed ero felice. Una magia e un’emozione grande, un ricordo che porterò per sempre con me».

Il secondo giorno l’avventura è proseguita verso est, toccando Monte Aquila, Brancastello, Torri di Casanova, Monte Infornace, Monte Prena, Monte Camicia e Tremoggia. Barmasse ha raccontato che si aspettava meno fatica ma, con la neve abbondante, tra torri di roccia e canali, spesso sprofondava fino alla vita. Ha spiegato che è così che si era immaginato questo viaggio, sottolineando che la dimensione avventura nasce dall’intuito e dalla creatività dell’alpinista, ma anche dalla sua onestà. L’anno precedente non c’era neve e, se avesse tentato l’impresa in quel momento, sarebbe stato più facile, ma si è chiesto se avrebbe potuto parlare davvero di ascensione invernale. Il calendario oggi non fa più la differenza, ha detto, mentre la nostra etica e i nostri ideali sì.

All’arrivo lo aspettavano gli amici aquilani con una bottiglia di Passerina. Barmasse ha raccontato di essersi affezionato a questi luoghi grazie alle tante persone incontrate sul set di Monte Corno – Pareva che io fossi in aria, il film di Luca Coccoccetta, e più in generale sugli Appennini durante alcune conferenze. Da quelle esperienze e quegli incontri ha sempre coltivato l’idea di vivere un’esperienza alpinistica in queste zone.

Pubblicato / aggiornato il 18/03/2025 alle 16:06
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Categoria: Tempo libero