Vai al contenuto

Valle d’Aosta Aperta: no al referendum confermativo

Valle d’Aosta Aperta: no al referendum confermativo (©Laura Agostino per bobine.tv) - La conferenza stampa di Valle d'Aosta aperta sul referendum elettorale

Valle d’Aosta Aperta, in una conferenza stampa venerdì 21 marzo 2025, ha fatto il punto sulla propria posizione in merito al referendum confermativo.

Patrizia Pradelli (Movimento 5 Stelle) ha introdotto: «Si tratta dell’ennesima prova dell’immobilismo di questo governo, che decide le nuove regole senza nessuna mediazione e oltrepassando i tempi utili. Con una modifica a dicembre, si sarebbe potuto svolgere il referendum e avere un’idea chiara sulle regole di voto. La raccolta di firme per un referendum confermativo crea un quadro confuso e svilisce uno strumento importante. Per questo non sosterremo la raccolta firme».

Daria Pulz (AduVdA) ha aggiunto: «C’è la massima confusione nelle persone e sembra essere stata costruita ad arte. La nostra posizione era già chiarissima nella precedente legislatura e questo spreco di tempo del nostro Consiglio Valle lascia basiti. Il 19 febbraio 2019, da sola votai contro la preferenza unica alacremente sostenuta dal consigliere Bertin. Lo spoglio centralizzato ha rappresentato un passo avanti decisivo contro il controllo del voto, rendendo la preferenza unica ridondante e superflua, visto che perseguono lo stesso scopo di evitare il controllo del voto. La preferenza unica allontana giovani e donne dalla politica e favorisce la gerontocrazia. Il ricambio generazionale deve partire dal vertice. L’unica vera garanzia democratica è rappresentata dal sistema proporzionale. Se questo referendum si farà, andremo a votare per mantenere le tre preferenze. È triste che parte della sinistra dia il suo appoggio per questa raccolta di firme che rischia di portarci al voto con una preferenza e che ci darebbe una campagna elettorale che sarebbe una lotta di tutti contro tutti».

Paolo Dattola (rappresentante dei giovani di Valle d’Aosta Aperta) ha espresso il punto di vista dei giovani: «La preferenza unica è penalizzante. La parità di genere è un dovere per una comunità perché un solo genere non può comprendere e rappresentare appieno le istanze dell’altro. La presenza femminile è fondamentale e necessaria e deve essere garantita dall’alternanza di genere. In Valle d’Aosta le donne sono il 51% della popolazione e oggi, in Consiglio, sono rappresentate da tre consigliere».

Erika Guichardaz (area democratica) ha affrontato un’altra sfaccettatura: «Vorrei spostare l’attenzione sul fatto che un parere del segretario generale della Presidenza del Consiglio secondo il quale la raccolta delle firme implica automaticamente il voto con preferenza unica. Però alcuni sostengono che non sarà così, perché il referendum potrebbe essere ad agosto oppure potrebbe svolgersi assieme alle elezioni di settembre. Tutto ciò andrà a inquinare elezioni importanti per il Consiglio Valle e 65 Comuni. C’è un passaggio ancor peggiore: quando questa legge è stata votata, è stato depositato un ordine del giorno per impegnare il Consiglio a impegnare ad approvare una legge per la rappresentanza di entrambi i generi in Giunta. Quando si arriverà al voto, credo che sarà l’ennesimo baratto, per esempio con il limite di mandati di presidente e assessori o per rimuovere l’incandidabilità senza chiedere aspettativa (a beneficio di dirigenti regionali o amministratori delle partecipate.
A giugno abbiamo referendum più importanti ai quali partecipare».

Raimondo Donzel (Area democratica) ha concluso: «In questo comitato referendario non ci sono le sinistre ma un frammento di Rete civica, che indossa anche la giacca di Europa Verde, più Azione. Le leggi elettorali non si devono fare nell’ultimo anno di legislatura perché non c’è il tempo di informare i cittadini e gli elettori arriveranno impreparati alle urne. Il disastro più grande lo si fa proponendo un referendum insieme alla destra, con gli obiettivi della destra di Fratelli d’Italia».

Rispetto alla fusione fra le forze che compongono Valle d’Aosta Aperta in un solo partito, Donzel ha spiegato: «Noi costituiremo un’associazione che si chiama Valle d’Aosta Aperta. A differenza degli Autonomisti di Centro (il cui progetto avevamo smascherato mesi fa e che non è che un cartello elettorale per fronteggiare il quorum) noi intendiamo mantenere il collegamento nazionale ed europeo perché abbiamo bisogno di veri parlamentari che portino avanti le istanze della Valle d’Aosta, a prescindere dal fatto che siano stati eletti in Valle. Quindi manterremo la facoltà della doppia iscrizione nazionale e regionale. La nostra linea politica sarà però unitaria, definita dalla direzione, poiché non vogliamo ripetere la tragica esperienza del Progetto civico progressista».

Pubblicato / aggiornato il 21/03/2025 alle 16:01
Visualizzato volte
Categoria: Politica e Amministrazione