Aosta: è polemica sulla raccolta rifiuti
(©bobine.tv) -
I contenitori dei rifiuti di Aosta
Martedì 29 aprile, il Consiglio comunale di Aosta ha approvato le tariffe della Tassa rifiuti (Tarip) e delle agevolazioni per l’anno 2025. Una delibera che ha generato ampia polemica.
Lega Vallée d’Aoste
Pressoché immediata la diffusione di una nota da parte della Lega Vallée d’Aoste: «Quando, nel 2024, entrò in vigore il nuovo regolamento per la raccolta dei rifiuti nella città di Aosta, la Giunta Nuti promise che i cittadini che avessero differenziato di più avrebbero ottenuto uno sconto, seppur minimo, sulla Tari, la tassa sui rifiuti urbani.
Nel mese di novembre gli Aostani si sono accorti che non solo non c’era stato nessuno sconto, ma che la Tari era aumentata in maniera spropositata (con aumenti di circa il 20%). L’assessore disse allora che gli aumenti erano dovuti agli adeguamenti contrattuali della ditta che raccoglie i rifiuti ad Aosta e che il nuovo sistema di tariffazione sarebbe entrato in vigore a partire dal 2025.
In Consiglio comunale – commenta il vice Capogruppo Sylvie Spirli -, abbiamo scoperto che le riduzioni della Tari in base a una tanto decantata “tariffa puntuale” non solo non ci saranno, ma che il costo del servizio è aumentato e quindi nessuno pagherà di meno. L’ennesima presa in giro per gli aostani da parte di una giunta che dimostra, ancora una volta, la sua incapacità amministrativa.
In Italia sono numerosi i “Comuni virtuosi” che da anni hanno percentuali notevoli di raccolta differenziata poiché, applicando una reale tariffa puntuale (più ricicli meno paghi) arrivano a percentuali che superano anche l’80%, come i Comuni di Capannori o Treviso che superano addirittura l’88%. Tariffa puntuale che, se gestita correttamente, comporta sconti sulla tassa dei rifiuti per i cittadini.
L’ecosostenibilità da salotto portata avanti dalla Giunta Nuti non deve tradursi in ulteriori aggravi fiscali per le famiglie aostane. Siamo convinti che sia necessario aumentare la percentuale di raccolta differenziata nella nostra città, ma per arrivare a tale risultato occorrono visione e capacità amministrative che questa Giunta ha dimostrato, ancora una volta, di non avere».
Associazioni dei consumatori
Adiconsun, Adoc e Federconsumatori hanno espresso il proprio parere in una nota del 30 aprile: «Il cambiamento delle procedure relative alla raccolta rifiuti, fatto in questi giorni da parte del Comune di Aosta, dimostra purtroppo una scarsa sensibilità nei confronti dei cittadini “consumatori” in quanto avvisare i contribuenti del cambio di modalità di raccolta rifiuti e dell’aumento dei relativi costi legati alla stessa alla fine del mese di aprile (vedi il limite annuale numerico dei mastelli del residuo diversamente dalla raccolta settimanale oggi prevista già per molti esaurito) è una mancanza di rapporto corretto con tutti i soggetti interessati a questo cambio di impostazione, che comporterà aumenti e purtroppo anche disaffezione verso un percorso di raccolta differenziata ,che invece di premiare anche minimamente la correttezza di chi segue le procedure punisce indiscriminatamente tutti gli interessati siano essi virtuosi o no. Quello che emerge da questa vicenda come dalla vicenda delle multe mai arrivate ai cittadini interessati causando aumenti delle stesse vergognosi è facilmente un’attitudine a confrontarsi tra pochi decidendo nella logica chiamiamola “democratica” di chi sa di avere una maggioranza numerica nel percorso di approvazione, non chiedendosi però se la stessa maggioranza esiste al difuori del Palazzo. Se oggi una persona qualsiasi non legata a nessun momento politico andasse nei mercati, nei bar, per strade ecc. ecc., e chiedesse: Cosa ne pensi dei lavori stradali che alle 7.30 del mattino iniziano a far passare la voglia di andare al lavoro ai cittadini normali, cosa ne pensi della decisione di aumentare il costo della tassa rifiuti, delle multe, delle strade, dei marciapiedi di questa Città “Capoluogo “, solo per elencare alcune cose. raccoglierebbe facilmente una raccolta di lamentele alcune non motivate ma a maggioranza giustificate, fortemente giustificate. Si parli di più con chi raccoglie le lamentele!».
Comune di Aosta
La segreteria del sindaco di Aosta ha risposto: «Il fatto che “svanirebbe” la promessa che chi più differenzia meno paga, è una lettura strumentale che dimentica il vasto dibattito sul passaggio da Tari a Tarip avvenuto a più riprese in occasione del varo della campagna informativa nell’estate 2023, dell’approvazione del Consiglio delle tariffe per il 2024 nel giugno scorso e, ancora, delle lamentele, espresse tramite social e poi riprese dagli organi di informazione, relativamente agli aumenti degli importi della Tari stessa nel momento (autunno 2024) in cui i bollettini erano stati recapitati nelle case delle famiglie aostane e, infine, a dicembre, quattro mesi fa, quando era stata approvata in Consiglio comunale l’istituzione della Tari con misurazione puntuale con il relativo regolamento. Si dimentica, cioè, che il costo del servizio è lievitato dai 6,6 milioni di euro del 2023 ai circa 8,1 milioni di euro del 2024 e agli oltre 8,5 del 2025, come da aggiornamento del Piano Economico Finanziario (PEF) del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani per il biennio 2024- 2025 approvato dall’Assemblea, e che nel rispetto del principio di integrale copertura dei costi previsto per legge, il Comune ha l’obbligo di coprire la spesa per la raccolta rifiuti attraverso specifici tributi. E quindi scrivere che “i costi del servizio in aumento si riversano sul cittadino” sarà anche giornalisticamente producente, ma è solo un modo di dire la stessa cosa cercando di innescare la polemica. Si ribadisce, poi, ancora una volta, come già fatto nello scorso mese di ottobre, che gli aumenti tariffari che hanno interessato il servizio non dipendono in alcun modo dalla nuova formula di raccolta.
L’incremento è dovuto a diversi motivi. Il più importante è l’aumento dei costi, la cosiddetta inflazione, che ha colpito tutti i beni e tutti servizi a partire dalla lievitazione dei prezzi di materie prime, energia, carburanti, ma anche gli adeguamenti salariali, che ha fatto sì che la società che gestisce l’appalto richiedesse, come previsto dal contratto, la revisione dei prezzi per poter riuscire a garantire il servizio.
Inoltre, la spinta inflattiva ha costretto anche la società EnVal che gestisce il Centro di Trattamento di Rifiuti di Brissogne a aumentare le tariffe per il conferimento del materiale da trattare in discarica, con un effetto negativo per i costi per tutti i SubAto della regione e non solo per il Comune di Aosta.
Con la deliberazione approvata nella mattinata odierna sono state, dunque, approvate le tariffe della Tassa sui rifiuti determinate assumendo i costi definiti nell’aggiornamento del Pef del servizio di gestione dei rifiuti urbani, 2024-2025, anno 2025, degli interventi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani, comprensivo del numero minimo di svuotamenti del rifiuto non riciclabile conferito dalla singola utenza espressi in litri.
Il metodo di calcolo (vedi tabella in basso) prevede l’applicazione della Tari puntuale composta da tre parti: la quota fissa (TF) determinata in base alla superficie dell’alloggio e al numero degli occupanti, una quota variabile (TV1) che riguarda i rifiuti differenziati calcolata in base a un coefficiente riferito al numero di occupanti, una quota variabile (TV2) correlata ai quantitativi di Rifiuti Urbani Residui (RUR) prodotti dalla singola utenza e determinata applicando un numero minimo di litri a utenza e, infine, una quota variabile (TV3) correlata ai quantitativi di Rifiuti Urbani Residui (RUR) prodotti dalla singola utenza determinata in relazione ai litri eccedenti il numero minimo stabilito.
In sintesi si può dire che mentre la tassa degli scorsi anni era composta da due componenti, una quota fissa e una variabile, dal 2025 ciò che cambia è il modo di calcolo della quota variabile che è suddivisa ora in tre parti (TV1, TV2 e TV3), ma chi non produrrà conferimenti aggiuntivi non dovrà preoccuparsi della TV3.
Alla tariffa di ciascuna utenza saranno poi aggiunti sei euro che costituiscono una componente perequativa unitaria annuale (denominata UR3) introdotta in campo nazionale dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) con la propria deliberazione 133/2025 del 01/04/2025.
La tariffa per le utenze domestiche prevede svuotamenti di 35 litri inclusi (per la dimensione del bidone per sacchi da 35 litri vedi immagine) con numero crescente a seconda dei componenti del nucleo familiare (12 svuotamenti per la utenza con un componente), e che ogni svuotamento aggiuntivo ha un costo di 2,91 euro.
In definitiva, i cittadini più virtuosi nella differenziazione dei rifiuti non avranno costi aggiuntivi. “Meno rifiuto urbano produci e meno paghi” era lo slogan della campagna informativa di fine 2023. Quindi la “promessa” chi più differenzia meno paga resta e resterà sicuramente attuale. Peraltro, a tendere, il comportamento virtuoso della popolazione porterà a una diminuzione del numero di svuotamenti dei contenitori del Rifiuto Urbano Residuo da parte della società Quendoz, che si tradurrà in una diminuzione dei costi del servizio. In risposta, poi, ad alcuni commenti di cittadini e cittadine sui social che lamentano lo scarso numero di svuotamenti minimi ricompresi nella tariffa e paventano abbandoni generalizzati e la creazione di discariche abusive, l’Amministrazione comunale ribadisce che il Rifiuto Urbano Residuo (RUR) è la parte che resta dei rifiuti dopo la corretta differenziazione di vetro, carta, multimateriale (metallo e plastica da imballaggi), cartone e “umido”. Il RUR costituisce, dunque, una componente residuale della frazione dei rifiuti, non è liquido, non è soggetto a sversamenti o a percolato, è tendenzialmente inodore e soprattutto è poco voluminoso, e per questi motivi può essere conferito solo al riempimento del mastello. Per i rifiuti più grandi e/o voluminosi è sempre possibile portarli, senza alcun costo, negli eco-centri comunali (ex isole ecologiche), mentre per gli ingombranti è disponibile il servizio, sempre gratuito, del ritiro a domicilio da parte della società Quendoz che gestisce il servizio di raccolta rifiuti previa prenotazione al numero verde 800-778797. Infine, per quanto riguarda le agevolazioni, si ricorda che con la medesima deliberazione approvata oggi dal Consiglio comunale la soglia di esenzione dal pagamento della tassa per le famiglie con Isee basso è stata elevata di 1.000 euro, da 7.500 a 8.500 euro».
Pubblicato / aggiornato
il 30/04/2025 alle 14:44
Categoria:
Politica e Amministrazione