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Anche la Valle d’Aosta ha firmato il protocollo Asse.Co

Anche la Valle d’Aosta ha firmato il protocollo Asse.Co (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - La firma del protocollo Asse.Co. tra Amministrazione regionale ed Ordine nazionale dei Consulenti del lavoro

È stato firmato, nel pomeriggio di venerdì 17 maggio 2025, il protocollo tra il Consiglio nazionale dei Consulenti del lavoro e la Regione autonoma Valle d’Aosta per l’asseverazione di conformità dei rapporti di lavoro, il cosiddetto Asse.Co., procedura che certifica la regolarità delle imprese nella gestione dei rapporti di lavoro e promuove la cultura della legalità.

Secondo i consulenti del lavoro, un volta ottenuta l’asseverazione Asse.Co. gli accessi ispettivi presso i datori di lavoro saranno orientati prioritariamente verso le aziende non in possesso dell’asseverazione, che potrà essere utilizzata anche per verificare la regolarità delle imprese negli appalti privati.

«Mi auguro che questo non rimanga un documento programmatico – ha dichiarato Renato Marchiando, presidente dell’Ordine regionale dei Consulenti del lavoro della Valle d’Aosta – ma che rappresenti la reale volontà di concretizzare i principi di legalità, di equità, di qualità e di regolarità dei rapporti di lavoro. Esorto soprattutto i colleghi più giovani di credere nell’asseverazione e di cercare di percorrere il percorso formativo per mettere in atto questa competenza delicata ma estremamente appagante per quanto riguarda la nostra professione. Anche il mondo imprenditoriale deve credere negli obiettivi della asseverazione che sono i principi fondamentali a cui deve tendere ogni attività produttiva. Solo in questo modo naturalmente si potrà avere una vera e chiara crescita professionale e imprenditoriale in Valle d’Aosta».

Rosario De Luca e Renato Marchiando, rispettivamente presidenti dell'Ordine nazionale e regionale dei Consulenti del lavoro
Rosario De Luca e Renato Marchiando, rispettivamente presidenti dell’Ordine nazionale e regionale dei Consulenti del lavoro

La Valle d’Aosta è l’ottava Regione a firmare il protocollo Asse.Co., dopo Emilia Romagna, Sicilia, Lombardia, Puglia, Abruzzo, Marche e Lazio: «oggi noi diamo seguito a una lunga serie di protocolli che già hanno costellato le attività del Consiglio nazionale – ha ricordato Rosario De Luca, presidente dell’Ordine nazionale dei Consulenti del lavoro – diversi Enti pubblici hanno quindi ritenuto opportuno affidarci la responsabilità di attestare la regolarità di un’azienda nella gestione dei rapporti di lavoro. Siamo orgogliosi di poterlo fare, consapevoli della responsabilità che ci assumiamo e felici di collaborare per migliorare il nostro Paese, mettendoci assieme per creare valore aggiunto. Noi siamo un pezzo dello Stato e abbiamo ricevuto questa potestà di asseverare la regolarità contributiva e retributiva dei rapporti di lavoro. Non è semplice ottenere l’asseverazione perché bisogna essere in regola e ogni firma andrà a riverberare sulla catena e sulla filiera degli appalti. Questo è un momento di certezza e di etica che si dà alla gestione dei rapporti di lavoro e nessuno più di noi sa può dar seguito a questo tipo di attività. Non è mai mancata all’ente Regione la capacità di gestire gli appalti e gli atti amministrativi con correttezza, difendendosi anche da potenziali pericoli per l’amministrazione stessa. Ma oggi c’è un’arma in più, ci sono tanti professionisti, tanti colleghi consulenti del lavoro che doneranno la loro professionalità per miglioramento del sistema pubblico».

L’Asse.Co. è rilasciata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro entro 30 giorni dall’istanza e avrà validità annuale, salvo la perdita dei requisiti che ne hanno consentito l’emissione. Il consulente del lavoro, che avrà dichiarato quanto necessario per il rilascio, verificherà con periodicità quadrimestrale il mantenimento dei requisiti e in caso contrario, comunicherà al Consiglio nazionale la perdita della regolarità: «il Consiglio politiche del lavoro è un organo che in questa legislatura si è distinto per quantità e la qualità del lavoro eseguito – ha ricordato Luigi Bertschy, assessore regionale allo sviluppo economico, formazione e lavoro – abbiamo cominciato a lavorare insieme per discutere di lavoro, confrontarci per fare gli interessi della nostra comunità, con una visione di piena sincerità nell’attuazione delle nostre politiche, distinguendo i ruoli e le rappresentanze, con la capacità di fare sintesi. Abbiamo collaborato con voi in una logica trasparente, ma anche in emergenza durante la pandemia, sempre per cercare di creare le condizioni perché le risorse e le azioni messe a disposizione del mondo del lavoro potessero contare sulle competenze dei consulenti del lavoro nelle politiche della formulazione della formazione, degli incentivi e di tutto quello che riguarda la comunità lavorativa».

Il pubblico presente alla firma del protocollo Asse.Co. nel Salone ducale del municipio di Aosta
Il pubblico presente alla firma del protocollo Asse.Co. nel Salone ducale del municipio di Aosta

«Questo protocollo porta a ulteriori elementi sulla qualità del lavoro e sulla legalità anche se, in Valle d’Aosta, possiamo vantarci di tassi di occupazione di notevole rilievo e di un’occupazione che in termini numerici rappresenta le migliori classifiche a livello nazionale – ha continuato Luigi Bertschy – sappiamo però che il lavoro non è solo percentuali, non è solo arrivare più vicino possibile al miglior alla migliore occupazione, ma ci sono tante componenti. Una di queste è legata al protocollo che firmiamo, con l’obiettivo di creare in una comunità lavorativa condizioni di pari accesso, di equità tra imprese, tra lavoratori e quelle condizioni che permettono a tutti di ragionare su cosa fare insieme per rendere trasparenti processi e contratti di lavoro, ma anche le condizioni di sicurezza. Il Consiglio politiche del lavoro ha definito delle strategie e questo protocollo ha ottenuto l’approvazione di tutti andando a creare condizioni ancora migliori. Noi ci impegniamo nel cercare di inserire nel nostro sistema di contratti, l’elemento valutativo di chi saprà asseverarsi e ci impegniamo ad immaginare un percorso per arrivare a una premialità delle aziende che saranno asseverate. Dall’altra parte i consulenti del lavoro si dovranno impegnare per diventare asseveratori perché non ce n’è ancora un numero così importante. Sappiamo che sono percorsi professionali molto impegnativi ma sarà fondamentale cercare di concluderli. A noi piace firmare i protocolli ma soprattutto vogliamo vederli attuati, perché non c’è nulla di peggio che impegnarsi con delle parole e poi non essere conseguenti nei fatti».

I relatori della tavola rotonda 'Un bollino per la legalità': Daniela Broccolato, Simone Cagliano, Elisa Paolieri, Paolo Gheda e Rosario De Luca
I relatori della tavola rotonda ‘Un bollino per la legalità’: Daniela Broccolato, Simone Cagliano, Elisa Paolieri, Paolo Gheda e Rosario De Luca

Dopo la firma del protocollo, si è svolta una tavola rotonda tecnica, intitolata Un bollino per la legalità”, con Simone Cagliano, esperto della Fondazione studi consulenti del lavoro; Paolo Gheda, professore ordinario dell’Università della Valle d’Aosta; Elisa Paolieri, presidente dell’Associazione nazionale giovani consulenti del lavoro; moderati da Daniela Broccolato, Consigliere nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro: «noi abbiamo una proficua attività nella diffusione della cultura della legalità – ha ribadito il presidente nazionale Rosario De Luca – abbiamo un movimento giovanile che è molto vivace, la stessa Daniela Broccolato viene dal movimento giovanile, era presidente dei giovani Consulenti del lavoro qui in Valle d’Aosta, poi è diventata presidente dell’Ordine e quindi è stata portata a Roma. Noi abbiamo creato il progetto “GenL”, l’acronimo di generazione legalità, un videogame che promuove il lavoro etico, partendo dal presupposto che se vogliamo che ci sia una profonda diffusione della cultura della legalità nel mondo del lavoro ed in generale nella società, si deve partire da un cambio culturale. Noi facciamo la nostra parte cercando di portare i giovani datori di lavoro verso il rispetto delle regole, allevando le nuove generazioni dentro questi valori. “GenL”, come tutti i videogiochi è fatto di scelte, di livelli da raggiungere solo rispondendo in maniera corretta alle domande che vengono poste. Se si sbaglia la risposta ad una domanda che riguarda il lavoro regolare, la sicurezza o comunque aspetti che devono interessare chi diventerà forza lavoro, imprenditore o dirigente, si torna indietro, mentre chi risponde in maniera corretta supererà il livello. È un modo simpatico per far riflettere i giovani che non c’è un’alternativa al principio di legalità. Tutto deve essere regolare, tutto deve essere etico Come categoria abbiamo come categoria incontrato migliaia di studenti, siamo sempre ottimisti e siamo convinti che in molti si è radicato il seme della legalità».

Pubblicato / aggiornato il 17/05/2025 alle 19:12
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Categoria: Economia e Lavoro