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Cva in IV Commissione

Cva in IV Commissione (©Consiglio Valle) - La IV Commissione del Consiglio Valle, riunita il 15 maggio 2025

Gli approfondimenti sulla Compagnia valdostana delle acque sono stati al centro dei lavori della quarta Commissione Sviluppo economico, riunita nella mattina di giovedì 15 maggio 2025.

L’analisi era stata avviata a seguito di una risoluzione approvata dal Consiglio il 3 aprile, a conclusione del dibattito innescato da una lettera inviata dall’ex presidente di Finaosta. La risoluzione chiedeva l’acquisizione di una serie di informazioni dettagliate sull’andamento del Gruppo, da trasmettere entro il 30 aprile.

Il presidente della Commissione, Roberto Rosaire (UV), specifica che «Cva ha trasmesso nei termini, tramite Finaosta, la documentazione richiesta segnalando che erano contenuti dati equiparabili a privilegiati. Trattandosi di dati che, se divulgati, possono nuocere al Gruppo – che è il nostro gioiello di famiglia e che interviene positivamente nella composizione dell’attivo del bilancio regionale con centinaia di milioni di euro all’anno -, abbiamo ritenuto obbligatorio verificare con Inva la possibilità di rendere più sicura la condivisione di questi dati con i consiglieri richiedenti. Oggi, la Commissione ha convenuto di procedere alla restituzione temporanea della documentazione, in formato digitale, a Finaosta, affinché possano essere adottate tutte le misure necessarie a limitarne la diffusione.
Cva merita tutta la nostra attenzione e tutto il nostro rispetto: una società solida, che negli ultimi tre esercizi ha prodotto utili in continua crescita, contribuendo a rafforzare la capacità della Regione di intervenire in tutti i settori di propria competenza, a favore dell’economia, delle famiglie, del territorio e delle infrastrutture.»

Lega Vallée d’Aoste

Sul tema, Lega Vallée d’Aoste si era così espressa, poche ore prima della riunione: «Le reticenze riguardo alla personalizzazione e alla tracciabilità dei dati riservati di Cva, espresse da alcuni consiglieri e rinvenibili nei verbali di IV Commissione del 2 maggio scorso, ci fanno sorgere dubbi importanti: una nuova allerta su questo delicato dossier.
La storia della nostra Nazione dimostra, purtroppo, che attacchi alle imprese pubbliche possono essere eterodiretti da gruppi industriali interessati alla competizione: ad un osservatore attento non sfuggirà che questa ipotesi è apparsa in almeno un editoriale sulla stampa locale, segno che qualche indiscrezione potrebbe già circolare.
Inoltre vi possono essere gruppi privati locali interessati alla compravendita di asset aziendali pubblici, magari sotto costo dopo che l’azienda viene delegittimata con una gogna mediatica orchestrata dalla stessa politica che mira al suo smembramento.
Cui prodest, dicevano i latini? A chi potrebbe giovare tutto ciò?
In una cornice di questo tipo, è chiaro che sussiste la possibilità di spionaggio industriale, nel quale la politica può rappresentare il perfetto cavallo di Troia.
Ecco perché i tentativi di rendere più larghe le maglie del tracciamento personale nell’utilizzo di dati riservati riguardanti CVA potrebbe indicare manovre sospette, che vanno rapidamente messe in luce.
Nella Commissione d’urgenza di oggi chiederemo quindi di applicare tutti gli accorgimenti segnalati da InVa per garantire la massima sicurezza prevista in questi casi: crittografia della chiave usb, applicazione filigrana, attivazione limitazioni sui documenti pdf.
Ci auguriamo che il presidente della IV Commissione mantenga la linea di prudenza e fermezza mantenuta fino ad ora, unico all’interno di un Partito di maggioranza che pare schizofrenico e dilaniato da conflitti interni.
Fin dalle audizioni sui piani industriali, per senso di responsabilità la Lega Vallée d’Aoste ha optato e votato per la massima riservatezza a tutela delle informazioni possedute dall’azienda.
Pur essendo contrari ad una risoluzione potenzialmente foriera di gravi responsabilità per coloro che l’hanno votata, in quanto si deve sempre evitare di configurare un’azione di direzione e coordinamento “de facto” da parte della Regione, sempre per senso di responsabilità avremmo ricevuto i dati per poter svolgere il nostro lavoro di commissari.
Ma le volontà emerse nelle audizioni del 2 maggio, chiare nella richiesta di ottenere materiale riservato e tutelato dalla legge – come specificato dalla lettera di Finaosta – senza tracciabilità, adducendo possibili complotti a danno degli eletti o di “fogli lasciati nei bar” con i nomi dei Consiglieri, ci ha messo in guardia.
Il nostro gruppo, con nota agli uffici del 7 maggio, ha già rinunciato all’ottenimento del materiale riservato previsto dalla risoluzione.
Come Gruppo consigliare chiederemo invece un incontro con la società, in condizioni di massima tutela dei dati riservati, per avere ragguagli dettagliati e poter fare domande specifiche a riguardo delle ultime notizie apparse a mezzo stampa.
Insieme a ciò, il nostro Gruppo attende riscontro ai numerosi accessi agli atti che abbiamo fatto partire nelle scorse settimane.
Ci sono punti ancora oscuri che i Valdostani meritano di conoscere
».

Rassemblement valdôtain

Dopo la riunione di Commissione, Rassemblement valdôtain ha esprime: «viva preoccupazione per una situazione che rischia di danneggiare la credibilità delle istituzioni e di compromettere la necessaria serenità nei rapporti tra gli attori coinvolti.
Come già chiarito nelle sedi ufficiali, il nostro gruppo non ha alcuna intenzione di ritirare la documentazione richiesta dal Consiglio Valle con apposita risoluzione. Questo perché, come già detto in Aula non comprendiamo la vera finalità di questa attività che, a nostro giudizio, dovrebbe essere svolta dalle strutture che ne hanno la responsabilità. Riteniamo che, nel pieno rispetto del Regolamento del Consiglio regionale, debbano essere utilizzati gli strumenti ordinari e previsti, in primis l’accesso agli atti ai sensi dell’articolo 116. A tal proposito, ci domandiamo se – a fronte della risoluzione adottata -, la quarta Commissione consiliare intenda procedere alla redazione di una relazione o altra forma di comunicazione da sottoporre all’attenzione del Consiglio Valle, così da rendere conto in modo trasparente delle attività svolte e delle acquisizioni documentali effettuate.
Ribadiamo con convinzione che i rapporti tra l’Azionista – la Regione autonoma Valle d’Aosta -, Finaosta e il gruppo Cva debbano essere improntati al pieno rispetto della normativa vigente, dei principi di sana gestione e collaborazione leale. Serve responsabilità, trasparenza e un clima di correttezza istituzionale. Proprio per questo, crediamo che – dopo il noto “cambio di pelle” del gruppo Cva – sarebbe stato doveroso adeguare le procedure e le modalità di gestione alla normativa di riferimento, evitando ogni possibile fraintendimento o polemica, in particolare verso i soggetti terzi, verso il mercato.
Se Cva è oggi assimilabile a una società quotata, ne segua le regole. Se la Regione è azionista, eserciti con piena consapevolezza il proprio ruolo. E se Finaosta rappresenta il braccio operativo della Regione, agisca con coerenza e responsabilità. Serve chiarezza, serve rispetto dei ruoli.
La situazione è complessa oltre che delicata: è fondamentale che le contrapposizioni si plachino e che alcuni giusti interrogativi o dubbi trovino risposta. Chiarezza e collaborazione dunque, nel rispetto delle regole e dei rispettivi ruoli e responsabilità. Solo così si tutela l’interesse pubblico e la credibilità del sistema Valle d’Aosta.»

Lega VdA annuncia nuovi documenti

Martedì 27 maggio 2025, il gruppo consiliare ella Lega Vallée d’aoste ha annunciato in una nota di aver «proceduto in maniera autonoma, e come unica forza presente in Consiglio regionale, ad approfondire la richiesta di chiarificazioni avanzata da CVA riguardo a potenziali violazioni di riservatezza avvenute ai suoi danni nel mese di ottobre 2024.
La Società[…], in una lettera del 26 novembre 2024 indirizzata ai Presidenti Testolin, Bertin e a tutti i gruppi consiliari, aveva infatti lamentato violazioni degli obblighi di segreto d’ufficio.

Nessuno, a mesi di distanza, si è preso l’onere di approfondirePerché questo disinteresse, e soprattutto: a chi giova sorvolare su un fatto potenzialmente così grave? Una cosa è certa. Dopo una settimana di ritardo ingiustificato nell’ottenimento della documentazione, per la quale abbiamo dovuto ricorre al sollecito previsto dal Regolamento, ora siamo in possesso di elementi molto circostanziati che chiariscono le dinamiche e confermano i nostri dubbi sulle ingerenze della politica.
Abbiamo chiesto che la quarta Commissione acquisisse agli atti i verbali di cui siamo in possesso, così tutti potranno fare le proprie valutazioni. Se per qualcuno quanto sta accadendo rappresenta davvero la “normale dialettica su un dossier squisitamente tecnico-amministrativo”, come ha incredibilmente sostenuto il Presidente dell’Union Valdôtaine, i valdostani devono seriamente preoccuparsi.»

Botta e risposta fra Minelli e Perron

A stretto giro di posta la risposta di Chiara Minelli: «Annunciando la richiesta avanzata dal Consigliere Perron di acquisizione da parte della IV Commissione di verbali non meglio specificati, in modo incoerente – ma evidentemente tendenzioso – si cita la lettera del 26 novembre 2024 inviata da CVA ai Presidenti di Regione e Consiglio e ai Capigruppo consiliari, in cui la società “aveva infatti lamentato violazioni degli obblighi di segreto d’ufficio”, che nel comunicato in questione non sono meglio specificati.
Mi preme quindi ricordare quanto segue.
La lettera del 26 novembre 2024, inviata poi a tutti i consiglieri regionali e oggetto di vari articoli comparsi sui media, riguardava una presunta violazione da parte della sottoscritta dell’articolo 116 del Regolamento interno del Consiglio regionale e in essa l’Amministratore delegato e il Presidente di CVA chiedevano al Presidente del Consiglio di avviare “un’indagine approfondita” e che venissero prese nei miei confronti “misure appropriate per garantire che tali violazioni della riservatezza non si ripetano in futuro”. Inoltre chiedevano di conoscere per il tramite del Presidente Bertin attraverso quali modalità la sottoscritta avesse ricevuto alcune segnalazioni sull’operato della società. Infine AD e Presidente informavano che a partire da quel momento non avrebbero più trasmesso alcun documento che sarebbe stato richiesto ex art. 116 del Regolamento dal mio gruppo consiliare, in totale spregio di quello che è un preciso dovere di una società al 100% di proprietà della Regione Valle d’Aosta e quindi dei valdostani.
A tale lettera, dal carattere palesemente intimidatorio nei confronti non solo della sottoscritta ma delle prerogative di tutti i consiglieri regionali, chiaramente stabilite dalla normativa vigente, il Presidente Bertin aveva risposto con una lettera, di cui aveva dato notizia in Consiglio il 9 dicembre 2024, in cui chiariva agli smemorati vertici di CVA quali siano gli obblighi a cui la società è sottoposta, in primis la trasmissione di documenti richiesti dai consiglieri con accesso agli atti. Sull’obbligo della riservatezza aveva inoltre chiarito che essa, così come il segreto d’ufficio, “non riguardano obbligatoriamente tutta la documentazione e le informazioni trasmesse ma solo quelle per cui esista una specifica disposizione normativa in tal senso”. Infine, in relazione alla richiesta di conoscere da dove provenissero le segnalazioni da me ricevute e citate in Aula, il Presidente Bertin aveva risposto che non è possibile “conoscere con quali modalità i Consiglieri acquisiscono informazioni che non passano attraverso i canali istituzionali”.
Non corrisponde quindi al vero l’affermazione, direttamente collegata alla famosa lettera del 26 novembre 2024, per cui “Nessuno, a mesi di distanza, si è preso l’onere di approfondire. Perché questo disinteresse, e soprattutto: a chi giova sorvolare su un fatto potenzialmente così grave?”, visto e considerato che la risposta a tale lettera era pervenuta e ne era stata data pubblica informazione.
Quello che trovo invece grave è che si accosti quella vicenda a non meglio specificati nuovi fatti e ad altra documentazione di cui il Consigliere Perron, per quasi due anni silente nei confronti della questione CVA e ora fiero paladino dei suoi vertici, è in possesso, e che si vorrebbe indebitamente collegare alla mia attività ispettiva e alla posizione assunta nei confronti di varie scelte dell’attuale governance di CVA, che ho condiviso con il mio gruppo consiliare e la forza politica a cui appartengo; posizione notoriamente molto critica e che ha portato a chiedere approfondimenti e analisi sull’operato della più importante società di proprietà regionale fin dall’autunno del 2022, in totale solitudine politica
».

La replica del consigliere Simone Perron è arrivata mercoledì 28 maggio: «La Consigliera Minelli pare davvero confusa. Innanzi tutto scambia la mia difesa della società CVA, interamente pubblica, performante e fondamentale per le casse regionali, con la difesa dei suoi vertici.
Forse dovrebbe ragionare su ciò che fa, perché così rappresenta degnamente quella sinistra che da circa 30 anni a parole difende le società pubbliche, ma nei fatti agisce per danneggiarne la reputazione e poi smembrarle. Nel caso di CVA, qualcuno vorrebbe infatti smontare il gioiello di famiglia e spezzettarlo in una ‘in house’, ipotesi che procurerebbe danni erariali per la Regione praticamente incalcolabili. Se l’obiettivo è rendere i Valdostani più poveri, di certo è la strada giusta.
Ma lo stato confusionale a sinistra è di lunga data e si riflette nei fatti concreti: a novembre Minelli compiva un errore dilettantesco, scrivendo e dichiarando di aver ricevuto ‘segnalazioni ‘ sui contenuti dei verbali di CVA Eos. La Società attivava indagini interne, così oggi scopriamo che proprio quei verbali sono tra i documenti trafugati e consegnati ad un Assessore pochi giorni prima.
Che combinazione.
Bisogna essere proprio dei complottisti incalliti per sostenere che, forse, tra i due fatti possa esiste un collegamento diretto o indiretto.
La Minelli allora faccia così: ci dica da chi ha ricevuto la ‘segnalazione’ e fughi ogni dubbio. Sarebbe così semplice zittire un Leghista complottista.
Perché non lo fa?
».


Pubblicato / aggiornato il 28/05/2025 alle 12:23
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Categoria: Politica e Amministrazione