Aosta: primo impianto di pacemaker senza fili
(©usl vda) -
Cardiologia l'équipe in sala ibrida dopo l'intervento 2025
Giovedì 22 maggio 2025 la Struttura Complessa di Cardiologia Regionale Umberto Parini di Aosta ha eseguito per la prima volta in Valle d’Aosta l’impianto di un pacemaker leadless, un dispositivo di stimolazione cardiaca senza fili impiantato direttamente nel cuore. Il paziente sottoposto all’intervento è un uomo valdostano di cinquant’anni, con una storia clinica complessa, già sottoposto in passato a più impianti di pacemaker tradizionali e alla rimozione di elettrocateteri per problematiche infettive.
L’intervento è stato effettuato da un’équipe di elettrofisiologia sotto la supervisione del direttore della Cardiologia dell’Ospedale di Ciriè.
Il dispositivo impiantato, lungo 25 millimetri e con un diametro di 6 millimetri, è stato posizionato direttamente nel ventricolo destro senza l’utilizzo di fili. Questa tecnologia consente di ridurre significativamente il rischio di complicanze, in particolare di tipo infettivo, e di aumentare il comfort per il paziente. Secondo quanto indicato dal dottor Scacciatella, interventi di questo tipo sono oggi eseguibili solo in centri ospedalieri altamente specializzati e il risultato ottenuto conferma il livello di specializzazione e la crescita costante della Cardiologia valdostana.
La struttura si prepara a un ulteriore passo in avanti con l’introduzione della tecnica di Pulsed Field Ablation, una tecnologia di ultima generazione per l’ablazione transcatetere della fibrillazione atriale. Questo metodo, meno invasivo e più selettivo rispetto alle tecniche tradizionali, punta a migliorare l’efficacia e la sicurezza del trattamento dei disturbi del ritmo cardiaco.
L’Unità di Elettrofisiologia Clinica ed Interventistica ogni anno esegue circa 400 impianti tra pacemaker, defibrillatori e sistemi di resincronizzazione, e oltre 100 ablazioni transcatetere per aritmie complesse.
Tra le attività più innovative rientra anche il monitoraggio remoto dei pazienti portatori di dispositivi impiantabili, grazie all’uso della telemedicina e dell’intelligenza artificiale. Attualmente oltre 1.700 pazienti sono seguiti a distanza.
Pubblicato / aggiornato
il 29/05/2025 alle 10:52
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Categoria:
Salute