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Il 2024 del Difensore civico della Valle d’Aosta

Il 2024 del Difensore civico della Valle d’Aosta (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - Adele Squillaci, difensore civico della Valle d'Aosta

Sono stati 404 i casi trattati nel 2024 affrontato dall’Ufficio del Difensore civico, che ha raccolto le istanze di 150 utenti, definendone il 95,5%, con 18 casi (il 4,5%) non ancora conclusi.
Nello specifico, 80 casi, pari a 19,8%, hanno interessato l’Amministrazione regionale, 79 casi (19,6%) i Comuni, 72 casi (17,8%) i concessionari di servizio pubblico, 45 casi (11,1%) l’Azienda Usl e 7 casi (1,7%) le Unités des Communes valdôtaines.
La maggior parte dei cittadini che si sono rivolti all’Ufficio del difensore civico, il 38%, rientrano in una fascia d’età compresa tra i 50 e i 60 anni: «ho visto molte persone disorientate – ha spiegato Adele Squillacic’è anche chi ha dei problemi di salute, per cui l’approccio principale pare essere la rabbia, ma mi ha colpito il disorientamento diffuso, di chi sta vedendo crollare i pilastri su cui ha basato la propria esistenza».
Oltre all’apertura del’Ufficio, su prenotazione, nelle giornate di martedì e mercoledì, quest’anno sarà introdotta la possibilità di presentare le istanze in modalità digitale.

I numeri della Casa circondariale di Brissogne
I numeri della Casa circondariale di Brissogne

L’ufficio di Difesa civica svolge anche il ruolo di garante dei detenuti, per l’infanzia e l’adolescenza, e delle persone con disabilità. Per quanto riguarda le persone ristrette nella Casa circondariale di Brissogne, è stata confermata l’assenza di problematiche legate al sovraffollamento, con 181 posti disponibili e 141 occupati, in crescita rispetto ai 102 del 2022 ed ai 132 del 2023.
L’Ufficio ha trattato e concluso tutti i 97 casi presentati dai 42 interessati o dai loro familiari a cui se ne aggiungono tre non conclusi nel 2023: «spesso dovrebbero essere pene brevi, ma in alcuni casi si verificano anche pene detentive lunghe e detenuti in transito che arrivano dal Piemonte e Liguria – ha raccontato Adele Squillaci – per la prima volta da quando sono difensore civico mi è capitato di parlare con un detenuto di 19 anni, inviato a Brissogne invece che in un Istituto minorile, che in Italia sono pochi e sovraffollati, costringendo, in questo caso ad una detenzione in un carcere per adulti che secondo me poteva essere fatta in modo diverso, visto anche il vissuto di questa persone ed i capi di imputazione, dato che non si era ancora arrivati a sentenza definitiva rispetto ai reati che presumibilmente aveva compiuto. Al di là della tristezza e sofferenza che il carcere comporta, speso si accompagna spesso un problema di salute, a volte anche mentale, e quest’anno sono stati oltre trenta quelli legati alla dipendenza da droga, alcol o gioco».

I dati sui minori valdostani ospitati nelle comunità
I dati sui minori valdostani ospitati nelle comunità

L’attività di Garante per l’infanzia e l’adolescenza ha evidenziato il noto problema della denatalità, con un calo di 350 unità rispetto al 2023, che portano i minorenni residenti in Valle d’Aosta a 18.218 (di cui 8.766 femmine e 9.452 maschi). Nel 2024 sono stati trattati e conclusi 42 casi, portati all’attenzione da 17 cittadini.
È emerso ci sono 97 minori valdostani ospiti di comunità, di cui 48 stranieri non accompagnati, con 9 di questi che si allontanati di loro iniziativa. Sul territorio sono ospitati 75 minori, mentre 22 sono stati spostati fuori Valle: «i minori che arrivano alle frontiere sono in fuga, cercano la loro famiglia – ha ricordato Adele Squillaci – un ragazzo di cui ci siamo occupati era scappato per raggiungere la sua madre biologica in Germania, ma una volta che l’ha trovata, lei gli ha detto che non poteva ospitarlo, che doveva trovarsi un lavoro ed è quindi tornato in Italia, ma è nuovamente scappato, anche se ogni tanto ci telefona, come per avere un qualcuno con cui parlare, ed una vicenda che ci sta colpendo molto».
Tra i minori sono in aumento le problematiche legate ai disturbi alimentari, con dieci persone in più rispetto al 2023, che portano a 103 le persone seguite del Centro per i disturbi del comportamento alimentare dell’Usl.

Sono stati, infine, 60 i casi affrontati, proposti da 23 utenti, nel ruolo di garante delle persone con disabilità: «questioni molto complesse – ha concluso Adele Squillaci – soprattutto sul bisogno di ascolto e di confronto delle persone con disabilità e dei loro caregiver».

Pubblicato / aggiornato il 07/06/2025 alle 20:54
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Categoria: Politica e Amministrazione