Vai al contenuto

Cva rifà l’impianto idroelettrico Hône 2

Lunedì 9 giugno 2025 (a dieci giorni dalla fine del mandato degli amministratori attuali), Cva ha presentato l’intervento di rifacimento dell’impianto idroelettrico Hône 2, con un investimento previsto sul territorio di 156 milioni di euro, che comprendono investimenti concordati in favore delle comunità locali di Champorcher, Pontboset e Hône per oltre un milione di euro complessivi.

A favore del territorio sono previsti:

  • a Hône, il rifacimento dell’acquedotto comunale, il collegamento idrico ed elettrico con l’abitato di Pourcil e la pavimentazione della strada consortile, per un investimento di 750mila euro. Sarà inoltre spostata e riqualificata l’area camper, con lavori previsti tra luglio e ottobre 2025 per un importo di 140.190 euro.
  • a Pontboset, saranno investiti 200mila euro per la realizzazione di un collegamento trattorabile tra Crest e Retempio e per la rinaturalizzazione dei luoghi interessati dai lavori
  • a Champorcher, è previsto il rafforzamento della rete di colonnine di ricarica elettrica, la manutenzione della strada del Miserin fino alla fine della concessione e opere di ripristino ambientale, per un impegno annuo di 15mila euro.

L’attuale impianto, attivo dagli anni Venti del XX secolo e inaugurato nel 1947, era stato progettato per rispondere esclusivamente ai bisogni energetici delle industrie presenti sul territorio all’epoca. Alla fine degli anni Ottanta, Enel aveva avviato i primi studi per il suo rifacimento; l’iniziativa è stata approvata da Cva nel 2009 ma poi è stati necessario realizzare una nuova progettazione e l’iter amministrativo è iniziato nel 2022. L’intervento permetterà di valorizzare appieno il potenziale idrologico della Valle di Champorcher, portando la produzione dagli attuali 49 GWh a 104 GWh l’anno: l’equivalente di circa 20mila impianti fotovoltaici domestici. La riduzione delle emissioni di COz sarà di 40mila tonnellate l’anno, corrispondente alla quantità assorbita da circa 270mila alberi. L’investimento non è ostacolato dalla scadenza della concessione poiché la normativa attuale prevede che l’eventuale concessionario entrante debba riconoscere a Cva la quota di investimento non ammortizzata.

Il rifacimento dell’impianto, oltre a contribuire al raggiungimento degli obiettivi del Piano Energetico e Ambientale della Regione autonoma Valle d’Aosta e della Roadmap per una Valle d’Aosta Fossil Fuel Free al 2040, consentirà di garantire una maggiore protezione a valle in caso di dissesti idrogeologici, grazie alla realizzazione di un nuovo canale derivatore (interrato in una galleria di circa 9 km) e ai lavori connessi.

Le intese con gli Enti consentiranno di conservare una porzione della risorsa idrica a beneficio del territorio.

I dettagli tecnici sono stati forniti dal direttore operativo Lorenzo Artaz, che considera di chiudere i lavori entro il 2028. La necessità dell’intervento nasce non solo aalla vetustà dell’impianto ma anche dai continui interventi di manutenzione straordinaria al canale derivatore, localizzato su versanti con criticità idrogeologiche. I costi sostenuti per tali manutenzioni nel periodo 2012/24 ammontano a circa 9 milioni di euro, con perdite di produzione stimate in 4 GWh all’anno.
Dal punto di vista tecnico, il nuovo impianto prevede una presa principale sul torrente Outre l’Ève, una presa secondaria sul ru Brenve, una nuova vasca di carico, una condotta forzata, una galleria di derivazione e una centrale di produzione dotata di due gruppi Pelton. La potenza installata sarà di 14 MW medi con una punta massima di 35 MW. La portata massima derivabile aumenterà a 5,5 m³/s, migliorando l’utilizzo del deflusso ecologico in tutti i mesi dell’anno.
Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza dei versanti: l’attuale canale derivatore di 13 km, soggetto a dissesti, sarà sostituito da una galleria, riducendo sensibilmente il rischio idrogeologico. Il progetto ha già ottenuto la Valutazione di Impatto Ambientale positiva e l’Autorizzazione Unica.

L’amministratore delegato Giovanni Argirò ha affermato: «si tratta di un investimento che garantisce una profittabiilità ridotta rispetto ad altri e che presenta importanti fattori di rischio. Tuttavia siamo amministratori di una società pubblica, che appartiene a una comunità, e le valutazioni non sono state fatte solamente analizzando la redditività. Un impianto fotovoltaico da 67 MgaWatt in Sicilia, che potrebbe produrre la medesima quantità di energia, costerebbe meno di un milione di euro. Tuttavia questo investimento rientra in una logica industriale dii diversificazione».

L’assessore allo Sviluppo economico della Regione autonoma Valle d’Aosta Luigi Bertschy ha detto: «non è di poco conto parlare di un’azienda pubblica alla quale possono essere dati indirizzi di questo tipo, che peraltro contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di produzione di energia rinnovabile che ci sono stati dati dai livelli superiori». Ha chiesto di poter modificare il punto di uscita della Galleria, portandolo a Pourcil. L’amministratore Argirò gli ha risposto che l’eventualità sarà presa in considerazione in presenza di eventuali risparmi dalle imprese realizzatrici.

Iniziative divulgative saranno realizzate da Cva durante tutta la durata del cantiere.

In occasione dell’avvio dei lavori, sabato 14 giugno 2025, l’attuale centrale idroelettrica sarà aperta al pubblico per visite guidate gratuite. Per partecipare è necessario prenotarsi al link: https://www.cvaspa.it/revamping-impianto-hone-2

Il commento di Legambiente

Legambiente Valle D’Aosta, domenica 15 giugno 2025, ha commentato la notizia come segue: «Come Legambiente VdA siamo intervenuti, con delle osservazioni e con la partecipazione al procedimento, nelle fasi di predisposizione del progetto che si sono svolte negli anni passati, 2022 e 2023. Riteniamo opportuno richiamare quale è stata la nostra posizione e rinnovare la nostra richiesta più pressante.
Siamo innanzitutto consapevoli che l’impianto sia desueto e concordiamo sul fatto che debba essere rifatto e reso più efficiente.
Sappiamo che i lavori saranno molto invasivi ed impattanti e auspichiamo che i Comuni interessati (Champorcher, Pontboset, Hône), che hanno concordato i ristori, riescano a contenere i danni nelle fasi di esecuzione.   
La nostra attenzione è stata rivolta soprattutto alla preoccupazione di mantenere, nella fase definitiva, la qualità dei torrenti interessati. In particolare, ricordiamo che il torrente Ayasse, benché già derivato a scopo idroelettrico, è uno dei più importanti in VdA perché ancora mantiene le caratteristiche tipiche di un torrente di montagna: l’impetuosità delle acque, la loro limpidezza e la naturalità dei territori attraversati. E’ forse l’unico che si presta per il canyoning e gli sport d’acqua, ed è l’unico in cui è ancora naturalmente presente la trota marmorata, specie autoctona fortemente protetta a livello europeo.
Per salvaguardare queste caratteristiche abbiamo chiesto che le portate derivate rispettino le norme sul Deflusso Ecologico, così come sono state elaborate dall’Autorità per il Bacino del Po, su indicazione dei Decreti Ministeriali del 2017 e della Direttiva sulle Acque Europea del 2000. In realtà, la quantità di acqua che si prevede di rilasciare nei rispettivi torrenti non è in linea con il Deflusso Ecologico. Ai sensi della Direttiva Derivazioni il progetto si situa in posizione di Esclusione e quindi non potrebbe essere accettato.
Per rendere i prelievi compatibili con il D.E. sarebbe necessario diminuire la quantità di acqua da prelevare e lasciarne una quantità maggiore nei torrenti.
Questo abbiamo chiesto con le nostre osservazioni.
La risposta è stata che non è possibile abbassare la quantità dei prelievi, perché diminuirebbe la produzione, e i guadagni non sarebbero allineati con i costi/benefici.
Noi pensiamo che la produzione globale della CVA sia già più che sufficiente per le esigenze della Valle d’Aosta. Sappiamo che si tratta di un investimento importante (anche se non abbiamo trovato traccia dell’informazione su quanti anni occorreranno per rientrare dei costi sostenuti), ma pensiamo che la CVA abbia la solidità economica per permettersi di aspettare qualche anno in più per il rientro della spesa mantenendo così un torrente di pregio, a favore di tutti i valdostani, degli affezionati turisti e dell’ambiente
».

Pubblicato / aggiornato il 15/06/2025 alle 11:44
Visualizzato volte
Categoria: Economia e Lavoro / Video