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Le critiche di VdA Aperta all’assestamento di Bilancio

Le critiche di VdA Aperta all’assestamento di Bilancio (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - Patrizia Pradelli, Raimondo Donzel ed Alex Glarey

Saranno un emendamento e diversi ordini del giorno, che saranno presentati in Consiglio Valle i prossimi mercoledì 9 e giovedì 10 luglio 2025 dalla consigliere regionale Erika Guichardaz, che cercheranno di modificare, con le proposte della coalizione Valle d’Aosta aperta, l’assestamento al Bilancio di previsione 2025 e la seconda variazione al bilancio 2025/27 della Regione, discussi dal Consiglio Valle nella penultima riunione della XVI legislatura.

Patrizia Pradelli del Movimento 5 stelle ha sottolineato «il vergognoso ed enorme avanzo regionale generato questo Governo di 277.308.850 euro e destinato nel prossimo assestamento di bilancio dove non si è tenuto conto delle esigenze della comunità e dei valdostani».
«Questi soldi sono stati distribuiti a destra e manca senza avere una visione strategica di come utilizzare queste risorse – ha continuato – investimenti che non sono stati fatti né sulla sanità né sul welfare e neppure sulle politiche sociali ed abitative, non c’è stato un pensiero alle necessità delle famiglie. Questo Governo non ha pensato nemmeno alle politiche ambientali ed alla transizione ecologica ed i valdostani stanno a guardare, aspettando chi amministri abbia il coraggio di investire sui bisogni reali. Punto il dito anche sulla struttura di via Brocherel ad Aosta che è iniziata nel 2005, poi dimenticata, ed adesso sono stati messi in assestamento delle risorse per appaltare di nuovo i lavori ed iniziare da capo il centro anziani, il poliambulatorio e l’asilo per la prima infanzia. Questo assestamento è la chiara rappresentazione della mancanza di visione e dello scarso impegno di questa maggioranza, che arriva a fine legislatura con grandi avanzi da distribuire, senza essere riuscita a portare a termine nessun impegno annunciato».

«Naturalmente noi non voteremo a favore di questa variazione di bilancio, non è una sorpresa – ha aggiunto Alex Glarey di Adu VdAperché questa non è altro che la “politica dei rubinetti”, tanto criticata quando è attuata da Roma nei confronti della Valle d’Aosta, ma la Regione si comporta nello stesso modo nei confronti dei Comuni, verso i quali, in base ai momenti o all’apprezzamento o meno del sindaco, se si vuole conquistare quel territorio, si apre o si chiude il rubinetto, ma questo non è non è democratico e neanche efficace. Questa politica della variazione dell’ultimo minuto, ancora più grave perché viene presentata a ridosso delle elezioni, e quindi si tratta proprio di mance elettorali, blocca però la programmazione dei Comuni, che non possono più deliberare in Consiglio comunale perché arriverà il decreto di convocazione dei comizi elettorali. La Regione potrà dare i soldi, ma le relative comunicazioni arriveranno solo a fine luglio ed a quel punto i Comuni non avranno il tempo di poter dare attuazione a questi atti, con milioni di euro che rimarranno bloccati fino a quando non ci saranno le nuove Amministrazioni, compresi i fondi per le opere pubbliche urgenti, che dovranno essere posticipate di almeno un altro anno».

Erika Guichardaz
Erika Guichardaz

Alex Glarey è poi tornato sulla questione della strada poderale del Col Ranzola: «è un collegamento che non si è ancora capito fino in fondo se è soltanto a piedi, per le bici o per i veicoli – ha insistito – sembrerebbe ormai più orientato verso una carrabile per auto, un disastro dal punto di vista ambientale. Hanno provato farlo con fondi europei, ma noi abbiamo protestato insieme alle associazioni e si sono resi conto che non riuscivano a rispettare i tempi della programmazione europea e quindi hanno dovuto cedere, avendo il buon senso di fare un passo indietro, Adesso ci riprovano, hanno messo i soldi nella prima e nella seconda variazione di bilancio ma non sono bravi a fare i conti oppure in questa regione il costo delle opere lievita ed hanno dovuto mettere altri cinque milioni di euro. Noi il Ranzola non glielo faremo comunque fare, perché ci sono delle forti incompatibilità dal punto di vista del rischio idrogeologico e non si vede l’utilità di quest’opera. È impensabile di usare quella strada se non per fare una passeggiata in montagna, altro non si può, e neppure usare il cavallo di Troia della pista per le biciclette che non potrà essere troppo larga, altrimenti è un’altra cosa».

L’emendamento che sarà presentato cercherà di spostare l’investimento di 70 milioni di euro previsto per la funivia del Plateau Rosa su interventi per la messa in sicurezza del territorio: «la risposta ai cambiamenti climatici non può essere quella andare sempre in più in alto – ha ribadito Alex Glarey – e fare funivie sempre più spettacolari, tra l’altro pagate con fondi pubblici, quando questi dovrebbero essere investimenti dei privati. Noi nell’emendamento che consegnerà Erika Guichardaz chiederemo che questi soldi vadano su interventi di messa in sicurezza, non solo quelli in Valdigne ed a Morgex, visto che sono numerose le richieste arrivate dai Comuni che non sono state tutte quante prese in carico. Serve un regolamento per definire come e quali domande accogliere, dovrebbe esserci una graduatoria e non scegliere sulla base dei rapporti di forza o delle simpatie, dato che può capitare che, magicamente, un intervento passi davanti agli altri perché un assessore regionale arriva da quella vallata. Manca una normativa chiara».

«La realtà dei fatti è che questi soldi non se ne vanno via, sono impegnati ma non sono poi sono spesi, ci vuole tantissimo tempo per farlo – ha osservato Raimondo Donzel di Area Democratica, confermando il fatto che a settembre sarà ancora al Liceo scientifico di Aosta ad insegnare filosofia – questo importante atto da 277 milioni di euro è la dimostrazione che la Giunta Testolin politicamente non esiste e che non si presenta in campagna elettorale unita a livello regionale e neppure al Comune di Aosta. Ogni assessore viaggia per i fatti suoi, non c’è una guida politica, non sanno cosa dire ai cittadini perché in realtà hanno fatto un’alleanza con l’opposizione ed il Partito Democratico sta a guardare e dice di volere degli accordi forti, chiari, precisi. C’è questo modo superficiale di trattare le questioni perché manca una guida politica dei partiti, un indirizzo chiaro, e si fanno delle azioni clientelari».

Raimondo Donzel ha poi criticato la situazione della scuola valdostana: «siamo in una condizione disastrosa ma cosa facciamo di tutti questi soldi – si è chiesto – guadiamo l’Institut agricole régional, è bellissimo, è il centro di ricerca per eccellenza, ma quanti alunni ci sono? Se si calcola quanto si spende per ogni alunno delle scuole valdostane non paritarie e poi si confronta quel dato con quello delle paritarie, vengono i brividi. Da una Giunta che si rappresenta come progressista ci aspettavamo un minimo di attenzione e poi ci lamentiamo che abbiamo dei casi difficili negli Istituti professionali e nell’abbandono scolastico, ma se si mettono risorse per la ricerca sulla vite, bisognerebbe avere la stessa considerazione per chi studia meccanica ed elettronica, che ha diritto ad avere gli stessi laboratori di qualità e le stesse persone formate in quella direzione».

«Poi si decide di fare di nuovo una scuola per lo sport, anche se quelle precedenti non hanno mai funzionato, e la facciamo Pont-Saint-Martin, un luogo centrale della Valle – ha ironizzato Raimondo Donzel – anche se a Châtillon abbiamo scuole vuote e nuove con l’ex liceo scientifico in avenue de Conseil de Commis ad Aosta che resta ancora inutilizzato. Tra l’altro gli alunni stanno diminuendo drasticamente e non c’è nessun ragionamento su come mettere assieme le scuole dal punto di vista funzionale. In passato almeno una certezza c’era, eravamo senza palestre ma ne hanno annunciate tre che poi si sono ridotte ad una, da realizzare in cinque anni, decidendo poi di recuperare anche la scuola ex magistrale di Aosta di fronte allo stadio Puchoz, che nel frattempo non è più uno stadio ma è diventato un’area verde, un parco dove si potrebbero far correre i ragazzi e creare facilmente due palestre. In questi giorni, dopo la tragedia in Texas, viene da pensare al fatto che il nuovo liceo scientifico sia stato realizzato in una zona alluvionale, a fianco del torrente Buthier, anche se è un prefabbricato e viene definito “provvisorio”, nonostante la la struttura sia stata acquistata dalla Regione. Comunque non ha una palestra sufficiente per tutti, con alcuni alunni che devono andare in quella dell’ex magistrale, che resta agibile anche se il resto di quella scuola non lo è. La nuova palestra verrà invece realizzata nella zona di via Paravera, dove non c’è nessuna scuola e così si potrà garantire il viavai di pulmini e autobus per spostare gli studenti. Anche in questa manovra si vede la totale assenza di capacità di utilizzare il denaro, questa è la peggiore Amministrazione che poteva capitarci e loro stessi hanno dichiarato pubblicamente il fallimento, presentandosi, di fatto, in una sorta di lunga e strisciante campagna elettorale».

Pubblicato / aggiornato il 08/07/2025 alle 08:40
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Categoria: Politica e Amministrazione