La pressione arteriosa in montagna: controlli gratuiti in rifugio
(©CAI) -
Misurazione della pressione arteriosa In quota
Promuovere la sicurezza in montagna anche per quanto riguarda le condizioni di salute è l’obiettivo dell’edizione 2025 della Giornata della misurazione della pressione arteriosa in quota, che si svolgerà domenica 20 luglio 2025 sotto l’egida della World Hypertension League, la Lega Mondiale contro l’Ipertensione Arteriosa.
Si tratta di una campagna di sensibilizzazione sull’ipertensione arteriosa e sugli effetti cardiovascolari dell’ascesa a quote moderate e alte, promossa dalla Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, dal Club Alpino Italiano con la sua Commissione Centrale Medica e dalla Società Italiana di Medicina di Montagna, con il sostegno dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano di Milano e dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Anche quest’anno sono più di cinquanta i rifugi nei quali gli operatori sanitari volontari delle organizzazioni coinvolte effettueranno la rilevazione della pressione raccogliendo anche dati utili a fini scientifici e di ricerca.
I rifugi e i punti di misurazione sono distribuiti su tutto l’arco alpino, sulla dorsale appenninica e sulle isole. In Valle d’Aosta gli appuntamenti saranno due: sabato 19 luglio 2025 al rifugio Teodulo a quota 3.317 metri e tra mercoledì 20 e giovedì 21 agosto 2025 ai rifugi Benevolo a quota 2.285 metri e Tetras Lyre a quota 2.000 metri.
L’ipertensione arteriosa, comunemente definita pressione alta, è una condizione in cui la forza esercitata dal sangue contro le pareti delle arterie risulta eccessiva. Questo stato può danneggiare cuore, reni, vasi sanguigni e altri organi vitali, aumentando il rischio di infarto, ictus e insufficienza renale. Definita il killer silenzioso per la sua frequente asintomaticità, l’ipertensione arteriosa rappresenta ancora oggi il principale fattore di rischio per malattie cardiovascolari e morte in tutto il mondo, colpendo circa il quaranta per cento della popolazione adulta occidentale, con una frequenza che cresce proporzionalmente all’età.
Per prevenire il verificarsi di eventi cardiaci e cerebrali spesso fatali o invalidanti, è fondamentale prestare attenzione al comportamento della pressione arteriosa in diverse situazioni della vita quotidiana, comprese le escursioni e le ascensioni in montagna. Il corpo umano, infatti, deve adattarsi a cambiamenti significativi di altitudine. A quote elevate la pressione atmosferica diminuisce, riducendo la quantità di ossigeno disponibile. Questo stato, detto ipossia, può influenzare direttamente e indirettamente la pressione arteriosa. Studi condotti dall’IRCCS Istituto Auxologico Italiano e dall’Università di Milano-Bicocca hanno dimostrato come la pressione salga in modo significativo durante l’esposizione acuta ad alta quota sopra i 2500 metri, ma inizi a modificarsi già a partire da altitudini moderate intorno ai 1800-2000 metri, con un effetto progressivamente più marcato con l’aumento dell’età.
Questo avviene sia in soggetti sani sia in pazienti già ipertesi, ponendo il problema di mantenere la pressione sotto controllo anche durante le salite, per garantire un approccio alla montagna sicuro e senza rischi per l’apparato cardiovascolare.
Per chi soffre di ipertensione arteriosa, l’esposizione ad altitudini elevate può infatti comportare un ulteriore aumento della pressione, in particolare nei pazienti con scarso controllo dei valori o in presenza di patologie pregresse. È quindi necessario pianificare con attenzione i soggiorni in montagna, consultando il medico per valutare eventuali rischi, adattare la terapia farmacologica, monitorare la pressione con strumenti portatili e salire in quota gradualmente per favorire l’adattamento dell’organismo.
La campagna di sensibilizzazione e prevenzione La Pressione Arteriosa in Montagna, nata nove anni fa, si rivolge a tutte le persone che, con o senza problemi cardiovascolari, salgono in montagna in estate, per promuovere la conoscenza delle reazioni dell’apparato cardiovascolare all’altitudine. Per questo motivo sono state organizzate postazioni in rifugi distribuiti sulle Alpi italiane, sugli Appennini e in Sicilia, dove escursionisti e visitatori potranno ricevere informazioni sul rapporto tra pressione arteriosa e montagna, misurare la pressione, la frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno, compilare un breve questionario contribuendo alla ricerca scientifica in forma anonima e, allo stesso tempo, verificare rapidamente e con semplicità la propria condizione cardiovascolare.
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Pubblicato / aggiornato
il 14/07/2025 alle 13:04
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Categoria:
Salute