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Aostæ 2025

Aostæ 2025 (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - Un dettaglio della locandina di Aostæ 2025

È l’Arco d’Augusto, coperto da un telo che ne riproduce le fattezze a causa dei lavori di restauro, il simbolo della nuova rassegna Aostæ 2025, che richiama il tentativo di diventare Capitale italiana della Cultura 2025, titolo assegnato alla città siciliana di Agrigento, con Aosta che si era qualificata era tra le dieci finaliste.
Nell’anno in corso sarà comunque celebrato il 2050esimo anniversario della fondazione di Augusta Prætoria, avvenuta il 25 a.C., sotto l’imperatore Augusto e, martedì 11 marzo 2025 è stata presentata la rassegna, che prevede una serie di eventi principali, ma che vedrà altri appuntamenti che si aggiungeranno nel corso dell’anno.

L’evento che attirerà maggior pubblico (i biglietti si sono esauriti in cinque minuti) si svolgerà a Saint-Vincent, al Palais, martedì 25 marzo, alle ore 21, con lo storico, scrittore e personaggio televisivo Alessandro Barbero che tornerà in Valle d’Aosta per parlare della Conquista romana della Gallia Cisalpina.
La rassegna inizia venerdì 21 marzo, giorno dell’equinozio di primavera, alle ore 18, con il concerto Hora Nona, un brano di venti minuti composto da Giovanni Di Giandomenico, docente di composizione del Conservatoire de la Vallée d’Aoste che verrà suonato al teatro Giacosa di Aosta ed in streaming all’acciaieria Cogne, al Megamuseo (il Museo dell’Area megalitica) e nella centrale idroelettrica di Villeneuve.
Tra i principali eventi, la mostra Aosta e Pompei. Riflessi della Concordia Augustea alle origini dell’Impero che aprirà venerdì 9 maggio al Megamuseo e sarà visitabile fino al 28 settembre, dove sarà presente la statua della Concordia Augusta in prestito dal Museo archeologico nazionale di Napoli, la conferenza 200 anni di Museo egizio. La memoria è il nostro futuro, con il direttore Christian Greco ed Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo egizio di Torino in programma venerdì 13 giugno, al teatro Splendor, e lo spettacolo La gioia di danzare, previsto per venerdì 25 luglio, nell’area spettacoli del Teatro romano, quando si esibiranno l’étoile del Teatro La Scala di Milano Nicoletta Manni ed il primo ballerino Timofej Andrijashenko, insieme ai ballerini scaligeri.
Ad agosto, da venerdì 15 a domenica 17, il centro storico sarà poi interessato da Veni Vidi Augusta, una rievocazione storica che prevede un accampamento militare romano nei pressi del Teatro Romano ed un villaggio salasso ricostruito fuori le mura. Aostæ 2025 si concluderà con un evento di chiusura che sarà organizzato nelle giornate di sabato 20 e domenica 21 dicembre, solstizio d’inverno, quando in via Croce di città si verifica l’allineamento del sorgere del sole con l’antico Cardo maximus.

Per la rassegna è stato creato un apposito sito, dove sarà possibile conoscere i dettagli dei vari eventi nonché le ulteriori manifestazioni che verranno aggiunte nel calendario.

La presentazione del calendario di Aostæ 2025: Samuele Tedesco, Renzo Testolin, Jean-Pierre Guichardaz e Laura Montani
La presentazione del calendario di Aostæ 2025: Samuele Tedesco, Renzo Testolin, Jean-Pierre Guichardaz e Laura Montani

Venerdì 21 marzo – Hora Nona e spettacolo di luci e musica

Le celebrazioni di Aostæ 2025 prendono avvio con un evento inaugurale a quattro mani, nel giorno dell’equinozio di primavera, ispirate dall’antico calendario romano. Alle ore 18, si terrà al teatro Giacosa il concerto di apertura, con un brano di circa 20 minuti appositamente composto dal maestro Di Giandomenico del Conservatorio per la città di Aosta, che si svolgerà in quattro location simboliche: il teatro Giacosa stesso, le acciaierie Cogne, il Megamuseo e la centrale idroelettrica di Villeneuve. Ciascuna di queste location sarà parte di un’esperienza polifonica e poliritmica, sincronizzata tramite un collegamento streaming su maxischermi e canali social.
Le diverse compagini musicali suoneranno i quattro elementi: acqua, ferro, pietra e legno, dando vita a un gioco sonoro che riflette la coesione tra differenze e il potere evocativo della terra. L’orchestra d’archi, simbolo del legno, si esibirà nella piazza principale, mentre i percussionisti nella centrale idroelettrica utilizzeranno tamburi d’acqua, e nell’Area megalitica si esploreranno i suoni delle pietre. Infine, le acciaierie Cogne diventeranno un palcoscenico per una performance che utilizzerà materiale ferroso di scarto. A seguire dalle ore 19:30 alle 23, la facciata neoclassica del Municipio diventa protagonista di un racconto per immagini della storia cittadina, ricordando i 2050 anni trascorsi e immaginando quelli futuri, accompagnato da una colonna sonora appositamente ideata.

Locandina
Hora Nona e Luci Millenarie aprono le celebrazioni dei 2050 anni di Augusta Prætoria

Martedì 25 marzo – La conquista romana della Gallia Cisalpina (Palais St-Vincent e live streaming)

La conquista romana della Valle d’Aosta rappresenta un esempio emblematico dell’espansione imperiale, caratterizzata da una guerra che si concluse con la sottomissione dei Salassi e la confisca delle terre, distribuite poi ai coloni romani. Augusta Prætoria, col suo arco onorario, fu simbolo della vittoria degli invasori ma, in breve tempo, la popolazione locale venne assimilata, come dimostrano iscrizioni a favore di Augusto e l’integrazione di notabili Salassi nella società romana. Se da un lato, quindi, la conquista romana portò alla distruzione dell’identità dei Salassi, dall’altro generò l’arricchimento del territorio e la promozione di una civiltà avanzata. Una considerazione che invita a riflettere, insieme al professor Barbero, sulle valutazioni manichee con cui oggi si tende a giudicare la politica contemporanea.
Alessandro Barbero, storico e scrittore, Ami de la Vallée d’Aoste, medievista di formazione, maneggia con uguale perizia le fonti antiche e quelle contemporanee, producendo opere di grande successo su eventi e personaggi di epoche diverse: Carlo Magno, Dante, la battaglia di Lepanto e quella di Caporetto. Conosce profondamente la storia della Valle, per aver svolto, fin dall’inizio della sua carriera universitaria, ricerche all’Archivio Storico Regionale e all’Archivio Vescovile di Aosta.
Le porte del Palais apriranno al pubblico alle ore 20; i possessori di prenotazione dovranno presentarsi tassativamente entro le ore 20.45.  Qualora il posto non fosse occupato alle ore 20.50, la prenotazione decadrà automaticamente. La disponibilità di sposti è esaurita in cinque minuti, quindi è stato deciso che la conferenza sarà trasmessa anche in live streaming.

Martedì 1° aprile – Maia, meraviglie archeologiche invisibili delle Alpi

Il Megamuseo di Aosta ospita l’evento di lancio del progetto MAIA, Meraviglie archeologiche invisibili delle Alpi, finanziato dal programma di cooperazione transfrontaliera Interreg-VI Italia-Svizzera 2021-2027. Il progetto ha come oggetto di interesse lo studio archeologico dei siti archeologici alpini, ivi compresi i siti militari di alta quota di età tardo repubblicana e augustea. Gli studi e le indagini saranno il frutto di una collaborazione transfrontaliera fra esperti nelle discipline storiche e archeologiche e permetteranno di conoscere e scoprire i siti, oggetto di studio, così ricchi di informazioni che rischiano tuttavia di rimanere “invisibili” agli occhi di chi non possieda conoscenze specifiche.
L’appuntamento del 1° aprile sarà l’occasione per un primo confronto sullo stato dell’arte degli studi sin qui effettuati, arricchito da una performance musicale unica a cura della Fondazione Maria Ida Viglino per la cultura musicale, partner di progetto.

Il programma inizia sabato 5 luglio 2025 con lo spettacolo “Archeo-Alice nelle meraviglie” alle ore 17.30 al sito di Bois de Montagnoulaz di Pré-Saint-Didier. La fiaba è stata concepita e adattata espressamente per il progetto MAIA dalla compagnia teatrale Palinodie.

Domenica 6 luglio 2025 dalle ore 9.00 l’Office du Tourisme organizza “Cultura in cammino – Dal Colle del Gran San Bernardo a Etroubles”, un’escursione guidata per la scoperta della Via Francigena e del Cammino Balteo, con partenza dal Colle, uno dei siti archeologici coinvolti nel progetto Interreg.

Sabato 12 luglio 2025 alle ore 11.00 ai piedi del Col Citrin si svolgeranno le letture tratte da Le Meditazioni di Marco Aurelio e da Augustus di John Edward Williams interpretate da Giuseppe Cederna alla voce e Michele Mammoliti al violoncello.

Domenica 17 agosto 2025 alle ore 21.00 nel cortile interno del MAR in Piazza Roncas il concerto “Musica, musicae” vedrà protagonista Francesco Landucci, studioso della cultura musicale romana ed etrusca, e alcuni giovani musicisti della SFOM ensemble. La proposta curata dalla SFOM si inserisce nella rassegna Aostae 2025.

Sabato 6 settembre 2025 alle ore 11.00 al Colle del Gran San Bernardo la SFOM presenta lo spettacolo “STELI, performance partecipata di trasformazione del territorio” di Stalker Teatro, che evocherà i temi dell’invisibile e del confine mediante un linguaggio artistico che unisce arte visiva e performing art.

Domenica 7 settembre 2025 alle ore 6.58 la Necropoli di Vollein sarà il teatro della performance Sub ortum solis, curata dalla SFOM, con l’esibizione di tre musicisti e una ballerina per la celebrazione del sole quale elemento vitale e sacro.

Da sabato 26 a lunedì 28 aprile – I Æm you essere montagna

L’iniziativa artistica sollecita l’attivazione di un senso di azione collettiva, fondamentale per immaginare, vivere e gestire un territorio fragile che è chiamato ad adattarsi ai nuovi scenari climatici, sociali ed economici del tempo presente e che verrà. Il progetto, nel quale all’arte e alla creatività contemporanea viene delegato il compito di affrontare e di raccontare questi temi, prende forma nello spazio pubblico e presso sedi istituzionali.
Gli artisti coinvolti, Bea Bonafini, Stefano Cerio, Hannes Egger e Caterina Gobbi, usano questi luoghi come teatri per attivare un dialogo diretto con le persone, chiamate a contribuire alla creazione dei contenuti e delle simbologie dell’evento. I æm you – Essere montagna si concretizza mediante una residenza con workshop di comunità, un’installazione pubblica diffusa, una grande opera pubblica di carattere scultoreo, una video installazione e un progetto visivo per la comunicazione dell’iniziativa.

Nel dettaglio, l’opera di Bea Bonafini sarà visibile al MegaMuseo (h. 10.30-20), la scultura di Stefano Cerio verrà collocata a Plus (h. 9-23), mentre la sua installazione video sarà proiettata al Salone Ducale del Comune di Aosta (h. 10-12 e 14-18). La creazione di Hannes Egger sarà esposta in Piazza Chanoux (h. 10-18), e l’installazione sonora di Caterina Gobbi sarà allestita al Chiostro di Sant’Orso (h. 9-17). In tutti luoghi coinvolti, l’ingresso sarà gratuito.

Da sabato 26 aprile a giovedì 1° maggio – Ville ouverte 25 (Emarèse)

Attraverso la residenza di otto giorni per giovani artisti, Ville Ouverte si propone di indagare il profondo legame tra l’identità alpina e la vita urbana, creando un dialogo sinergico tra città e montagna, connettendo la progettualità residenziale con un confronto reale con gli artisti e le artiste selezionate nel progetto I æm you.
La residenza avrà luogo presso la locanda Le Milieu di Eresaz, nel comune di Emarèse, un ambiente che invita alla riflessione e alla creatività e che rappresenta una vera e propria terrazza sulla Valle d’Aosta. In tale situazione, gli artisti saranno incoraggiati a vivere e interagire con il contesto urbano di Aosta, immaginando installazioni artistiche che colleghino le identità alpine e cittadine. Le opere concepite durante la residenza non solo utilizzeranno materiali locali come il Marmo Verde Alpi e la Pietra di Verrayes, ma saranno anche pensate per instaurare un dialogo diretto con gli spazi cittadini. Attraverso l’arte, Aosta diventerà una Ville ouverte, un luogo di accoglienza e integrazione, dove le installazioni stimoleranno la riflessione sulla nostra relazione con l’ambiente e l’importanza della naturalità come strategia di rinascita urbana. Una commissione giudicatrice composta da Chicco Margaroli, Alessandro Ottenga, Luciano Seghesio, Enrico Montrosset e Verdiana Vono, avrà il compito di selezionare i progetti, garantendo che le opere siano non solo esteticamente rilevanti, ma anche in grado di arricchire il tessuto urbano.

La collocazione delle opere sarà pensata per favorire un’interazione attiva con i cittadini, rendendo l’arte parte integrante della vita quotidiana.
Il progetto Ville ouverte ambisce a trasformare Aosta in un laboratorio di idee, dove la creatività artistica si sposa con la bellezza naturale, creando un ambiente urbano che celebra la diversità e la connessione tra l’uomo e la montagna.

«Ho l’opportunità di toccare tutto, dalla roccia alle insegne al neon. Vorrei lavorare a un progetto per le persone, in cui le discrepanze possano diventare un valore aggiunto», spiega Romeo Belotti.

«Durante questa residenza – sottolinea Gabriela Du Bois desidero approfondire il legame tra uomo e montagna. La Valle d’Aosta si sta rivelando un luogo, un corpo vivo, ricco di storia, memoria e comunità. Vorrei che la mia ricerca diventasse un ascolto attento del luogo e della memoria collettiva, connettendo materiali naturali, suoni e narrazioni

«Per me – aggiunge Jinxinxin Fan – il rapporto tra la montagna, la comunità e gli individui è molto semplice, come nella filosofia taoista: ‘L’uno genera il due, il due genera il tre, il tre genera tutte le cose’. La montagna è l’Uno – l’origine, la radice. La comunità è il Due – il modo in cui l’uomo si connette alla natura. Le persone sono il Tre – coloro che vivono questa connessione. Il compito degli artisti è ‘tutto il resto’: rendere visibile questo legame, e far sì che continui a vivere». 

Secondo Edoardo Meda: «All’interno del progetto di residenza, vorrei proporre una riflessione che riesca a coniugare la mia pratica di disegno con uno sguardo critico al rapporto città-montagna. Attraverso lo scambio e la collaborazione con gli altri elementi del gruppo di residenza, vorrei elaborare un progetto individuale o collettivo che possa portare lo spettatore a riflettere sulle differenze e le affinità di questi luoghi».

«A Eresaz calma mi aspetto di lenire i malumori urbani, di avere acuita la fame di montagna e la paura di essa, del grosso corpo tozzo che ci guarda. Qui, un momento di riflessione prezioso – Aosta i monti e la valle – come forse mai altrove», aggiunge Giulio Monciatti

«Da questo progetto – conclude Giorgia Zaitmi aspetto l’opportunità di imparare a guardare dall’interno e riuscire ad esplorare l’intimità e la connessione umana in un contesto ormai sempre più e troppo stereotipato come puro luogo di isolamento e sola bellezza naturale, facendone emergere invece la sacralità dei valori e dei legami tra le persone e la terra che le ha partorite, richiamate o tuttora le attende».

Giovedì 29 aprile – 11100 Capturer l’experience

Nella giornata europea della solidarietà tra le generazioni, il 29 aprile, 11100 si propone di esplorare il legame tra il tempo che scorre e le identità collettive, utilizzando il codice di avviamento postale come metafora della nostra connessione a luoghi e comunità. Questo sistema, che facilita la distribuzione postale, diventa simbolo di un tessuto sociale intriso di storie, esperienze e memorie condivise.
11100 si propone di facilitare un dialogo tra due generazioni apparentemente distanti: gli undicenni e i centenari. Questa interazione rappresenta un’opportunità unica per riscoprire il valore delle esperienze passate e per trasmettere saggezze che rischiano di perdersi. In questo scambio, le memorie diventano strumenti per immaginare un futuro condiviso. Le domande sul passato si intrecciano con le aspirazioni per il domani, creando un ponte tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere.
Sono state dunque realizzate diverse interviste dove gli undicenni chiedono ai centenari momenti di vita, luoghi, ricordi, consigli. Le radici, simbolo di stabilità e resistenza, trovano nuovi innesti nei pensieri e nelle conversazioni tra le generazioni. Attraverso la riscoperta di luoghi comuni e di visioni condivise, il progetto intende restituire alla comunità non solo memorie, ma anche speranze per il futuro. Le storie di vita, le sfide affrontate e i sogni coltivati si trasformano in un patrimonio collettivo, un’eredità da custodire e da trasmettere. Le puntate saranno presentate giovedì 29 aprile al Salone ducale di Aosta e resteranno disponibili on line.

Da giovedì 1° a domenica 4 maggio – Tanque festival sulla morte per viventi

Dal giovedì 1° maggio 2025 a domenica 4 maggio 2025 ad Aosta si svolgerà il Tanque Festival – sulla morte per viventi, una manifestazione culturale dedicata al tema della morte, intesa come momento di riflessione, trasformazione e rinascita. In concomitanza con il periodo pasquale, il festival propone una serie di appuntamenti che includono proiezioni cinematografiche, spettacoli teatrali, installazioni, performance e incontri di carattere religioso e filosofico.
Il festival inizierà giovedì 1° maggio 2025 alle 20.30 al Teatro Cinema Giacosa con la proiezione del documentario Morire di Lavoro, a cura di FrontDoc.
Con Morire di lavoro Daniele Segre indaga la realtà del settore delle costruzioni in Italia, protagonisti i lavoratori e i familiari di lavoratori morti sul lavoro. Nel documentario si parla di incidenti mortali nei cantieri edili, dell’orgoglio del lavoro, di come si è appreso il mestiere, della sicurezza e della sua mancanza, di lavoro nero, di caporalato. A seguire talk con sindacati e il figlio del mancato regista Segre

Venerdì 2 maggio 2025 alle 19.30, al Teatro Plus andrà in scena la rappresentazione teatrale Sei la fine del mondo (letteralmente), a cura del collettivo Creature Montane.
Due donne interagiscono l’una con l’altra e con una serie di video proiettati alle loro spalle. Illustrano una caricatura del nostro mondo: supermercati colmi di carne di mucca dove i nostri amati cani non possono entrare; lavorare per pagare medici che ci dicono che dobbiamo lavorare meno. Il ritratto che dipingono del mondo è comicamente assurdo, e assurdamente reale. Poco alla volta, si delinea un pensiero preciso: la relazione tra esseri umani e natura, così come la relazione tra esseri umani stessi, è tossica, difettosa. Ma possiamo curarla.

Sabato 3 maggio 2025 il Teatro Cinema Giacosa ospiterà alle 16.00 lo spettacolo teatrale La conquista del Cervino, realizzato dal Teatro di Aosta.
Laissez moi ici. Allez vous en. Laissez moi ici”.

Lasciatemi qui. Andate. Andate pure. Lasciatemi qui”. Il vecchio ora riposa e guarda.

È appoggiato alla roccia, le spalle si aggrappano alla pietra. Il vecchio è Jean Antoine Carrel. Dopo aver affrontato la tempesta durante la discesa, dopo aver sopportato il male che l’ha accompagnato su un sentiero seguito decine di volte, si arrende. 

“Lasciatemi qui”. “Je peux rester ici”. “Io posso stare qui”, pensa. È arrivato alla fine. Alla fine della discesa. E forse è arrivato anche alla fine della sua vita. Sente il freddo della montagna dietro. Sente lo sguardo alto del Cervino. Non si sente solo. Le sue mani sono gelate, il suo corpo è inerte. I compagni cercano di rianimarlo. Lo chiamano più volte.

Antoine! Antoine! Antoine! Lui guarda i compagni e non risponde. È il momento del trapasso, dalla vita alla morte, dove inizia per noi autori del racconto La conquista del Cervino, una delle più grandi sfide che la storia dell’alpinismo ricordi. Jean Antoine Carrel, il bersagliere, la guida di Valtournenche, dopo aver combattuto sui campi di battaglia del Risorgimento italiano, una volta fatta l’Italia, si trova davanti all’ultima battaglia: la conquista della montagna più bella delle Alpi.  Il racconto ripercorre le tappe della sfida, le scalate e le sconfitte… 

È un racconto corale, proprio come le storie risorgimentali o i grandi poemi epici. E così intorno a Carrel e Whymper si ricorda Aimé Gorret e Quintino Sella, il professor Tyndall e le vittime della prima discesa dalla vetta. La salita, la fatica, la morte, l’amicizia e la fratellanza. Tutto questo si vive nella ricerca della scalata alla Becca, nella rincorsa a quei 4.478 metri sopra il livello del mare, da dove «si sentono cantare gli angeli».

Alle 20.00 è prevista una installazione fotografica e performance sulla ricomposizione del corpo e dell’identità a cura di Alexine Dayné e Cristina Gugnali. Alle 20.30 seguirà la proiezione del film Departures del regista Yojiro Takita, proposta da Framedivision.
Daigo Kobayashi è un giovane violoncellista costretto a tornare nella sua città natale dopo lo scioglimento dell’orchestra di cui faceva parte. Per mantenere se stesso e sua moglie, Daigo accetta un impiego come cerimoniere funebre, ovvero colui che compie il rito della deposizione della salma. Si tratta di un modo prezioso per dare l’estremo saluto alla persona deceduta: la pulizia del corpo, il trucco sul viso e la vestizione sono le ultime simboliche carezze fatte alla persona cara, prima di lasciarla andar via per sempre. Attraverso la bellezza di un rituale antico, elegante e rispettoso, la morte riacquista dignità. Un film delicato e di struggente poesia. Premio Oscar 2009 – miglior film straniero.

Domenica 4 maggio 2025 alle 10.30 avrà luogo L’altra Verità. L’idea è quella di creare un’occasione per riflettere sulla morte – collettivamente – coinvolgendo la città non solo intesa come cittadinanza, ma intesa anche – e soprattutto – come spazio all’interno del quale i corpi si muovono, si incontrano, si evitano, si osservano, si spostano e si frequentano. 

Il pubblico, infatti, è invitato ad una processione che si compirà al ritmo di una marcia funebre intonata dalla banda musicale di Aosta per giungere, attraversando il centro storico di una pacifica domenica mattina, al piccolo Cimitero Storico di Sant’Orso. Lì, ad attenderlo, un uomo che coinvolgerà gli spettatori in una riflessione a partire da questa possibile verità.
Nel pomeriggio di domenica 4 maggio 2025 al MegaMuseo si svolgerà l’appuntamento intitolato Riflessioni alt(r)e sulla morte, che comprenderà alle 14.00 la conferenza Politiche cimiteriali tra Ancien Régime e rinnovamento urbano. Uno sguardo sul cimitero di Aosta, a cura di Chiara Devoti.
Le politiche cimiteriali si associano a processi forti e riconoscibili di consolidamento – e spesso di revisione (come messo in luce dalla scuola sociale francese) – del rapporto e del controllo con le tre condizioni principali del corpo, ossia sano, malato e morto. Il passaggio dunque dalla “promiscuità” delle fosse comuni alla disposizione napoleonica per singola sepoltura segna la logica di gestione urbana, conoscendo nel contesto sabaudo precoci e a tratti antesignane disposizioni.  Aosta ne risente pienamente, con sedi cimiteriali che mutano – riflesso anche di poteri religiosi e laici – e che conducono sino alla scelta della posizione attuale del campo santo, in palese connessione con processi di ampliamento urbanistico.

A seguire alle 15.30 si svolgerà la proiezione del documentario (R)ESISTI – Paura del Futuro del regista Davide Bongiovanni.
(R)ESISTI è un documentario del 2020 di Davide Bongiovanni. (R)esisti si basa sul racconto del grave impatto fisico, emotivo, culturale e psicologico che il virus ha avuto nella prima ondata sulla popolazione, e tratta in qualche modo l’evoluzione e il cambiamento forzato a cui siamo stati tutti chiamati a rispondere. Il corto mostra anche altri aspetti dell’emergenza-pandemia, più legati a quelle figure professionali che combattono in prima fila contro un nemico invisibile: personale sanitario, protezione civile, ma anche corrieri, cassieri del supermercato e tutti coloro che devono affrontare una situazione di grave emergenza. 

Alle 17.00 sarà la volta della conferenza Il rito della morte fra Barocco e Novecento. La confraternita di Santa Croce o della Misericordia di Aosta, presentata dall’archivista comunale Federica Giommi.
Dopo il Concilio di Trento (1545-1563) in tutta l’Europa sottoposta alla Riforma cattolica (o Controriforma) si verifica un rifiorire del movimento confraternale, con aspetti di rinnovamento rispetto al Medioevo. Non sfugge al fenomeno la Diocesi di Aosta, suffraganea al tempo di quella di Tarantaise, dove nella Ville e nelle parrocchie rurali per tutto il Seicento e buona parte del Settecento si assiste alla creazione di confraternite devozionali, vere e proprie associazioni autonome dalla parrocchia, formate da laiche e laici impegnati nelle attività previste dai loro statuti. In particolare dal 1598 opera nella Città di Aosta la Confraternita dei Penitenti Neri sotto il titolo della Santa Croce o della Misericordia con il fine di sostenere i carcerati con la preghiera e con le opere di Misericordia e di accompagnare nell’ultimo viaggio i condannati al patibolo di Les Fourches. La relazione intende ricostruire, per sommi capi, l’attività dei Penitenti Neri di Aosta nei propri rituali funerari e devozionali fino agli anni Trenta del Novecento quando, cambiata anche la situazione politica, la confraternita fu soppressa

La giornata si concluderà alle 18.15 con lo spettacolo Dante Live, realizzato dal collettivo Palinodie.
Il titolo Tanque, che in patois significa arrivederci, esprime l’intento del festival di trasformare il congedo in attesa e riconoscenza. L’evento, ispirato alla Death Culture, si propone come momento di incontro e di rilettura collettiva del rapporto tra vita e morte, in una dimensione che intreccia memoria e speranza.
Come è fatto l’aldilà? Precisamente di cosa parliamo quando diciamo paradiso e inferno? Nell’immaginario medievale i regni oltremondani sono luoghi precisi con geografie definite, a volte oniriche, ma con rimandi precisi, ricorrenti.

Domande e risposte, commenti a due voci, letture dai passi più celebri della Commedia e dalle visioni medievali, mentre alle spalle lo schermo si riempie di fantasmagorici disegni dal vivo. Per immaginare insieme e per provare a dare spazio a quelle voci che, antiche come l’essere umano, si chiedono che cosa c’è oltre. 
Di e con Verdiana Vono, Rossana Guglielmetti, Cecilia Petrucci.

Da venerdì 9 maggio a domenica 28 settembre – Aosta e Pompei

Aosta e Pompei. Riflessi della Concordia augustea alle origini dell’Impero è una mostra ospitata all’interno del MegaMuseo di Aosta, cornice e protagonista della storia della città e del suo territorio, realizzata con il contributo, attraverso il prestito di opere di Istituzioni che rappresentano l’eccellenza nel panorama culturale
italiano: il Parco Archeologico di Pompei, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Parco Archeologico del Colosseo, i Musei Capitolini, il Museo Archeologico Nazionale di Ancona, i Parchi Archeologici di Paestum e Velia, il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia e tanti altri. Opera simbolo dell’evento è la statua della Concordia Augusta, in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
L’evento si inserisce in nel contesto del 2050° anniversario della fondazione di Aosta, avvenuta nel 25 a.C. sotto l’imperatore Augusto. Questo importante traguardo offre l’occasione ideale per approfondire la conoscenza della città come esempio emblematico della capacità romana di adattare modelli culturali, sociali e urbanistici a contesti geografici specifici. Un aspetto centrale della mostra è l’arricchimento della comprensione del ruolo di Aosta all’interno dell’Impero Romano. Situata lungo un fondamentale asse di comunicazione tra l’Italia e l’Europa settentrionale, la città rappresenta uno straordinario esempio di pianificazione urbanistica e organizzazione territoriale in un’area d’importanza strategica. Il raffronto con la seconda protagonista di questo racconto, Pompei, mostra come la visione politica e culturale di Augusto sia stata il tessuto connettivo dell’Impero: armonizzando le diverse identità locali è stata in grado di dare corpo ad un’unica grande realtà, quella romana.
L’impero tutto è Roma e tutti i cittadini possono ritenersi Romani, anche se a vari livelli rispetto ai diritti politici e civili. Gli abitanti di Augusta Prætoria e quelli di Pompeii, anche se distanti geograficamente, hanno uno stile di vita e attitudini culturali che ritroviamo in età Augustea in tutto l’Impero Romano. Entrambi i centri sono soggetti a consistenti trasformazioni durante il primo impero, sia a livello urbanistico, sia a livello sociale. Il percorso espositivo intende, dunque, dare conto del rapporto esistente tra due realtà coeve intimamente legate alla figura e all’operato dell’imperatore Augusto.
La mostra include una selezione di reperti iconici provenienti di siti di Pompei e di Aosta; tra questi, statue, affreschi, epigrafi, strumenti di uso quotidiano e oggetti rituali. A questa documentazione si affiancherà una serie di contributi proveniente dal territorio circostante, quello aostano e dal resto dell’Italia, utili a dare un quadro ancora più articolato e variegato di tempi, modi e forme caratterizzanti i momenti della nascita di una città.

Mostra “Aosta e Pompei. Riflessi della Concordia augustea alle origini dell’Impero”

Il primo evento, in apertura il 9 maggio alle ore 9.00, è la mostra “Aosta e Pompei. Riflessi della Concordia augustea alle origini dell’Impero”, che esplora il ruolo centrale di Aosta nell’Impero Romano, mettendola a confronto con Pompei. Con reperti iconici provenienti da Aosta, Pompei e altri siti archeologici italiani, la mostra approfondisce la capacità romana di adattare modelli culturali, sociali e urbanistici a contesti geografici specifici. Il simbolo dell’esposizione è la statua della Concordia Augusta, che simboleggia l’armonia e la pacificazione garantite da Augusto. La mostra sarà visibile fino al 28 settembre, con orario 9-19 (chiuso il lunedì).

Aosta e Pompei. Riflessi della Concordia augustea alle origini dell’Impero
Aosta e Pompei. Riflessi della Concordia augustea alle origini dell’Impero

Convegno “Augusta Civitas. Giornate di studio per i 2050 di Augusta Praetoria”

Sempre il 9 maggio, dalle ore 9.00 alle 19.00, e il 10 maggio, dalle 9.00 alle 15.00, il MegaMuseo ospiterà il convegno “Augusta Civitas. Giornate di studio per i 2050 di Augusta Praetoria”, con numerosi studiosi e archeologi italiani e internazionali. Le giornate di studio esploreranno temi legati alla fondazione delle città augustee e al loro impatto sull’urbanistica, sull’architettura e sulle risorse naturali. Un focus speciale sarà dedicato a Pompei, data la concomitante apertura della mostra. L’evento, aperto al pubblico, richiede prenotazione via email o telefono.

Concerto “Eu Have a Dream”

A chiudere la giornata del 9 maggio, alle ore 20.30, sarà il concerto “Eu Have a Dream” dell’European Saxophone Ensemble (ESE), insieme al gruppo Tamtando. Il concerto, che si terrà nell’Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans, vedrà l’esecuzione in prima assoluta della composizione A.O.S.T.A. del maestro Cézariusz Gadzina, scritta appositamente per l’occasione. Il brano, ispirato ai paesaggi alpini e alla cultura accogliente della Valle d’Aosta, sarà eseguito da 35 musicisti, tra cui 12 sassofonisti e un grande ensemble di percussioni.

Venerdì 16 maggio – Terrain de jeu Aosta da esplorare

I più piccoli diventeranno protagonisti di una caccia al tesoro, Terrain de jeu, che ha come tappe i maggiori luoghi di interesse di Aosta e che ne fa emergere le plurime stratificazioni.
Chi sarà il più scaltro a risolvere gli enigmi? Chi sarà il più abile a guardare? Nelle strade della città ci sono tutti gli indizi per completare il percorso utilizzando capacità di osservazione, memoria e spirito di squadra. Questa sfida riprende il lavoro di conoscenza e consapevolezza grazie al percorso di conoscenza svolto con la proposta editoriale Aostæ da esplorare II.

Venerdì 6 giugno – #Villenouvelle

La manifestazione, inserita all’interno di Archivissima 2025, coinvolge sia gli archivi del Comune di Aosta, sia l’Archivio storico regionale. Il Festival di respiro nazionale, giunto alla decima edizione, intende valorizzare il patrimonio archivistico con l’intento di aprire gli archivi al grande pubblico, perché possano essere conosciuti, frequentati e studiati.
Il tema dell’edizione 2025, Dalla parte del futuro, coglie l’essenza stessa degli archivi. Infatti, contro il luogo comune che li vorrebbe solo custodi del passato, tra polvere e carte, gli archivi si rivelano i migliori alleati del futuro. Archivissima 2025 si apre quindi all’insegna dei futuri possibili, non solo quelli ancora da costruire, ma anche quelli che abbiamo provato a immaginare. In occasione del 2050° compleanno della città, Comune di Aosta e Archivio storico regionale hanno individuato un tema in grado di connettere passato e futuro. Ogni centimetro di archivio, infatti, è capace di individuare risposte per il futuro con immagini, parole, disegni e memorie che raccontano eventi, opere e persone custodendo la brace per accendere il fuoco del futuro.
Un quartiere per il futuro e Alla scoperta di un Archivio a cielo aperto sono gli eventi che riassumono il concetto stesso di futuri possibili. Luogo di recenti trasformazioni, il quartiere Cogne, nato come residenza per gli operai e i dipendenti della Nazionale Cogne di Aosta, riesce a raccontare visioni di sviluppo urbanistico. Cominciando dai documenti dell’archivio della Nazionale Cogne, ora di proprietà regionale, Villenouvelle consentirà di visitare il quartiere Cogne scoprendo edifici, storie e persone che lo hanno animato nel corso del tempo, dagli anni trenta sino ad oggi, considerato che negli ultimi anni l’Amministrazione comunale ha promosso un’ampia attività di progettazione per immaginare e delineare il quartiere del futuro.

L’Istituto Storico della Resistenza apre le sue porte per la Notte degli Archivi

In occasione di Archivissima 2025 – Notte degli Archivi, venerdì 6 giugno 2025 si svolgerà un’apertura straordinaria dell’Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea della Valle d’Aosta. L’iniziativa, intitolata Dalla parte del futuro: l’archivio Bastrenta, offre al pubblico un’occasione unica per scoprire uno degli archivi più significativi del territorio.

Dalle ore 18.30 alle ore 21.30, saranno organizzate visite guidate della durata di un’ora, con accesso esclusivamente su prenotazione. Durante la serata sarà possibile esplorare l’archivio Bastrenta, custodito dall’Istituto, e approfondire il suo valore storico e culturale, attraverso un viaggio nella memoria collettiva.

Per partecipare è necessario prenotarsi scrivendo all’indirizzo resvalleehis@gmail.com oppure telefonando al numero 0165 40846.

Da giovedì 12 a domenica 15 giugno – Giornate europee dell’archeologia

In occasione delle Giornate europee dell’archeologia sono organizzate visite guidate aperte al pubblico a siti archeologici normalmente poco accessibili, in orari diurni e su prenotazione.
Verranno aperti al pubblico la Villa romana della Consolata, dove con particolari visori sarà possibile fare una visita virtuale con una ricostruzione possibile della sua fase originaria; la Necropoli fuori Porta Decumana, luogo di sepoltura di epoca romana; il Giardino dei ragazzi, che custodisce le vestigia di quartieri popolari della colonia di Augusta Praetoria; l’Arco d’Augusto, attualmente in fase di restauro, sarà possibile salire in sicurezza sul ponteggio e ammirare da vicino il monumento e il lavoro dei restauratori; la cloaca principale della città romana, conservata in una cantina privata nel cuore del centro storico.

l primo appuntamento si terrà giovedì 12 giugno 2025 alle 17.00 al MegaMuseo, dove si svolgerà la conferenza Lo scavo e la cultura materiale, che vedrà la partecipazione dello staff scientifico del museo e di Alessia Amenta, curatrice del Reparto Antichità Egizie e del Vicino Oriente dei Musei Vaticani.

Venerdì 13 giugno 2025, dalle 9.00 alle 19.00, prenderà il via l’iniziativa Archeologi sul campo al MegaMuseo, con l’apertura dello scavo presso il Tumulo dell’Età del Ferro. Durante la giornata si alterneranno incontri divulgativi come Archeo speed date, appuntamenti con esperti come Generoso Urciuoli, Francesca Martinet e Alessandra Armirotti, e visite per famiglie con A spasso nel tempo in tre orari: 11.00, 15.30 e 17.30. Sempre venerdì si terranno visite guidate straordinarie alla Villa della Consolata, all’Arco di Augusto e alla Necropoli fuori Porta Decumana, tutte su prenotazione.

Alle ore 15.00, il MegaMuseo ospiterà la conferenza Nuove frontiere della ricerca archeologica. L’esperienza dei Musei Vaticani, a cura di Alessia Amenta, Curatrice Reparto Antichità Egizie e del Vicino Oriente dei Musei Vaticani (ingresso gratuito). 

Il Reparto Antichità Egizie e del Vicino Oriente dei Musei Vaticani ha avviato da molti anni una serie di progetti internazionali e multidisciplinari, che evidenziano un pionieristico approccio non soltanto negli studi egittologici, ma anche per l’archeologia più in generale: l’oggetto archeologico rappresenta non solo l’argomento della ricerca, ma allo stesso tempo diventa la prospettiva della ricerca stessa. Tale orientamento può sintetizzarsi con l’espressione “far parlare l’oggetto”, che risulta un caleidoscopio in continua trasformazione, in quanto osservato dalle più diverse angolazioni, facendo dialogare diversi professionisti e diverse metodologie di indagine. Ciò significa anche scrivere la sua storia attraverso le “cicatrici” incise sulla sua stessa “pelle” e non soltanto attraverso il messaggio affidato alle iscrizioni e iconografie dipinte o incise su di esso.

Nel corso della conferenza, verrà presentato il Vatican Coffin Project, lo studio dei sarcofagi lignei policromi del Terzo Periodo Intermedio, cosiddetti “sarcofagi gialli”, offrendo scenari e canali di approfondimento sempre nuovi. Il Sekhmet Project studia invece la più grandiosa scenografia di pietra dell’Egitto faraonico, che conta centinaia di statue della dea Sekhmet in granodiorite, decoro del tempio funerario del faraone Amenhotep III a Tebe Ovest. Il progetto si avvale anche delle più moderne tecnologie dell’Intelligenza Artificiale (AI), lasciando “parlare le statue” anche attraverso la loro “traduzione numerica”.

Alle ore 16.30, sempre al MegaMuseo, è in programma la conferenza Alla ricerca delle orme umane al MegaMuseo. Uno studio con il Museo delle Scienze di Trento a cura di Marco Avanzini, responsabile Sezione di Geologia e Paleontologia del Museo di Scienze di Trento, e Alessandra Armirotti, responsabile Ricerca e Collezioni del MegaMuseo di Aosta (ingresso gratuito). 

La conferenza presenterà una delle più recenti scoperte avvenute al MegaMuseo, impronte umane di 4000 anni fa, lasciate nel terreno dagli agricoltori che abitavano nella zona di Saint-Martin-de-Corléans, quartiere della città di Aosta che ospita oggi il sito archeologico coperto. I relatori illustreranno le fasi del ritrovamento, avvenuto grazie a indagini archeologiche approfondite nei pressi del tumulo funerario della prima Età del Ferro e le più moderne tecnologie di indagine per studiarle, capirle e comunicarle al pubblico. 

A chiudere il programma, alle ore 18.00, al Teatro Splendor di Aosta, la conferenza 200 anni di Museo Egizio, la memoria è il nostro futuro, nel corso delle quale la presidente del Museo Egizio Evelina Christillin e il direttore Christian Greco illustreranno i mutamenti sociali e politici che hanno avuto una profonda influenza sul modo di raccontare la storia dell’Egitto e di interfacciarsi con i diversi pubblici.

Sabato 14 giugno 2025 proseguirà l’apertura dello scavo con Archeologi sul campo dalle 9.00 alle 19.00. Nel corso della giornata si svolgeranno incontri scientifici e attività per bambini e famiglie, come il laboratorio Tutti al MAR alle 15.00 e alle 17.00 e la sfida Mini vs Mega alle 16.30. Le visite guidate straordinarie condurranno nuovamente alla scoperta della Villa della Consolata e dell’Arco di Augusto, sempre su prenotazione.

Domenica 15 giugno 2025, dalle 9.00 alle 19.00, si concluderà il ciclo di Archeologi sul campo. In programma ci saranno interventi con Giorgio Avati, Francesca Martinet, Alessandra Armirotti e Marco Vigna. Il MegaMuseo ospiterà anche attività per famiglie come A spasso nel tempo alle 11.00, 15.30 e 17.30, la MegaCaccia al tesoro alle 11.00 per bambini dai sei agli undici anni e A caccia di orme alle 16.30 per i più piccoli dai tre ai sei anni. Sempre domenica, per l’iniziativa Giardino dei ragazzi, saranno proposte visite a Alla scoperta dei tesori nascosti alle 11.00, 12.00, 14.00, 15.00 e 16.00 con ingresso da Via Festaz.

Tutte le attività sono gratuite e alcune richiedono la prenotazione obbligatoria telefonando al numero 349 2934003 dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00.

Venerdì 13 giugno – 200 anni di Museo egizio

Sempre nell’ambito delle Giornate europee dell’archeologia è prevista la conferenza, 200 anni di Museo egizio, la memoria è il nostro futuro tenuta dal direttore Christian Greco e da Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo egizio di Torino, ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su webtic.
Da 200 anni il Museo Egizio rappresenta un luogo di ricerca, dialogo e innovazione, in cui il tempo diviene spazio. Dall’originaria natura di tipo antiquario che ha caratterizzato la sua nascita nel 1824, l’istituzione torinese ha attraversato molteplici fasi storiche per la città, l’Italia e il mondo. Questi mutamenti sociali e politici hanno avuto una profonda influenza sul modo di raccontare la storia dell’Egitto e di interfacciarsi con i diversi pubblici.
Un cambiamento epocale è stato certamente rappresentato dall’arrivo di Ernesto Schiaparelli nel 1894 e dall’avvio delle campagne di scavo archeologico del museo in Egitto a partire dal 1903, che ne amplieranno enormemente la collezione. Proprio la figura di Schiaparelli lega le nostre Istituzioni e dà una prospettiva futura. La sua lungimiranza, infatti, se da un lato, gli permise di comprendere la necessità di completare una collezione che seppur ricca, presentava al tempo molte lacune storiche e tematiche, dall’altro lo rese conscio dei limiti delle conoscenze scientifiche del tempo nello studio dei reperti, solo oggi pienamente indagabili grazie all’avvento delle tecnologie digitali.
Seguendo quindi le orme di Schiaparelli, il Museo Egizio dal 2015 è tornato a lavorare sul campo con ben tre missioni archeologiche sottolineando quindi nuovamente la sua vocazione alla ricerca. Il riallestimento in corso, inoltre, che inserirsi nel quadro dei festeggiamenti per il bicentenario del museo, unisce una profonda riflessione scientifica a un approccio votato alla massima accessibilità e all’innovazione tecnologica, dando ragione di un istituto che guarda al futuro cercando di comprendere la tradizione da cui deriva.

Sabato 21 giugno – Animæ

Dalle ore 21.30 in occasione della Festa della Musica, le celebrazioni trasformeranno l’Arco di Augusto, attualmente in restauro, in un palcoscenico straordinario di luce e suoni per Animæ. Questo simbolo della storia di Aosta prenderà vita attraverso un’installazione artistica che unisce la musica house e la minimal techno a un affascinante gioco di luci proiettate, mentre i personaggi storici, dall’imperatore Augusto all’automa di Manzetti, prendono vita, creando un legame tra passato e presente. I personaggi storici in 3D si muoveranno in perfetta armonia con le sonorità elettroniche, creeranno un’atmosfera magica che celebra la coesione tra patrimonio storico e innovazione contemporanea.
L’Arco di Augusto diventerà un simbolo di rinascita e vitalità, rappresentando un unicum in cui il passato si fonde con il presente. Questo evento non è solo una festa, ma un momento di connessione e condivisione, dove cittadini e visitatori potranno immergersi in un’esperienza sensoriale unica, riflettendo sulla bellezza della nostra eredità culturale.

Martedì 15 luglio – Metamorfosi

Le Metamorfosidi Ovidio, testo classico di incredibile contemporaneità, è una rappresentazione del carattere instabile, precario e illusorio della realtà, dove una definizione univoca della natura, della vita e dell’uomo risulta essere non solo antistorica, ma addirittura impossibile. Al fine di non perdere o eludere la complessità delle tematiche e della lingua del poema, questo spettacolo è una sorta di concerto di musica, corpo e parola che prova a restituire la potenza visiva e sonora di cui il testo di Ovidio è ancora oggi sorprendentemente portatore. Danzatori, musicisti e voce recitante condurranno lo spettatore in quei luoghi di transizione e di visionarietà attraverso tre storie, ritenute più emblematiche per temi e significati. 

La prima, L’Origine, in cui si descrive, in una sintesi abbagliante, l’inizio, prima che ci fossero le “cose”, in cui la natura mostrava ovunque un volto uniforme, nient’altro che una massa senza forma e confusa, un peso inerte, in una parola il Caos. Gli opposti si scontrano, configgono fino a quando il Demiurgo decide di appianare questo conflitto, separando la terra dal cielo, le onde dalla terra, assegnano un posto a tutto ciò che esiste, “stringendole in lacci concorde di cose”. A poco a poco il mondo prende forma. L’universo si riempie di esseri viventi e per ultimo nasce l’uomo, l’unico essere che ha lo sguardo rivolto al cielo e non alla terra. E da qui inizia la storia dell’umanità, che quasi immediatamente però produce guerra e menzogna, tanto da spingere gli dèi a sterminare il genere umano attraverso un diluvio di pioggia e mare.

La seconda, L’amore di Apollo per Dafne, si colloca nell’universo dell’eros più incontrollabile che sfocia nella violenza. Apollo nella sua tracotanza offende Cupido e ne viene ripagato con una freccia che lo fa innamorare della ninfa Dafne. Questa respinge il Dio e fugge inseguita; quando sta per essere raggiunta, grazie alle sue preghiere e per sottrarsi all’assalto violento di Apollo, viene trasformata in alloro. Ma il Dio folle d’amore e passione non si arrende, si getta sulla pianta avvolgendola in un abbraccio feroce. La corsa nei boschi di Dafne per sfuggire alla foga amorosa di Apollo è terribile e insieme straziante, spaventosa, tanto è prossima ad una delle troppe cronache odierne. 

La terza, Fetonte, è sostanzialmente la storia di un clamoroso disastro aereo causato dal folle ardire del giovane che compie il volo. Fetonte, nonostante le raccomandazioni e i consigli del padre, il Sole, che lo esorta alla prudenza, a tenere una giusta via di mezzo, a non volare né troppo in alto né troppo in basso, decide di cavalcare il carro del padre sprezzante del pericolo che lo attende. Fetonte non vuole ascoltare, Fetonte si mette in pericolo, Fetonte non accetta raccomandazioni e parte. I cavalli corrono all’impazzata, senza freni, il giovane ne perde presto il controllo, il carro prende fuoco, si incendiano anche i suoi capelli. Fetonte precipita come una stella cadente e muore. Sulla sua tomba vengono incisi due versi: Qui giace Fetonte, auriga nel carro del padre: / a reggerlo non è riuscito, ma è caduto in un grande progetto

La scelta di coinvolgere, nel progetto Metamorfosi, un regista come Andrea Baracco, che fonda parte del suo percorso di studio e di lavoro sulla riproposizione dei classici nel contemporaneo, dei Munedaiko, un ensemble che ha nelle percussioni l’origine della propria ricerca performativa e di una giovane attrice come Nina Pons, nasce proprio dall’esigenza di costituire una lingua teatrale che sia pertinente, specifica e originale. Spettacolo a pagamento nell’area spettacoli del Teatro Romano alle ore 21, biglietto intero 30 euro, ridotto 25 euro. I biglietti saranno in vendita su webtic a partire dalle ore 13 di mercoledì 18 giugno 2025

Domenica 20 luglio – Riccardo III

Tutto il talento e la straordinaria forza di Maria Paiato incontrano il Riccardo III di Shakespeare. Un progetto fortemente voluto dall’attrice veneta che prende ora vita grazie all’intesa con il regista Andrea Chiodi: una corrispondenza nello sguardo sul testo che vuole Paiato nei panni di Re Riccardo l’usurpatore, il genio cattivo, il tipo di uomo politico crudele, machiavellico, più volte preso di mira dal teatro elisabettiano. La sua sarà un’interpretazione del ruolo maschile che punta a restituire uno Shakespeare fedele all’originale.
Al centro dell’opera sta la figura di Riccardo: in un fisico deforme, racchiude un’indomabile forza negativa, e nella sua fedeltà al proprio destino suscita, nonostante la crudeltà del personaggio, un innegabile fascino. Spettacolo a pagamento si terrà al Teatro Splendor a partire dalle ore 21., biglietto intero 30 euro, ridotto 25 euro. I biglietti saranno in vendita su webtic a partire dalle ore 13 di mercoledì 18 giugno 2025

Venerdì 25 luglio – La gioia di danzare

Nominata Étoile del Teatro alla Scala nel 2023, Nicoletta Manni, insieme al marito e primo ballerino Timofej Andrijashenko, propone uno spettacolo inedito che contribuisce a diffondere al pubblico italiano la bellezza della grande danza. In collaborazione con gli straordinari ballerini scaligeri intende condividere la sua gioia da danzare in una serata variegata e unica nel suo genere. Uno spettacolo originale, ricco di nuove proposte e collaborazione artistiche di alto livello, che ha debuttato a Lecce nel 2024 con uno straordinario successo di critica e di pubblico.
La gioia di danzare ripropone il senso ultimo dell’omonimo libro di Nicoletta Manni (2023) che ripercorre la sua vita inevitabilmente intrecciata alla danza attraverso una dichiarazione di amore per il ballo che è anche un viaggio di libertà e scoperta di sé.
Il programma prevede brani tratti da classici intramontabili come il Gran pas classique, Carmen, Il lago dei cigni, Il corsaro, affiancati da coinvolgenti pezzi più contemporanei. Spettacolo a pagamento al Teatro Splendor alle ore 21 e non al Teatro Romano di Aosta come inizialmente previsto, biglietto intero 40 euro, ridotto 30 euro. I biglietti saranno in vendita su webtic a partire dalle ore 13 di mercoledì 18 giugno 2025

La Gioia Di Danzare 2025

Da venerdì 15 a domenica 17 agosto – Veni vidi Augusta

Da giovedì 15 a sabato 17 agosto 2025 il centro storico di Aosta si trasformerà in un viaggio nel tempo con Veni Vidi Augusta.

L’iniziativa propone la ricostruzione di usanze, tradizioni e saperi del mondo romano e celtico attraverso due ambientazioni principali. Nei pressi del Teatro Romano sarà allestito un accampamento militare romano con addestramenti dei legionari, riti sacri e dimostrazioni sull’evoluzione delle armi, le acconciature antiche, l’astronomia, la groma e l’ingegneria romana, la forgia dei metalli, l’alimentazione militare, i giochi e la musica del mondo antico.

La Torre del Lebbroso in Via Festaz ospiterà invece un campo salasso che ricreerà il mondo celtico con botteghe artigiane e cerimonie quotidiane. I visitatori potranno scoprire la religione celtica, la lavorazione del cuoio, gli armamenti di Celti e Liguri, l’uso delle erbe, la medicina e la cosmesi, l’alimentazione dell’età del Ferro e il mestiere del fabbro.

Il programma include dimostrazioni di combattimenti dei guerrieri salassi, riti matrimoniali celtici, cerimonie romane di offerta agli dei e racconti di leggende della Gallia Cisalpina. Sono previsti laboratori per bambini dedicati alla creazione di mosaici e all’esplorazione della musica antica.

Due conferenze completeranno l’offerta culturale. Alessandra Armirotti della Soprintendenza per i beni culturali e Gastone Breccia dell’Università di Pavia parleranno delle tecniche militari romane e degli accampamenti di montagna. Stella Bertarione della Soprintendenza terrà invece una conferenza sulla fondazione di Augusta Prætoria.

L’evento coinvolgerà l’Arena di Piazza Narbonne, la Biblioteca regionale Bruno Salvadori, il Teatro romano, la Torre del Lebbroso, il MAR Museo Archeologico Regionale, i Giardini Liliana Brivio, la sede SFOM e la Torre dei Balivi.

Ozmo firma un itinerario di street art per il 2050° anniversario di Aosta

Il contesto urbano di Aosta ospita un’operazione artistica in occasione del 2050° anniversario della fondazione della città. Il pioniere della street art italiana Gionata Gesi, conosciuto con lo pseudonimo Ozmo, ha ideato una serie di opere murali che reinterpretano in chiave contemporanea la complessità storica, archeologica, geografica e culturale del capoluogo valdostano.

Martedì 2 settembre 2025 alle 14.30, è stato inaugurato il primo intervento artistico è realizzato sulla parete della Scuola Primaria Giovanni Pezzoli, in via Parigi 137, il cui edificio si affaccia direttamente sulla Strada Statale 26 che ripercorre il tracciato dell’antica Via delle Gallie, segnando il confine simbolico tra l’Aosta romana e la città moderna. Il soggetto dell’opera è Giano Bifronte, divinità tra le più antiche del culto pubblico romano, raffigurato con due volti che osservano in direzioni opposte. Il Giano di Ozmo guarda verso la viabilità e verso il complesso scolastico, rappresentando un simbolo di protezione e di connessione tra la stratificazione urbana e il percorso di crescita individuale.

Il secondo murale è stato realizzato giovedì 11 settembre 2025, la parete della Scuola Cerlogne in corso Saint Martin de Corléans ad Aosta si è trasformata in un ponte tra passato e presente grazie all’intervento dell’artista Ozmo. Il complesso didattico sorge accanto a una delle più antiche testimonianze simbolico-spirituali d’Europa, l’area megalitica di Aosta, e proprio da qui nasce l’ispirazione dell’opera.
Ozmo ha scelto di rappresentare la cosiddetta Stele 3 Sud, figura antropomorfa con diadema, corpetto decorato, braccia anatomiche con cinque dita, cintura e vesti. Dopo una prima fase di restauro digitale realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, l’artista ha ridato forma e forza all’immagine come se fosse stata appena scolpita, immersa nel suo contesto originario.
La stele torna così a esprimere la propria dignità eroica e sacra, capace di connettere bambini e ragazzi con le radici preistoriche della città. L’opera non ha carattere scientifico ma poetico, nata da ricerche e confronti con le guide e la direzione del museo, e vuole offrire uno spazio urbano che dialoghi con la memoria ancestrale attraverso l’arte contemporanea.

Venerdì 26 settembre 2025 è stata inaugurata la terza opera murale, sul muro esterno della Scuola elementare Ponte di Pietra. Il soggetto presenta un frammento di paesaggio trasformato in segno: Il Monte Bianco sotto la Boule des Neiges, incrinata, che perde acqua. L’impianto figurativo risulta adagiato su un piano di legno su cui si ripiega un panno di velluto verde che richiama nel colore la natura.
L’immagine, allo stesso tempo poetica e provocatoria, mette in tensione esperienza reale e consumo commerciale – turismo, overtourismmerchandising – aprendo nei residenti e nei visitatori uno sguardo nuovo sulla valle e sulle sue montagne.
L’icona del Monte Bianco trasformato in un souvenir turistico è una presenza ingrandita ma ridotta, che si rivela addomesticata, e che interroga la città sulle sue due attitudini opposte: contemplazione e sfruttamento della natura.

Questo muro completa la trilogia valdostana, ricomponendo i frammenti in un racconto unitario: il paesaggio alpino (Il Monte Bianco), la memoria (La stele antropomorfa) e la condizione di frontiera (Giano Bifronte) diventano una regia diffusa nella città, in dialogo con le sue soglie e i suoi flussi.

L’iniziativa, promossa e sostenuta dal Comune di Aosta, rientra nel programma di Aostæ 2025 e rappresenta il primo progetto in Italia affidato interamente a un unico artista. L’itinerario dei murali, che inizialmente interesserà due pareti, è destinato ad ampliarsi nel tempo, con interventi che continueranno a dialogare con il patrimonio identitario della città, intrecciando natura, memoria e identità in un racconto urbano diffuso.

Da lunedì 6 a mercoledì 8 ottobre – L’immagine allo specchio

Gli appuntamenti offriranno la possibilità di vedere sei grandi classici restaurati, preceduti da introduzioni e approfondimenti realizzati in collaborazione con il laboratorio di restauro cinematografico L’Immagine Ritrovata, punto di riferimento a livello internazionale nel restauro del patrimonio cinematografico mondiale.

Il programma è articolato su tre giorni, lunedì 6, martedì 7 e mercoledì 8 ottobre, con due proiezioni a serata alle ore 18.30 e alle ore 21.00, sempre al Teatro Splendor di Aosta. 

Nel dettaglio, lunedì verranno proiettati La febbre dell’oro e L’angelo azzurro, martedì La notte e The elephant man e mercoledì Dancer in the dark e In the mood for love

A chiudere la rassegna, dopo la proiezione dell’ultima pellicola, Le parole ritrovate con Alexine Dayné e Andrea Damarco, che proporranno dialoghi e monologhi scelti dai film selezionati, nel tentativo di cogliere l’anima di ciascun lungometraggio.

Il restauro cinematografico nasce circa sessant’anni fa ed è un lavoro di conservazione, recupero e manutenzione che permette ai grandi capolavori del cinema di tornare all’antico splendore. Negli anni duemila, questa realtà si sviluppa in maniera preponderante. In numerose sale cinematografiche si programmano vecchi film e molti festival dedicando intere sezioni al cinema del passato. In questa direzione va anche la mini rassegna Aosta.

Da giovedì 9 a sabato 11 ottobre – Lo stato dell’arte

Per la prima volta, la città di Aosta ospita al Megamuseo il convegno Lo stato dell’arte, un importante appuntamento sul tema del restauro e della conservazione delle collezioni con il coinvolgimento di stimati operatori del settore.
Il capoluogo valdostano diventa così, per tre giorni consecutivi, il centro di un interscambio di esperienze e opinioni tra le diverse figure impegnate nella tutela dei beni culturali. Professionisti e istituzioni specialiste si confronteranno su vari aspetti che riguardano musei di vario genere e dimensione, estendendo il concetto alle raccolte. L’interesse sarà quindi rivolto, in questa specifica occasione, alle attività che riguardano gli interventi su varie tipologie di oggetti musealizzati e alle criticità che vengono rilevate per il loro allestimento e monitoraggio. Il legame con l’International Institut for Conservation (IGIIC), inoltre, permetterà di diffondere i contenuti del convegno a tutti i paesi a esso collegati, portando sulla scena internazionale la Valle d’Aosta e il suo ricco patrimonio culturale. Un’occasione unica per il mondo del restauro italiano che varcherà i confini nazionali, partendo proprio dalla realtà locale, nell’anno in cui si celebrano i 2050 anni dalla fondazione della città di Augusta Prætoria.

Sabato 8 novembre – Giornata per gli archeologi

Attraverso la presentazione di studi scientifici e ricordi personali, dalle ore 9.30 al Megamuseo dell’Area Megalitica, verranno omaggiati Antonina Maria Cavallaro, Patrizia Framarin, Rosanna Mollo e Franco Mezzena, gli archeologici scomparsi che hanno fatto la storia della Soprintendenza regionale e della ricerca archeologica non solo valdostana. I colleghi di una vita, che con loro hanno condiviso scavi, esperienze, studi, fatiche e successi si riuniranno nel loro ricordo in una giornata di emozioni e memoria.

Dopo i saluti istituzionali, il programma prevede la tavola rotonda moderata da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, L’archeologia valdostana tra passato e futuro, con interventi di Maria Clara Conti, già Università degli Studi di Torino; Alessandra Armirotti, soprintendenza Regione autonoma Valle d’Aosta; Andrea Vanni Desideri, Università degli Studi di Firenze; Silvia Giorcelli Bersani, Università degli Studi di Torino; François Wiblé, ancien archéologue cantonal du Valais – Suisse; Maria Cristina Ronc, già soprintendenza Regione autonoma Valle d’Aosta; Sandro Caranzano, Centro Studi Archeologici Herakles; Giorgio Murru, Museo di Laconi; Stefano Mammini, archeologo e giornalista; Lorenzo Appolonia, già soprintendenza Regione autonoma Valle d’Aosta; Gaetano De Gattis, già soprintendenza Regione autonoma Valle d’Aosta; Nicola Castangia, fotografo e libero professionista; Paolo Güll, Università del Salento e Massimo Saracino, Musei Civici di Verona. 

Nel pomeriggio, dalle ore 15, i quattro archeologi verranno ricordati in un dialogo condotto da Alessandra Armirotti, Gianfranco Zidda e Marcello Mezzena, durante il quale interverranno i colleghi di una vita.

Sabato 8 novembre – L’Arco

In autunno sarà l’occasione per riflettere su tematiche decisamente più ampie come il cambiamento climatico e per farlo si richiama un elemento che caratterizza Aosta: l’arco. L’opera riproduce un arco autoportante, realizzato per due terzi con blocchi di pietra e per un terzo con blocchi di ghiaccio. Il pubblico è attratto dalla sua bellezza e affascinato dal suo inevitabile momento di crollo. La brutale semplicità dell’opera rappresenta l’enorme sforzo che gli esseri umani hanno fatto per costruire i sistemi in cui viviamo, ma evidenzia anche i difetti che abbiamo costruito.
Con quello che stiamo imparando ora, ricostruiremo la stessa cosa, con gli stessi difetti? O coglieremo questa opportunità per ripensare? Una volta completata la costruzione, l’arco viene illuminato e il suo riflesso in una piattaforma nera bagnata forma un cerchio perfetto. Nel corso del tempo, l’arco si scioglie e cade. I microfoni a contatto amplificano i gocciolamenti e gli scricchiolii del ghiaccio che si muove nel tempo e il suono della caduta si riverbera. Le pietre rimangono ferme mentre i blocchi di ghiaccio continuano a sciogliersi.


Venerdì 12 e sabato 13 dicembre – Eternity

Con Eternity, Aostæ2025 propone un momento conclusivo simbolico e narrativo attraverso un’animazione monumentale di luci che trasformerà la facciata dell’Università della Valle d’Aosta in un racconto di luce e ghiaccio. 

Lo spettacolo performativo curato da indisciplinarte S.r.l, in programma venerdì 12 e sabato 13 dicembre 2025, dalle ore 18.30, sarà un viaggio visivo dedicato alla fragilità degli ecosistemi alpini. Luci, memoria e futuro si intrecceranno per mettere in evidenza il rapporto della città con il paesaggio alpino e con la montagna, offrendo al pubblico un’occasione per riflettere sul tema della crisi climatica.

Locandina Eternity
Locandina Eternity

Venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 dicembre – 2050 anni sotto lo stesso cielo

A chiusura del 2025 verrà organizzato un ricco programma di eventi gratuiti in occasione del solstizio d’inverno, momento astronomico sul quale è orientata Augusta Prætoria: un appuntamento ormai atteso dalla cittadinanza, abituata a ritrovarsi in via Croce di Città per attendere il sole che, solo nei giorni tra il 21 e il 23 dicembre, sorge perfettamente allineato sull’antico Cardo maximus. Una serie di eventi diffusi in città caratterizzerà questo particolare momento di chiusura delle celebrazioni.

Venerdì 19 dicembre, alle ore 20.30 al Théâtre de la Ville, andrà in scena Avilliana. Miti di fondazione dal Mediterraneo alla Valle d’Aosta, spettacolo teatrale realizzato in collaborazione con l’Università di Torino. 

Sabato 20 dicembre, dalle ore 14.30 alle ore 18, il MegaMuseo di Aosta ospiterà la tavola rotonda dal titolo Alle origini della città. Fondazioni augustee tra mito, rito e archeologia.

Parteciperanno: Attilio Mastino, già rettore dell’Università di Sassari e fondatore della Scuola archeologica italiana a Cartagine; Antonio Pizzo, direttore della Scuola Spagnola di Storia e Archeologia a Roma-CSIC; Giulio Magli, docente ordinario di archeoastronomia presso il Politecnico di Milano; Stella Bertarione, archeologa Soprintendenza Beni e attività culturali Regione Autonoma Valle d’Aosta;
Tiziana D’Angelo, direttrice del Parco archeologico di Pæstum e Velia; Alessandra Armirotti, archeologa soprintendenza beni e attività culturali Regione autonoma Valle d’Aosta.

Al Mar-Museo archeologico regionale, alle ore 15.30 si svolgerà Miti di stagione – Saturno e l’età dell’oro, un laboratorio per bambini (6-11 anni). Dopo aver scoperto il mito di Saturno, i bimbi potranno realizzare un sole o una stella in lamina di rame da appendere all’albero di Natale. Per informazioni 0165 275902 (da lunedì a domenica 10-13|14-18).

Dalle ore 14 alle 22, sempre sabato 20 dicembre, il Criptoportico Forense di Aosta ospiterà L’eco delle stelle. Luci nel Criptoportico, esperienza immersiva di luci e ombre millenarie con spettacoli olografici proiettati a ciclo continuo ogni 15 minuti, mentre dalle ore 15.30 al Mar, Museo archeologico regionale, si svolgerà il laboratorio per bambini (6-11 anni) Miti di stagione Saturno e l’età dell’oro, evento gratuito con prenotazione obbligatoria al numero 0165 275902. 

Il giorno del Solstizio, domenica 21 dicembre, dalle ore 10.30 in piazza Roncas ad Aosta, è in programma l’appuntamento con l’Osservazione del sorgere del Sole con Giulio Magli (Politecnico di Milano), Matteo De Re (Osservatorio astronomico regionale) e Stella Bertarione (Soprintendenza per i beni e attività culturali della Regione autonoma Valle d’Aosta).

Parallelamente, si svolgerà la rievocazione storica della Guardia pretoriana dell’imperatore a cura di Cohors III Prætoria, che proseguirà al Mar, Museo archeologico regionale nel pomeriggio dalle ore 15.

Sempre domenica 21 dicembre alla Torre dei Balivi sulla terrazza del Conservatoire dalle ore 20.30, Il cielo sopra Augusta Prætoria: osservazione a occhio nudo delle costellazioni invernali a cura dell’Osservatorio Astronomico della Regione autonoma Valle d’Aosta. Per informazioni 0165 770050 (lunedì/venerdì ore 9.30–12.30/14.00–16.00) info@oavda.it.

Locandina solstizio d’inverno
Locandina solstizio d’inverno

Pubblicato / aggiornato il 16/12/2025 alle 10:39
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Categoria: Cultura