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Percorso naturalistico di Champdepraz precluso ai disabili in carrozzina

Percorso naturalistico di Champdepraz precluso ai disabili in carrozzina (©Egidio Marchese) - Stato di abbandono del percorso naturalistico di Champdepraz per disabili

«L’inclusione non è uno slogan da progetto europeo ma un impegno che si misura con i fatti. E qui i fatti dicono che qualcuno ha smesso di prendersi cura di ciò che avevamo costruito per tutti». Non usa mezzi termini Egidio Marchese, presidente dell’Associazione Valdostana Paraplegici-A.V.P. e della Disval dopo il sopralluogo effettuato a fine giugno 2025 lungo il percorso naturalistico accessibile realizzato a Champdepraz, nella zona di La Ville a Chevrère, 1.300 metri di quota, all’esterno del Parco Naturale del Mont-Avic.

Il sentiero, nato con l’obiettivo di offrire anche alle persone con disabilità motorie la possibilità di vivere la montagna in sicurezza e autonomia, fu realizzato una decina di anni fa nell’ambito del progetto Integration et Bien-Être dans les Alpes, promosso dalla Regione Valle d’Aosta con i fondi del programma europeo Interreg Alcotra 2007/13. La sua creazione era frutto di un attento lavoro di progettazione accessibile: fondo in terra e pietrisco rullato, larghezza regolamentare, pendenze contenute, panchine e pannelli informativi. In un punto particolarmente critico, per garantire la continuità della percorrenza, era stato anche realizzato un tratto in cemento battuto, oggi quasi del tutto sparito, sepolto dal tempo e dalla negligenza.

Oggi, però, quel sentiero versa in uno stato di completo abbandono. Lo testimonia Marchese, che si è recato sul posto con una carrozzina motorizzata dotata di Triride (una ruota elettrica che consente la trazione su fondi difficili): «Nonostante avessi uno fra i migliori ausili disponibili, ho fatto fatica a proseguire sin dall’inizio. La superficie è discontinua, invasa da pietre, erba alta e buche profonde. In alcuni tratti la larghezza scende ben sotto al metro, impedendo qualsiasi incrocio. A metà percorso ho dovuto rinunciare e tornare indietro. Per chi usa una carrozzina manuale, oggi quel sentiero è semplicemente inaccessibile. E anche per altri utenti, come famiglie con passeggini o persone anziane, presenta rischi oggettivi».

Il quadro è aggravato dal degrado degli arredi: panche rotte, pannelli informativi scoloriti o caduti, vegetazione invadente. «Una situazione che vanifica anni di impegno, progettazione e risorse spese per rendere la natura accessibile a tutti. Parliamo di soldi pubblici, di fondi europei – sottolinea Marchese – ma soprattutto di una visione di società più equa. Oggi tutto questo è compromesso da una mancanza di manutenzione ordinaria, che era peraltro prevista all’interno del progetto».

Secondo Avp e Disval, le responsabilità devono chiaramente individuate. Il percorso sorge su una strada poderale a uso agro-silvo-pastorale, e ricade sotto la competenza del Comune di Champdepraz e del Consorzio di Miglioramento Fondiario (CMF) della zona. «Mi è stato riferito da residenti – spiega Marchese – che una fuoriuscita d’acqua da una vasca situata a monte ha ricoperto parte del tracciato con pietrisco, rendendolo ancor più sconnesso. Nessuno ha fatto nulla per ripristinarlo».

Alla Regione autonoma Valle d’Aosta Marchese lancia un appello e più in generale al mondo politico. «L’accessibilità in montagna non è un lusso né un’opzione ma un diritto. La nostra associazione ha contribuito fin dall’inizio all’identificazione dei percorsi più adatti: oltre a Champdepraz, ricordo quelli di Champlong a Verrayes, Chevrère ad Antey-Saint-André, Lexert a Bionaz, il lago di Villa a Challand-Saint-Victor, le aree umide di Les Iles a Brissogne e del Marais a Morgex. Oggi, una parte di quel patrimonio rischia di andare perso. E noi non possiamo tacere».

La genesi del sentiero di Chevrère non fu una scelta casuale. Come ricorda Marchese, che fu incaricato dalla Regione per l’individuazione dei percorsi, «la selezione avvenne dopo numerosi sopralluoghi, in collaborazione tra l’assessorato alla Sanità e quello all’Agricoltura. Si voleva offrire a residenti e turisti con disabilità l possibilità di trascorrere una giornata in natura, magari con un pic-nic al fondo del tracciato. In passato abbiamo anche organizzato gite con persone da fuori Valle. Era una piccola grande conquista».

L’associazione chiede ora agli Enti competenti un intervento immediato per ripristinare le condizioni minime di sicurezza e accessibilità, e una presa di responsabilità pubblica da parte degli enti coinvolti. «Non basta tagliare nastri e fare conferenze stampa. L’inclusione si misura nel tempo, nella capacità di garantire diritti e opportunità giorno dopo giorno. Noi continueremo a vigilare. Lo dobbiamo a tutte le cittadine e i cittadini che credono in una montagna aperta, sicura e condivisa».

Giovedì 21 agosto 2025 Egidio Marchese, presidente dell’Associazione Valdostana Paraplegici e della Disval, ha espresso rammarico per le condizioni del sentiero per disabili di Chevrère a Champdepraz, da mesi impraticabile per le carrozzelle. «Dopo le rassicurazioni arrivate a inizio luglio dal presidente del Consorzio di Miglioramento Fondiario, e dalla sindaca di Champdepraz, il percorso è risultato in condizioni ancora peggiori a causa di incuria e delle alluvioni primaverili». L’Associazione chiede interventi immediati per il ripristino, un cronoprogramma pubblico e un piano di manutenzione ordinaria per garantire un accesso sicuro e continuativo, sottolineando che il rispetto dei diritti e della dignità delle persone con disabilità non può essere rimandato.

Pubblicato / aggiornato il 25/08/2025 alle 11:23
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Categoria: Politica e Amministrazione