Ddl Montagna approvato dal Senato
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L'aula del Senato
Martedì 8 luglio 2025, la Camera dei deputati ha approvato in seconda lettura il disegno di legge per il riconoscimento e la promozione delle zone montane (noto come Ddl Montagna). Il testo, che aveva già ottenuto il via libera dal Senato, è tornato a Palazzo Madama per l’approvazione definitiva.
Approvazione che è avvenuta mercoledì 10 settembre 2025.
Il provvedimento mira a fornire strumenti strutturali per sostenere le comunità montane italiane, che rappresentano circa la metà del territorio nazionale e comprendono oltre 4mila Comuni. Tra gli obiettivi principali, vi sono la lotta allo spopolamento, la salvaguardia dei servizi essenziali, la promozione dello sviluppo locale, il miglioramento della connettività digitale e la valorizzazione delle attività produttive in ambito agricolo, forestale e turistico.
Tra i contenuti più rilevanti, la norma esonera da responsabilità civili i proprietari privati, i Comuni e i consorzi per incidenti su sentieri escursionistici e strade agricole, introducendo il principio di auto-responsabilità da parte degli utenti. Sono inoltre previste misure per favorire l’attività delle cooperative agricole e forestali, l’estensione degli incentivi agli investimenti, agevolazioni fiscali per le professioni legate alla montagna e azioni per il potenziamento della rete mobile nei piccoli comuni.
Il testo riconosce, per la prima volta, il ruolo dei parchi e delle aree protette nella gestione della fauna selvatica, prevedendo la possibilità di avviare progetti di ricerca con finanziamenti specifici.
È stata anche sottolineata l’importanza di garantire adeguate risorse economiche per l’attuazione della legge e di assicurare una classificazione dei Comuni montani coerente con le caratteristiche dei territori.
La Valle d’Aosta è stata più volte citata come esempio di territorio montano che ha saputo sviluppare modelli di autogoverno, sostenere l’accesso ai servizi essenziali e promuovere l’impresa locale, con particolare attenzione alle minoranze linguistiche e alle specificità territoriali.
I commenti politici
Alleanza Verdi Sinistra
Giovedì 10 luglio, Alleanza Verdi Sinistra ha così commentato il Ddl Montagna: «L’approvazione definitiva del Disegno di legge “Montagna” alla Camera rappresenta un segnale politico che riconosce l’importanza delle aree montane, ma il testo licenziato, come hanno evidenziato i deputati Avs, resta insufficiente e privo degli elementi essenziali per affrontare le sfide ambientali e sociali che la montagna sta vivendo, soprattutto nelle regioni alpine come la Valle d’Aosta».
Tre sarebbero le carenze gravi del provvedimento:
- Assenza di piani di adattamento climatico, proprio mentre le Alpi registrano un aumento delle temperature doppio rispetto alla media globale. Continuare a legiferare ignorando la crisi climatica significa condannare i territori montani all’isolamento e all’abbandono.
- Nessun riferimento alla manutenzione del territorio, che è invece un pilastro imprescindibile per prevenire frane, alluvioni e degrado ambientale. Dove sono gli strumenti di gestione sostenibile, il sostegno alla forestazione, la cura dei versanti?
- Totale mancanza di partecipazione delle comunità locali, che sono le prime a conoscere i bisogni dei propri territori. Una legge sulla montagna che ignora le Green Communities, le Associazioni fondiarie, gli Accordi di Foresta e di Fiume, è una legge lontana dalla realtà delle terre alte.
La nota continua: «Ancora più grave è l’emendamento dell’ultima ora che consente la caccia sui valichi montani: una forzatura normativa che danneggia gli equilibri ecologici e che rappresenta una concessione alle lobby venatorie, del tutto incoerente con gli obiettivi della legge».
Lega Vallée d’Aoste
La senatrice Nicoletta Spelgatti, mercoledì 10 settembre 2025, ha commentato: «Con l’approvazione definitiva al Senato della legge per la montagna, l’Italia compie un passo storico verso il riconoscimento del valore strategico delle nostre terre alte. Un provvedimento che esprime anche una definizione chiara di cosa sia montagna in Italia, andando a colmare un vuoto normativo.
Le misure concrete contenute sono numerose e incisive: dalla sanità all’istruzione, con incentivi per medici, operatori sanitari e personale scolastico che scelgono di lavorare in montagna, fino alle risorse con 200 milioni previsti attraverso il Fosmit.
Non mancano la conversione digitale, il sostegno alle famiglie e ai giovani con agevolazioni dedicate, lo sviluppo economico attraverso il riconoscimento delle professioni montane tradizionali e la tutela dell’ambiente con misure straordinarie contro il cambiamento climatico.
Particolare attenzione meritano anche le misure per contrastare lo spopolamento attraverso servizi per l’infanzia innovativi e iniziative per favorire il ripopolamento dei territori con la garanzia di servizi pubblici essenziali.
C’è poi una norma rivoluzionaria per il territorio della Valle d’Aosta: responsabilizziamo chi si avventura sui percorsi escursionistici, come succede in altri Paesi, sollevando amministratori, presidenti di consorzio e proprietari dal rischio di essere denunciati in caso di infortunio. Una battaglia storica che sancisce un principio: chi si avventura in montagna deve sapere di non essere né in un parco divertimenti né su di una ciclabile di città, per cui, una volta debitamente avvertito, si assume il rischio che andare in montagna comporta.
Ci sono poi norme importanti in materia di grandi carnivori: prevista la definizione annuale di un tasso di prelievi per il mantenimento degli habitat naturali e l’abbattimento su base regionale del lupo, che non vada a pregiudicare l’ecosistema ma che comunque consenta di gestire la questione in maniera adeguata».
Forza Italia
«L’approvazione definitiva al Senato del Disegno di Legge sulla Montagna rappresenta un traguardo storico per i nostri territori. Si tratta di un provvedimento atteso da anni, che finalmente riconosce alla montagna un ruolo centrale nello sviluppo del Paese, rafforzando strumenti e misure a sostegno delle comunità che vivono e lavorano in queste aree», ha commentato mercoledì 10 settembre Emily Rini, responsabile nazionale del Dipartimento per le Politiche della Montagna di Forza Italia, che ha aggiunto: «Ora possiamo guardare con più fiducia al futuro dei nostri territori, che hanno finalmente una legge costruita attorno alle loro esigenze e di concerto con le comunità locali, nella certezza che verranno garantite risorse, servizi e opportunità per contrastare lo spopolamento e valorizzare le nostre eccellenze.
Per Forza Italia, la montagna non è una realtà marginale ma una risorsa strategica per l’Italia intera, da Nord a Sud. Continueremo a lavorare, insieme ai territori e alle istituzioni, affinché questo percorso trovi attuazione concreta e porti benefici reali a famiglie, imprese e lavoratori».
Union valdôtaine
L’Union Valdôtaine, giovedì 11 settembre, commenta riportando le dichiarazioni del deputato Franco Manes: «Un lavoro che abbiamo coordinato con la Regione e con la collega Senatrice Spelgatti. Per altro, la legge riassume un’attività svolta in modo continuativo in questi anni in una logica di affermazione della particolarità dei territori montane e delle popolazioni che ci vivono e la Valle d’Aosta è e resta un modello di autogoverno a cui molti in Italia si rifanno».
L’Union Valdôtaine ricorda anche l’attività svolta dall’assessore Luciano Caveri: «È stata un’azione corale di cui sono stato portavoce con il Governo e il Parlamento, migliorando il testo base e aggiungendo temi migliorativi della vecchia legislazione in vigore. Importante sarà la nuova perimetrazione che eviterà che si consideri, con spreco di risorse, quanto montagna non è, come avvenuto purtroppo in passato. Le risorse sono ancora insufficienti per coprire tutte le necessità, ma la strada è quella giusta».
Autonomisti di centro
Gli Autonomisti di Centro sostengono in una nota di giovedì 11 settembre che il DDL Montagna è «un provvedimento che riconosce il valore strategico della montagna e apre prospettive utili, ma che dovrà essere messo alla prova dei fatti. La nostra preoccupazione è che, nella fase attuativa, possano emergere distonie tra le politiche nazionali e le prerogative delle Regioni autonome. Allo stesso modo, restano perplessità sul quantum delle risorse previste: insufficienti se non gestite con continuità e con la garanzia che non vengano dirottate altrove o disperse in misure prive di prospettiva.
Per la Valle d’Aosta sarà fondamentale che l’azione nazionale e quella regionale si integrino in modo armonico, rispettando la nostra specificità e le nostre competenze statutarie».
Pubblicato / aggiornato
il 11/09/2025 alle 14:10
Categoria:
Politica e Amministrazione