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Pnrr in Valle d’Aosta: l’avanzamento a ottobre 2025

Pnrr in Valle d’Aosta: l’avanzamento a ottobre 2025 (©Laura Agostino per bobine.tv) - La tavola rotonda sul PnRR dell'8 ottobre 2025

Mercoledì 8 ottobre 2025, la Regione autonoma Valle d’Aosta ha fatto il punto sullo stato di avanzamento nell’utilizzo dei fondi PnRR.

Luciano Caveri, Assessore agli Affari europei della Regione autonoma Valle d’Aosta, ha coordinato i lavori della Tavola rotonda dal titolo: Governance, Sinergie e Prospettive, uno scambio di opinioni sul PnRR alla quale hanno preso parte i diversi livelli di governo coinvolti nell’attuazione del PnRR, ovvero Regione, Ministero dell’Economia e della Finanze e Ragioneria generale dello Stato.

I temi trattati sono stati quelli del coordinamento, delle buone pratiche, delle criticità e della visione futura.

Gianpaolo Lalicata, dirigente della Struttura Semplificazione, supporto procedimentale e progettuale per l’attuazione del PnRR in ambito regionale, ha riassunto l’impegno dell’Amministrazione nel gestire direttamente e nel coordinare le attività correlate ai finanziamenti. Ha evidenziato l’importanza della fase di rendicontazione, fondamentale per ottenere la liquidazione delle risorse stanziate.

Stefania Fanizzi, segretario generale della Regione autonoma Valle d’Aosta, ha posto l’accento sul «grosso sforzo di immaginazione» che il PnRR ha richiesto per essere il motore del territorio, con la capacità di utilizzare tutte le risorse a disposizione per riversarle sulla comunità.

Maria Di Iorio, direttore della struttura Torino- Aosta PnRR del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha affermato: «I nostri funzionari sono costantemente in supporto agli Enti locali e li accompagnano nella gestione della piattaforma Regis. Un cambio di visione, rispetto alla nostra ordinaria funzione di controllo».

Michele Vitale, direttore dell’Area Nord-Ovest nell’ambito PnRR del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha aggiunto: «Non è stato semplice essere la congiunzione fra la Valle d’Aosta e il livello centrale. Target e milestone sono sostanzialmente rispettati con realizzazioni concrete. Siamo in fase di revisione del PnRR perché abbiamo incassato 140 su 191,5 miliardi ma si fa fatica a rendicontare. Inoltre si sta perdendo lo spirito iniziale poiché la transizione 5.0 non è stata sufficientemente colta. Per noi, in Valle d’Aosta, è importante che si realizzi l’housing universitarrio. Il PnRR ci ha lasciato la capacità di farre squadra e di lavorare insieme».

Luca Mattia, dirigente dell’Ufficio II dell’Ispettorato generale PnRR del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha ulteriormente aggiunto: «L’Italia è il Paese che ha avuto più risorse PnRR e. ha assunto i maggiori impegni con l’Union europea. In un lasso di tempo ristretto, come sistema stiamo riuscendo a portare a termine le opere e le attività avviate. Siamo l’unico Paese che ha rendicontato otto rate su dieci step di rendicontazione. Ma in questi due momenti sono concentrati la maggior parte dei target e abbiamo di fronte un anno impegnativo. Questa esperienza ha creato una fortissima collaborazione istituzionale in una logica di governance multilivello. Il ruolo delle Regioni è stato meno rilevante nella governance ma l’esperienza del coordinamento regionale valdostano è di rilievo. Credo che questa esperienza porterà a un’attività sempre più stretta fra periferia e centro. E abbiamo cercato di evolvere dal controllo al supporto alla gestione: questo è un lascito di rilievo per l’organizzazione della gestione delle risorse pubbliche. Stiamo negoziando con la Commissione europea per cercare di rappresentare che stiamo facendo di tutto per mettere a terra un Piano complesso e fatto sulla carta, che ha trovato momenti di difficoltà nella messa a terra e questo non ci deve penalizzare. In questa riproogrammazione (in corso in queste ore), stiamo inserendo anche strumenti finanziari perché ci sono misure che non sono riuscite ad andare veloci come si era immaginato. L’Italia non vuole rinunciare a quelle risorse e la Commissione europea ha autorizzato questa modalità di conseguimento degli obiettivi.

L’assessore Caveri ha concluso: «Stiamo spendendo quasi 600 milioni di euro. Il muro di fine agosto 2026, che è il punto di arrivo del PnRR, è da considerarsi una buona pratica. Perché questa esperienza ci insegna a programmare con metodo. Però non bisogna commettere l’errore di centralizzare nuovamente i Fondi comunitari nel prossimo periodo di gestione. L’irrigidimento che abbiamo visto recentemente non è positivo. Non deve venire meno l’interlocuzione diretta fra i territori e Bruxelles».

Pubblicato / aggiornato il 08/10/2025 alle 13:46
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Categoria: Politica e Amministrazione