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BiblioRencontres–Periferie al centro 2025

BiblioRencontres–Periferie al centro 2025 (©biblio.regione.vda.it) - La biblioteca regionale Bruno Salvadori di Aosta

BiblioRencontres-Periferie al centro è il titolo della rassegna 2025 che prende spunto dalla ricorrenza della fondazione, avvenuta nel 25 a.C., della città di Augusta Praetoria, situata in posizione periferica rispetto alla centralità di Roma. L’obiettivo è proprio di porre l’accento sulla relazione tra centro e periferia, superando i margini storici e territoriali, per esplorare realtà periferiche anche dal punto di vista letterario, artistico e geografico.

Proiezione di Petite Maman

Sabato 5 aprile 2025 alle ore 16, la Biblioteca regionale Bruno Salvadori di Aosta, in collaborazione con AIACE Valle d’Aosta, ha organizzato la proiezione di Petite Maman di Céline Sciamma.

Un film toccante e poetico che racconta la storia di Nelly, una bambina che, dopo la morte della nonna, accompagna i genitori a svuotare la casa d’infanzia della madre. Durante il soggiorno, Nelly incontra una coetanea e, attraverso il legame speciale che instaura con lei, scopre un mondo di ricordi e magia. Con uno stile intimo e delicato, Céline Sciamma esplora i temi della famiglia, della perdita e della memoria, creando un’opera che parla al cuore di tutte le generazioni. Caratterizzato da una regia essenziale e una fotografia avvolgente, il film si muove tra realtà e magia con una naturalezza disarmante, restituendo la meraviglia dell’infanzia e la possibilità di un dialogo impossibile tra madri e figlie. Straordinarie le interpretazioni delle giovani protagoniste Joséphine e Gabrielle Sanz.

Per dare agli spettatori l’opportunità di approfondire gli spunti offerti dal film, la proiezione era aperta da un’introduzione e chiusa da un’analisi con dibattito a cura dei membri di Aiace.

Incontro con Favre e Iacovelli

Mercoledì 16 aprile 2025, alle ore 18, nella sala conferenze della Biblioteca regionale Bruno Salvadori si è svolto un incontro con Henry Favre e Alessandro Iacovelli, dal titolo: Tu fallo comunque. Storie di viaggi, passione, avventura e di tutte le cose che nessuno ti consiglia di fare.

Venerdì 3 gennaio 2025 si è svolta la 47ª edizione del Rally Dakar 2025, per la sesta volta consecutiva in Arabia Saudita. Alla prestigiosa competizione quest’anno ha preso parte anche l’equipaggio valdostano formato da Henry Favre e Alessandro Iacovelli, che ha gareggiato nella categoria classic, quella riservata ai mezzi da museo, rimessi in gara dopo un periodo di esposizione, con una Mitshubishi Pajero del 1990.

I due piloti, in dialogo con Enrico Formento Dojot e con il supporto del materiale video girato durante la gara, hanno raccontato la loro esperienza al pubblico valdostano, con lo stile fresco e scanzonato che li contraddistingue.

Henry Favre è nato ad Aosta nel 1995. Dopo il diploma conseguito all’Istituto salesiano Don Bosco di Châtillon, l’influencer di Gressan ha messo a frutto le competenze acquisite nel campo della meccanica, che, unite alla passione per l’avventura, l’hanno portato a intraprendere viaggi in varie parti del mondo. A 19 anni ha raggiunto Capo Nord in Ape; un anno dopo ha fatto il giro d’Italia con il suo Ciao. A questi due primi viaggi compiuti con mezzi inusuali ne sono seguiti altri, fino alla partecipazione, quest’anno, al Rally Dakar 2025. Alessandro Iacovelli è nato ad Aosta nel 1998 e lavora come meccanico a Charvensod. Ha partecipato con Favre all’edizione 2025 del Rally Dakar. Enrico Formento Dojot, appassionato di automobilismo, ha scritto numerosi articoli sull’argomento. Ha pubblicato Il Rally Valle d’Aosta, 1971-2007: storia, immagini, protagonisti (Musumeci, 2008)

L’islandese che sapeva raccontare storie

Giovedì 22 maggio 2025 alle ore 18, si è svolta la conferenza L’islandese che sapeva raccontare storie. L’anima infuocata di una terra pura palpita da secoli sotto il ghiaccio con Silvia Cosimini, traduttrice letteraria e docente.

In quest’ottica, Silvia Cosimini ha parlato di Islanda, una terra lontana e unica che racchiude segreti e antichi racconti. Tra le ricchezze del territorio islandese, infatti, oltre a una natura che si impone con infinita bellezza e inusuale potenza, troviamo una ricchezza narrativa che non ha eguali, un immaginario popolare, fatto di miti e leggende, tramandato da secoli. Nel corso della serata si è parlato di þættir, brevi racconti che trattano storie umoristiche riempiendo i manoscritti medievali islandesi e che, accostati alle saghe, costituiscono un’occasione per approfondire circostanze, passaggi storici e personaggi.

I þættir raccolti dall’autrice seguono le orme di umili islandesi che si spostano in cerca di fortuna tra la Scandinavia, la Groenlandia e le corti dell’Europa mediterranea; non sanno come ci si comporti davanti ai re, ma ottengono spesso ciò che vogliono grazie all’astuzia, all’operosità, a l’abilità nell’arte della parola, sia in versi che in prosa. La serata è stata l’occasione per compiere un viaggio letterario attraverso l’Islanda e i suoi abitanti, tra storia, filologia germanica e iconografie nordiche. 

Silvia Cosimini, traduttrice letteraria, è docente di lingua e letteratura Islandese all’Università statale di Milano. Da quasi trent’anni si dedica esclusivamente alla traduzione e alla promozione della letteratura islandese contemporanea e medievale: ha tradotto autori quali Halldór Laxness, Thor Vilhjálmsson, Guðbergur Bergsson, Arnaldur Indriðason, Hallgrímur Helgason, Jón Kalman Stefánsson, Andri Snær Magnason e molti altri. Nel 2011 le è stato assegnato il premio nazionale per la traduzione dal Ministero del Beni e delle Attività Culturali, e nel 2019 il premio Orðstír dal presidente della repubblica islandese.  

Valle d’Aosta: una sola regione di confine e centro del mondo

venerdì 26 settembre, alle ore 18, nella sala conferenze della Biblioteca regionale Bruno Salvadori di Aosta è in programma un incontro con Michela Ceccarelli, dal titolo Valle d’Aosta: una sola regione di confine e centro del mondo.

L’ultimo libro di Michela Ceccarelli, Plusieurs pays, une seule région, storie di immigrati ed emigrati in Valle d’Aosta, da cui trae spunto la conferenza, affronta e racconta gli attuali flussi migratori in Valle d’Aosta. Se da un lato questa piccola terra di confine rivive una forte emigrazione di giovani qualificati che partono all’estero alla ricerca di maggiori possibilità di realizzazione, dall’altro è terra di accoglienza di immigrati provenienti da tutto il mondo per le ragioni più varie. Oltre ai numeri e alla statistica, che da soli renderebbero sterile la narrazione, l’autrice mette al centro delle sue ricerche l’individuo, con la sua storia, il suo passato, i suoi progetti. Emigrati o immigrati si spostano, infatti, con valigie piene di idee, di competenze, di aspirazioni e il loro viaggio o passaggio restituisce la fedele fotografia di una Valle d’Aosta in continua trasformazione, multietnica e multiculturale, con nuove e importanti sfide economiche e demografiche all’orizzonte.

L’incontro, della durata di circa un’ora e trenta, prevede una presentazione e analisi dei flussi migratori che interessano attualmente la Valle d’Aosta e, a seguire, il racconto diretto di alcuni testimoni, immigrati ed emigrati, dal mondo e nel mondo.

Michela Ceccarelli è professoressa in lingua e letteratura francese, Ambassador della Valle d’Aosta per We the Italians e membro del Comitato scientifico della Fondation Chanoux. Dal 2019 collabora al progetto La Mémoire de l’émigration in veste di responsabile regionale per la nuova mobilità giovanile all’estero.

Una, nessuna, centomila: periferia e creatività – Esperienze di graffiti writing, street art e nuovo muralismo 

Venerdì 3 ottobre 2025 alle ore 18, si svolgerà la conferenza Una, nessuna, centomila: periferia e creatività. Esperienze di graffiti writing, street art e nuovo muralismo con Silvia Scardapane, studiosa di arte e creatività urbana.

Nell’ambito della rassegna BiblioRencontres – Periferie al centro, edizione 2025, che trae ispirazione dalla fondazione della città di Augusta Praetoria nel 25 a.C., prende forma un percorso di riflessione che pone in dialogo centro e periferia, con l’obiettivo di superare i confini tradizionali, storici, geografici, culturali, per esplorare e valorizzare le realtà cosiddette marginali attraverso una pluralità di linguaggi e visioni. 

In questa cornice si inserisce l’incontro con Silvia Scardapane, esperta di estetiche urbane e processi di trasformazione socio-culturale, che guiderà il pubblico in un viaggio attraverso le forme contemporanee di creatività urbana: dal graffiti writing alla street art, fino al nuovo muralismo. Dopo una breve introduzione teorica e storica ai principali linguaggi visivi che hanno ridefinito lo spazio pubblico nelle città globali, l’intervento si soffermerà in particolare sui contesti periferici, dove queste espressioni artistiche hanno assunto un ruolo fondamentale nella rigenerazione urbana e nella costruzione di identità collettive.

Particolare attenzione sarà dedicata al Parco dei Murales, un progetto di arte pubblica partecipata realizzato nella periferia orientale di Napoli e promosso da Inward Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana. Attraverso una lettura interdisciplinare che intreccia arte, urbanistica e dinamiche sociali, il caso del Parco dei Murales sarà presentato come esempio concreto di come il linguaggio visivo possa farsi strumento di riqualificazione degli spazi, rafforzamento del senso di appartenenza e inclusione sociale.

Un’occasione per riflettere sul valore della creatività come forza trasformativa, in grado di dar voce a territori, comunità e soggettività che troppo spesso restano invisibili, e per riscoprire il potenziale estetico, politico ed emozionale degli spazi periferici.

Silvia Scardapane è una studiosa di arte e creatività urbana, con particolare attenzione alla street art e al nuovo muralismo. Ha approfondito le relazioni tra muralismo messicano e italiano di epoca fascista, il muralismo non istituzionale in Sardegna negli anni Sessanta e le influenze delle Brigadas cilene in Italia dal 1973. Dal 2015 collabora con Inward come operatrice culturale, occupandosi di progetti, studi e interventi sulle arti visive nello spazio pubblico, con un focus sull’inclusione sociale.

Vivere in periferia: politiche di esclusione

Giovedì 23 ottobre, alle ore 18, la Biblioteca regionale Bruno Salvadori organizza, nell’ambito della rassegna Periferie al centro, un incontro con Carlo Chatrian, che terrà una conferenza sul tema della funzione sociale del cinema, dal titolo Vivere in periferia: politiche di esclusione. Il cinema, sin dalle sue origini, è stato un veicolo di inclusione, in quanto arte riproducibile e dunque aperta a tutti. La sala da cinema non ha posti privilegiati, il biglietto è uguale per tutti e tutti vi possono accedere. Nel corso del XX secolo, i cinema hanno preso il posto dei teatri in centro, ma in parallelo si sono diffusi su tutto il territorio urbano. Anzi, nel corso degli ultimi vent’anni, le multisale si sono sviluppate per lo più in periferia. Ma cosa accade quando il racconto cinematografico rivolge il suo sguardo alla periferia? A dispetto della volontà di essere un’arte democratica, ecco emergere differenze e disuguaglianze, che si traducono in vere e proprie barriere volte a evitare troppo facili commistioni tra centro e periferia. 

Carlo Chatrian, scrittore, giornalista e critico cinematografico, ha iniziato la sua carriera collaborando con riviste di cinema. Nel 1996 ha lavorato alla creazione dell’archivio audiovisivo della Biblioteca Regionale Bruno Salvadori di Aosta. È stato programmatore e consulente di varie istituzioni: Filmmaker Doc di Milano, Alba International Film Festival (di cui è stato anche vicedirettore), Courmayeur Noir in Festival, Festival dei popoli di Firenze, Cinéma du Réel di Parigi, Cinémathèque suisse di Losanna, Visions du Réel di Nyon e direttore della Fondazione Film Commission Vallée d’Aoste.

Dal 2012 al 2018 è stato direttore artistico del Festival di Locarno e, dal 2020 al 2024, direttore artistico del Festival di Berlino. Attualmente è Direttore del Museo Nazionale del Cinema – Fondazione Maria Adriana Prolo di Torino. Figura fra i curatori di diverse monografie, fra cui Emmanuel Carrère: tra cinema e letteratura (2015), Claire Simon: la leggenda dietro la realtà (2008) e Nanni Moretti: entretiens (2008). 


Pubblicato / aggiornato il 10/10/2025 alle 11:07
Categoria: Cultura