Il consumo di suolo nel 2024
(©bobine.tv) -
Bosco della Valle d'Aosta
Nel 2024, in Italia sono stati coperti da nuove superfici artificiali quasi 84 chilometri quadrati, con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente, che rappresenta il valore più alto dell’ultimo decennio. Ogni ora, si perde una porzione di suolo pari a circa 10.000 metri quadrati, con un saldo netto negativo che supera i 78 km², a fronte di circa 5 km² restituiti alla natura tramite processi di rinaturalizzazione. Il quadro così delineato mette in evidenza un consumo di suolo in continua espansione, con importanti ricadute sulla qualità della vita, sull’ambiente e sugli ecosistemi.
L’analisi che emerge dal Rapporto SNPA Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici 2025 e dall’EcoAtlante di ISPRA presenta anche esperienze positive di rigenerazione che indicano la possibilità di invertire tale tendenza.
In Italia, mentre regioni come Lombardia, Veneto e Campania superano il 10% di superficie consumata, la Valle d’Aosta si conferma la regione con il consumo più basso in termini percentuali, con un 2,16% di territorio consumato e circa 7.040 ettari di suolo artificiale.
Focus sul consumo di suolo nei comuni valdostani
Tra i 74 comuni valdostani, Aosta registra il consumo maggiore in valori assoluti, con 626 ettari consumati e una percentuale di suolo urbanizzato pari al 29,25%. Seguono Quart con 232 ettari e Courmayeur con 218 ettari.
In termini percentuali, dopo Aosta risultano significativi Pont-Saint-Martin (17,69%), Verrès (14,53%) e Saint-Christophe (11,81%), segnalando un’alta incidenza di suolo artificializzato sul territorio comunale.
Il consumo di suolo pro capite evidenzia valori molto elevati nei piccoli comuni di montagna: Valsavarenche (3.496,89 m² per abitante), Rhêmes-Notre-Dame (3.331,65 m²/ab) e Saint-Rhémy-en-Bosses (2.624,85 m²/ab), comuni con bassa densità abitativa ma forte antropizzazione del territorio per persona residente.
Per quanto riguarda il consumo annuo (2022-2023), Émarèse si distingue con 2,52 ettari consumati, seguita da Valtournenche (2,26 ettari) e Saint-Christophe (2,26 ettari).
L’indicatore di densità di consumo di suolo (metri quadrati consumati per ettaro di territorio) vede Émarèse con il valore più alto: 24,61 m²/ha, mentre Saint-Christophe e Morgex mostrano valori di 15,33 e 2,09 rispettivamente.
Questi dati confermano come nei comuni alpini a bassa densità di popolazione il consumo di suolo per abitante sia spesso superiore alla media regionale, per via della morfologia e della distribuzione degli insediamenti.
Contesto ambientale e prospettive
Nel 2024 cresce anche il consumo di suolo nelle aree a rischio di dissesto idrogeologico e nelle zone costiere, dove si riscontra una forte impermeabilizzazione. Inoltre, la superficie destinata a impianti fotovoltaici a terra ha subito un’impennata, con un incremento significativo che contribuisce al consumo complessivo di suolo. L’aumento delle superfici dedicate a logistica e data center richiede ulteriori attenzioni in termini di pianificazione territoriale.
La Valle d’Aosta, pur con valori di consumo tra i più bassi in Italia, si trova di fronte alla necessità di adottare politiche strutturate per incentivare il riuso, la rigenerazione e il recupero delle aree già urbanizzate, in linea con la Direttiva europea sul suolo approvata nel 2025.
Per approfondire i dati e dettagli comunali è possibile consultare il Rapporto SNPA e l’EcoAtlante ISPRA, che offrono una panoramica completa e aggiornata della situazione territoriale.
Pubblicato / aggiornato
il 24/10/2025 alle 13:06
Categoria:
Politica e Amministrazione