Consiglio comunale ad Aosta il 29 ottobre 2025
(©Comune di Aosta Fb) -
Consiglio Comunale di Aosta
Il Consiglio comunale di Aosta si è riunito in seduta ordinaria martedì 29 ottobre 2025, dalle ore 9. L’ordine del giorno comprendeva dodici punti che riguardano principalmente l’insediamento della nuova Amministrazione comunale.
I lavori si sono aperti con l’esame delle condizioni degli eletti nelle consultazioni amministrative del 28 settembre 2025 e del turno di ballottaggio del 12 ottobre 2025, verificando i requisiti di eleggibilità e compatibilità dei candidati risultati eletti.
Seguito salla surrogazione dei consiglieri comunali dimissionari Eugenio Torrione e Clotilde Forcellati, con conseguente esame della condizione dei consiglieri subentranti Katya Foletto e Umberto Fossa. L’assemblea ha verificato il possesso dei requisiti necessari per l’assunzione della carica da parte dei nuovi membri del Consiglio.
Vi è stato il giuramento del sindaco e della vicesindaco. Successivamente si è proceduto all’elezione del presidente del Consiglio comunale (Samuele Tedesco)e dei due vicepresidenti.
L’Assemblea ha approvato con 20 voti a favore, a fronte di otto voti contrari e uno di astensione, il documento contenente gli indirizzi generali di governo per il quinquennio 2025/30 presentato dal sindaco Raffaele Rocco al Consiglio comunale: «Oggi, compiamo un passaggio istituzionale di fondamentale importanza. Presentiamo a questo Consiglio gli Indirizzi generali di governo, l’atto che trasforma la visione politica, che ha ricevuto la fiducia di una parte della cittadinanza, in un’azione di governo formale e concreta.
Permettetemi di essere franco. Il risultato elettorale ci consegna una responsabilità immensa. Una manciata di voti determina la maggioranza in quest’aula. E, dato ancora più pesante, quasi metà dei nostri concittadini ha scelto di non partecipare al voto.
Il margine esiguo non ci dice che una parte della città ha vinto e l’altra ha perso. Ci dice che la città è divisa e ci chiede di essere l’Amministrazione che unisce. L’elevato astensionismo non è un problema della maggioranza; è un problema di questa assise, di tutta la politica. È la spia di una disaffezione, che il nostro programma definisce senza mezzi termini “la frattura tra palazzo e cittadini”.
Non possiamo ignorare questi due fatti. Non possiamo governare nonostante questi fatti. Dobbiamo governare a partire da questi fatti. Questi due fatti non sono una debolezza: sono il nostro primo, e più vincolante, indirizzo politico, che tutti noi, maggioranza e opposizione, abbiamo il dovere di sanare.
La vittoria risicata non è un mandato a comandare, ma un obbligo ad ascoltare. Ma sia chiaro: ‘obbligo ad ascoltare’ non significa ‘obbligo a non decidere’. Non è un alibi alla paralisi. Al contrario: è l’unica garanzia per prendere decisioni efficaci e durature. La stagione delle scelte imposte dall’alto, che generano incomprensioni e conflitti, è finita. Le nostre decisioni saranno più forti, non più deboli, perché fondate sul confronto.
Ecco perché il primo obiettivo di questo mandato non è semplicemente eseguire un programma: è ricostruire la fiducia.
È per questo che il nostro programma non è e non sarà un “libro dei sogni”. È, e vuole essere, un “piano di lavoro preciso”, un “patto con la Città” fondato su due pilastri che oggi assumono un valore politico ancora più forte: trasparenza e partecipazione.
Abbiamo un’opportunità straordinaria per combattere insieme l’astensionismo. La nostra risposta a quella “frattura” non sono slogan, ma strumenti concreti di democrazia deliberativa che troverete in questo programma.
Il primo obiettivo di questa Amministrazione non è quindi un’opera pubblica. È riconquistare la fiducia di chi non ha votato. È dimostrare a chi ha votato diversamente da noi che governeremo con “responsabilità, trasparenza e lungimiranza” per tutti.
Come? Non con la propaganda, ma con la rendicontazione. Questo documento è una “bussola” che permetterà a ogni cittadino, e a ogni consigliere, di verificare il mantenimento degli impegni. Attueremo il progetto “Aosta Aperta e Trasparente” non come un adempimento, ma come un dovere politico. Creeremo un “Cruscotto di Mandato” dove lo stato di avanzamento dei progetti sarà visibile in tempo reale.
Non consultazione di facciata, ma con la co-progettazione. Per questo, gli strumenti di partecipazione non sono un accessorio, ma il cuore del nostro metodo di governo per sanare quella frattura. Ma ancora più importante, intendiamo portare la Giunta fuori dal palazzo, con incontri periodici nei quartieri, per ascoltare, non solo per parlare.
Su questo terreno, quello della partecipazione e della trasparenza, non ci sono avversari. C’è solo da lavorare insieme per riportare le persone alle urne e alla vita pubblica.
Siamo consapevoli che il programma che presentiamo è di “straordinaria ambizione”. E con altrettanta trasparenza, dichiariamo che la sfida principale non sarà finanziaria, non sarà solo finanziaria, ma soprattutto organizzativa. Siamo ambiziosi, sì: il programma punta a fondi europei, regionali e a strumenti complessi come il Partenariato Pubblico-Privato per l’Area Mercatale e gli impianti sportivi. Ma proprio per questo la sfida è organizzativa: se non avremo una macchina amministrativa riformata e una Task Force efficiente – come previsto – quei soldi non li intercetteremo mai. L’efficienza dell’organizzazione è la condizione necessaria per la sostenibilità finanziaria.
Per questo, non promettiamo di fare tutto subito. Il nostro sarà un esercizio di “governance responsabile”.»
La Giunta è composta da:
- Valeria Fadda: vicesindaco con competenza in materia di Affari generali e legali, Comunicazione istituzionale, Partecipazione, Legalità e Trasparenza, Parità, Pluralità e Diritti civili, Politiche Giovanili;
- Corrado Cometto: assessore alle Opere pubbliche, al Patrimonio, alla Mobilità e alla Cura della Città e del Territorio con competenza in materia di Lavori Pubblici, Viabilità, Distribuzione del gas naturale, Servizio irriguo, Illuminazione pubblica, Patrimonio, Verde pubblico e Servizi cimiteriali tecnici;
- Marco Gheller: assessore alle Politiche sociali, ai Presidi di comunità e alla Coesione con competenza in materia di Politiche sociali, Politiche abitative, Mediazione culturale, Presidi di comunità (biblioteche) e eliminazione delle barriere architettoniche;
- Cecilia Lazzarotto: assessora alla Cultura e al Turismo con competenza in materia di Cultura, Turismo, Marketing territoriale e Promozione Turistica e culturale;
- Simonetta Salerno: assessora allo Sviluppo economico, alle Attività produttive e all’Attrattività urbana con competenza in materia di Commercio e Artigianato, Attività produttive, Agricoltura e Politiche Agroalimentari, Attrattività urbana;
- Alina Sapinet: assessora all’Istruzione, allo Sport e Benessere con competenza in materia di Istruzione e Sport;
- Luca Tonino: assessore alla Pianificazione, Innovazione e Transizione ecologica con competenza in materia di Urbanistica, Edilizia, Mobilità Sostenibile, Ambiente e Sviluppo sostenibile, Innovazione e Smart-city.
Restano di competenza del sindaco Raffaele Rocco la sovrintendenza al funzionamento dei servizi e degli uffici nelle seguenti materie: Risorse Umane e Organizzazione, Bilancio, Finanze e Tributi, Rapporti con Enti e Società partecipate, Programmazione Strategica (Visione Aosta 2040), Protezione civile, Polizia locale, Servizi demografici e cimiteriali, Sportello Amico in Comune cittadini, Statistica, Digitalizzazione, Rapporti Istituzionali.

L’ordine del giorno prevedeva inoltre l’elezione della Commissione elettorale comunale, organismo competente per la gestione delle operazioni elettorali sul territorio cittadino. Si è proceduto all’istituzione e alla nomina delle Commissioni consiliari permanenti, strumenti di lavoro fondamentali per l’esame preliminare delle pratiche che saranno successivamente sottoposte all’esame dell’Assemblea.
Il Consiglio ha nominato i componenti della Commissione comunale per la formazione degli elenchi comunali per la nomina a giudici popolari e determinerà gli indirizzi per la nomina e la designazione di rappresentanti del Comune presso enti, aziende, istituzioni e società partecipate.
L’ultimo punto all’ordine del giorno riguardava la determinazione delle indennità di funzione per gli amministratori comunali. Riguardo al dibattito consiliare scaturito dalla proposta di deliberazione relativa alle indennità di funzione degli Amministratori comunali, aumentata del 20%, poi approvata con 19 voti a favore a fronte di otto voto contrari e un voto di astensione, il sindaco Raffaele Rocco dichiara: «Aumentare lo stipendio dei consiglieri comunali non significa “regalare soldi alla politica”, ma difendere un principio di dignità e qualità democratica. Oggi il compenso è talmente basso da costringere chi svolge questo ruolo a farlo nel tempo libero, dopo il lavoro, con difficoltà a dedicarsi davvero ai bisogni della comunità. Questo produce un effetto pericoloso perché possono permettersi di fare politica solo i più ricchi o chi ha già alle spalle poteri economici e reti di sostegno.
L’idea che noi propugniamo e affermiamo, invece, è che la partecipazione politica debba essere accessibile a tutti, non solo alle élites. Un compenso più giusto significa garantire che anche un lavoratore, una madre single, un giovane precario o un disoccupato possano mettersi al servizio dei cittadini senza finire in difficoltà economica.
Inoltre, riconoscere pienamente il valore del lavoro istituzionale spinge verso una politica più preparata e presente sul territorio: un consigliere comunale ben retribuito può dedicare più tempo alla trasparenza, al controllo dell’operato della Giunta, al dialogo con associazioni e quartieri, alla progettazione di servizi pubblici più efficaci.
In definitiva, assicurare il giusto riconoscimento ai rappresentanti eletti è una scelta che rafforza la democrazia locale, non un privilegio ma un investimento sulla rappresentanza e sulla qualità delle decisioni che incidono sulla vita quotidiana di tutti perché la politica migliore nasce quando chi ci rappresenta lo può fare davvero a tempo pieno, con dignità e senza pressioni esterne».
Giovanni Girardini (La Renaissance) su Facebook ha commentato: «Oggi c’è stata la prima seduta del Consiglio comunale e il primo problema ravvisato da questa coppia e dalla loro giunta è stato il fatto che il compenso degli amministratori non dà abbastanza dignità al ruolo che ricoprono e si sono aumentati il compenso del 20%.
Concretizzando il sindaco invece di circa 6800 euro lordi al mese ne prenderà circa 8170 e a cadere tutti si vedranno il loro compenso aumentato.
Questo il primo “problema” risolto! Tutta l’opposizione ha votato contro e il sindaco, molto poco educatamente, ci ha appellati ipocriti e populisti.
Mi viene solo da pensare che l’inizio è stato pessimo».
Pubblicato / aggiornato
il 30/10/2025 alle 08:37
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Categoria:
Politica e Amministrazione