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Luigi Chiarello ha presentato il libro Nel nome del pane

Nel nome del pane è il romanzo pubblicato nel settembre 2025 dal giornalista Luigi Chiarello, capo servizio di ItaliaOggi, editorialista di geopolitica ed economia internazionale, curatore dell’inserto Weekend e del supplemento del mercoledì AgricolturaOggi.
Membro dell’Accademia dei Georgofili di Firenze dal 2024, Chiarello, calabrese d’origine, milanese per lavoro e «aostano per un pezzo di cuore», ha presentato il libro sabato 8 novembre 2025 nel centro di Aosta, non lontano da una fra le zone del capoluogo che compaiono nel romanzo.

Il volume è un thriller agroalimentare che intreccia indagini, misteri e simbologie religiose sullo sfondo di un tema ancora poco esplorato ma sempre più attuale: l’agroterrorismo, cioè l’uso deliberato di contaminazioni alimentari o idriche come strumento di attacco e destabilizzazione.

«L’agroterrorismo esiste, anche se se ne parla poco per non allarmare l’opinione pubblica – ha raccontato Chiarello durante l’incontro – si manifesta attraverso la contaminazione degli alimenti o delle risorse idriche, esponendo la popolazione a rischi altissimi. A Torino, grazie a Maria Lodovica Gullino e al centro “Innova”, esiste un polo di ricerca d’eccellenza su queste dinamiche, che collabora anche con il Ministero dell’agricoltura».

Luigi Chiarello durante la presentazione del suo libro ad Aosta
Luigi Chiarello durante la presentazione del suo libro ad Aosta

Nel libro, il tema prende corpo attraverso una serie di morti misteriose per avvelenamento, legate a un tatuaggio enigmatico che raffigura un’anguilla «un simbolo dal valore quasi cristico – ha spiegato l’autore – l’anguilla compare perfino nell’Ultima Cena di Leonardo e nella simbologia dantesca: un elemento che lega fede, natura e mistero».

Ma Nel nome del pane non è solo un giallo: è anche un romanzo di idee, che affronta i temi della sostenibilità e della manipolazione delle paure ambientali: «nel romanzo c’è una forza oscura che tenta di controllare i mercati globali, mascherandosi dietro le bandiere dell’animalismo, del cambiamento climatico e della difesa del pianeta – ha evidenziato Luigi Chiarello – non ho nulla contro le scelte alimentari individuali, ma il problema nasce quando si pretende di imporre agli altri una visione unica. Assistiamo alla criminalizzazione della zootecnia, nonostante i dati dicano altro: solo il 5% delle emissioni italiane deriva dall’allevamento, mentre il 70% è legato alla produzione di energia da fonti fossili. Eppure, ogni volta che si parla di clima, sui giornali compare la foto di una mucca, non di una centrale a carbone. È una narrazione distorta, e questo libro prova a interrogarsi anche su questo».

Tra fiction e inchiesta, Nel nome del pane unisce scienza, fede, etica e geopolitica del cibo, restituendo una riflessione profonda sulla fragilità del sistema agroalimentare e sui rischi di manipolazione che lo attraversano: «il pane è simbolo di vita e di civiltà – ha concluso Chiarello – ma anche l’alimento più vulnerabile a chi vuole colpire una comunità nella sua parte più umana: la tavola».

La copertina del romanzo 'Nel nome del pane' di Luigi Chiarello
La copertina del romanzo ‘Nel nome del pane’ di Luigi Chiarello

Pubblicato / aggiornato il 09/11/2025 alle 09:21
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Categoria: Cultura / Video