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Il saggio di Simone Perron: Sguardi nell’abisso

Il saggio di Simone Perron: Sguardi nell’abisso (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - Un momento della presentazione di 'Sguardi nell'abisso' ad Aosta

Sguardi nell’abisso. Apocalissi, gender e virtualità nell’era del nichilismo è il titolo del saggio di Simone Perron, consigliere regionale della Lega, insegnante e cantautore.

Il volume, pubblicato nel giugno 2025, è stato presentato ad Aosta nella serata di venerdì 12 dicembre 2025: «parlo di Apocalissi, al plurale, perché nel libro riporto come la nostra società stia vivendo la percezione di continue Apocalissi su vari aspetti – racconta l’autore –: una che ho analizzato il libro è ovviamente quella ambientale, perché il movimento ambientalista sul “global warming” oggi si accompagna alla percezione di essere sull’orlo di una catastrofe, tanto che quelli giovani si chiamano “Ultima generazione”, percependo il fatto che queste generazioni giovani potrebbero essere le ultime sul pianeta, perché poi si scalderà talmente tanto che il mondo sarà invivibile».

«Il volume parte da un discorso filosofico – continua Perron –: nella prima parte c’è la storia della religione, il passaggio dal politeismo al cristianesimo con tutte delle cose diciamo susseguenti, mentre il secondo capitolo racconta la relazione dell’uomo con la natura dove viviamo con la sensazione che non sia più una natura divina di cui siamo figli, che ha sostituito un po’ il cristianesimo, che a sua volta ha sostituito il paganesimo. Perché se noi distruggiamo la natura siamo irresponsabili e questo ci crea, chiaramente, un fortissimo senso di colpa collettivo che muove poi la politica. Quindi abbiamo un uomo senza Dio e senza natura che si richiude in se stesso, ritenendosi responsabile di tutto. In qualche modo si autoesalta, ma si auto-colpevolizza e quindi si apre tutto il campo del tema del narcisismo collettivo spinto dai social, dal malessere che hanno gli occidentali perché siamo una società che, pur stando meglio a livello economico e materiale, sta peggio dal punto di vista psicologico, perché non abbiamo più un senso trascendente della vita. Quindi depressioni, uso di psicofarmaci, droghe e alcolici, il lavoro compulsivo, che sono parte di un fenomeno preoccupante di questa crisi dell’Occidente che stiamo stiamo vivendo da dentro e rappresenta un paradosso, perché siamo tra quelli che materialmente stanno meglio al mondo ma si sta sgretolando la società dalle radici».

Simone Perron con lo psicologo Roberto Cecchetti, durante la presentazione del libro ad Aosta
Simone Perron con lo psicologo Roberto Cecchetti, durante la presentazione del libro ad Aosta

«In un altro capitolo analizzo l’intelligenza artificiale, non in senso scientifico perché non ne sono competente. Cosa succederà? – si chiede – stiamo già in qualche modo delegando a qualche altra forma di divinità? Io penso di sì, perché l’intelligenza artificiale sta sostituendo e sostituirà sempre di più l’agire umano. Ho analizzato, trovando dei collettivi che stanno già mettendo in forma religiosa l’arrivo dell’intelligenza artificiale forte, quella che connetterà tutte le varie intelligenze artificiali in un unico network che sarà onniscente. C’è un collettivo si chiama “Theta Noir”, che sostiene che “la vera divinità che sta per palesarsi”. In ultimo ho buttato dentro anche il il fenomeno UFO, perché seguo il dibattito americano e sono abbastanza convinto che Donald Trump potrebbe fare l’annuncio di una “disclosure” ammettendo che per un’ottantina d’anni gli Stati Uniti, come tutti gli altri Governi, hanno coperto progetti di retroingegneria su qualcosa che arriva o da altre dimensioni o da altri pianeti. C’è tantissimo di vero in quello e Trump potrebbe svelare questa cosa, e al Congresso americano ci sono leggi su questo tema. Cosa succederà se Trump dirà “Signori ci sono intelligenze non umane su questo pianeta”?».

Simone Perron, pur definendosi un anti-social, ha invece una grande presenza sui diversi social media, sia per la sua attività politica, sia per quella culturale: «nel libro ho analizzato il manifesto di Unabomber [il terrorista anarchico Theodore Kacynski, n.d.r.] al quale hanno dedicato un bel un bel documentario su Netflix – precisa –: era un genio matematico assoluto che a un certo punto ha iniziato ad organizzare attentati, scatenando la più grande caccia all’uomo del di tutto il sistema americano, con oltre duecento persone che lo cercavano. Nei primi anni Novanta, lui aveva scritto un manifesto “La società industriale e il suo futuro”, in cui prediceva tantissime cose che stanno succedendo, annunciando che la tecnologia ci avrebbe in qualche modo schiacciati e quindi lui colpiva i professori universitari e le persone che stavano portando quel tipo di progresso. Lui sosteneva che “la tecnologia una volta che viene resa disponibile, non si può non utilizzarla”. Quando si è passati dai cavalli alle auto, non si è esclusa la possibilità di continuare a utilizzarli, ma tutto il mondo si è tarato sulla nuova tecnologia e le distanze non sono più le stesse di prima. Nello stesso modo siamo quindi obbligati ad utilizzare tecnologia, non c’è scelta, quindi in realtà è la tecnologia che usa noi. Lui diceva che la tecnologia va in qualche modo distrutta e che bisogna tornare indietro “perché il regno dell’umano sta per finire”. È chiaro che, in questa logica siamo obbligati ad utilizzare i social che è un proiettarti fuori da te. Io vivo attaccato a questo maledetto cellulare, ma se non lo facessi sarei tagliato fuori».

Il pubblico durante la presentazione del libro di Simone Perron
Il pubblico durante la presentazione del libro di Simone Perron

Il libro di Simone Perron è tornato d’attualità dopo le polemiche legate all’ultima edizione della fiera “Più libri più liberi” di Roma, organizzata dall’Associazione italiana editori, che si è tenuta da mercoledì 3 a lunedì 8 dicembre, dove è stata stigmatizzata la presenza della casa editrice fiorentina “Passaggio al bosco”, che ha pubblicato il saggio del consigliere regionale valdostano: «a me interessava inserirmi in un dibattito a livello nazionale su questi temi – sottolinea – ho scoperto un filone di persone che gravitano al mondo culturale della destra radicale, non nel senso estremo, ma che si rifà alle radici con dei discorsi filosofici, con riflessioni sulla nostra società e sull’uomo.
Ho avuto la fortuna di venire in contatto con queste persone, scoprendo che c’è un panorama di discussioni nel mondo culturale di destra che è stato sommerso dall’egemonia culturale della sinistra degli ultimi ottant’anni. Questo fenomeno sta finendo, perché questi attacchi che arrivano da questi ambiti antifascisti, che poi in realtà applicano gli stessi identici metodi dei regimi autoritari perché hanno una radice comunista, vedono questo emergere del mondo culturale della destra come un gravissimo pericolo e quindi partono scomposti chiedendo censure, una follia e non fa altro che fare il nostro gioco. Era importante anche inserirsi in questo dibattito che è stato soffocato dato che qualcuno è molto preoccupato di tutto ciò perché non vuole che le idee circolino»
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«La casa editoriale “Passaggio al Bosco” è definita fascista, ma ha pubblicato più di trecento titoli e io sfido chiunque a trovare una sola parola fascista nel mio saggio che va dalla storia delle religioni agli UFO – conclude Simone Perron – dopotutto ci sono altri editori su cui bisognerebbe approfondire, dato che ci sono dei libri che parlano dei suoi rapporti, ad esempio, proprio col mondo del terrorismo internazionale. Bisogna metterci in chiaro che le idee circolano tutte e poi le persone sono in grado di valutare, non c’è bisogno della mammina che ti dice “Questo lo puoi leggere, e quello no”. Si legge tutto, si pubblica tutto, se ci sono dei reati, se c’è l’apologia che intervenga il sistema giudiziario oppure bisogna accettare che la libertà di espressione è anche nelle cose estreme ed in quelle che non piacciono, ma anche questo fa parte della libertà di espressione».

Pubblicato / aggiornato il 13/12/2025 alle 15:18
Categoria: Cultura