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Consiglio Valle del 14 e 15 gennaio 2026

Consiglio Valle del 14 e 15 gennaio 2026 (©consiglio.vda.it) - Il Consiglio Valle riunito il 14 gennaio 2026

Il Consiglio Valle è riunito mercoledì 14 e giovedì 15 gennaio 2026, per discutere un ordine del giorno composto da 53 punti.

Comunicazioni del presidente del Consiglio

Il presidente del Consiglio Stefano Aggravi, nelle proprie comunicazioni, si è così rivolto ai colleghi: «Permettetemi di ricordare a tutti che il ruolo di consigliere regionale non si esaurisce nel tempo dell’Aula. La credibilità del Consiglio regionale non è astratta né delegabile: è una responsabilità condivisa, costruita anche attraverso le azioni, i comportamenti e le immagini pubbliche di ciascuno di noi, dentro e fuori quest’Aula. Essere consiglieri regionali è una responsabilità continua, che non conosce pause né “fuori servizio”, nemmeno (e forse soprattutto) nello spazio dei social network».

Consiglio per le politiche del lavoro

L’Assemblea ha nominato i propri rappresentanti in seno al Consiglio per le politiche del lavoro. Per la maggioranza sono state elette le consigliere Josette Borre (UV) e Luisa Trione (CA), con 20 voti ciascuna; per la minoranza è stato eletto il consigliere Andrea Manfrin (Lega VdA), con 8 voti. I gruppi AVS e PD-FP avevano proposto il consigliere Fulvio Centoz, che ha ottenuto 6 voti.

Come previsto dalla legge regionale n. 11/2024, il Consiglio per le politiche del lavoro, già istituito dalla legge regionale n. 7/2003, è la sede permanente di concertazione e partecipazione delle forze sociali alla programmazione e all’attuazione degli interventi e delle azioni previsti dal Piano triennale degli interventi di politica del lavoro, delle azioni di formazione professionale, di orientamento e di sviluppo dei servizi per il lavoro.

Interrogazioni a risposta immediata

Carnavals de montagne

Il mancato finanziamento da parte del Comune di Aosta dei Carnavals de Montagne è stato al centro di un’interrogazione a risposta immediata del gruppo Autonomisti di Centro.
«Vogliamo sapere se il Comune di Aosta, prima di prendere questa decisione, si sia confrontato con l’Amministrazione regionale e che cosa abbia fatto il Governo regionale per dare continuità a questo importante evento – ha spiegato il capogruppo Marco Carrel -. Crediamo sia importante continuare a proporre questa manifestazione a tutela delle nostre tradizioni ma soprattutto per rilanciare il ruolo di Aosta come città alpina.»

L’assessore alla cultura e politiche identitarie, Erik Lavevaz, ha ricordato che «l’iniziativa è stata inizialmente a regia regionale fino al 2012. Dopo il periodo pandemico, nel 2024 è stata riavviata nella forma attuale e il Comune, che ha in capo l’organizzazione, ne ha registrato il marchio. Nel 2024 e nel 2025 l’evento si è svolto con la compartecipazione del Consiglio regionale. Il Governo regionale non è stato quindi coinvolto nella scelta di non organizzare nel 2026 l’iniziativa nella forma degli ultimi due anni, decisione motivata dal Comune non solo da ragioni di bilancio – con un costo stimato di circa 55 mila euro – ma anche da aspetti organizzativi e dalla densità del calendario degli eventi. L’Amministrazione comunale ha inoltre manifestato disponibilità a incontrare i gruppi carnevaleschi per condividere modalità sostenibili di organizzazione delle prossime iniziative. La Regione, da parte sua, conferma la propria disponibilità a collaborare a iniziative armoniche di valorizzazione delle tradizioni carnevalesche, tratto importante dell’identità valdostana e che dimostrano una vitalità preziosa.»

«Questa è un’iniziativa puramente politica – ha detto in replica il consigliere Carrel -. Il problema era già emerso in un evento pubblico a cui ho partecipato con alcuni membri della maggioranza prima delle feste natalizie. Insieme al nostro Consigliere comunale di Pour l’Autonomie abbiamo parlato con il sindaco che ci ha detto che si sarebbe interfacciato con l’Amministrazione regionale. Questo non è avvenuto e ce ne dispiace perché così perdiamo dei pezzi della nostra storia e della nostra identità.» 

Aggiudicazione lavori ospedale Parini

L’aggiudicazione dei lavori dell’ospedale Parini è stata al centro di due interrogazioni a risposta immediata, presentate dai gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e Lega Vallée d’Aoste e discusse congiuntamente nella seduta consiliare del 14 gennaio 2026.

«L’appalto è stato vinto da un raggruppamento di imprese con 71,93 punti (contro i 43,88 della società arrivata seconda), con un ribasso di ben 19 milioni di euro sui 140 previsti – ha ricordato la capogruppo di AVS, Chiara Minelli -. La Società Siv (che gestisce i lavori di ampliamento del nuovo ospedale) ha dichiarato che non sono emerse cause di esclusione e che “l’offerta prodotta non è risultata necessitare espressamente della cosiddetta verifica dell’anomalia dell’offerta” e che si potrà quindi procedere alla formalizzazione del contratto e alla consegna dei lavori, da terminare entro 4 anni circa. Tuttavia, da notizie di stampa, si apprende che una delle imprese, la ditta Manelli di Monopoli, si troverebbe in crisi di liquidità. Siamo stati contrari alla scelta della maggioranza sul nuovo ospedale e oggi queste notizie accrescono le nostre preoccupazioni.»

«La crisi di liquidità della ditta – ha aggiunto il vicecapogruppo della Lega VdA, Simone Perron – è ampiamente riscontrabile dalle varie rassegne stampa, che fanno emergere serie problematiche negli appalti dei comuni di Brescia, Genova, Bergamo, Palermo. Ribassi di quel tipo devono destare preoccupazioni.» 

I gruppi consiliari hanno quindi chiesto al Governo di fare il punto della situazione e di conoscere i fattori di rischio per l’aggiudicazione dell’appalto.

L’assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha riferito che «l’intervento per il nuovo ospedale Parini rappresenta una delle opere pubbliche di maggiore rilevanza sul territorio regionale, sia per l’entità dell’investimento, superiore ai 100 milioni di euro, sia per il ruolo strategico che riveste nell’ambito della riorganizzazione sanitaria in corso. Proprio per questo, la procedura di gara è stata impostata con criteri particolarmente rigorosi e garantisti. L’operatore economico aggiudicatario provvisorio è un’azienda strutturata e solida, risultata largamente prima classificata in base ai criteri tecnici e solo successivamente a quelli economici. È importante chiarire che non si è ancora in presenza di un’aggiudicazione definitiva, ma di una proposta di aggiudicazione attualmente sottoposta a tutte le verifiche previste dalla legge. Il Responsabile unico del procedimento ha già concluso con esito positivo la verifica dei requisiti generali e speciali dell’operatore economico, senza riscontrare cause di esclusione né irregolarità sotto il profilo contributivo, fiscale o previdenziale. La verifica dei requisiti dell’aggiudicatario provvisorio è avvenuta tramite le banche dati previste, incluse quelle dell’Anac.
Pur non ricorrendo formalmente i presupposti per la verifica di anomalia dell’offerta, sono in corso ulteriori approfondimenti sui prezzi offerti, in via prudenzialeAllo stato attuale non sono emersi elementi ostativi all’aggiudicazione. La situazione è costantemente monitorata e ogni decisione finale sarà assunta esclusivamente al termine di tutte le verifiche di legge, nell’interesse pubblico e a tutela della stazione appaltante. Completate le verifiche, si procederà con l’aggiudicazione definitiva, la stipula del contratto e la consegna dei lavori.»

La consigliere Minelli ha replicato: «Non è ben chiaro come la ditta sia stata posta a verifica riguardo all’anomalia del ribasso. Sembra che dal punto di vista tecnico sia tutto a posto, ma crediamo che ci si debba interrogare un po’ di più su quanto accade altrove e monitorare la faccenda con grande attenzione: in questa situazione ci sarà bisogno di avere davvero un po’ di fortuna, perché i presupposti non sono buoni.»

«Gli aspetti tecnici sono stati presi in considerazione, ma le criticità sui lavori potrebbero emergere in una fase successiva – ha osservato il consigliere Perron -. Tutti i casi citati vanno in questa direzione, perché riguardano problematiche emerse dopo l’aggiudicazione, come per l’Università di Ancona che è intervenuta per pagare i subappaltatori o per l’ospedale d’Este dove i lavori sono stati interrotti per il mancato pagamento degli stipendi delle maestranze. La nostra preoccupazione è forte.»

Guasto alla telecabina Pila-Couis

Con un’interrogazione a risposta immediata, il gruppo La Renaissance Valdôtaine ha voluto sapere se sia stata individuata la causa del guasto alla telecabina Pila-Couis, inaugurata lo scorso dicembre, che ha comportato l’interruzione dell’attività dell’impianto nei primi giorni di gennaio. 
«Il blocco dell’impianto – durato due giorni – è avvenuto in un periodo di massima affluenza turistica e, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, è stato risolto grazie all’intervento dei tecnici della ditta costruttrice», ha detto la capogruppo Eleonora Baccini, chiedendo se ne sia stata compresa «la causa con le relative responsabilità per eventualmente attivare forme di tutela o di rivalsa economica nei confronti della ditta costruttrice o di altri soggetti coinvolti.»

Precisando che «il fermo è durato due giorni per una parte dell’impianto, nel secondo giorno il secondo troncone ha funzionato, continuando a dare servizio nella parte alta del comprensorio», l’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy, ha spiegato: «La causa del guasto è stata individuata ed è stata risolta in garanzia a carico della ditta costruttrice. Sono in corso le interlocuzioni tra Società e ditta costruttrice per le valutazioni del caso.» 

«La cosa positiva – ha aggiunto l’assessore – è che quest’anno, in generale, il settore impianti a fune sta crescendo come primi ingressi e fatturato. Questo vale anche per la Pila spa. Speriamo che sia di buon auspicio per una splendida stagione.»

«Vorrei che prestaste molta attenzione al buon funzionamento dell’impianto – ha replicato la consigliere Baccini -. Il blocco è avvenuto nella settimana in cui ci sono stati più presenze fino ad ora, creando molti disagi a turisti, sciatori e attività del comprensorio.»

Attività ispettiva

Interrogazioni

Ristori alluvione 2024

Con un’interrogazione, il gruppo Fratelli d’Italia ha chiesto informazioni sull’importo complessivo e le modalità di utilizzo dei contributi erogati dal Consiglio dei Ministri per i danni causati dall’alluvione che ha colpito la Valle d’Aosta – in particolare Cogne, Breuil-Cervinia e la bassa Valle – il 29 e 30 giugno 2024.   
Ricordando che «il Governo, su proposta del Ministero della protezione civile, ha stanziato diverse decine di milioni di euro, in più tranche, per supportare il ripristino delle infrastrutture danneggiate», il capogruppo Alberto Zucchi ha chiesto a quanto ammonti l’importo complessivo, quali lavori per interventi di somma urgenza siano stati finora completati e per quale importo, quali siano ancora da completare e con quali tempi.

Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha spiegato che «i danni complessivamente stimati superano i 158 milioni di euro, di cui circa 119 milioni di euro per danni diretti a edifici e beni pubblici e privati, infrastrutture, reti e attività economiche e 39 milioni di euro di costi pubblici per il superamento dell’emergenza.
Le risorse stanziate dal Consiglio dei Ministri ammontano complessivamente a 57 milioni 150 mila euro, di cui 20 milioni 600 mila euro assegnati con delibera del 22 luglio 2024 e 36 milioni 550 mila euro con delibera del 7 febbraio 2025, destinati al finanziamento di 21 interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, 106 interventi in somma urgenza, 41 misure di immediato sostegno alla popolazione e alle attività produttive, 37 interventi prioritari e urgenti di mitigazione del rischio. Dalla rendicontazione effettuata il 9 dicembre 2025 dal Capo della Protezione civile, risultano conclusi 97 interventi a cui si aggiungono i 3 interventi annullati. Dei 6 rimanenti, 5 sono stati ultimati entro il 31 dicembre, mentre l’ultimo – che riguarda la strada regionale 47 nel comune di Aymavilles per 7 milioni 160 mila euro – sarà avviato non appena le condizioni meteoclimatiche lo consentiranno. I ritardi sono legati alla progettazione che segue i lavori eseguiti nella prima fase, alle verifiche obbligatorie e alla scelta di una procedura di gara al posto dell’affido diretto.»

Quanto agli interventi conclusi, «l’importo complessivo è di circa 21 milioni 710 mila euro», mentre «restano da completare 30 interventi di mitigazione del rischio per circa 30 milioni 50 mila euro. Di questi, 6 sono in corso, 9 in fase di affidamento, 11 in progettazione e 4, tutti a Cogne, in attesa di avvio. La conclusione è stimata nel 2026 per 23 interventi e nel 2027 per i restanti 7. Salvo nuove improbabili proroghe, la scadenza dello stato di emergenza è fissata al 21 luglio 2026. Questa data non è vincolante per definire necessarie fasi progettuali, di affido o esecuzione lavori.»

Richiedendo un elenco più dettagliato degli interventi svolti e da ultimare, il consigliere Zucchi ha sottolineato «l’attenzione che il Governo Meloni ha dato alla Valle d’Aosta. Sono cifre considerevoli e non scontate basate su scelte compiute in modo collegiale su proposta del Ministro della protezione civile Musumeci a seguito di un’attività istruttoria svolta dagli attori tecnici chiamati a questo scopo. Scelte prese dal Governo di centrodestra nel suo insieme per dare delle risposte ai cittadini duramente colpiti.»

Canile-gattile regionale

Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha presentato un’interrogazione per chiarire l’esistenza di eventuali limitazioni numeriche nell’accoglienza di nuovi animali da parte del canile gattile regionale, richiamando il caso di una persona in difficoltà economica cui è stata negata l’accoglienza dei propri gatti per mancanza di disponibilità.
Ricordando che «il capitolato speciale della nuova gestione della struttura non prevede nessuna limitazione numerica» e che «la legge regionale 37/2010, all’articolo 10, prevede in caso di mancanza di posti la sistemazione degli animali anche in strutture alternative da parte del servizio veterinario», il Capogruppo Andrea Manfrin ha chiesto se siano state attivate «le azioni necessarie per evitare il ripetersi di situazioni analoghe e garantire la presa in carico di tutti gli animali bisognosi di assistenza e ricovero.»

L’assessore alla sanità, Carlo Marzi, riferendosi al caso della persona in difficoltà economica, ha evidenziato che «ad oggi, tutti i gatti di cui è stata fatta formale richiesta sono stati presi in carico e risultano regolarmente inseriti presso il canile gattile regionale ed è stata applicata l’esenzione dal pagamento delle quote, in considerazione della natura sociale dell’intervento. La presa in carico è avvenuta nel rispetto delle procedure vigenti e a seguito di valutazione da parte dei Servizi veterinari dell’Azienda Usl, tenendo anche conto che la capienza del canile gattile è stata temporaneamente ridotta per i lavori di ristrutturazione in corso e per aver dovuto ospitare ulteriori 45 gatti provenienti da un sequestro giudiziario. I servizi sociali hanno comunque supportato la persona nella presentazione della richiesta, nonostante a seguito degli approfondimenti istruttori non si sia ravvisata una effettiva situazione di emergenza o urgenza.
L’Amministrazione regionale continua a garantire la presa in carico degli animali bisognosi di assistenza nel rispetto della normativa, delle disposizioni dell’Autorità giudiziaria e delle valutazioni tecniche competenti, assicurando un costante equilibrio tra tutela animale, sicurezza sanitaria e sostenibilità gestionale del canile e gattile. Confermiamo il riconoscimento del ruolo delle associazioni animaliste, sottolineando l’importanza di una collaborazione costante con le istituzioni competenti per garantire interventi coerenti con le esigenze organizzative della gestione di una struttura pubblica che è finanziata a bilancio regionale con oltre 500 mila euro l’anno.»

Il consigliere Manfrin, nella replica, si è detto insoddisfatto: «Partendo da questo caso, è necessario affermare un principio: il rispetto di una legge regionale, che prevede disposizioni molto precise riguardo alla sistemazione degli animali e che in questo caso non è stata applicata. È stato stanziato 1 milione di euro per il canile gattile per due anni, ma la struttura non risulta sufficiente a soddisfare le necessità manifestate. Sarebbe opportuno fare una riflessione sul suo ampliamento o sul suo spostamento in nuovi spazi.»

Rapporti con le Regioni confinanti

Quale futuro nei rapporti con le Regioni confinanti s’immagina il Governo regionale? Lo ha chiesto, con un’interpellanza, il gruppo Autonomisti di Centro.
Ricordando l’incontro tra la Giunta regionale e il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, dello scorso 23 dicembre, da cui è emersa la volontà di creare un Tavolo permanente tra le due Regioni, il capogruppo Marco Carrel ha voluto sapere se sia previsto «un incontro analogo tra il Presidente della Regione Valle d’Aosta e la Giunta del Piemonte e, in caso affermativo, con quali modalità e tempistiche; come funzionerà il Tavolo permanente tra le due Regioni; se il Presidente riferirà in Consiglio sugli esiti di tali incontri e se siano programmati analoghi confronti con gli organi esecutivi della Confederazione Svizzera, in particolare del Canton Vallese, e della Repubblica Francese, in particolare con i Dipartimenti dell’Haute-Savoie e della Savoie, nell’ambito della cooperazione transfrontaliera e del Trattato del Quirinale.»

«À ce jour, aucune rencontre avec le Gouvernement régional du Piémont n’a encore été programmée – a répondu le Président de la Région, Renzo Testolin –, tandis que, pour ce qui concerne la Table permanente, nous procéderons, au cours des prochaines semaines, à la définition, avec la Présidence du Piémont, des aspects administratifs, de fonctionnement et de composition, en tenant compte du fait que le principal domaine d’attention sera celui des réseaux interrégionaux de mobilité et de transport. Bien évidemment, la Table pourra aborder l’ensemble des problématiques intéressant nos territoires respectifs.»

Le président a rappelé que «depuis toujours, nous entretenons des relations et des rencontres avec les Exécutifs des Départements de la Savoie et de la Haute-Savoie – relations réaffirmées par les deux déclarations d’intention pour une coopération renforcée que nous avons récemment signées – ainsi qu’avec le Canton du Valais, avec lequel nous sommes liés depuis 1990 par un accord de coopération et de concertation transfrontalière. Dans un avenir proche, des rencontres techniques et institutionnelles avec les voisins transfrontaliers ne manqueront pas – à l’instar de celles tenues ces dernières années au Petit-Saint-Bernard ou au Piémont à l’occasion de la Fête des Alpes etdes échanges continus et positifs menés dans le cadre de l’Espace Mont-Blanc – le tout en raison des projets gérés par les différents Assessorats déjà en cours ou sur le point d’être lancés. Des rencontres aux plus hauts niveaux institutionnels, telles que celles découlant du Traité du Quirinal, pourront également constituer des moments de contact et d’échange avec les réalités qui nous sont proches.»

«Non ci è stato detto come intendiamo andare avanti nei rapporti con il Piemonte ma soltanto che nelle prossime settimane seguiranno degli aggiornamenti – ha detto in replica il consigliere Carrel –. Credo sia opportuno attenzionare la questione e le chiediamo di relazionare nel prossimo Consiglio in vista dell’istituzione del Tavolo permanente. Bene che si continuino le relazioni standard di tutti i Governi valdostani con il Cantone del Vallese e i Dipartimenti della Savoie e della Haute-Savoie, anche se credo sia opportuno rafforzarli per affrontare determinati temi. Serve un approccio più pragmatico e attento per un confronto aperto, schietto, sincero ma soprattutto coerente e costante con le realtà che ci circondano.»

Interpellanze

Sicurezza e politiche educative

Con un’interpellanza, il gruppo Fratelli d’Italia ha richiamato l’attenzione sulla crescente insicurezza dei cittadini e la necessità di politiche educative specifiche.
Il consigliere Aldo Domanico ha rappresentato «la preoccupazione dei cittadini di Verrès e comuni limitrofi riguardo all’aumento di casi di aggressioni – verbali e non – di cosiddette baby gang in alcune zone, che potrebbero essere riconducibili ad una numerosa presenza di studenti di molteplici nazionalità gravitanti nel polo scolastico di Verrès. Chiediamo se si ritenga potenziare il personale scolastico di controllo e i sistemi di videosorveglianza, programmare politiche educative specifiche e riorganizzare la scuola prevedendo progetti di prevenzione.»

L’assessore all’istruzione, Erik Lavevaz, ha risposto che «il personale scolastico è chiamato a intervenire unicamente per quanto avviene all’interno del contesto scolastico, mentre sono altre le forze deputate all’intervento all’esterno. Per questo sono stati attivati confronti con l’Amministrazione comunale e con le forze dell’ordine, che hanno posto un’attenzione specifica al contesto, con l’intento di garantire la sicurezza della comunità intorno al plesso scolastico.»

Quanto alla videosorveglianza, l’Assessore ha osservato che «si tratta di un tema che la scuola può attivare solo in casi specifici e a seguito di una valutazione molto attenta, trattandosi di una materia particolarmente delicata per i profili di privacy e la presenza di minori. È stato avviato un confronto con gli uffici della Soprintendenza per sviluppare un percorso che tenga conto sia della garanzia della sicurezza sia della tutela della riservatezza, in particolare dei ragazzi. Venendo alle politiche educative, il tavolo della legalità è molto vivace, dove si portano e si discutono i problemi: ai ragazzi e alle ragazze viene proposto un percorso per creare strumenti per sviluppare il proprio senso civico, essenziale per potersi sentire parte di una comunità e quindi prendersene cura.» 

«L’azione messa in campo è quindi duplice – ha concluso Lavevaz –: da una parte, il coinvolgimento delle forze dell’ordine per le opportune valutazioni e la sensibilizzazione alla segnalazione di qualsiasi anomalia; dall’altra, la scuola ha aderito in modo convinto alle iniziative di educazione civica e si sta strutturando per valutare anche interventi di videosorveglianza. L’azione che la scuola è chiamata a fare è quella di un lavoro lento e costante di sviluppo di una responsabilità e coscienza civica.»

Il consigliere Domanico si è detto soddisfatto della risposta, chiedendo tuttavia «controlli più immediati perché la popolazione ha bisogno di sicurezza. La microcriminalità non nasce dal nulla, ma da piccoli comportamenti illegali che vengono tollerati o giustificati: una società che rinuncia a far rispettare le leggi finisce per abbandonare i cittadini onesti. In quanto forza politica di centrodestra, noi crediamo che la sicurezza sia un diritto fondamentale e non un privilegio. E ringrazio le forze dell’ordine per il lavoro che svolgono.»

Task force per il Casino

La creazione di una task force per il Casino de la Vallée di Saint-Vincent è stata al centro di un’interpellanza presentata dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance valdôtaine.
Richiamando il procedimento penale avviato dalla Procura, «nell’ambito del quale sono stati perquisiti i locali della Casa da gioco e sono stati sottoposti a indagini preliminari due dipendenti, nonché l’annuncio da parte dell’Amministratore Unico della costituzione di un gruppo di lavoro composto da autorevoli professionisti incaricato di esaminare gli atti ufficiali», il consigliere della Lega VdA Corrado Bellora ha chiesto in base a quali criteri siano stati scelti i componenti e quali siano i loro curricula; quali attività dovranno svolgere, quali costi siano previsti, con quali modalità di pagamento e se il Governo regionale intenda approfondire le scelte operate da tale gruppo di lavoro. 

Premettendo che l’argomento «merita una certa riservatezza, attenzione, rispetto nell’essere affrontato» e che «il ruolo del Governo regionale non è quello di avvallare o indirizzare le attività di una sua partecipata», il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha spiegato che «come precisato dalla Casino de la Vallée spa, i componenti del gruppo di lavoro sono stati scelti in base a criteri definiti nell’interesse primario della Società a disporre di competenze altamente qualificate, tra loro complementari, idonee ad affrontare in modo completo e rigoroso gli approfondimenti necessari. Fanno parte del gruppo avvocati, professionisti e professori di riconosciuta competenza ed esperienza, unitamente a personale interno della società. I curricula dei componenti esterni e gli elementi contrattuali sono disponibili sul sito istituzionale della Società, nel rispetto degli obblighi di trasparenza.
L’attività sarà svolta da ciascun componente secondo le proprie competenze e in base agli obiettivi definiti dal gruppo di lavoro, senza uno stretto collegamento con la fase processuale in corso o con eventuali sviluppi futuri. L’obiettivo è acquisire elementi concreti per valutare l’adeguatezza degli assetti procedurali e dei sistemi di controllo interno ed eventualmente proporne l’aggiornamento nel rispetto del quadro normativo.»

Quanto ai costi, «la Società comunica che i compensi non sono predeterminabili, in quanto dipendono dall’estensione, dalla complessità e dalla durata delle attività richieste. Saranno riconosciuti esclusivamente ai singoli professionisti esterni sotto forma di prestazioni professionali, nel rispetto della normativa vigente, delle procedure interne, dei tariffari riconosciuti e dei principi di congruità e proporzionalità. Non sono previsti costi aggiuntivi per il personale interno della società, che opera nell’ambito delle proprie funzioni. Il gruppo di lavoro elaborerà delle conclusioni su cui la Società assumerà delle decisioni che potrà comunicare all’Amministrazione regionale. Non rientra, infatti, nei compiti del Governo regionale sostituirsi all’organo amministrativo della società, se non in caso di inerzia dello stesso. Nel caso specifico, sulla base delle informazioni comunicate dalla Società, non si ritiene che sussistano i presupposti per un intervento diretto della Regione, né in qualità di socio né di concedente.»

«Prendo atto che il management del Casino opera in totale autonomia e ne terrò conto in eventuali future iniziative – ha replicato il consigliere Bellora -. Sui costi non sono d’accordo: per legge un professionista deve fare un preventivo al momento dell’assunzione dell’incarico e non limitarsi a presentare la parcella alla fine del lavoro. Quanto all’utilità di questa task force, credo non sia il modo di affrontare questa bufera. Servono avvocati competenti per la difesa della Casa da gioco e per monitorare il modello 231, che riguarda la responsabilità delle aziende nei procedimenti penali. Per questo, lascerei da parte le task force e mi concentrerei sulla risoluzione dei problemi in cui il Casino si trova, perché – dopo essere stato risanato in modo efficace – ho la sensazione che cattive abitudini stiano tornando a farsi strada.»

Sviluppo area ex Tecdis

Quali sono gli intendimenti per lo sviluppo dell’area ex Tecdis di Châtillon? È quanto ha chiesto il gruppo Lega Vallée d’Aoste con un’interpellanza.
In particolare il vicecapogruppo Simone Perron ha ricordato il progetto presentato da Cva spa nel febbraio 2025 che prevede «la creazione di un distretto delle tecnologie rinnovabili denominato Crea (Cva renewable energy area), con un investimento stimato tra i 30 e i 50 milioni di euro e la presenza di tutte le energie rinnovabili, compreso un impianto di produzione di idrogeno verde ottenuto tramite fondi Pnrr con scadenza nel 2026. Alla luce dell’insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione di Cva, vogliamo conoscere lo stato di avanzamento dei progetti e il loro impatto occupazionale ed economico sul territorio».

«Parliamo di un’area dismessa da tempo, che potrà essere finalmente rivalutata per tornare produttiva – ha risposto l’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy –. Il CdA della Cva è cambiato così come la Giunta, ma abbiamo ribadito l’importanza dell’obiettivo strategico e l’interesse a portarlo avanti. La volontà è di procedere per tappe, con la realizzazione del progetto già finanziato con il Pnrr (impianto a idrogeno verde). Oggi la Società dispone dell’area attraverso un contratto di locazione, ma a dicembre 2025 ha esercitato il diritto di prelazione e ha presentato un’offerta per acquisire definitivamente l’area.  Molto positivo inoltre l’esito della valutazione tecnico-economica dell’Avviso pubblico per la presentazione di Progetti di ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica, che ha visto Cva ottenere, insieme al Politecnico di Torino e altri importanti partner, nell’ambito dell’iniziativa “Mission Innovation 2.0” il finanziamento di oltre 7 milioni di euro per un progetto su Flessibilità e accumulo energetico che potrà convergere in futuro nell’area del progetto Crea. Riguardo all’impatto occupazionale dell’area, non sono ancora disponibili stime, perché sono in corso approfondimenti su tutti gli aspetti. Tra qualche mese, quando tutto sarà maggiormente definito, mi impegno anche a interessare la quarta Commissione per un sopralluogo.
Con l’approvazione del Piano industriale abbiamo definito le filiere strategiche: l’obiettivo è lavorare nel settore energia, con la vocazione di Cva, per sostenere la transizione energetica e rafforzare il sistema produttivo regionale, consolidandone la competitività e l’attrattività. È un progetto che dovrà vedere una forte integrazione con il territorio per garantire uno sviluppo sostenibile. L’obiettivo per il 2026 è completare questa fase di analisi per avviare definitivamente questa direttrice, attrarre nuove imprese, start-up e talenti giovanili. È attraverso l’eccellenza e la qualità degli investimenti che potremo affrontare le sfide di un mercato globale, anche per una regione piccola ma con grandi ambizioni.»

Il consigliere Perron ha accolto «positivamente le notizie fornite dall’assessore. Siamo favorevoli a tutto ciò che porta sviluppo al territorio e più volte abbiamo portato la questione dell’area ex Tecdis all’attenzione di quest’Aula. Vigileremo sugli sviluppi e parteciperemo con interesse ai sopralluoghi: si tratta di un’area che è rimasta inutilizzata per molto tempo e per noi vederla rifiorire sarà importante.»

Impianti di Champorcher

La stazione sciistica di Champorcher è stata al centro di un’interpellanza del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA discussa nella seduta consiliare del 14 gennaio 2026.
Il consigliere del PD-FP Fulvio Centoz, richiamando «l’importanza della stazione per l’economia turistica della media e bassa Valle», ha posto l’attenzione sui «ritardi e le criticità che hanno impedito il pieno funzionamento dell’impianto di innevamento artificiale all’avvio della stagione invernale, nonostante l’ingente investimento pubblico. Solo il 47% delle piste era operativo, con conseguenze dirette su afflusso di visitatori, ricavi delle imprese e immagine del comprensorio. Quali responsabilità si intendono accertare, anche nei rapporti con la Società di gestione? Sono previsti strumenti per sostenere le attività economiche e i lavoratori del territorio che hanno subìto un danno diretto a causa di questo avvio fortemente ridimensionato?»

L’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy, ha riferito che «avremo un incontro con il CdA della Società per valutare quanto è successo e per prendere in esame altri aspetti gestionali e gli investimenti futuri in altre località. Il progetto di valorizzazione delle piccole stazioni è ambizioso e rappresenta l’inizio di un grande lavoro: occorre migliorare alcuni aspetti gestionali, come la presenza di personale operativo sul territorio, tema aperto e con costi da considerare. Tengo tuttavia a rilevare che l’azione di ripresa è già in corso: a Champorcher, alla data del 6 gennaio, sono stati registrati 11.831 ingressi, rispetto ai 5.324 dello scorso anno, con un fatturato di 172.000 euro (contro i 49.000 dell’anno scorso). Grazie all’impianto di innevamento artificiale oggi sono aperte otto piste nella parte bassa, rispetto alle quattro dello stesso periodo dello scorso anno. L’impianto è in funzione e quest’anno sono stati utilizzati 32 mila metri cubi di acqua per l’innevamento artificiale contro i 12 mila dello scorso anno.
Al momento non c’è piena soddisfazione perché l’obiettivo era di utilizzare tutto l’impianto già da questa stagione, e la piena funzionalità anche dell’innevamento sulla parte alta era più che un auspicio. È giusto però ricordare che quando si fanno investimenti pubblici nel campo degli impianti a fune, i tempi di progettazione ed esecuzione si riducono, così come la finestra per eseguire i lavori, e questo cantiere ha dovuto scontare il problema dell’accessibilità per le nevicate tardive che hanno impedito un pronto inizio dei lavori in primavera. Tuttavia, si sta lavorando per recuperare il tempo perso e migliorare la gestione della Società. È fondamentale garantire che questi investimenti creino valore per il territorio, sostenendo le attività economiche e i lavoratori locali. L’obiettivo è continuare a progredire a livello gestionale per ottenere risultati sempre migliori e tutelare a livello comunicativo, località come quella di Champorcher che hanno bisogno di entusiasmo e positività.»

«Il sito di Siski indicava altri dati, ieri dava il 33% di piste aperte – ha replicato il consigliere Centoz –. Non credo quindi che gli operatori debbano ritenersi soddisfatti. Più in generale, a noi interessa la gestione delle piccole stazioni e, giustamente, le società più piccole sono molto attente alla presenza di personale in loco che gestisca gli impianti. Questo tema si collega alla futura gestione unica degli impianti, sulla quale le piccole stazioni, giustamente, avanzano preoccupazioni. Il dato di fatto è che gestire un piccolo comprensorio è diverso dal gestire un grande comprensorio che sta sul mercato internazionale: hanno esigenze diverse e sarà importante riflettere su questo.»

Presidente dell’Istituto musicale pareggiato

I criteri per la nomina del nuovo presidente dell’Istituto musicale pareggiato della Valle d’Aosta sono stati oggetto di un’interrogazione trattata nella seduta consiliare del 15 gennaio 2026 dal gruppo La Renaissance Valdôtaine.
La capogruppo Eleonora Baccini ha ricordato che per «ricoprire l’incarico – assegnato dalla Giunta regionale a Gianni Nuti con delibera del 5 dicembre 2025 – risultavano candidati complessivamente tre soggetti. Quali parametri sono stati utilizzati per una valutazione comparativa tra i candidati? Perché la persona individuata è stata ritenuta preferibile rispetto agli altri due candidati? Esistono verbali o altri atti che documentino il percorso decisionale?»

«Il curriculum del professor Nuti è di altissimo profilo e ho proposto convintamente alla Giunta e alla maggioranza la sua nomina alla Presidenza dell’Istituto musicale – ha risposto l’assessore all’istruzione e cultura, Erik Lavevaz . Sono onorato che abbia accettato di presiedere l’Istituto, non solo perché è un musicologo di fama internazionale, ma perché è la persona giusta per guidare questa realtà, che è un’eccellenza della nostra regione e che ambisce ad aprirsi al mondo musicale internazionale. Abbiamo fatto un’analisi dei curricula dei candidati e lo abbiamo giudicato il più adeguato a presiedere l’Istituto.»

«Dal verbale del Consiglio accademico del novembre 2025 emerge che la discussione non si è limitata ad una presa d’atto formale ma ha visto un dibattito articolato sui requisiti manageriali e professionali – ha replicato la consigliere Baccini –. Inoltre, risulta che non vi sia stato un accordo unanime, tant’è che si è formata una maggioranza e una minoranza nella terna proposta. Oggi, dalla risposta dell’assessore, resta inevasa la questione centrale: quali parametri oggettivi sono stati utilizzati dalla Giunta nella scelta? Non è un tema formale: nella nomina di una realtà strategica come l’Istituto musicale, la trasparenza non è un optional ma una garanzia per le istituzioni e per i cittadini.»

Parco giochi al Crest

Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato un’interpellanza per chiedere chiarimenti sul progetto di realizzazione di un parco giochi tematico in località Crest, nel comune di Ayas, promosso da Monterosa SpA e finanziato dalla Regione. 
«Il progetto – ha ricordato la aapogruppo Chiara Minelli – prevede l’installazione di tre enormi scivoli in plastica, legno e acciaio a forma di fontina, mucca, bidoni del latte, che dovrebbero promuovere le attività agro pastorali della zona, destinati a bambini dai 3 ai 12 anni, collocati in prossimità dell’arrivo della telecabina, dal costo complessivo di oltre 1,1 milioni di euro. I manufatti previsti avrebbero altezze di 4-8 metri (già abbassate su richiesta della Soprintendenza), e occuperebbero circa 5.000 mq di suolo, con fondazioni in cemento armato e con un forte impatto paesaggistico e visivo sull’intera conca del Crest. Inoltre, il parco non sarebbe accessibile alle persone con disabilità, in contrasto con le politiche regionali di inclusività turistica. I residenti e gli operatori turistici del Crest sono preoccupati anche per le ricadute sulla viabilità locale: è infatti prevista la dismissione di una strada poderale, con conseguenti difficoltà di accesso alla funivia per gli operatori economici e i proprietari della zona. Chiediamo quindi di fare chiarezza sullo stato dell’iter autorizzativo, sull’impatto paesaggistico ed economico del progetto e sulla viabilità, e di valutare la sospensione dello stesso o la revisione delle scelte progettuali, esplorando soluzioni alternative meno impattanti, più inclusive e maggiormente condivise con la comunità locale.»

«Il cronoprogramma della relazione tecnica di progetto – ha risposto l’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy – prevedeva l’acquisizione dei pareri necessari entro il 5 novembre 2025: l’ultimo è stato rilasciato il 16 ottobre 2025 dall’Assessorato ai beni e alle attività culturali.
Il Regolamento impianti di risalita del Monterosa 2025-2026 stabilisce che gli accessi di servizio alle piste avvengano con mezzi idonei e previo accordo con i gestori, modalità comunicate agli utilizzatori prima dell’avvio della stagione sciistica e invariate dal 2023 – ha proseguito l’Assessore -. Inoltre, come confermato dall’Assessore all’agricoltura, per la parte viabilità non ci sono piste di proprietà regionale nell’area del Crest e non sono presenti strade interpoderali o di proprietà regionale gestite dal Dipartimento risorse naturali. L’Assessorato è informato del progetto tramite il Consorzio Fontina, che si è confrontato con la società Monterosa per valutare l’interesse al progetto per quanto attiene l’installazione di pannelli tematici per la divulgazione di informazioni a riguardo della filiera della Fontina e del sistema degli alpeggi. La Soprintendenza ha, invece, richiesto modifiche a dimensioni e posizionamento delle strutture per ridurne l’impatto visivo. Ciò è avvenuto tramite la riduzione di alcune altezze e lo spostamento di elementi in aree già caratterizzate da altre strutture presenti.» 

Riguardo alla realizzazione dell’opera, «il Parco giochi del Crest, come detto dall’Assessore al turismo, mira a diversificare l’offerta turistica, aumentare i visitatori e la loro permanenza media, prolungare la stagionalità e valorizzare il territorio, promuovendo attività ludico-ricreative legate alla pastorizia e all’agricoltura montana. Il Sindaco di Ayas ha evidenziato la necessità di risolvere le problematiche relative alla viabilità e all’accesso alla funivia già emerse durante il sopralluogo del 2024, ribadendo l’intenzione di promuovere un confronto con residenti e operatori locali per individuare soluzioni condivise. È emersa in modo chiaro la consapevolezza dell’importanza strategica di dotare Ayas di nuove attrazioni capaci di rafforzare l’offerta turistica, in particolare per la clientela familiare perché, in un contesto di crescente competitività tra le destinazioni alpine, la creazione di servizi e infrastrutture dedicate al tempo libero, rappresenta un elemento fondamentale per mantenere e accrescere l’attrattività della località nelle stagioni intermedie.
Alla luce di queste considerazioni – ha concluso l’Assessore -, non si prevede la sospensione o la revisione complessiva del progetto, con l’invito alla Società promotrice di trovare soluzioni efficaci per l’accessibilità e di garantire un’attenzione a valutare investimenti per rendere maggiormente inclusiva l’area giochi secondo le indicazioni emerse.»

Nella replica, la capogruppo Minelli si è detta insoddisfatta della risposta: «L’Assessore fa riferimento a futuri interventi che riteniamo veri e propri scempi, giustificati in modo puerile con l’idea di “portare le persone a vedere le cime dall’alto”.  Ma prima di fare ciò dovreste preoccuparvi di rendere accessibili i marciapiedi, le strutture e i luoghi pubblici. Denunciamo il mancato coinvolgimento dei residenti nel progetto, l’enorme impatto paesaggistico, l’approccio sbagliato circa la valorizzazione delle attività casearie e la mancanza di risposte sui problemi di viabilità e gestione dei rifiuti. Contrasteremo come potremo la realizzazione di quest’opera.»

Emigrazione dei giovani

Il gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA, con un’interpellanza, ha richiamato l’attenzione sulla crescente emigrazione giovanile e sulle misure per favorire il rientro in Valle d’Aosta.
«I dati Istat e Migrantes evidenziano una situazione critica – ha osservato la vicecapogruppo Clotilde Forcellati -: aumento dell’età media (47,1 anni contro i 46,4 della media italiana), partenza di intere giovani famiglie e una marcata “fuga dei cervelli”, con un numero di giovani qualificati che lasciano la Regione nettamente superiore a quelli che arrivano. Pur riconoscendo il valore delle esperienze di studio e lavoro all’estero e nonostante un buon tasso di occupazione locale, il rientro è oggi scoraggiato da salari più bassi, precarietà contrattuale, costo elevato della vita e un’emergenza abitativa aggravata dagli affitti brevi. Chiediamo quindi se la Giunta intenda istituire un Osservatorio Giovani per analizzare le cause dell’emigrazione, adottare misure urgenti per calmierare il mercato degli affitti, prevedere incentivi alle imprese che assumono giovani valdostani altamente qualificati rientrati dall’estero e promuovere un piano complessivo per rendere la Valle d’Aosta un territorio attrattivo non solo per il turismo, ma anche per costruire una carriera e una famiglia.»

«Il punto di partenza per affrontare il tema è l’analisi dei dati – ha risposto l’assessore alle politiche giovanili, Leonardo Lotto -. Nel periodo 2002-2024, le uscite dalla Valle d’Aosta degli under 40 sono leggermente aumentate, con un cambiamento significativo delle destinazioni, sempre più orientate verso l’estero. Il fenomeno si inserisce in un contesto più ampio di “degiovanimento” e di riduzione del capitale umano giovane, rendendo il tema centrale per le politiche di sviluppo regionale.
La Regione ha già attivato numerose misure, spesso trasversali e in parte specificamente rivolte ai giovani, che spaziano dalle politiche giovanili allo studio e alla formazione, dal lavoro all’imprenditoria, dalla ricerca all’innovazione – ha proseguito l’Assessore -. Tra queste ci sono gli incentivi all’avvio d’impresa e alle assunzioni, al sostegno dell’imprenditoria giovanile e agricola, all’attrazione di lavoratori qualificati e ricercatori, alle start-up innovative, oltre a misure mirate per settori specifici come le professioni sanitarie. Sono inoltre previsti interventi su casa e mobilità (mutui per la prima casa a tasso agevolato e sostegno spese di viaggio per studenti) e servizi di conciliazione (voucher per tata familiare e servizi doposcuola), raccolti anche nel vademecum disponibile online “Lavorare in Valle d’Aosta”. Sono inoltre allo studio, nell’ambito del Programma Fse+, misure per il finanziamento di borse di ricerca per giovani ricercatori, dottorati di ricerca e voucher per il sostegno familiare di anziani e bambini.
Pur riconoscendo che queste politiche non risolvono da sole il problema, la Giunta ribadisce la forte attenzione sul tema e annuncia l’avvio di un nuovo percorso strategico per creare, in Valle d’Aosta, un ecosistema di attrattività per giovani talenti. Questo servirà anche a contrastare lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione. L’iniziativa, in fase di definizione, intende mettere a sistema leve fiscali, finanziarie, di servizi, normative, di housing, di lavoro e di branding, valorizzando le misure già esistenti, immaginandone di nuove e puntando su un monitoraggio costante dei risultati. Sarà un lavoro lungo, complesso, ambizioso, condiviso con tutta la giunta e con il Consiglio che spero potrà portare la Valle d’Aosta ad essere ancora di più un luogo attrattivo per giovani talenti e famiglie.»

«Ben venga che i giovani facciano esperienze all’estero, ma occorre andare oltre le sole agevolazioni e costruire progetti di lungo periodo che rendano davvero possibile il rientro o l’investimento in Valle d’Aosta – ha replicato la vicecapogruppo Forcellati -. I bonus nazionali per i rimpatriati, dimezzati nel 2024 e nel 2025, hanno già ridotto del 50% i rientri dei giovani in Italia: servono quindi politiche strutturali, non misure estemporanee. Il tema va legato all’emergenza abitativa e a servizi adeguati. Creare una base sociale che punti sui giovani vuol dire investire non solo sul turismo ma su un’economia differenziata in Valle d’Aosta capace di guardare al futuro.»

Accordo Uv Forza Italia

Con un’interpellanza, il gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA ha chiesto chiarimenti sulla Commissione di monitoraggio e attuazione dell’accordo politico-programmatico tra Union Valdôtaine e Forza Italia. 
«L’accordo sottoscritto tra UV e FI – ha dichiarato il capogruppo Jean-Pierre Guichardaz – è stato presentato come una scelta strategica nell’interesse della Valle d’Aosta, fondata sull’idea che la presenza di una forza legata alla maggioranza nazionale avrebbe rafforzato la capacità di incidere sui dossier strategici. Proprio per questo, quell’accordo non può restare una narrazione astratta o un’intesa tra segreterie: deve essere valutabile nei suoi effetti concreti, nei risultati prodotti e nella trasparenza. L’accordo prevede impegni precisi: non si tratta di un manifesto generico, ma di un testo che prevede l’istituzione entro trenta giorni di una Commissione di monitoraggio, l’individuazione di interlocutori politici nazionali, il seguito dei dossier prioritari e una verifica dei risultati entro marzo 2027. Chiediamo quindi se la Commissione sia stata costituita, chi ne faccia parte, quante volte si sia riunita, quali risultati abbia prodotto e quali interlocuzioni concrete siano state attivate con il Governo nazionale. Nella storia recente della Valle d’Aosta non si era mai ritenuto necessario “proteggere” l’Autonomia regionale attraverso accordi con partiti nazionali. Quando governavamo noi, anche in presenza di governi nazionali di colore politico diverso, la forza della Valle d’Aosta era nella credibilità delle sue istituzioni e nella qualità delle sue scelte, non nella ricerca di agganci esterni.»

Le président de la Région, Renzo Testolin, a soutenu que «l’accord politique signé entre l’Union Valdôtaine et Forza Italia, comme l’on a déjà souligné, ne peut pas être rattaché aux initiatives d’inspection de ce Conseil, notamment parce qu’il a été signé par les composantes politiques. Il est toutefois certain que cet accord politique a créé les conditions favorables pour faciliter le dialogue institutionnel avec les responsables nationaux du parti Forza Italia, avec lesquels les échanges ont débuté de manière fructueuse, tant avec le Sénateur Gasparri qu’avec le Ministre Pichetto Fratin, et se sont poursuivis avec les autres Ministres susceptibles d’être concernés par les questions d’intérêt pour le Gouvernement régional. Il en sera rendu compte à ce Conseil, aux moments et dans les instances appropriées, dans le cadre du développement des différentes thématiques relevant du programme de gouvernement.»

Il consigliere Guichardaz si è detto insoddisfatto della risposta: «Ci è stato sostanzialmente detto che si tratta di un accordo tra partiti e che quindi il Consiglio regionale non avrebbe titolo per occuparsene. È una posizione che considero istituzionalmente inaccettabile: il Consiglio non è un soggetto esterno alla vita politica, è il luogo in cui si esercita il controllo democratico sull’azione di governo. Se un accordo politico fonda un cambio di maggioranza e orienta l’azione della Giunta, allora il Consiglio ha il pieno diritto di conoscerne lo stato di attuazione. Se i risultati esistono sarà interesse di tutti renderli noti. Se i risultati non ci sono, è doveroso prenderne atto con onestà. La trasparenza non è un optional: è un dovere verso l’Aula e verso i cittadini valdostani.»

Desertificazione commerciale

Le strategie non assistenzialistiche per contrastare la desertificazione commerciale sono state oggetto di un’interpellanza del gruppo Fratelli d’Italia.
Il vicecapogruppo Massimiliano Tuccari ha richiamato i dati di Confcommercio, «che collocano la Valle d’Aosta tra le regioni con il più alto tasso di desertificazione commerciale (28,2%), pari a un locale chiuso su tre. Il fenomeno incide negativamente sulla vivibilità dei territori, sull’attrattività turistica, sul valore immobiliare, sulla coesione sociale e il vero problema è non aver mai discusso, in quest’Aula, delle cause ma soltanto degli effetti. I contributi a fondo perduto risultano inefficaci nel medio-lungo periodo per contrastare le chiusure di esercizi: servono, invece, strategie strutturali e non assistenzialistiche, basate anche sulla nostra Autonomia e ispirate a esperienze già sperimentate in altre realtà italiane ed europee, basate su semplificazione burocratica, fiscalità di vantaggio, partenariati pubblico-privati, riutilizzo di locali sfitti con contratti a “canone modulato” e per laboratori artigianali visibili al pubblico. Chiediamo quindi se la Giunta intenda istituire una cabina di regia regionale, promuovere una piattaforma digitale unica del commercio valdostano in collaborazione con le associazioni di categoria e definire tempi e strumenti normativi concreti, anche attraverso un atto programmatico o un disegno di legge, entro il 2026 per migliorare e progettare il futuro commerciale 2.0.»

Nella risposta, l’assessore al commercio, Giulio Grosjacques, ha spiegato che «i contributi agli esercizi di vicinato assegnati nel 2025 hanno sostenuto, nel solo settore dei beni di prima necessità, il mantenimento di 157 attività e l’apertura di 8 nuovi esercizi. Non è corretto affermare che queste misure non funzionino, anche alla luce dei riscontri positivi espressi nel tempo da operatori e associazioni di categoria. Se per misure non assistenzialistiche gli interpellanti intendono azioni di sostegno che non gravino sul bilancio regionale, è evidente che incontrerebbero il favore della Regione: occorre però individuarne di efficaci, che non producano solo burocrazia e rientrino nelle competenze regionali.
L’Amministrazione regionale non dispone di studi di dettaglio sull’impatto dei diversi fattori sulle dinamiche demografiche delle attività commerciali. Tali analisi richiedono tempi e risorse e, in questa fase, il Governo regionale intende concentrarsi su iniziative concretamente realizzabili. L’Assessorato intrattiene un confronto costante con le associazioni di categoria e non ci sono preclusioni a istituzionalizzare questi momenti attraverso una cabina di regia allargata anche a Comuni, Chambre, Suel e altri Assessorati, a condizione che vi siano proposte serie e attuabili e non un semplice tavolo senza valore aggiunto. Allo stesso modo, l’Assessorato non è contrario a una piattaforma digitale unica del commercio valdostano, purché nasca dagli operatori e dalle loro associazioni, per evitare nuovi vincoli burocratici. La Regione promuove già alcune aziende su Love VdA ed è disponibile a dare visibilità a piattaforme digitali sviluppate dagli operatori a sostegno del piccolo commercio.
In accordo con le associazioni di categoria abbiamo esteso i contributi per gli esercizi di vicinato ai negozi di abbigliamento, calzature e ottica e abbiamo approvato le legge 25 del 2025, con relativa delibera attuativa che stimola gli operatori all’innovazione, alla digitalizzazione e alla sostenibilità, attività che sono state considerate fondamentali anche dalla Cgia di Mestre. Non possiamo essere d’accordo con misure di pianificazione, come il Piano integrato di offerta commerciale, che stabiliscono quante e quali attività si possano insediare o come si debbano promuovere mentre siamo disponibili alla creazione della cabina di regia che assorbirebbe anche il  Tavolo permanente con le associazioni di categoria.»

Palestre a uso scolastico

Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha illustrato un’interpellanza sulla carenza di palestre nella città di Aosta.
«Le palestre agibili – ha evidenziato il vicecapogruppo Eugenio Torrione – risultano ormai da tempo insufficienti sia per soddisfare le esigenze delle scuole per le ore di scienze motorie sia per quelle delle società sportive per allenamenti e competizioni. La situazione costringe molte associazioni a ridurre le attività o ad adottare orari inadeguati per i più giovani, mentre studenti e insegnanti sono spesso obbligati a lunghi spostamenti, con perdita di tempo didattico e costi aggiuntivi per il trasporto. Vogliamo sapere se vi sia l’intenzione di promuovere un confronto urgente con Comune, scuole, Coni e società sportive per definire un piano complessivo dei fabbisogni, di verificare la realizzazione di palestre adeguate nei progetti di ristrutturazione degli edifici scolastici e di valutare la costruzione ad Aosta di un palazzetto polifunzionale, sul modello di altre città, capace di rispondere in modo flessibile e modulare alle esigenze sportive e scolastiche.»

L’assessore all’istruzione, Erik Lavevaz, ha evidenziato che «il tema degli spazi per le palestre ad Aosta rientra nel più ampio impegno dell’Assessorato sul dimensionamento scolastico da definire entro il 2026 e l’unificazione delle strutture Programmazione scolastica ed Edilizia scolastica mira a rendere più operativa l’azione su un settore che richiede grande attenzione e, soprattutto, investimenti. Il tema è oggetto di confronto con il Comune di Aosta e, una volta definito un quadro condiviso, ci confronteremo anche con il Coni per trovare soluzioni equilibrate e sostenibili. Ad Aosta, infatti, l’utilizzo da parte delle società sportive è importante ed è gestito da un regolamento comunale che ha portato a un importante tasso di occupazione delle strutture.»

Per quanto riguarda gli interventi edilizi, l’assessore ha spiegato che «all’ex Manzetti è prevista una palestra scolastica di circa 400 metri quadrati, destinata prioritariamente alle attività didattiche, con la possibilità di un eventuale utilizzo da parte di associazioni sportive in orario extra-scolastico, mentre all’ex Magistrali il progetto di fattibilità prevede la completa demolizione del fabbricato e la successiva ricostruzione di un nuovo edificio, con una nuova palestra di circa 450 metri quadrati, con possibile ampliamento del campo da gioco e la presenza di tribune fino a 200 posti, nel rispetto dei vincoli urbanistici e della priorità all’uso scolastico. Diverso il caso dell’ex palestra La Rochère, che sarà riconvertita in spazi per la didattica e la ricerca dell’Institut Agricole. Infine, non esiste attualmente alcun progetto per la realizzazione di un palazzetto dello sport dedicato al volley, né sono in corso interlocuzioni in tal senso, al di là degli investimenti già programmati sulle principali strutture sportive regionali (Palaindoor e Palaghiaccio).»

«Il problema scolastico è importante – ha osservato nella replica il consigliere Torrione –, ma non bisogna sottovalutare il settore sportivo perché la richiesta supera ampiamente l’offerta di palestre. Su questo tema, non basta confrontarsi solo con il Coni: occorre coinvolgere tutto il mondo sportivo. La richiesta di un palazzetto polifunzionale non sarebbe destinata solo al volley, ma risolverebbe la carenza cronica di palestre: pensiamoci seriamente e proviamo a realizzarlo.»

Per il consigliere Tuccari«serve uno studio locale approfondito sul fenomeno visto che per geografia, dimensioni e aspetti territoriali ci distinguiamo dalle altre Regioni italiane. Le parole non mancano ma mancano i tempi di attuazione di queste misure perché ogni giorno è prossimo a una nuova chiusura. Per questo sollecito dei tempi certi per ciò che viene fatto: il tessuto produttivo è fondamentale per il gettito del nostro bilancio e se viene meno non avremo risorse sufficienti per far fronte alle spese future.»

Le altre iniziative del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra erano su: cerimonia di commemorazione delle libere elezioni di Valsavarenche del 1944; rispetto della tempistica per i lavori di elettrificazione della linea Ivrea/Aosta; liste di attesa per interventi chirurgici nella sanità regionale; disservizi alla residenza protetta Villa Chabod di Donnas; impianti di Champorcher; sperimentazione regionale della riforma sulla disabilità

Le altre iniziative degli Autonomisti di Centro erano: sui lavori di realizzazione del Corpo G3 delle centrali tecnologiche del nuovo ospedale Parini; sull’immagine che avrà la Valle d’Aosta durante le Olimpiadi di Milano Cortina; sugli scenari, oltre alla chiusura, prospettati per il centro dialisi di Saint-Vincent

Le altre iniziative di Fratelli d’Italia erano su: azioni riparatorie per espropri per pubblica utilità su terreni in località Plan Praz di Gressan.

Le altre iniziative della Lega Vallée d’Aoste erano su: servizio trasporti puntuale e pet-friendly; criteri per la nomina del nuovo direttore generale dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta; modifica della delibera 517/2023 in materia di formazione, personale, emergenza-urgenza sanitaria regionale; assegnazione del ruolo di direttore della Fondazione per la formazione professionale turistica; posizione del Governo sui recenti fatti accaduti a Torino; vicende riguardanti alunni e docenti al Liceo classico; riforma della legge sulla disabilità in Valle d’Aosta; soluzioni per la sanità carceraria.

L’altra iniziativa del gruppo La Renaissance Valdôtaine era sull’affidamento di un incarico con delega alla zona franca a soggetto esterno alla Giunta e al Consiglio regionale. 

I gruppi Lega VdA e La Renaissance Valdôtaine hanno proposto altre iniziative congiunte, riguardanti: l’efficacia delle politiche regionali per i giovani e il contrasto allo spopolamento giovanile; la posizione del Governo sul referendum della giustizia; le videocamere nelle strutture per anziani della Valle d’Aosta. 

Le altre iniziative del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA erano su: organizzazione e spazi della struttura complessa di Cardiologia dell’ospedale regionale Umberto Parini; iniziative per la sicurezza e la prevenzione dei furti dopo i recenti fatti di cronaca; coinvolgimento delle minoranze nelle prossime variazioni di Bilancio e rispetto degli impegni assunti in sede di approvazione del bilancio di previsione; semplificazione e trasparenza del percorso di tutela per le prestazioni sanitarie oltre i tempi di attesa; gestione del potenziale overtourism e impatto sulla tenuta dei servizi pubblici e delle strutture sanitarie regionali. 

Mozioni

Valorizzazione dei “Carnavals de Montagne” di Aosta

L’Assemblea ha approvato all’unanimità una risoluzione, risultante dal coordinamento fra due testi depositati in Aula uno dai gruppi Union Valdôtaine, Centro Autonomista e Forza Italia e l’altro dai gruppi AdC, Lega VdA, La Renaissance e FdI, che riconoscendo il valore insostituibile dei “Carnavals de Montagne” per la promozione dell’identità, delle radici e della cultura valdostana, invita l’Amministrazione comunale di Aosta a non considerare la sospensione del 2026 come definitiva, ma come occasione per ripensare e rafforzare la manifestazione con il sostegno attivo della Regione. Il nuovo testo impegna anche la Giunta regionale a prendere atto della titolarità del Comune di Aosta sul marchio “Carnavals de Montagne” e a riconoscere che la sua gestione rientra attualmente nelle competenze dell’Amministrazione comunale; a favorire, in raccordo con il Comune di Aosta, una prospettiva di continuità della manifestazione, sostenendo un percorso di programmazione che consenta di mantenere l’evento quale appuntamento di riferimento per la promozione turistica, culturale e territoriale; ad avviare un immediato dialogo istituzionale fra Regione, Presidenza del Consiglio e Comune, con l’obiettivo di valutare congiuntamente soluzioni per il ripristino dei “Carnavals de Montagne” già a partire dall’edizione 2027.

«La salvaguardia delle tradizioni popolari e la promozione delle espressioni culturali del territorio rappresentano un obiettivo strategico per rafforzare l’identità regionale e favorire occasioni di partecipazione collettiva – ha detto l’assessore alla cultura, Erik Lavevaz -. È importante che si dia stabilità e continuità a questa iniziativa di indubbio valore, la cui titolarità deve rimanere comunque in capo al Comune di Aosta.» 

«Ringrazio per il dibattito che, per una volta, ha individuato una soluzione condivisa, frutto della volontà comune di tutelare una tradizione e un’identità di assoluto interesse per la nostra Regione – ha detto il capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin -. Con i firmatari della risoluzione di maggioranza abbiamo, infatti, trovato una quadra su un testo unitario per dare continuità già dal 2027 ai Carnavals de Montagne – una manifestazione che è un punto di riferimento per la promozione turistica, culturale e territoriale -, instaurando un dialogo istituzionale fra Regione, Presidenza del Consiglio e Comune di Aosta.»

Supporto a manifestazioni per la libertà in Iran

Il Consiglio ha approvato all’unanimitàuna risoluzione, sottoscritta da tutti i gruppi consiliari, che condanna con fermezza le violazioni dei diritti umani da parte delle autorità iraniane, l’imposizione violenta di regole religiose e le repressioni nei confronti degli oppositori del regime, esprimendo piena solidarietà al popolo iraniano, in particolare ai giovani e alle donne protagonisti della protesta, e sostenendo le loro legittime aspirazioni alla libertà e ai diritti fondamentali.

L’assessore alle politiche giovanili, Leonardo Lotto, primo firmatario della risoluzione, ha affermato: «Il Consiglio esprime, all’unanimità, profonda solidarietà e ammirazione per il coraggio del popolo iraniano, che a partire dalla fine di dicembre 2025 è tornato a sfidare un regime sanguinario per il riconoscimento dei diritti civili e delle libertà fondamentali. Non possiamo e non vogliamo restare in silenzio di fronte a migliaia di vittime, tra cui giovanissimi di appena 16 anni, e a condanne a morte eseguite senza alcun processo. Questa nuova ondata di proteste sta subendo una repressione violenta e sproporzionata, caratterizzata dall’uso indiscriminato della forza, uccisioni e arresti arbitrari. Si tratta di uno scenario che ripropone i tragici eventi del 2022 seguiti alla morte di Mahsa Amini, confermando la natura di un sistema che nega sistematicamente il legittimo desiderio di libertà e democratizzazione. Nonostante il blackout di internet e il blocco delle comunicazioni imposti per nascondere i massacri e soffocare l’informazione, è ormai evidente che le nuove generazioni non accettano più di vivere in una prigione a cielo aperto. Attraverso questa risoluzione, il Consiglio si assume la responsabilità di farsi megafono di una rivoluzione e di esprimere una condanna totale verso un regime capace di ordinare il fuoco sui propri cittadini, riaffermando il proprio impegno a sostegno di chi lotta per la vita e la dignità.»

Misure di sicurezza nella zona Gressan/Aosta Montfleury

Con 21 voti di astensione (UV, CA, FI, AdC), 5 voti contrari (AVS, PD-FP) e 7 a favore (Lega VdA, FdI, La Renaissance) è stata respinta una mozione del gruppo Lega Vallée d’Aoste che chiedeva il potenziamento delle misure di sicurezza nella zona che collega Aosta Montfleury con Gressan attraverso telecamere e maggiore illuminazione, al fine di rendere più sicura e controllata la zona in vista del periodo estivo.

Il vicecapogruppo Simone Perron ha richiamato «le numerose segnalazioni di cui si è fatta portavoce la Lega Giovani sulla scarsa sicurezza della strada adiacente alla Dora, nella zona di una delle discoteche più frequentate dai ragazzi, dall’inizio del ponte che collega Aosta Montfleury a Gressan fino al sottopasso che porta alla piscina e al palaghiaccio. Un’area che, secondo quanto riferito, desta forte preoccupazione soprattutto tra le ragazze, anche alla luce di episodi di cronaca nazionale legati ai reati di violenza sessuale. I dati Istat evidenziano una presenza significativa di cittadini stranieri tra le persone denunciate o arrestate per violenza sessuale in Italia: vi è quindi la necessità di non abbassare la guardia e di mantenere la Valle d’Aosta il più possibile al riparo dalle dinamiche degradanti, soprattutto per quanto riguarda la tutela delle donne e dei giovani nelle aree di aggregazione notturna.»

Ringraziando «i ragazzi che hanno presentato le segnalazioni, espressione di un importante senso civico», il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha motivato l’astensione spiegando che «le forze dell’ordine presidiano anche queste situazioni e sono al corrente delle criticità che possono verificarsi. Grazie all’utilizzo delle telecamere già installate e le ulteriori già previste in installazione dal comune di Gressan, alla previsione sul lato Aosta di interventi di ammodernamento nelle aree di Tzamberlet e Montfleury – che potranno portare anche all’illuminazione del tratto di pista ciclabile a collegamento delle due zone con specifici accorgimenti – ritengo che la situazione sia adeguatamente presidiata dalle amministrazioni, proprio nel senso auspicato dalla mozione. Questa è la ragione dell’astensione, che vuole significare come le amministrazioni comunali abbiano da sempre la giusta attenzione nel controllo del territorio e sanno di dover tenere alta l’attenzione. Interloquire con i locali notturni chiedendo loro di mettere a disposizione del personale che, all’uscita, possa presidiare l’area sarà una delle attività da continuare e che dovrebbe essere in generale sempre più diffusa. La gestione di contesti frequentati da giovani richiede infatti attenzione e cautela, per evitare che situazioni piacevoli possano trasformarsi in spiacevoli. Per questo l’attenzione deve essere come sempre trasversale, a tutela della cittadinanza e in particolare dei giovani.»

Raddoppio della tratta ferroviaria Chivasso/Ivrea

Con una mozione respinta con 21 voti di astensione della maggioranza e 14 voti a favore dell’opposizione, i gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e PD-Federalisti Progressisti VdA chiedevano di attivarsi affinché nella prima riunione del Tavolo di coordinamento tra le Regioni Valle d’Aosta e Piemonte sul tema dei trasporti venissero esaminati tempi, modalità e risorse per il raddoppio della tratta ferroviaria Chivasso/Ivrea, con una valutazione anche di eventuali raddoppi selettivi sul territorio valdostano.

«Da tempo in Consiglio regionale ribadiamo che il miglioramento del trasporto ferroviario passa non solo dall’elettrificazione della Ivrea/Aosta, ma anche da interventi strutturali sull’intera tratta Chivasso/Aosta – ha dichiarato la capogruppo di AVS, Chiara Minelli –. In particolare, il raddoppio del binario unico della Ivrea/Chivasso rappresenta l’azione prioritaria e decisiva per aumentare velocità e puntualità, come riconosciuto anche dalla bozza di Piano regionale dei trasporti 2035. L’istituzione di un Tavolo permanente tra Valle d’Aosta, Piemonte e Rfi decisa a dicembre 2025 è un’occasione che va colta subito, portando all’esame della prima riunione del Tavolo il raddoppio della tratta Ivrea-Chivasso e dei raddoppi selettivi in Valle. Siamo convinti che se esiste una volontà politica delle due Regioni e una disponibilità tecnica di Rfi si possano fare degli importanti passi avanti. È un tema prioritario perché riguarda tantissimi pendolari, e darebbe forza ad una richiesta che ci viene da una Regione vicina in uno spirito di collaborazione.»

L’assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, nell’annunciare l’astensione della maggioranza, ha evidenziato: «Occorre chiarirsi sul senso delle mozioni: per la maggioranza hanno valore solo se introducono proposte nuove. Questo testo sollecita a fare cose che abbiamo già inserito nel programma di legislatura e che stiamo già eseguendo; anzi, siamo già più avanti. Ricordo inoltre che il Protocollo di intesa siglato nel 2024 da Valle d’Aosta, Piemonte e Rfi – più vincolante di una mozione – ha portato all’avvio del Docfap (Documento di fattibilità delle alternative progettuali), che contiene anche i raddoppi selettivi e sul quale potremo confrontarci per definire gli obiettivi da raggiungere e dal quale emergeranno anche i costi da sostenere e, quindi, le risorse da impegnare.»

Nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica

Respinta con 24 astensioni (UV, CA, FI, PD-FP), 2 voti contrari (AVS) e 9 voti favorevoli (Lega VdA, La Renaissance, FdI, AdC) l’iniziativa che sollecitava la Giunta a valutare, di concerto con il Comune di Aosta e l’Arer, la modifica del progetto di riqualificazione dell’area ex grattacieli nel quartiere Cogne, destinandola prioritariamente alla realizzazione di nuovo alloggi di edilizia residenziale pubblica anziché a un parco urbano alberato. La mozione, presentata dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine, chiedeva anche di promuovere le necessarie varianti al progetto Pinqua, integrando risorse regionali o accedendo a ulteriori fondi nazionali o europei per l’edilizia sociale.

«La demolizione dei grattacieli del quartiere Cogne libera un’area strategica che rappresenta un’occasione concreta per rispondere alla grave emergenza abitativa in Valle d’Aosta – ha detto il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin –. Con 566 famiglie in attesa di un alloggio pubblico e un mercato privato sempre più inaccessibile, destinare quello spazio esclusivamente a un parco non è sufficiente. È invece necessario valutare la realizzazione di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica, in linea con gli obiettivi di inclusione sociale e riduzione del disagio abitativo perseguiti dal Pinqua (Programma nazionale per la qualità dell’abitare) e dal Pnrr.»

Annunciando l’astensione, l’assessore alle opere pubbliche, Davide Sapinet, ha spiegato che «il progetto complessivo di riqualificazione urbana del quartiere Cogne, compresa la realizzazione del parco urbano, è ormai in ultimazione. Sia i vincoli urbanistici riguardanti le superfici libere sia la necessità di i tempi stretti del Pnrr impongono di portare a termine il progetto – che peraltro è stato presentato e illustrato dal Comune di Aosta in più occasioni pubbliche fin dal 2023 -così come previsto senza che vi siano margini per modifiche nel senso auspicato dalla mozione. Ciò non significa che questo Governo non ritenga prioritario investire risorse per aumentare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Per il 2026, l’attività dell’Arer prevede la stipula di nuovi accordi quadro per la manutenzione e la riqualificazione degli alloggi sfitti da rendere nuovamente assegnabili – ad oggi sono 512 le famiglie in graduatoria – e la realizzazione di nuovi appartamenti: 30 nel Quartiere Cogne, nelle ex soffitte delle case Giacchetti, 72 nelle case Fresia e Gazzera, 63 nell’ambito del progetto “Sicuro verde sociale”, tutti ultimati entro l’anno. A questi si aggiungono 80 alloggi nel quartiere Dora, per i quali si è nella fase di progettazione di fattibilità tecnico economica e di reperimento delle risorse nel bilancio regionale.»

Attraversamento stradale della Dora Baltea nella Plaine di Aosta

Avviare uno studio di fattibilità per la realizzazione di due nuovi ponti di attraversamento della Dora Baltea, di cui uno nella zona dell’Arena Croix Noire e uno nella zona La Grenade di Gressan/Jovençan. È quanto chiedeva il gruppo Fratelli d’Italia con una mozione che è stata respinta con 26 voti di astensione (UV, CA, FI, AdC, PD-FP, AVS) e 8 a favore (FdI, Lega VdA, La Renaissance).

Il capogruppo di FdI, Alberto Zucchi, ha ritenuto «non più procrastinabile prevedere delle alternative per il collegamento nord/sud nell’attraversamento della Dora Baltea tra Pollein e Aymavilles. Questo in ragione sia dei lavori attualmente programmati sul ponte di Pollein – finanziato da fondi statali per 2,67 milioni di euro con un anno di chiusura del ponte dall’inizio dei lavori -, sia di eventuali imprevisti sul ponte di Charvensod/Pont Suaz, che registra 7 milioni di transiti all’anno e che, essendo stato fondato nel 1861 e con l’adeguamento stradale attuale risalente al 1982, necessiterà nei prossimi anni di un profondo intervento di adeguamento, peraltro non ancora pianificato. Alternative che consentiranno maggiore fluidità al traffico che attualmente grava in modo considerevole sulla sola struttura del Pont Suaz, ma anche maggiore sicurezza a cittadini e turisti. C’è bisogno di un’immediata attenzione verso la realizzazione di un asse nuovo complementare ai ponti esistenti.» 

L’assessore alle opere pubbliche, Davide Sapinet, ha fatto il punto sulla pianificazione e sugli interventi realizzati, dicendosi disponibile a riferire e a confrontarsi in Commissione: «La tematica della sicurezza è all’attenzione del Governo, attraverso la manutenzione straordinaria della viabilità regionale (500 km) con particolare riguardo ai 276 ponti. Nel 2020-2021 vi è stata un’azione di monitoraggio e nel 2023 l’avvio dei lavori di manutenzione sull’80% delle infrastrutture. Tra gli interventi – per complessivi 17,1 milioni di euro -, ricordo quelli già eseguiti a Pontey e a Brissogne; in corso i lavori di risanamento ai ponti di Avise e di Hône; in corso la progettazione della manutenzione straordinaria del ponte di Issogne; nel 2026 saranno avviati i lavori di risanamento del ponte di Pollein (tempo previsto 18 mesi, senza chiusure continuative) e i lavori di manutenzione del Pont-Suaz (saranno previste chiusure notturne). Al nodo del Pont-Suaz è in corso uno studio di fattibilità per il collegamento Aosta-Charvensod attraverso la Dora Baltea, così come proposto nella mozione. Nella zona La Grenade potrebbero esserci problemi realizzativi a causa della presenza del raccordo autostradale, ma si tratta anche di una opportunità da valutare, così come emerso nella bozza di Piano regionale dei trasporti. Non sono invece emerse rilevanti criticità nella zona della Croix-Noire.»

I lavori dell’adunanza del 14 e 15 gennaio sono conclusi. Il Consiglio si riunirà nuovamente mercoledì 28 e giovedì 29 gennaio 2026.

Pubblicato / aggiornato il 16/01/2026 alle 09:28
Categoria: Politica e Amministrazione