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Implode Valle d’Aosta Aperta

Implode Valle d’Aosta Aperta (©Gianfranco Zanata per bobine.tv) - I candidati della lista Valle d'Aosta aperta per il Consiglio Valle

Prima il comunicato stampa di Uniti a Sinistra, Area democratica, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista, poi quello di Adu VdA, ed ecco che il progetto Valle d’Aosta Aperta implode.

Lunedì 2 febbraio 2026, abbiamo ricevuto questa comunicazione: «Le componenti della Commissione politica di Valle d’Aosta aperta che si riconoscono ufficialmente in Uniti a Sinistra, Area Democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista, hanno ribadito in più sedi, compresa l’Assemblea di Valle d’Aosta Aperta, che i valori e i contenuti del progetto presentato alle elezioni regionali e comunali di Aosta restano un punto fermo dell’agire politico e che gli elettori che in quei valori e in quei contenuti avevano riposto, con un voto, la loro fiducia e speranza non sarebbero stati abbandonati per i successivi 5 anni, resistendo alle manovre della Realpolitik locale, che brilla per trasformismo.
Noi di UaS, ADGA, M5S, PRC, RS eravamo ben consci che l’impresa elettorale non era facile ma l’abbiamo affrontata con coraggio e determinazione. Ora al di là delle storture di leggi elettorali maggioritarie con sbarramenti che forzano il dettato costituzionale, negando la rappresentanza a molti cittadini, e al di sopra delle delusioni personali, constatato che migliaia di valdostani e centinaia di aostani ci hanno chiesto di esprimere un’alternativa politica alla drammatica situazione valdostana, travolta da quella nazionale e internazionale, non intendiamo in alcun modo venire meno a quanto dichiarato e sottoscritto in campagna elettorale.
I valori e i contenuti di Valle d’Aosta Aperta vivono e vivranno per i prossimi 5 anni. Continueremo ad essere aperti al dialogo e al confronto con tutte le forze che non si abbasseranno a compromessi nell’interesse di pochi e contribuiremo a tutte le lotte che vadano a vantaggio della collettività, a partire dal nostro impegno a promuovere e sostenere, senza i distinguo di altri, il Comitato per il NO al referendum sulla Magistratura.
Sul tema della pace, l’abbiamo scritto e lo ripetiamo senza esitazioni non siamo disponibili alle ipocrisie di chi scende nelle piazze con il popolo della pace ma nelle sedi istituzionali in Europa, in Italia, in Valle d’Aosta o nel Comune di Aosta vota per il riarmo o è silente sul genocidio in corso in Palestina e consente ai suoi rappresentanti eletti di votare con Von der Leyen e Meloni.
Sul tema del welfare e dei diritti del lavoro non accettiamo la subordinazione culturale alle logiche neoliberiste e di privatizzazione strisciante che ha pervaso anche una parte del centrosinistra e in Valle d’Aosta costituisce una deriva iniziata ben prima dell’abbraccio fra UV, FI e Azione.
Sui diritti civili alle dichiarazioni buone intenzioni devono seguire fatti concreti: leggi e atti amministrativi.
Anche in Valle d’Aosta, tra le più ricche regioni italiane, lunghe liste d’attesa minano il diritto alla salute di tanti pazienti, oltre 500 famiglie aspettano trepidanti una casa popolare che consenta loro una vita più serena e sicura, l’accoglienza dei rifugiati politici ha la percentuale più bassa d’Italia: una VERGOGNA!
Infine, proprio sul piano economico la Valle d’Aosta si allinea alle politiche neoliberiste che aumentano le diseguaglianze sociali, compromettendo anche quel senso di comunità che è presupposto indispensabile perché l’Autonomia Speciale resti un valore condiviso e non uno strumento nelle mani di poche lobbies, sempre più estranee alle sorti future del nostro territorio sia sul piano sociale sia sul piano ambientale
».

Martedì 3 febbraio, AduVdA ci ha scritto: «ADU è stata tra le promotrici di VdA Aperta. L’obiettivo era quello di costruire uno spazio politico di alternativa alle destre e all’Union.
Per 90 voti questo progetto non ha avuto il giusto riconoscimento in Consiglio regionale. Ne abbiamo preso atto e abbiamo avviato una riflessione rispetto all’opportunità di riprendere il confronto non solo con chi faceva parte della nostra coalizione ma, anche, come richiesto da molti elettori, con le altre forze progressiste valdostane. Soprattutto in questi tempi terribili.
Come spesso avviene dopo una sconfitta, il clima di fiducia e di rispetto reciproco tra le componenti di VdA Aperta si è guastato. Abbiamo assistito a processi nei confronti dei candidati più votati, mancato riconoscimento dell’importante lavoro svolto da persone come Tripodi e Guichardaz e questioni sul riparto delle spese elettorali.
Abbiamo provato a rilanciare il progetto, chiedendo alle altre componenti di ripartire secondo una logica del consenso e dell’unanimità. Purtroppo, Raimondo Donzel – a nome del Movimento 5 stelle, Rifondazione comunista e Area Democratica – ha chiuso il confronto comunicando che “a partire dalla mancanza di fiducia reciproca e dal logorio della disponibilità a relazionarsi efficacemente tra le parti, sono venute meno le condizioni fondamentali per proseguire la collaborazione”.
Sinceramente ci spiace: è un passo indietro rispetto alla costruzione di una reale alternativa. In ogni caso, ADU VdA resta disponibile al confronto, a partire dai programmi, con tutte le forze progressiste valdostane e con le cittadine e i cittadini disponibili
».

Pubblicato / aggiornato il 03/02/2026 alle 14:53
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Categoria: Politica e Amministrazione